Critica letteraria e Linguistica
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Longman dictionary of contemporary English
editore: Pearson longman
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Voltaire
di Lytton Strachey
editore: Castelvecchi
pagine: 116
Lytton Strachey fu un profondo conoscitore dell'opera e del pensiero di François-Marie Arouet, meglio noto come Voltaire, di cui lo affascinava la capacità di evadere dal "labirinto dei fatti pratici" per giungere a una comprensione filosofica dei fondamenti politici e religiosi del mondo. Questo libro riunisce per la prima volta in un unico volume i testi dedicati al grande illuminista francese: "Le tragedie di Voltaire" (1905), "Voltaire e l'Inghilterra" (1914), "Voltaire e Federico il Grande" (1915), poi raccolti nel 1922 all'interno del volume "Books and Characters". Se nel primo Strachey non esita a esercitare la sua ironia sui limiti del Voltaire drammaturgo, gli ultimi due saggi - scritti a ridosso della Prima Guerra Mondiale - volevano essere anche una via di fuga da un'atmosfera cupa e maligna, uno sguardo al passato per dimenticare le meschinità del presente e ritrovare la speranza.
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Preferisco sparire. Dialoghi con Robert Walser (1954-1956)
di Marco Ercolani
editore: Robin
pagine: 144
In "Passeggiate con Robert Walser" il critico Carl Seelig descrive vent'anni di incontri e di colloqui con il grande scrittore di Biel. In "Preferisco sparire" il vecchio scrittore, degente dell'ospedale psichiatrico di Herisau, conversa con lo psichiatra ventottenne Karl Weiss, allora tirocinante di quell'istituto. La conversazione è, in realtà, un lungo monologo, che Ercolani immagina svolgersi fra il giugno del 1954 e il dicembre del 1956, e rispecchia il pensiero dell'ultimo Walser sul segreto della scrittura. Il titolo del libro deriva da una frase che lo scrittore ripete, come ossessivo refrain, nei momenti di estrema malinconia.
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Dimmi come ti chiami e ti dirò perché. Storie di nomi e di cognomi
di Enzo Caffarelli
editore: Laterza
pagine: 179
Se pensi di scoprire in queste pagine quanto il tuo nome o cognome ti porterà fortuna oppure jella, se punti a sapere quale numero giocare al lotto in base a come ti chiami, puoi fare una cosa sola: riporre delicatamente il volumetto nello scaffale della libreria. Aprilo, compralo, leggilo - invece - se sei curioso di sapere quale storia hanno i nomi e cognomi italiani, perché si sono diffusi in una certa epoca o in una certa zona, quale legame hanno con la moda, la cultura, la storia del nostro paese. Scoprirai, ad esempio, che Mario è un nome d'origine etrusca e non ha nulla a che spartire con Maria, così come Martina non è il diminutivo di Marta, ma il femminile del latino Martinus e Sabrina non c'entra niente con Sabina (ma molto col film degli anni Cinquanta). Scoprirai che il cognome Sesso proviene dal nome di un centro presso Reggio Emilia, Seno è la variante settentrionale di senno, Fallo deriva da una voce dialettale per faldo ossia "falda". Scoprirai che Manzo (coi suoi derivati Manzini, Manzoni, Manzolini) non ha origini bovine, ma deriva dal nome germanico Mand e Agnolotti non si deve a qualche antenato ingordo, ma a un avo di nome Agnolo, variante toscana di Angelo. Scoprirai che... tu come hai detto che ti chiami, scusa?
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Vita quasi vera di Giancarlo Majorino
editore: La vita felice
pagine: 165
"È un'impresa diabolica camminare a ritroso, via via tentando di restituire, scrivendone, ricordi in ombra e luce, cioè miscele di presente e passato, una folla di eventi accaduti, di vicende immerse, di enigmatici versi e righe e disegni pubblicati o tuttora inediti... Un tutto e frammenti scissi di un poeta ottantaseienne, lasciando oscillare strati di sé, traducendo, quando e se possibile, ambigue lontananze nella prossimità di quasi duecento stampati. Una problematica avventura, che ha potuto trasformarsi in libro tramite un'agguerrita compagna 'traduttrice', trentenne o poco più, Laura Di Corcia, giornalista e poeta, dedicante all'impresa mesi numerosi (e con noi, naturalmente, nella fase di versione ultima, Enrica, consorte da sessantatré anni, prodiga di consigli e aggiustamenti)." (G. Majorino)
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