fbevnts Narrativa contemporanea - tutti i libri per gli amanti del genere Narrativa contemporanea - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 1442
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Narrativa contemporanea

Il tartufo e la polvere

di Quaglia Stefano

editore: Marcos y marcos

pagine: 173

arduo trovare un posto per mangiare a Milano dopo le undici di sera, e se la fame è chimica e il sesso ti ha impegnato su più
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La pecorina di gesso

Testi natalizi

di Gozzano Guido

editore: Interlinea

pagine: 64

Non ci sono solo la pecorina di gesso che «chiede umilmente permesso ai magi in adorazione» e la vecchietta che porta «chicche
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Un Natale in prigione

Ricordo di guerra

di Denti Roberto

editore: Interlinea

pagine: 45

Nel dicembre del 1944 Roberto Denti si trova nelle carceri di Cremona
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Shoeless Joe

di William P. Kinsella

editore: 66thand2nd

pagine: 297

Ray ha una fattoria in Iowa, dove vive con la moglie Annie e la figlia Karin
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Il rifugio

di Paul W. Young

editore: Rizzoli

pagine: 335

W
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Per questo. Alle radici di una morte annunciata. Articoli 1999-2006

di Anna Politkovskaja

editore: Adelphi

pagine: 489

Di tutti i libri di Anna Politkovskaja, questo, uscito dopo il suo assassinio, è il più tragico e potente: ci dice infatti il perché di un destino, consenten di leggere in successione le cronache che nel tempo hanno decretato la fine di una vita. Gli articoli sono stati raccolti grazie al lavoro appassionato dei giornalisti di "Novaja gazeta", dei figli e della sorella di Anna Politkovskaj ne è uscito un documento dove testi pubblicati e altri ancora inediti o incomp promemoria personali e testimonianze confluiscono in una sorta di ininterrotto reportage sulla Russia contemporanea, dall'ottobre 1999 a fine settembre 2006, pochi giorni prima della morte avvenuta il 7 ottobre nell'androne di casa per mano di un killer. Il 19 febbraio 2009 un tribunale moscovita ha assolto i tre imputati del delitto, ma il 25 giugno la Corte Suprema ha annullato "per significative violazioni procedurali" la sentenza di assoluzione. Il processo dunque si rifarà. Per Anna Politkovskaja l'unico giornalismo possibile era un giornalismo "sanitario" - così lei lo definiva -, teso a proclamare una verità che si imprime nella memoria anche grazie al vigore dello stile, al senso dello humour, all'alta percettività nello scandagliare l'anima di vincitori e vinti. Il campo di indagine è vastissimo, ma qui gli scenari già delineati nei libri precedenti vengono ripercorsi con nuovi dettagli e approfondimenti rivelatori.
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Lettera a Milena

di Jana Cerná

editore: Forum Edizioni

pagine: 152

Il libro racconta la vita e il carattere di Milena Jesenská, la giornalista praghese morta nel 1945 nel campo di concentramento di Ravensbrück, dove fu deportata a causa della sua attività nella resistenza antinazista. L'intensa narrazione si deve alla penna di Jana Cerná Krejcarová, la scapigliata figlia di Milena, che della celebre madre traccia un ritratto vivido e autentico, affrontando anche il tema della storia d'amore di Milena e Franz Kafka. Nei ricordi della giovane Jana si impone inoltre il fascino della Praga avanguardistica: tra le due guerre Milena e il marito, l'architetto Jaromír Krejcar, appartenevano infatti all'élite letteraria e artistica della capitale boema. È questa la prima traduzione italiana dell'originale ceco. Le fotografie del volume sono di Michaela Pulpánová.
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C'è un inverno di troppo

di Claudio Minoia

editore: Ibis

pagine: 28

Claudio Minoia ha scritto questo intenso romanzo che per certi versi completa il percorso narrativo delle due opere precedenti: il primo romanzo si caratterizzava per una trama più misteriosa, per una specie di agnizione del personaggio femminile che percorre la storia. Nel secondo c'era invece una sorta di percorso solitario che portava il protagonista a ritrovare, nell'incontro con gli altri, la sua identità perduta. La stessa capacità di costruire una storia sincera e credibile, la ritroviamo anche qui. Ma ritroviamo anche (e forse anche ulteriormente raffinato) un uso abile del dialogo e una caratterizzazione piena dei personaggi, di cui progressivamente riusciamo a cogliere anche le più nascoste sfumature dei sentimenti, grazie alla prosa attenta e delicata dell'autore.
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La stirpe di Salomone

editore: Longanesi

pagine: 475

Baghdad, 2003: l'invasione americana apre la strada al saccheggio del museo nazionale, da cui spariscono capolavori di valore
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Questo è un uomo

di Davide Camarrone

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 90

Una donna che "indossava una veste colorata di giallo, rosso, e verde e ciascuno dei colori virava su una tonalità inconsueta; sul capo portava un foulard di seta grezza che ripeteva esattamente quei colori; era alta, di proporzioni assai generose, ed era, soprattutto, nera: di un nero così intenso e vellutato che avrebbe potuto ricordare certi giorni nei quali il sole non ha pietà di alcuno e prosciuga le carni, le brucia, e certe notti del deserto, quando la luna si nasconde, svelando le stelle", si presenta, per più giorni ripetutamente, alla portineria del "Corriere della Sera". "Je voudrais parler avec un joumaliste" ripete, e quando finalmente riesce a richiamare l'attenzione di un anziano giornalista, aggiunge: "de Boucouba Osea". Il nome fa sussultare chi l'ascolta. Osea Boucouba, figlio di immigrati, naturalizzato italiano, inviato speciale del giornale, due anni prima aveva lasciato Milano per un servizio più impegnativo: aveva scelto di perdersi nel cuore di tenebra della clandestinità dall'Africa all'Italia per raccontarlo. Adesso questa donna tranquilla e altera viene a riconsegnarne la memoria.
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L'affare Kurilov

di Némirovsky Irène

editore: Adelphi

pagine: 192

Non è un caso che il Comitato rivoluzionario affidi la missione di "liquidare" Valerian Aleksandrovic Kurilov, l'odiato minist
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Le cose che non ho detto

di Azar Nafisi

editore: Adelphi

pagine: 342

Innamorarsi a Teheran, guardare i Fratelli Marx a Teheran, leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un ritratto del padre, sindaco di Teheran all'epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. È la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell'autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l'emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani. E ci riguarda molto da vicino.
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