Narrativa contemporanea
Aforismi d'autunno
di Valentino Zeichen
editore: Fazi
pagine: 167
Con questo libro, Valentino Zeichen sperimenta un genere nuovo, interamente formato da sostanza e pensiero, dall'autore stesso definito "intelligente". Composto pensando ai cambi di colore della natura in autunno, a metafora di una condizione esistenziale, trae ispirazione dalla profondità di Karl Kraus, dall'eleganza di Oscar Wilde nonché dalla raffinata leggerezza di Ennio Flaiano: questi, infatti, sono i principali modelli di riferimento per la raccolta nonché maestri in generale nell'arte di scrivere aforismi, forma per eccellenza di "intelligenza organizzata". Zeichen qui, ragionando unicamente di ciò in cui crede, e di ciò che pensa, arriva a un concentrato di parole che appaiono rimescolate in base a una chimica sofisticata che coinvolge prima di tutto la lingua: spesso oscura, talvolta più limpida, sempre icastica. Il risultato è una sorta di autoritratto intellettuale in cui è esplicitato il punto di vista dell'autore su temi importanti e definitivi quali il tempo come inganno, la letteratura come ispirazione, l'inevitabile passaggio delle stagioni. Tante le citazioni presenti fra le pagine e tanta l'autoironia per un'opera caratterizzata più che mai da uno stile improntato alla concisione e all'arguzia. Con questo libro, Valentino Zeichen dà prova di grande eclettismo: accanto a testi brevi, composti in un periodo precedente, troviamo testi più lunghi e altri persino narrativi per uno straordinario compendio di poetica saggezza.
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Come imparare a essere niente. Moro, Pasolini, Lady D.
di Alessandro Banda
editore: Guanda
pagine: 152
II protagonista di questo libro singolare è una figura evanescente: un contabile-medium che ci accoglie sulla soglia dell'opera e poi scompare. È lui che ha raccolto e trascritto, con l'ausilio dello scrittore il cui nome figura in copertina, le voci di tre famosissimi personaggi. Morti. Che parlano, dall'Aldilà, delle loro vite e della modalità, enigmatica, della loro morte. Non vengono mai nominati. Due di loro sono sovente accoppiati. Ma il terzo (la terza, sarebbe più corretto dire) mai o quasi è stata collegata agli altri due. Evidentemente l'autore s'è accorto che, nel mazzo dei tarocchi mediatici (dove la parola tarocco va intesa anche nel suo senso gergale), i tre sono intercambiabili o equivalenti. Il Presidente, il Poeta e la Principessa rappresentano tutt'e tre, come dire?, il Morto Misterioso, o l'Ammazzato Famoso. Si tratta inoltre di tre figure della solitudine paradossale: personaggi a vario titolo sotto i riflettori, eppure profondamente soli, nonostante i flash dei fotografi e le lucine delle telecamere. Dalle vicende narrate emerge a tratti una visione sacrificale dell'esistenza. E, nonostante per i tre si sia più volte usata l'espressione tragedia, prevale l'idea che la loro sorte si avvicini più alla farsa, ancorché tremendamente sanguinosa.
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La casa di Stefi. Racconti di magici cavalli
di Pierangela Bosio
editore: La compagnia della stampa
pagine: 192
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Un'oncia di rosso cinabro
di Chiara Arrighetti
editore: Cartacanta
pagine: 248
In una notte di aprile del 1499, mentre il prezioso feudo di Cotignola lotta contro l'ennesima epidemia di atra mors, un omicida si aggira pericolosamente per la bottega di Francesco e Bernardino Zaganelli, pittori di prestigio imparentati con la dinastia degli Sforza. Può essere lui il responsabile anche della propagazione del male? Il Consiglio generale e il notaio criminale Tommaso Buonanno spingono le indagini e le accuse in un'unica direzione, solo apparentemente scontata. L'odio profondo che divide i due fratelli e la scomparsa di alcune pagine di un preziosissimo almagesto alchemico coinvolgono Stefano di Bondinello, il migliore allievo della bottega, perdutamente innamorato di Luna Zaganelli, in una spirale di avvenimenti sempre più misteriosi e inestricabili. Ritratto di un Rinascimento dai mille volti, luminoso e assieme inquietante, dove le vicende artistiche e passionali dei principali personaggi si intrecciano a quelle quotidiane di un piccolo centro immerso nella pianura ravennate, "Un'oncia di rosso cinabro", grazie a una ricerca storica sulle fonti originali e a un puntuale screening bibliografico, guida il lettore nel caleidoscopico universo della pittura e dell'alchimia, portandolo a chiedersi se davvero esiste "la certezza dell'impossibile".
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Alice in gabbia
di Arianna Gasbarro
editore: Miraggi Edizioni
pagine: 128
La vita di Alice è apparentemente perfetta: 28 anni, un lavoro a tempo indeterminato e un fidanzato che ama, ricambiata. Non le resta che cercare casa e fare dei figli, guadagnandosi il paradiso terrestre di una vita normale. Eppure di perfetto non c'è nulla. Il surreale sarcasmo di Alice fa scoprire al lettore situazioni che suo malgrado conosce fin troppo bene, nascoste dietro la maschera della normalità di un'ordinaria giornata in ufficio. Il badge che scandisce malignamente il tempo. La routine del ritmo aziendale che diventa ossessione. Le manie degli impiegati, a un passo dalla psicosi. La sindrome antisociale dell'open-space. Le figure clownesche dei capufficio, tronfi della loro incompetenza. I giorni che invece di allargarsi in un presente vivo si spengono con monotonia uno sull'altro. Le pause pausa-aria, pausa-mela, pausa-sclero - sono le uniche boccate di sollievo. Finché Alice non scopre la pausa-papera! Osservando da dietro la recinzione dell'azienda i pennuti che vivono liberi nel loro stagno, ad Alice si rivela una nuova filosofia di vita, una possibilità di salvezza, di liberazione.
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Culhwch. Apprendista eroe alla corte di Artù
di Andrea Roncaglione
editore: Miraggi Edizioni
pagine: 152
Nel mitico Galles dell'anno Mille, il giovane e sprovveduto Culhwch è vittima di una perfida maledizione: può innamorarsi solo di Olwen, la donna più bella del mondo, figlia del capriccioso gigante Yspaddadden. Il gigante impone al nostro eroe - allevato da una madre sognatrice a una vita tutt'altro che avventurosa - una serie di bizzarre prove. Suo malgrado, Culhwch affronta cavalieri neri, partecipa a epiche battaglie e incontra Dio, forte dell'aiuto del cugino Artù (sì, il re!) e accompagnato dal buon Peredùr, cavaliere che sogna una volta tanto un'avventura come si deve (vale a dire cavalleresca non soltanto nel senso che si svolge a cavallo.). L'autore rivisita con surreale umorismo ed eroica incompetenza un'autentica leggenda gallese, affidando all'inetto Culhwch un messaggio universale: che la vita se ne frega di ciò che sappiamo o non sappiamo fare.
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Caino
di Saramago jose`
editore: Feltrinelli
pagine: 142
A vent'anni dal "Vangelo secondo Gesù Cristo", José Saramago torna a occuparsi di religione
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Il maestro e le maghe
di Jodorowsky Alejandro
editore: Feltrinelli
pagine: 251
Lo sciamano "occidentale" racconta un altro tassello della sua vita vissuta intensamente
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Beethoven era per un sedicesimo nero
di Nadine Gordimer
editore: Feltrinelli
pagine: 181
Tredici racconti. Tredici frammenti di vite. Storie d'amore. Gli incontri veri o immaginati dell'autrice con alcuni grandi scrittori del ventesimo secolo. La storia che dà il titolo alla raccolta, vede un professore di biologia di Johannesburg ripercorrere la propria storia familiare. Al centro un tema paradossale e significativo: se un tempo tutti desideravano avere almeno una goccia di sangue bianco nelle vene, oggi vale l'esatto contrario, e avere almeno un sedicesimo di sangue di colore è raccomandato quasi si trattasse di un indizio di "nobiltà sociale". Con mano sicura Gordimer indaga fra le pieghe dei sentimenti e del rapporto di coppia: attraverso i sensi (udito, olfatto) i diversi protagonisti prendono coscienza di dolorose verità.
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Bartek il trionfatore
di Henryk Sienkiewicz
editore: La vita felice
pagine: 176
Bartek il Trionfatore, l'eroe eponimo di questo racconto di Henryk Sienkiewicz, ha un cognome impegnativo. Si chiama SBowik, una parola polacca che si pronuncia Suòvik e vuol dire "usignolo".
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Le Ultime cronache del Barset
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1137
Con "Le ultime cronache del Barset" si chiude il ciclo dell'immaginaria contea inglese - il Barsetshire appunto - inventata da Anthony Trollope, "il più tipico rappresentante del romanzo vittoriano" (Mario Praz). Al centro del romanzo, come degli altri cinque che completano la saga, campeggiano scelte vicende cardinali, fuochi di orbite ellittiche. Qui è il caso del Reverendo Crawley, devoto ed erudito, ma afflitto da un'insopportabile fila di disgrazie - e prima di tutte l'indegna povertà -, accusato di essersi indebitamente appropriato di un piccolo assegno. Nemmeno l'ecclesiastico, psichicamente stremato, riesce a ricostruire in modo coerente la vicenda, che si affianca a due storie d'amore parallele e dal diverso esito. Al momento della scomparsa dell'assegno, il Maggiore Grantly stava per chiedere la mano della figlia del reverendo, la mite Grace Crawley, ed è immaginabile quanti e quali contrasti incontrerà la loro unione. Grace è amica e confidente dell'intransigente Lily Dale, giovane incapace di superare il passato per accettare la proposta di Johnny Eames che la ama intensamente e che diventerà l'eroe positivo della tragedia, il risolutore non premiato. Da questi drammi perbene partono le correnti principali del romanzo, che riversano incessanti conseguenze su tutti i legami umani che contano.
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