Narrativa contemporanea
Bullet Park
di John Cheever
editore: Feltrinelli
pagine: 232
Eliot Nailles e Paul Hammer: due uomini, due archetipi prigionieri della cabala del loro cognome (nail e hammer sono, in inglese, rispettivamente chiodo e martello). Uno è un marito innamorato e un padre affettuoso, l'altro un bastardo psicotico, perduto in un mondo che non sa che farsene di tipi come lui. La culla del loro dramma magnetico e irresistibile è il sobborgo di Bullet Park, ancora una volta un nome simbolico (bullet, proiettile) che ospita un'ossessione - quella di Hammer per il "sacrificio" di una vittima predestinata - e allo stesso tempo è la culla di quella media borghesia, americana ma non solo, che Cheever ha ritratto come nessun altro.
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Il mostro ama il suo labirinto
di Charles Simic
editore: Adelphi
pagine: 149
Simic, cui la forma oscillante tra l'aforisma e la prosa breve sembra particolarmente congeniale, siede a giudicare se stesso e il mondo. Ed è un giudice-poeta chiaroveggente e bizzoso, improvviso negli scatti d'ira e nelle smanie d'amore, che crede "nella irrimediabile e caotica mescolanza di ogni cosa", e usa "il caso come attrezzo per demolire le nostre associazioni abituali". Ora striglia i politici guerrafondai e gli intellettuali loro complici, ora racconta con macabra ironia vecchie storie dei Balcani (quel luogo d'Europa la cui economia si regge sulle "fabbriche di orfani e gli allevamenti di capri espiatori"). Stralunato e lubrico, "avanzo di galera di tutti i paradisi terrestri", non cessa di meravigliarsi della stupidità umana, ingrediente segreto della storia, ma anche dell'enciclopedia di archetipi celata in ciascun oggetto. Ad ogni pagina, guizzi fulminei e collegamenti interrotti: "una melodia allegra suonata con malinconia", un'immagine sfocata di sé colta di sfuggita in uno specchio egizio, qualcosa "a metà tra l'infinito e lo starnuto", un "saporito stufato casalingo di angelo e bestia".
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La ragazza di Charlotte Street
di Wallace danny
editore: Feltrinelli
pagine: 429
Londra, Charlotte Street
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La fine dell'altro mondo
di D'Angelo Filippo
editore: Minimum fax
pagine: 336
Ludovico Roncalli, dottorando in Lettere, è un ventottenne della Genova bene che ha trovato nella ricerca universitaria la con
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HH. Hitler's Hamptons
di Pierfrancesco Prosperi
editore: Rêverie
pagine: 198
È l'estate di un 1969 alternativo. Venticinque anni prima, Hitler ha bombardato con l'atomica la Russia costringendola alla resa, ha soggiogato buona parte dell'Europa e costretto l'America del Presidente Joseph Kennedy Sr. a una pace separata piuttosto svantaggiosa...
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Il sangue dei fratelli
Il romanzo di Roma. Vol. 4
di Pomilio Emma
editore: Mondadori
pagine: 414
Fausto e Marco si somigliano come due gocce d'acqua e vivono nella stessa casa, ma non sono fratelli
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Roma in fiamme. Nerone, principe di splendore e perdizione. Il romanzo di Roma
di Franco Forte
editore: Mondadori
pagine: 496
Nella storia dell'antica Roma nessun personaggio appare più misterioso, affascinante, dibattuto, amato e odiato di Nerone - imperatore matricida, accusato di essere il mandante del grande incendio di Roma del 64, e nello stesso tempo discepolo di Seneca e appassionato di canto e arte greca. Ma Nerone era davvero un pazzo, una sorta di sociopatico e megalomane, o era piuttosto un precursore della politica-spettacolo che tanto va di moda oggi? Era un innovatore dei costumi e della cultura dell'epoca o era invece un uomo tormentato da un malessere interiore che lo spingeva a primeggiare a ogni costo? In questo romanzo, Nerone emerge con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, in una ricostruzione narrativa che affonda le radici negli studi classici ma anche nei saggi più recenti e aggiornati, sullo sfondo di una Roma imperiale ricostruita nel dettaglio e animata da pulsioni, passioni, intrighi e dissapori che contraddistinguono il periodo dal 54 al 68 d.C. come la crescita più controversa, ma anche più spettacolare, fra quelle che hanno segnato la storia dell'Urbe.
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Timira. Romanzo meticcio
editore: Einaudi
pagine: 525
In un capolavoro del neorealismo, "Riso amaro" di Giuseppe De Santis, oltre a Silvana Mangano in hot pants compare una strana mondina nera. Il suo nome è Isabella Marincola, ma in Somalia si farà chiamare Timira. Donna appassionata e libera, nata nel 1925 a Mogadiscio, è una figura nascosta e leggendaria, uno scrigno di storie intrecciate, tra Europa e Africa, che questo libro per la prima volta disseppellisce. Timira è un "romanzo meticcio" che mescola memoria, documenti di archivio e invenzione narrativa. Scritto da un cantastorie italiano dal nome cinese, insieme a un'attrice italosomala ottantacinquenne e a un esule somalo con quattro lauree e due cittadinanze. Per interrogare, attraverso l'epopea del passato, un tempo che ci vede naufraghi, sulla sponda di un approdo in fiamme. Questo tempo dove ci salveremo insieme, o non si salverà nessuno.
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La sposa gentile
di Levi Lia
editore: E/O
pagine: 212
Mentre fra mille luminarie si festeggia l'arrivo del '900, Amos, giovane banchiere ebreo di una cittadina piemontese, fa a se
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Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
di Eric Emmanuel Schmitt
editore: E/O
pagine: 123
Nel breve intreccio di strade di un popolare quartiere parigino dove i nomi delle vie hanno il sapore delle favole (rue Bleue, rue de Paradis), l'adolescente Momo vive con un padre sprofondato in una silenziosa e fosca depressione. Nello stesso quartiere vive anche monsieur Ibrahim, l'unico arabo in una via "ebrea", titolare della drogheria dove Momo si reca a fare la spesa quotidiana e non esita ogni tanto a sgraffignare qualche scatoletta di conserva... "È solo un arabo, dopo tutto!" pensa Momo, e, con suo grande stupore, il vecchio Ibrahim sembra leggergli nel pensiero: "Non sono arabo, vengo dalla Mezzaluna d'Oro". Così comincia la storia d'amicizia, intessuta di ironia, candore e profonda saggezza, del ragazzo ebreo e dell'anziano "arabo" nell'incanto di un angolo di mondo nel quale le puttane sono belle e cordiali e si accontentano di un orsetto di peluche in cambio dei loro favori e dove, come portata da un sogno, compare addirittura Brigitte Bardot. Come in una favola o un apologo che non pretende di dare lezioni morali ma soltanto proporre un sogno da decifrare, i due protagonisti si incamminano verso il grande mondo, acquistano un'auto che nessuno dei due sa guidare e si dirigono verso Oriente, oltre Istanbul, verso una libertà che li fa inerpicare verso l'alto, guidati da quell'arte di sorridere alla vita racchiusa nei preziosi fiori del Corano.
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Estasi culinare
di Barbery Muriel
editore: E/O
pagine: 145
Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall'Eleganza del riccio, monsieur Arthens, il più grande critico g
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Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio
di Amara Lakhous
editore: E/O
pagine: 129
Omicidio a piazza Vittorio: una commedia all'italiana scritta da un autore di origine algerina
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