Narrativa
Lettera a mia figlia sull'amore
di Filippo Nek Neviani
editore: Rizzoli
pagine: 187
Cosa deve insegnare un padre a una figlia, se non il potere dell'amore? Cinque anni fa, quando è nata Beatrice, Nek ha scopert
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Nein. Un manifesto. Ediz. italiana e inglese
di Eric Jarosinski
editore: Marsilio
pagine: 137
Irriverente e divertente indagine filosofica sul nostro quotidiano, "Nein
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La fata dei ghiacci
di Maxence Fermine
editore: Bompiani
pagine: 160
Malo pensava di trascorrere una spensierata vacanza sugli sci, ma il giorno stesso del suo arrivo in montagna si scatena una tempesta di neve. Una strana tempesta di neve. E mentre cerca di non perdersi, il giovane finisce per scontrarsi con Lina ragazza bellissima e misteriosa, che vive in una casa di ghiaccio. Il suo nome? La Fata dei Ghiacci. La sua missione? Accogliere i viaggiatori che si sono smarriti nel Regno delle Ombre d'inverno. Così Malo torna per la terza volta nel Regno delle Ombre, un luogo che ama molto, almeno quanto gli fa paura. E se questa esperienza non fosse frutto del caso, ma piuttosto un'occasione per affrontare le sue paure? Con l'aiuto della Fata dei Ghiacci, infatti, dovrà vivere molte avventure e trovare così la sua strada. Età di lettura: da 10 anni.
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Paziente 64
di Jussi Adler-Olsen
editore: Marsilio
pagine: 522
Una piccola isola remota dove un tempo non molto lontano venivano relegate donne scomode, o semplicemente sfortunate, umiliate
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Venezia libertina. Cortigiane, avventurieri, amori e intrighi tra Settecento e Ottocento
di Silvino Gonzato
editore: Neri Pozza
pagine: 335
Attraverso cinque storie, con la vivacità narrativa e la puntualità delle sue ricostruzioni storiche, Silvino Gonzato ritrae in questo libro la Venezia che tra Settecento e Ottocento si impose all'attenzione di tutta Europa per la vivacità dei suoi salotti letterari, guidati da affascinanti dame capaci di spingersi ben oltre i confini del libertinage erudit delle rinomate salonnières d'Oltralpe. Era quella Venezia che dall'agonia della Repubblica all'alternarsi delle occupazioni francese ed austriaca, quasi fosse indifferente ai funesti mutamenti che le venivano imposti dalla Storia, manteneva intatto il suo spirito sornione di seduttrice inesorabile. Era la Venezia dei Tiepolo e dei Longhi, dei Vivaldi e dei Marcello, dei Goldoni, dei Gozzi e dei Chiari, ma anche quella delle cortigiane Marina Querini, Elisabetta Teotochi, Caterina Dolfin e degli avventurieri Casanova e Antonio Gratarol o dei rimatori dialettali, talora triviali, o dei grandi poeti stranieri come Byron che, deluso dalle sussiegose dame aristocratiche inglesi, veniva in laguna a soddisfare il suo besoin d'amour. Nei cinque capitoli in cui è suddiviso il volume, fa da sfondo ai protagonisti una massa costante formata da spie, cospiratori, osti, mariti traditi in cerca di vendetta, principi, ambasciatori senza scrupoli, popolane ingenue, madri ruffiane e abati corrotti. Al centro della scena: loro, le salonnières della Serenissima: l'incantevole Elisabetta Teotochi...
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Casta diva
di Hans Tuzzi
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 146
Giugno 1982: risolto da poche settimane il caso del Principe dei gigli, il vicequestore Melis, scortato dall'agente D'Aiuto, partecipa a un convegno organizzato a Napoli dal Ministero. Conclusi i lavori, come rifiutare l'invito del suo ex questore a passare un fine settimana in villa, sulla Costiera, tra lo splendore del Mediterraneo e le prelibate ricette della cucina partenopea? È un universo un po' a sé, appartato, una piccola società dalla mondanità molto particolare: un universo dove non mancano le vecchie glorie e i mostri sacri di un tempo ormai trascorso, come la Divina cantante e il pianista del secolo. Ma l'idillio è guastato da un incidente che forse incidente non è, la morte di un turista che forse solo turista non era. Così, mentre il bel D'Aiuto si ritrova oggetto di un inaspettato e non proprio gradito tentativo di seduzione, Melis, su richiesta del suo ex superiore, si trova costretto a prolungare una vacanza ormai tramutata in indagine.
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Rime e lettere
di Michelangelo Buonarroti
editore: Utet
pagine: 704
La scrittura è una parte centrale del percorso artistico di Michelangelo Buonarroti: per tutta la sua vita, infatti, l'artista ha composto, senza mai pubblicarle, centinaia di poesie. Scritte sul retro di conti, ricordi di spese, lettere proprie e altrui, accanto a schizzi a penna o a matita che ritraggono braccia, volti, studi di nudo, poi ricopiate in bella da lui, o da altri, a volte variate, tagliate, numerate, queste composizioni testimoniano la costanza della sua ricerca stilistica e la fecondità della sua immaginazione. C'è una continuità evidente tra le Rime e le altre sue opere: una medesima tensione verso la bellezza, la forma e l'eros, lo stesso disagio intellettuale nel conciliare unità e molteplicità; un'identica, tormentata, sensibilità religiosa. La poesia di Michelangelo rivela, come scrive la curatrice Paola Mastrocola, "il dissidio dell'uomo rinascimentale, preso in mezzo tra Medioevo e Controriforma"; e proprio questo dissidio si trasforma sulla carta in energia fertile e slancio creativo. Nelle Lettere, invece, la scrittura torna ad avere una funzione pragmatica: privi apparentemente di ambizioni letterarie, questi testi sembrano rispondere unicamente a necessità e bisogni della contingenza e contengono per lo più fatti, legati alla biografia dell'autore.
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Quando la musica finisce
di Mary Higgins Clark
editore: Sperling & kupfer
pagine: 367
Lane Harmon, madre single dell'amatissima Katie, ha la fortuna di essere il braccio destro della più esclusiva designer d'inte
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Breve storia di sette omicidi
di James Marlon
editore: Frassinelli
pagine: XII-686
Vicina al reggae, eppure così distante dalla rivoluzione pacifista auspicata dalla religione rastafari, nel 1976 la Giamaica t
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So che sei qui
di Clélie Avit
editore: Mondadori
pagine: 207
Elsa ha trent'anni, adora la montagna e le gite in alta quota. Ma è a causa di questa passione che ora si trova in un letto d'ospedale, dopo una brutta caduta da una parete ghiacciata. È in coma da venti settimane. Sente tutto, ma nessuna delle persone accanto a lei se ne accorge. Un giorno, per errore, entra nella sua stanza un ragazzo sconosciuto. Thibault non sa nulla della storia di Elsa, ma inizia a parlarle, conosce i suoi amici, qualcosa nella ragazza addormentata che profuma di gelsomino e gli sembra così dolce lo tiene legato magneticamente alla sua stanza. Giorno dopo giorno torna a farle visita. Ed Elsa? Sente tutto, ma non può rispondere. Non può chiedere a quel ragazzo gentile di prometterle che tornerà anche il giorno dopo, non può dirgli che sa riconoscere il suono della sua risata in corridoio e che ora quasi sente il calore del suo bacio sulla guancia. Thibault non sa che Elsa non si risveglierà più, perché a breve la staccheranno dalle macchine che la tengono in vita. L'hanno deciso i medici, la famiglia ha acconsentito. Tutti credono che sia impossibile che Elsa si risvegli, eppure ogni volta che Thibault entra nella stanza il suo cuore...
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