Filosofia
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La fisica e il suo divenire. Sull'esperienza storica della conoscenza fisica
di Fritz Krafft
editore: Armando editore
pagine: 224
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Sant'Agostino: introduzione alla dottrina della grazia
di Agostino Trapè
editore: Città Nuova
pagine: 376
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La prima radice
di Weil Simone
editore: Se
pagine: 286
È soprattutto sul bisogno di radicamento che si concentra l'attenzione di Simone Weil, 'il bisogno più importante e misconosci
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Platonismo e creazionismo in Filone di Alessandria
di Roberto Radice
editore: Vita e pensiero
pagine: 448
In questo volume Radice affronta il problema centrale della interpretazione di Filone. Sulla base delle sue precise conoscenze acquisite sull'Alessandrino e sul Platonismo, egli dimostra che Filone va considerato come un autentico filosofo, da cui nessuno in futuro potrà legittimamente prescindere, non solo per la ricostruzione del pensiero patristico, ma anche per la ricostruzione del pensiero greco-pagano a lui parallelo e posteriore. Filone non è un eclettico, bensì un platonico - se non addirittura l'attivatore del Medioplatonismo -, che ha utilizzato elementi aristotelici e stoici, per lo più caricandoli appunto della valenza platonica. Ma il suo platonismo è un "platonismo riformato", proprio sulla base di concetti cardine tratti dal testo biblico, e, in particolare, dal creazionismo fondativo, che nel contesto della cultura filosofica in cui egli agisce è quello che più si approssima alla creazione ex nihilo.
Il libro presenta, tra l'altro, numerose novità esegetiche, in particolare riscontrabili nel sistematico confronto con i precedenti autori platonici, o stoici, o di varia estrazione filosofica.
Il volume si impone come un punto di riferimento per tutti gli studiosi di Filone e della storia del Platonismo.
Esaurito
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Simbolo e conoscenza
di Virgilio Melchiorre
editore: Vita e pensiero
pagine: 380
I saggi raccolti in questo volume nascono da una lunga ricerca seminariale sul tema della coscienza simbolica, un tema che senza dubbio può essere annoverato fra gli aspetti più rilevanti della riflessione contemporanea.
Ripreso in modo decisivo già nell'opera di Baumgarten e in quella di Kant, sottoposto poi ad un'analisi sistematica con la Filosofia delle forme simboliche di Cassirer, il tema della simbolicità torna oggi ad essere un punto centrale nella riflessione sulle strutture trascendentali della coscienza e nei nuovi percorsi del pensiero epistemologico.
Lo stesso rinnovamento della ricerca metafisica ed una più approfondita istituzione del metodo ermeneutico cercano una linea di fondazione anche nell'area della coscienza simbolica: ci si volge così a quella complessità espressiva, che, nell'immediatezza di un primo significato, lascia intravedere un'ulteriorità di senso e di significati, in sé mai del tutto guadagnabili.
Gli studi che ora pubblichiamo riflettono, sotto diversi profili, questi tipi di interesse. Si doveva prima di tutto tener conto che, per il suo carattere trascendentale, l'espressione simbolica trova i suoi modi d'essere nella molteplice diversità della vita coscienziale. Nella prima parte del volume, «Spazi e percorsi», vengono cosi individuate tre aree fondamentali di ricerca fra le più rilevanti per la nostra tematica: quella dell'ermeneutica biblica, quella dell'epistemologia postempirista e infine quella della psicanalisi «postfreudiana». Sullo sfondo di questa ricognizione ad ampio respiro, vanno poi considerati i saggi della seconda parte del volume, indicata col titolo adorniano «Cifre della riconciliazione»: ricerca che dunque, senza voler essere esaustiva, si è piuttosto piegata alle voci fra le più emblematiche del mondo contemporaneo, diverse e talora molto distanti l'una dall'altra ma tutte segnate dal riscontro di una dilacerazione dialettica. Si voleva cogliere cosi, da lati diversi, tutta la complessità della coscienza simbolica, che, mentre riunisce, pur avverte l'enigma del proprio rinvio: coscienza di un'insondabile profondità che si dà più nella forma dell'assenza e meno in quella del sicuro possesso, più nella forma della nostalgia o dell'attesa e meno in quella della compiuta riconciliazione. Le voci che in tal senso sono sembrate di maggior rilievo sono quelle di Jung, di Adorno, di Benjamin, di Heidegger. Ma si è voluto riflettere, al di fuori di ogni cronologia empirica, anche sul pensiero di Vico: una forte analogia doveva infatti ricondurre alle sorgenti stesse della nostra tradizione filosofica. La riflessione contemporanea sul simbolico può considerarsi, nel suo insieme, come una forte reazione all'intellettualismo di marca illuministica: si pensi in particolare alla grande lezione di Adorno e di Horkheimer. Ma in tal senso, e in tutta la sua ampiezza, può essere riletta l'opera del Vico: la teoria vichiana della «mente ingegnosa» costituisce - com'è noto - una presa di posizione sia a riguardo dell'intellettualismo scettico dei libertini, sia a riguardo di quello cartesiano. E proprio dalla critica del Vico ci ritorna inquietante una domanda decisiva: cosa può significare che, per risorgere dalla «barbarie della riflessione», occorre rivolgersi ancora all'invenzione dell'ingegno simbolico?
Esaurito
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Ragioni per credere, ragioni per fare. Convenzioni e vincoli nel metodo scientifico
di Cristina Bicchieri
editore: Feltrinelli
pagine: 144
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L'autoaffermazione dell'università tedesca
Il rettorato 1933-34
di Heidegger Martin
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 66
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