Narrativa contemporanea
Vigilia di Natale
di Constance Fenimore Woolson
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 102
È la sera della vigilia di Natale del 188
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L'ultima carovana della Patagonia
di Argemí Raúl
editore: La nuova frontiera
pagine: 284
Nell'Argentina in piena crisi economica, in cui si susseguono misure estreme come la conversione peso-dollaro e la chiusura de
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Il Milione
Quaderno veneziano. Con DVD
di Paolini Marco
editore: Einaudi
pagine: 124
Lo spettacolo-leggenda in cui Marco Paolini è riuscito nell'impresa che sembrava impossibile: raccontare Venezia
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Il ministro e le sue mogli. Francesco Crispi tra magistrati, domande della stampa, impunità
editore: Rubbettino
pagine: 135
Francesco Crispi sposa Rosalie Montmasson a Malta nel 1854. Lei lo sostiene, è intraprendente, decisa, coraggiosa, unica donna fra i Mille di Garibaldi. I due vivono insieme per oltre venticinque anni. L'unità d'Italia cambia la loro vita, Francesco diventa deputato e con Rosalie al seguito si sposta nelle diverse capitali del Regno: Torino, Firenze, Roma. Il tempo passa e lei sfiorisce. Il rapporto tra i due si fa burrascoso. Lui è sempre più distante e sostiene che le loro nozze non hanno mai avuto validità. Nel 1878 si unisce a Lina Barbagallo con un matrimonio celebrato in casa perché nessuno sapesse niente. Nonostante gli sforzi, però, la notizia trapela e la stampa lo accusa di bigamia ponendogli alcune domande sulla sua moralità e sull'uso pubblico del suo potere. Ben sei domande dalle colonne de "Il Piccolo", il quotidiano più accanito. I giornali rivendicano il diritto di intervenire sulla questione sottolineandone la valenza pubblica. Crispi replica che sono fatti privati e a quelle sei domande non risponde. Perde però la fiducia del re ed è costretto a dimettersi da ministro. La magistratura apre un'inchiesta che si conclude con un giudizio a suo favore. Un "processo breve", anzi brevissimo. Crispi è ancora forte, nonostante le dimissioni, e la magistratura, piegata alle esigenze politiche, è sensibile al potere dominante.
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All'insegna del «Buon Corsiero»
di Silvio D'Arzo
editore: Edizioni otto/novecento
pagine: 128
«Solo quando egli ebbe deposto su di una panca il suo tricorno nero e si volse un poco attorno in gesto di chi attende e non ha fretta, l'oste si avvicinò ...»
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La confraternita della buona sorte
di Savater Fernando
editore: Passigli
pagine: 277
Un cavallo invincibile che però è già stato sconfitto, un fantino che scompare all'improvviso, due magnati senza scrupoli che
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I quattro giusti
di Edgar Wallace
editore: Passigli
pagine: 171
Primo romanzo di Edgar Wallace, "I quattro giusti" (1905) fu ceduto dall'autore a un editore londinese per sole settantacinque sterline. Né Wallace né l'editore avrebbero potuto immaginare un successo tanto fulminante: il libro andò a ruba, dando avvio all'incredibile carriera di Wallace, autore di oltre cento romanzi e uno degli scrittori più venduti nella storia dell'editoria. I "quattro giusti" in realtà sono solo tre, integrati in questa loro prima avventura da un "tecnico" reclutato tra la malavita spagnola per portare a termine l'impresa di uccidere di Sir Philip Ramon, ministro degli Esteri di Sua Maestà Britannica, se questi si ostinerà a fare approvare una legge che consenta l'estradizione degli stranieri rifugiatisi in Inghilterra per motivi politici. I "Giusti" non sono nuovi a questo tipo di interventi: convinti che la giustizia si muova troppo lentamente e fra troppi compromessi, i tre, gentiluomini di diverse nazionalità, viaggiano per il mondo per por fine a loro modo a ingiustizie pubbliche e private. Il successo strepitoso de "I quattro giusti" non è stato un caso: già in questo primo romanzo si dispiegano completamente tutte le caratteristiche di Edgar Wallace. In primo luogo l'intelligenza e l'ironia che fanno dello scrittore inglese un acuto osservatore della società del suo tempo. E naturalmente, la costruzione e l'intreccio della trama, perfetti e fantasiosi come si conviene a un maestro del thriller.
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Prigionieri del paradiso
di Arto Paasilinna
editore: Iperborea
pagine: 240
Un aereo su cui viaggia una missione dell'ONU è costretto a un ammaraggio di fortuna in un angolo sperduto dell'arcipelago indonesiano. I superstiti - una colorita combriccola di infermiere svedesi, taglialegna e ostetriche finlandesi, medici norvegesi e piloti e hostess inglesi - riescono per miracolo a raggiungere una spiaggia circondata da una giungla impenetrabile. Superato lo sconforto iniziale e pur senza perdere la speranza di un ritorno a casa, la comunità di naufraghi si dedica con crescente allegria all'organizzazione della sopravvivenza sull'isola: anche se il soggiorno sarà provvisorio, perché non allietarlo con quell'indispensabile superfluo che dà sapore alla vita? Un frigorifero ricavato dai giubbotti salvagente, una sauna, un consultorio per la diffusione dei metodi contraccettivi o, perché no, una distilleria clandestina. E se proprio alla fine bisogna salvarsi perché non farlo lanciando un grandioso S.O.S. allo spazio? Un governo democraticamente eletto stabilisce le regole della comunità: ridistrubuzione della ricchezza, assistenza medica gratuita, niente denaro e casa per tutti. Gli abitanti, giorno dopo giorno riescono a creare a un'assurda quanto equa micro-società ideale. Grazie al suo humour irriverente e ai suoi personaggi ribelli, Paasilinna rivisita il topos letterario dell'isola deserta e sembra dire, tra le righe, che i nordici anche messi su un'isola sperduta finiscono comunque per costruire una società giusta e comunitaria.
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Il ladro di Maigret
di Georges Simenon
editore: Adelphi
pagine: 173
Il tempo passa per tutti, ma non per Maigret. Lavora alla Polizia giudiziaria da trent'anni, la pensione non è lontana, e la signora Maigret sta persino prendendo lezioni di guida in modo che durante il fine settimana possano raggiungere più facilmente Meung-sur-Loire e la loro casa di campagna. Eppure il commissario non ha affatto perso la sua miracolosa capacità di prendersi a cuore ogni inchiesta come fosse la prima, di assorbire come una spugna l'atmosfera degli ambienti in cui indaga, e soprattutto di mettersi nella pelle degli altri. Persino del giovane pallido, dall'aria stanca e ansiosa, che prima lo alleggerisce del portafogli sull'autobus, poi gli rispedisce il maltolto, distintivo compreso, al Quai, e infine lo convince a seguirlo nel surreale appartamento in cui vive per mostrargli il cadavere della moglie Sophie, freddata la notte prima con un colpo di rivoltella alla testa. Fragile, tormentato, geniale, aspirante romanziere o forse sceneggiatore, François Ricain detto Francis si aggrappa a Maigret come a una zattera e lo trascina in un milieu di giovani intellettuali ambiziosi, squattrinati e ribelli, che si accompagnano a ragazze dai capelli cotonati e l'espressione imbronciata, passano le loro notti tra fumo e alcol e sembrano fregarsene di tutto e di tutti. Di rado qualcuno ha incuriosito Maigret quanto Francis. Con lui si mostra stranamente comprensivo, quasi indulgente. E c'è una ragione segreta: che avrebbe fatto lui se avesse avuto un figlio come Francis?
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L'originale di Laura
di Nabokov Vladimir
editore: Adelphi
pagine: 170
Oscuro eppure festante, dominato da un giocoso concetto della morte e da una beffarda visione dei riti mondani, "L'originale d
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Romanzi in tre righe
di Félix Fénéon
editore: Adelphi
pagine: 58
La formula Fénéon secondo il suo inventore: una riga per l'ambiente, una per la cronaca più o meno nera, una per l'epilogo a sorpresa. Leggere per credere.
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Il ratto del ricciolo. Testo inglese a fronte
di Alexander Pope
editore: Adelphi
pagine: 168
Un certo Lord Petre ebbe l'ardire di tagliare surrettiziamente un ricciolo di Lady Arabella Fermor - e il gelo calò fra le due famiglie: finché un giovane e già celebre poeta ricevette il delicato incarico di scrivere una poesia che contribuisse a rasserenare gli animi. Futile occasione, si direbbe: se non che l'artista interpellato era il beffardo e geniale Alexander Pope, "piccolo usignolo" della Chiesa cattolica nell'Inghilterra settecentesca. Così "solleticato", Pope compose un poemetto che per inventiva, passionalità ed estro poetico tocca punte di epicità omerica: non per niente lavorava a quel tempo a un'epocale traduzione dell'Iliade. La sua, però, è una guerra in miniatura, incentrata sull'eterna, risibile "guerra dei sessi". Il testo riscosse un immediato successo di pubblico e suscitò inviperite reazioni nella buona società. Ma Pope, per ribattere, inventò la, per così dire, pars deconstruens: scrisse un commento che è una chiave di lettura ultratendenziosa della sua stessa opera e insieme la satira di ogni pretesa interpretativa.
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