Critica letteraria e Linguistica
Kant e l'ornitorinco
di Umberto Eco
editore: La nave di teseo
pagine: 575
Questo volume rappresenta una delle pietre miliari del percorso filosofico di Umberto Eco e una delle pietre miliari della riflessione semiotica internazionale tout court. Eco torna alla filosofia (ammesso che mai se ne sia distaccato), per confrontarsi soprattutto con l'ontologia e le scienze cognitive in materia di percezione, realismo, iconismo. Confrontandosi con i nodi fondamentali della filosofia di ogni tempo, da Aristotele a Heidegger, Eco discute i problemi dell'essere, della verità, del falso, del riferimento, della realtà, dell'oggettività della conoscenza e della congettura. Con straordinaria lucidità, Eco anticipa così, nel 1997, temi destinati a diventare cruciali nel dibattito filosofico attuale - prima fra tutte la questione del realismo.
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La struttura assente. La ricerca semiotica e il metodo strutturale
di Eco Umberto
editore: La nave di teseo
pagine: 590
Uscito nel 1968, questo libro poneva il problema di una teoria semiologica unificata, quando la discussione sui fondamenti e i
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Lectura Dantis Scaligera 2009-2015
editore: Antenore
pagine: 293
Negli ambienti accademici internazionali è da tempo consolidata la tradizione delle letture tematiche, organizzate dai più imp
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Zhongguo jizhe. Giornalisti cinesi: linguaggio e identità professionale
di Lupano Emma
editore: Unicopli
pagine: 140
Questo volume è il frutto di una ricerca sul campo svolta tra il 2008 e il 2015 che è consistita nella raccolta di interviste
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Utopia e disincanto. Saggi 1974-1998
di Claudio Magris
editore: Garzanti Libri
pagine: 326
"Utopia e disincanto" raccoglie un'ampia scelta della produzione saggistica di Claudio Magris. Il lettore incontrerà scritti che analizzano la nostra attuale condizione umana e storica, ma anche fulminei commenti alle bizzarrie della Grande Storia o della cronaca spicciola, riscoperte di libri dimenticati e incontri con destini randagi. Ci sono Borges e Jünger, Goethe e Hugo, Mann e Dostoevskij, Nievo e Hesse, Broch e Andric, Tagore e Primo Levi... Ma anche i libri di viaggio e d'avventura e le opere di "non scrittori", di marginali della letteratura come il lappone Turi, lo sciamano groenlandese Qippingi o l'anonimo poeta amazzonico. Non mancano, infine, alcune riflessioni sull'attualità, a volte su problemi di rilevanza morale e politica, a volte su situazioni quotidiane.
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Leggere la «Commedia». Guide alle grandi opere
editore: Il mulino
pagine: 182
Un vademecum per leggere i capolavori della letteratura italiana, quei classici che non si smette mai di riscoprire: la storia del testo, la vicenda dell'opera, i temi dominanti, lo stile, la fortuna.
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L'ortografia
editore: Carocci
pagine: 111
Perché su "giù" ci vuole l'accento e con "su" invece non ci va? Come mai "brav'uomo" ha l'apostrofo e "buon uomo" no? Si scrive "per lo più" o "perlopiù"? Partendo dai dubbi più comuni, e senza trascurare la scrittura di internet e dei social network, questo volume accompagna il lettore a scoprire come funziona l'ortografia della lingua italiana e a capirne gli ingranaggi.
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Istantanee
di Claudio Magris
editore: La nave di teseo
pagine: 178
Secondo la definizione di Salvatore Battaglia nel "Grande dizionario della lingua italiana", l'istantanea è eseguita con un tempo di esposizione molto breve senza l'impiego di un sostegno. Claudio Magris compone un florilegio di istantanee, raccolte in ordine cronologico, dal 1999 al 2016. In esse Magris ritaglia piccoli e grandi aspetti della vita quotidiana, della vita politica, della nostra intimità. Stigmatizza false credenze, modi di dire, comportamenti che nascondono abissi di incomprensione e superficialità; sottolinea piccoli gesti, nascosti, che rivelano l'ampiezza dell'animo umano. Pesca dalla storia e dalla letteratura situazioni sorprendenti, capaci di illuminare il presente confuso in cui viviamo. Ne emerge una piccola commedia umana, un affresco unitario delle nostre vite nevrotiche, il cui telaio è lo spirito caustico, ironico, sempre pieno di Pietas dell'autore, autentico moralista (nel senso alto del termine) dei nostri tempi. Che non ci dice mai come dobbiamo essere o vivere, ma ci invita a guardarci con rigore e tenerezza. E alla fine di questo viaggio ci saluta con un invito: "Solo quando puoi nuovamente ridere, dice una scritta letta più di trent'anni fa sulla porta del Duomo di Linz, hai veramente perdonato".
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Don DeLillo
di Marco Trainini
editore: Castelvecchi
pagine: 236
Questa è la prima monografia in lingua italiana sullo scrittore americano Don DeLillo. Da "Americana", pubblicato nel 1971, all'ultimo "Zero K", datato 2016, passando per le prime prove narrative ("End Zone", "Great Jones Street", "La stella di Ratner"), sino ai capolavori della piena maturità ("/ nomi", "Mao II", "Underworld", "L'uomo che cade"), DeLillo ha composto un ritratto lucido e impietoso della cultura statunitense, descritta attraverso i pregi e i difetti che ne caratterizzano i miti, le cerimonie e le ossessioni. Con una scrittura limpida, Trainini analizza in profondità le follie e le passioni della storia contemporanea americana narrata nelle pagine di DeLillo, così come la sua prosa minuziosa e apocalittica che ha saputo conquistare i lettori di tutto il mondo. Prefazione di Fabio Vittorini.
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Quattro novelle sulle apparenze
di Gianni Celati
editore: Quodlibet
pagine: 180
Quattro novelle filosofiche di un Celati pensoso. Nella prima un professore di ginnastica, Baratto, stanco della falsità delle parole, smette di parlare, con un mutismo solenne e buffo. I protagonisti delle altre novelle pure loro si sentono estranei ad un mondo fatto di parole cerimoniali e abitudini, il che ne fa dei dispersi che vagano nel mondo. Ma poi tutti alla fine devono constatare che c'è poco da fare: la vita è solo una trama cerimoniale per tenere insieme qualcosa d'inconsistente, a cui però apparteniamo.
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«A foglia ed a gemma». Letture dall'opera poetica di Andrea Zanzotto
editore: Carocci
pagine: 213
Gli autori dei dodici saggi raccolti nel volume accettano la sfida di commentare l'opera di un maestro della poesia del secondo Novecento come Andrea Zanzotto. Ogni saggio è dedicato a un testo esemplare del poeta, affrontandolo di volta in volta con le armi dell'intertestualità, della riflessione filosofica, della metrica, della stilistica: nella certezza che anche al fondo dei versi di Zanzotto - come di ogni grande poeta - ci sia una "volontà di comunicazione autentica".
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