Law
Codice dei beni culturali e del paesaggio
editore: Il mulino
pagine: 824
Il 1° maggio 2004 ha segnato una data significativa per la disciplina dei beni culturali e del paesaggio
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Tecnica dell'interpretazione giuridica
di Chiassoni Pierluigi
editore: Il mulino
pagine: 338
Il libro si propone di fornire a chi intraprende lo studio del diritto, o vuole comunque acquisire una maggiore consapevolezza
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Le crisi di impresa tra diritto ed economia. Le procedure di insolvenza
di Lorenzo Stanghellini
editore: Il mulino
pagine: 371
L'attività d'impresa nasce e prospera grazie al debito e al differenziale fra costo del capitale e il profitto che l'imprenditore si attende. Il debito, inusuale per il consumatore, è quindi fisiologico per l'impresa e, conseguentemente, l'insolvenza è uno dei possibili esiti dell'attività. Tutte le legislazioni moderne prevedono delle "procedure d'insolvenza". A cosa mirano in concreto e a cosa dovrebbero mirare? Devono tutelare solo gli interessi dei creditori o anche gli interessi di una comunità più vasta di soggetti? Come sono strutturate? Avvalendosi di una ampia letteratura italiana ed internazionale, il libro analizza la normativa italiana - così come riformata a seguito del caso Parmalat, nel 2004 e per tutte le imprese nel 2005-2006 - e affronta i vari temi connessi alle crisi d'impresa, da quelle piccole a quelle delle grandi società quotate: l'attitudine al rischio degli imprenditori e le reazioni dei finanziatori, le responsabilità degli amministratori, il rapporto fra interessi dei creditori e interessi dei lavoratori, le procedure di ristrutturazione e il fallimento, il concordato preventivo e fallimentare, la revocatoria e le tecniche per la conservazione dell'impresa in crisi e infine gli accordi stragiudiziali. Costante attenzione viene riservata all'impatto economico delle norme e della loro applicazione, rendendo il volume un utile e innovativo strumento anche per gli economisti.
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L'occhio della legge. Storia di una metafora
di Michael Stolleis
editore: Carocci
pagine: 122
"L'occhio della legge vigila!" Un modo di dire, divenuto un po' desueto, che può apparire, secondo il tono o la situazione, ironico, rassicurante o ammonitore. Ma cosa si cela dietro questa curiosa metafora antropomorfa della "legge", che si suppone abbia un occhio che non dorme mai e che "tutto" vede? In questo saggio Michael Stolleis mette il lettore sulle tracce di un'immagine affascinante, la cui storia consente di descrivere le trasformazioni nel modo di intendere il diritto dall'antichità fino alle dittature del ventesimo secolo.
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Introduzione al diritto contrattuale europeo
di Alpa Guido
editore: Laterza
La situazione giuridica europea è in continua evoluzione
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La «maschia avvocatura». Istituzioni e professione forense in epoca fascista (1922-1943)
di Antonella Meniconi
editore: Il mulino
pagine: 376
La "maschia avvocatura" è l'enfatica espressione che Aldo Vecchini, segretario del Sindacato nazionale fascista avvocati e pro
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I diritti in azione
Universalità e pluralismo dei diritti fondamentali nelle Corti europee
editore: Il mulino
pagine: 548
Chi avrebbe mai pensato al momento della sottoscrizione dei Trattati di Roma, mezzo secolo fa, che le istituzioni europee si s
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Sentieri interrotti della legalità. La decostruzione del diritto amministrativo
di Fabio Merusi
editore: Il Mulino
pagine: 183
Questo saggio si interroga sullo stato del principio di legalità (quello che informa l'attività della pubblica amministrazione ed è il pilastro del diritto amministrativo) nella vita del nostro ordinamento. L'autore individua alcuni "attentati" a quel principio, in particolare nel rapporto fra potere legislativo e potere esecutivo, dove il primo tende a sostituirsi al secondo. Dovendo distribuire risorse rese scarse dai patti di stabilità comunitari, il Parlamento cede spesso e volentieri alla tentazione delle leggi-provvedimento, destina cioè direttamente le risorse saltando l'intermediazione della PA, venendo meno al principio della imparzialità amministrativa. Costretto a privatizzare sempre per rispettare i patti di stabilità, il Parlamento cerca di non perdere la "presa" su organizzazioni che, almeno formalmente, ha privatizzato, inventandosi il "diritto privato speciale", una sorta di riserva di potere ancora pubblico nascosto sotto apparenti rinvii all'autonomia privata. Ulteriori attacchi alla legalità amministrativa, e perciò alla garanzia del cittadino, vengono ormai da più parti: oltre che dal legislatore, dagli interpreti che teorizzano improponibili sistemi alternativi o che dissimulano dietro teorie "più avanzate" la ricomparsa di poteri liberi, e perciò arbitrari, e anche da qualche giudice (con particolare frequenza quello penale), che anziché ergersi a custode della legalità preferisce sostituirla con una sua "legalità" alternativa.
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Giustizia globale. Le nuove frontiere dell'eguaglianza
di Isabel Trujillo
editore: Il Mulino
pagine: 208
L'esigenza di redistribuzione globale della ricchezza, la riduzione delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo, la gestione dei flussi migratori, la protezione dai rischi ambientali, la lotta contro le reti transnazionali del terrorismo globale sono questioni che travalicano i confini nazionali e configurano quella che Habermas ha definito la "costellazione post-nazionale". Il fenomeno della globalizzazione sta trasformando i modi di pensare e di impostare i problemi di giustizia e la sfida che attende oggi un approccio di tipo normativo, è la necessità di riferirsi a criteri di giudizio e di valutazione etica non limitati a comunità chiuse ma validi al di là dei confini statali. Tuttavia, una convinzione molto diffusa vuole che la discussione sulla giustizia riguardi principalmente le relazioni tra cittadini di uno stato nazionale, non solo nelle classiche trattazioni filosofiche, da Platone a Rawls, ma anche nella comprensione comune. Il libro affronta in modo sistematico le questioni centrali attinenti la "giustizia globale", esaminando gli argomenti pro e contro, e analizzando le principali difficoltà di una giustizia non esclusivamente iscrivibile alla comunità politica locale, sia sul fronte teorico, sia dal punto di vista pratico.
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Reminiscenze di cattedra e foro
di Francesco Carrara
editore: Il Mulino
pagine: 344
Un prezioso compendio di scritti di diritto penale, tutti datati tra il 1877 e il 1882. Le pagine qui raccolte, tutte animate dalla passione che ha sempre contraddistinto Francesco Carrara, toccano infatti importanti argomenti di filosofia del diritto e antropologia giuridica. Leggendole, scopriamo di trovarci di fronte a testi solo apparentemente frammentari: frutto di una lunga esperienza di docente e avvocato, essi aiutano a mettere meglio a fuoco il pensiero di un giurista di grande rilievo.
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Il terzo strike. La prigione in America
di Elisabetta Grande
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 168
Elisabetta Grande mostra come l'America abbia abbandonato il principio della proporzionalità della pena al reato, della risocializzazione del condannato, in nome di una "certezza" sempre più vicina alla tentazione di estromettere definitivamente il detenuto dalla vita sociale, quando non a farne lo strumento di una speculazione d'affari. In Italia ci fu una appassionata discussione fra giuristi, gli uni persuasi che la pena dovesse essere resa duttile in corso d'esecuzione, e rivalutata rispetto all'evoluzione personale del condannato, gli altri spaventati dall'arbitrio potenziale di quella flessibilità, e inclini a una riforma del codice penale che correggesse la misura eccessiva delle pene previste. Prevalse in teoria la prima, con la riforma del 1975 e le successive misure, di cui il nome di Mario Gozzini diventò il simbolo, ma progressivamente svuotate da provvedimenti ispirati alla galera come toccasana e regalo circense alla pubblica opinione. L'indulto - una scelta retrospettivamente preterintenzionale, così da spaventare i suoi stessi autori - ha riportato un sollievo umano e un po' di legalità nella condizione delle carceri. Sono necessarie però riforme sostanziali: la cancellazione di leggi punitive e contrarie alla vera sicurezza, la riforma del codice penale che depenalizzi gli attuali reati di scarsa o nulla pericolosità. La proporzione di gente in prigione non è un indice della criminalità e dell'insicurezza di un paese, ma solo della sua politica penale.
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