Critica letteraria e Linguistica
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Ingressi laterali al Trecento maggiore
Dante, Petrarca, Boccaccio
di Bragantini Renzo
editore: Liguori
pagine: 124
L'indicazione ironicamente ausiliaria del titolo è rivolta a italianisti, storici della musica medioevale e rinascimentale e s
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Il libro e lo scaffale. Opere bibliografiche e inventari di libri su papiro
editore: Liguori
pagine: 128
Gli elenchi di libri di epoca greco-romana giuntici su papiro sfuggono a una classificazione precisa
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Gozzano
di Silvia Morotti
editore: Bonanno
pagine: 136
Caposaldo della linea novecentesca alternativa alla poesia pura, Guido Gozzano dilata l'antico schema lirico: i versi divengono dialogo sommesso, teatrino del quotidiano, intreccio di voci intrappolate nei nuovi scenari borghesi. Intossicato dalla , Gozzano attraversa D'Annunzio e Pascoli, legge i poeti del tardo simbolismo franco-belga, si incontra e si scontra con la tradizione: la sua musa ironicamente crocifissa lo spinge ad indossare la maschera dell'avvocato, dell'entomologo, del Don Giovanni in fuga che lascia dietro di sé una galleria di ritratti femminili, di figure da melodramma che preludono alla morte, , estrema finzione e teatro dei teatri.
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Gotthold Ephraim Lessing e i suoi contemporanei in Italia
editore: La scuola di Pitagora
pagine: 202
I testi qui raccolti rappresentano gli Atti di un Convegno di Studi su Lessing e i suoi contemporanei in Italia, con cui si in
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Le origini della poesia di Giuseppe Ungaretti
di Luciano Rebay
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 208
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Dramma e storia. Da Trissino a Pellico
di Beatrice Alfonzetti
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 292
Questo libro sostiene due tre tesi centrali
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Joseph Roth
di Marino Freschi
editore: Liguori
pagine: 288
Il saggio fornisce un'esauriente introduzione alla vita e all'opera di Roth, sulla scia di una lettura attenta alle recenti suggestioni, incentrate sul complesso e intrigante rapporto dello scrittore ebreo galiziano con il sionismo, da lui criticato in nome del primato spirituale dell'ebraismo della diaspora. Ampio spazio è anche riservato all'attualissima riflessione rothiana sulla figura del "nomade" quale destino estremo dell'uomo contemporaneo, sempre più "libero" da radici e da atavici condizionamenti e sempre più angosciato per una libertà che non sa tradursi in progetto. La stessa trasfigurazione narrativa, cui sottopone la sua biografia, scaturisce dalla tragedia del suo tempo, per lui culminata con l'esilio e con la sua morte drammatica, provocata dallo scontro col nazionalsocialismo, giudicato da Roth come il male assoluto. Come Hesse, Roth ha incontrato un immenso successo di pubblico, ma una cauta accettazione da parte della critica, eppure lo scrittore ha tutti i titoli per essere considerato uno dei massimi autori del '900 per la sua straordinaria percezione della crisi del mondo moderno - che è ancora il nostro mondo -, per le sue possenti metafore e per la sua utopia, regressiva e struggentemente nostalgica. Ciò che Roth comunica è l'assoluta sincerità del momento. È come se da quel tavolino da caffè, dove amava rifugiarsi per scrivere, si sprigionasse disperata la voce autentica della letteratura nella modernità.
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Scrittori del Novecento e mistero cristiano
editore: Edusc
I dieci anni trascorsi dall'inizio del XXI secolo ci hanno invitato a voltarci indietro per guardare il Novecento e riflettere sulla presenza del mistero cristiano nella letteratura e nel cinema, attraverso lo studio delle opere di romanzieri, poeti, drammaturghi e sceneggiatori. Abbiamo evitato di soffermarci esclusivamente su scrittori "cristiani" o "cattolici", per considerare non solo il contributo di chi viene solitamente incluso in queste categorie, ma anche quello di tanti autori non esplicitamente credenti, nella cui opera si avverte comunque l'impronta del cristianesimo, per la frequenza e la modalità con cui ricorrono temi come il senso della sofferenza, l'amore, la coscienza, la grazia, il peccato e la redenzione, il problema del male, ecc. Questa era la premessa del V Convegno di Poetica & Cristianesimo, tenutosi a Roma, presso la Pontificia Università della Santa Croce, il 5 e 6 di maggio 2011, i cui atti, con le relazioni e una selezione delle comunicazioni presentate, abbiamo raccolto in questo volume.
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Giovanni Verga. La rivoluzione regressiva
di Lorenzo Tinti
editore: Liguori
pagine: 168
Nel corso degli anni molti hanno cercato d'impadronirsi dell'opera di Verga, proiettandovi i propri ideali estetici e politici. C'è stato così un Verga repubblicano, un Verga socialista e progressivo, perfino un Verga reazionario e protofascista. Non v'è dubbio che un prorompente bisogno di affermazione abbia indotto il narratore catanese ad accogliere via via le sollecitazioni culturali emergenti; nondimeno, così come non presunse mai di estendere ai fini della letteratura quelli delle scienze esatte, egli neppure patrocinò la causa di una particolare classe sociale. Verga rimase convinto che l'arte non possa collaborare al progresso civile, sia perché ogni progresso civile è in realtà semplicemente illusorio, sia perché all'arte compete semmai l'indagine dei princìpi universali cui necessariamente l'essere umano soggiace. In questo senso non esiste nemmeno nel Verga verista alcuna inclinazione al populismo: il popolo configura giusto un momento, il primo, di un progetto più vasto che avrebbe dovuto ricercare la legge dell'egoismo in ogni categoria sociale. Tale distacco dalla materia trattata rappresenta il fondamento del realismo verghiano: eppure proprio questo distacco, paradossalmente, "porta lo scrittore siciliano alla rappresentazione più convincente, che del mondo popolare sia stata data in Italia durante tutto l'Ottocento" (A. Asor Rosa).
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Orwell oggi Orwell
di Beatrice Battaglia
editore: Liguori
pagine: 123
Nonostante il sadismo critico con cui si è tentato in vario modo di distruggere il mito di Orwell, l'autore di 1984 si conferma ogni giorno di più una grande figura di scrittore e d'intellettuale stabilmente entrata nell'immaginario collettivo contemporaneo. Questo volume indaga i motivi di tanta popolarità, per mettere in luce quelli a tutt'oggi oscurati proprio a causa della crescente rilevanza della sua visione rispetto al nostro presente: da profondo conoscitore dei meccanismi del potere, Orwell ne incarna le paure al fondo della coscienza collettiva, ma anche le aspirazioni e le speranze, ergendosi contro il 'cavallo di Troia' dell'incombente totalitarismo connaturato alla globalizzazione ossia l'idea che non vi siano alternative a questo 'unico mondo possibile'. Con la sua fede nell'istinto di quel grande corpo dell'umanità che è il proletariato, 1984 rimane un libro pericoloso e subversive: "Orwell oggi Orwell" intende riaggiustare il fuoco critico, finora concentrato sull'incubo totalitario, per dare il dovuto ribevo alla parte positiva e salvifica del messaggio orwelliano, da cui scaturisce la sua persistente attualità: la fede nell'irreprimibile vitalità dell'istinto alla ribellione, nella sana ricerca del 'naturale' benessere che spetto di diritto a ogni essere umano.
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