Law
La tela di Penelope. Primo rapporto Astrid sulla semplificazione legislativa e burocratica
editore: Il mulino
pagine: 527
La questione della semplificazione legislativa e burocratica è da tempo all'attenzione dei governi. Troppe leggi, non di rado contraddittorie e confuse, asfissianti controlli, defatiganti procedure amministrative, una burocrazia invadente e arrogante appesantiscono i costi delle imprese e complicano la vita dei cittadini. Ma non solo. Alimentano la corruzione. Determinano ingiustizie. Ingessano le attività economiche. Appesantiscono l'azione delle amministrazioni pubbliche. Ma buone regole servono. Servono efficaci controlli sul rispetto delle regole. Servono amministrazioni e servizi pubblici efficienti. Occorre dunque trovare il giusto punto di equilibrio fra le opposte spinte alla deregolazione e alla iper-regolamentazione, fra la libertà economica e l'esigenza di disciplinare la concorrenza e di tutelare i diritti di tutti. Come risolvere il problema? Che cosa si è fatto finora, a livello nazionale, regionale e locale? In questo primo Rapporto sulla semplificazione legislativa e burocratica, alcuni tra i migliori esperti italiani tracciano un quadro completo e aggiornato delle misure adottate nel nostro paese per semplificare il quadro normativo e ridurre gli oneri burocratici che gravano sui cittadini e sulle imprese. Sulla base delle migliori esperienze straniere, indicano anche gli strumenti migliori per proseguire nel disboscamento delle regole inutili e impedire che la giungla legislativa e burocratica torni a ricrescere.
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Le origini culturali delle nazioni
di Smith Anthony D.
editore: Il mulino
pagine: 303
In aperto contrasto con l'ortodossia corrente, in questo nuovo originale lavoro Anthony Smith mette in discussione l'idea di n
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Diritto di welfare
Manuale di cittadidananza e istituzioni sociali
editore: Il mulino
pagine: 616
II volume, terzo della collana del Laboratorio WISS, è frutto di un confronto multidisciplinare svoltosi nell'arco di più di u
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La costituzione economica cinese
editore: Il mulino
pagine: 311
Nell'era delle comunicazioni globali, il fenomeno della circolazione dei modelli giuridici sembra abbia in parte superato la d
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Il valore aggiunto. Come la sussidiarietà può salvare l'Italia
editore: Carocci
pagine: 302
Non è utopia ritenere che i cittadini possano interagire con le amministrazioni pubbliche nella cura dei beni comuni. Non lo è perché di fatto già accade, grazie a tutti coloro che in vario modo mettono a disposizione della comunità tempo ed energie. Ma non lo è anche perché nella nostra Costituzione vige ormai un principio che legittima i cittadini a passare dal ruolo di utenti a quello di cittadini attivi, responsabili e solidali. È il principio di sussidiarietà orizzontale, che considera i cittadini come potenziali alleati delle istituzioni, disposti ad introdurre nella sfera pubblica il valore aggiunto rappresentato dalle loro competenze, idee ed esperienze. In tempi di crisi questa è una prospettiva che apre alla speranza perché non si limita, come fanno alcuni interpreti della sussidiarietà, ad ipotizzare interventi sostitutivi dei soggetti pubblici da parte di attori non-profit, bensì mobilita quantità crescenti di persone nella produzione, cura e sviluppo di beni comuni. I saggi contenuti in questo libro analizzano le idee e le esperienze pratiche che sorreggono questa prospettiva di nuova cittadinanza, fornendo ai potenziali cittadini attivi gli strumenti per mobilitarsi ed a chi opera nel sociale e nella politica una visione credibile di cambiamento basata sulla Costituzione.
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Letteratura italiana. Vol. 3: L'Ottocento.
L'Ottocento
di Galimberti Antonello
editore: Vallardi a.
pagine: 190
Storia, società e cultura; movimenti, correnti e tendenze; uno sguardo sull'Europa; prosa, poesia e teatro; autori: vita e ope
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La sostenibilità della democrazia nel XXI secolo
editore: Il Mulino
pagine: 351
La conquista della democrazia può considerarsi definitiva ed irreversibile? Quali sono i principali conflitti e i dilemmi che sfidano la radice stessa della tenuta "democratica" dei nostri sistemi istituzionali? Spesso alla vittoria del modello democratico sul piano formale non corrisponde la sua affermazione sul piano sostanziale. L'idea centrale del volume è quella di analizzare sotto diversi profili e approcci il tema della "sostenibilità" della democrazia nel nuovo secolo. La nozione della "sostenibilità" evoca la capacità di consegnare un valore alle generazioni future e questa "traditio" è possibile quando siano chiari i presupposti e le dimensioni di quel valore. Il libro raccoglie il dialogo avvenuto tra un gruppo di giovani studiosi ed alcuni illustri professori provenienti da discipline, culture e nazionalità differenti, nell'ambito di un corso di alta formazione organizzato a Milano dal Consorzio Interuniversitario Nova Universitas. L'opera documenta, perciò, un tentativo di lavoro "universitario" nel senso originario del termine: quello di approfondire un argomento per inevitabili progressive approssimazioni, ma allo stesso tempo cercando una via non "riduzionista".
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La governance tra politica e diritto
di Maria Rosaria Ferrarese
editore: Il Mulino
pagine: 218
La governance indica un metodo di governo aperto ad un numero e tipologia di attori molto più estesi di quelli della democrazia rappresentativa: non solo stati e pubblici poteri, ma anche organizzazioni internazionali, corti, gruppi di esperti, associazioni professionali, parti sociali, società civile, imprese, Ong. È la risposta nei fatti alla crisi del modello taylor-fordista delle imprese capitalistiche e del modello burocratico delle amministrazioni pubbliche,che ha rivelato quanto la risoluzione dei problemi collettivi attraverso strutture verticali di autorità fosse ormai un meccanismo inefficace e inefficiente. Il nuovo modello di governo rischia ora di soppiantare completamente tutto l'armamentario teorico-concettuale che fa capo alla democrazia rappresentativa: la legge della maggioranza, la divisione dei poteri, la preminenza del legislativo sul giudiziario, il rigore delle procedure, la certezza del diritto. Politica e diritto si trovano a vivere una nuova stagione, fatta di ridefinizioni, di logiche della deroga e di obiettivi da raggiungere, di soluzioni pattizie, approdando verso norme e regole che implicano obblighi o impegni ma non li accompagnano con sanzioni e mirano al raggiungimento di effetti pratici.
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Diritti umani e cooperazione internazionale allo sviluppo. Ideologie, illusioni e resistenze
editore: Il Mulino
pagine: 116
In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, intento del volume è proporre una valutazione critica, condotta con un approccio interdisciplinare, dei suoi contenuti, delle sue matrici ideologiche e del suo fondante approccio universalistico, alla luce dei mutamenti storico-politici, ideologici, culturali e socio-economici intercorsi dal dopoguerra a oggi. Queste pagine offrono una ricostruzione completa del ben più ampio e complesso contesto nel quale il concetto e la forma contemporanea dei diritti umani si trovano oggi a riproporre significati, ideali e principi di riferimento per la riflessione e l'azione politica. Nonostante l'innegabile carattere innovativo della Dichiarazione del 1948, le analisi qui presentate compongono un quadro generale costellato di promesse mancate e di drammatici fallimenti, fra i quali si possono annoverare episodi di violazione dei diritti e dei bisogni dei minori e una sostanziale incapacità di promuovere una reale politica per l'infanzia. Mentre, d'altra parte, il presunto universalismo dei diritti umani viene evocato allo scopo di imporre l'egemonia occidentale ad altri popoli e ad altre culture.
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Il diritto della paura. Oltre il principio di precauzione
di Cass R. Sunstein
editore: Il Mulino
pagine: 280
A fronte del crescente clima di paura e delle sempre più frequenti domande sociali di protezione, i governi dei paesi occidentali e la legislazione comunitaria fanno ricorso nelle loro normazioni al cosiddetto principio di precauzione, inteso come un insieme di misure cautelative verso pericoli e rischi potenziali. Se, inizialmente, il principio era la corretta espressione dello stato di protezione delle democrazie avanzate, in tempi recenti tende ad essere invocato anche in assenza di evidenze empiriche di pericolosità, o nell'indifferenza degli effetti secondari magari più perniciosi, o delle violazioni ai principi democratici per perseguire scopi politici altri. I governi tendono infatti ad ingigantire smodatamente certuni rischi per assecondare determinate lobbies (come nel caso della Sars) o peggio ancora creano allarme sociale per incassare consenso su politiche altrimenti non condivise (come la guerra in Iraq).
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Il diritto, la genealogia, la storia. Itinerari
di Emanuele Stolfi
editore: Il Mulino
pagine: 210
Nel momento in cui vengono posti in discussione i "regimi di storicità" della cultura occidentale, anche le discipline dedicate alla tradizione giuridica e politica antica devono interrogarsi profondamente sul proprio ruolo, i loro metodi di lavoro e i possibili apporti che ancora possono garantire nella formazione di uno sguardo critico rivolto al presente. Per lo. storico del diritto e delle istituzioni greche e romane non è più tempo di solitudini: sollecitato al dialogo con molteplici interlocutori, egli deve recuperare la feconda "inattualità" dei suoi campi d'indagine, operare scavi genealogici, sondare la lunga durata di dispositivi che tanto hanno inciso sulla nostra identità e sul modo stesso di concepire le relazioni tra la vita effettiva degli uomini e le forme del diritto, confrontarsi coi fondamentali paradigmi della tradizione occidentale e seguirne i tragitti folti di sconnessioni e cesure. Questo volume, muovendo dalla discussione di vari contributi apparsi negli ultimi anni, cerca di isolare alcuni dei più significativi itinerari che risultano percorribili in queste direzioni.
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Tra costituzione e riforme. Scritti e interviste (1980-2000)
di Paolo Barile
editore: Passigli
pagine: 208
Uomo di profonda e vasta cultura, giurista finissimo, Paolo Barile (1917-2000) è stato un protagonista nel dibattito e nella vita delle nostre istituzioni. Ministro nel così detto 'Governo dei professori' presieduto da Carlo Azeglio Ciampi, Barile non ha mai disgiunto la partecipazione attiva alle tematiche sociali e istituzionali del Paese dal suo magistero, esercitato per tanti anni con l'insegnamento nelle Università di Siena e Firenze e con la pubblicazione di importanti studi, a cominciare dalla sua prima opera nel 1945, della quale il suo maestro Piero Calamandrei ebbe a dire, presentandola: "Egli considera il diritto una cosa seria: e l'ha dimostrato, prima che nello scrivere queste pagine, nel resistere, con virile fermezza, alle persecuzioni, alla prigionia, alla tortura". E in effetti quello che colpisce in primo luogo nella figura di Barile è proprio questo suo senso vivo del diritto e della Costituzione, come risulta anche dalla serie di articoli ed interviste raccolti in questo volume. In queste pagine vediamo Barile intervenire con la consueta finezza - ma anche con il rigore intellettuale del giurista che non può tollerare la disinformazione, dolosa o colposa, che può crearsi attorno ai principi fondamentali della nostra convivenza civile - nel dibattito su temi ancor oggi di stringente attualità: dalla riforma costituzionale alla legge elettorale, dal conflitto di interessi alla comunicazione televisiva, dalla giustizia alla scuola.
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