Narrativa contemporanea
Indiana. Le passioni di Madame Delmare
di George Sand
editore: Donzelli
pagine: 253
Indiana è nata nell'isola di Bourbon, al largo del Madagascar, nel mezzo dell'Oceano Indiano. Ma il lettore la incontra in una ricca dimora della campagna francese nei panni di madame Delmare, sposa infelice di un matrimonio combinatele dalla zia, che ha voluto così riscattarla da una vita da schiava, all'altro capo del mondo. Rassegnata a un'esistenza priva di gioie, Indiana si lascia andare a uno struggimento che sconfina nella consunzione, al fianco di un marito vecchio e collerico, e sotto l'ala protettiva del taciturno sir Ralph, fedele ma troppo compassato amico d'infanzia. Ed ecco che una notte irrompe nella villa l'affascinante Raymon, un aristocratico di belle speranze, da poco trasferitesi in campagna, che tutto sovverte. Raymon l'affabulatore dapprima seduce Noun, la bella domestica creola, e poi rapisce il cuore della stessa Indiana. L'incostanza delle passioni e l'ingannevole personalità di Raymon spingeranno Noun a gettarsi nel fiume in piena, e Indiana a oscillare senza tregua tra lo sdegno e l'attrazione irresistibile. Nell'andirivieni di quel pendolo sentimentale, è tutto un incalzare di eventi: la fuga disperata a Parigi, la morte cercata sulle rive della Senna, la bancarotta del marito, il forzoso trasferimento nell'isola al largo dell'Africa, il precipitoso rientro in Francia a bordo di un mercantile, la messa a repentaglio dell'onorabilità. Sullo sfondo, l'evolversi del personaggio di sir Ralph, sempre avvolto in un alone di inquietante opacità. Con un commento di Henry James.
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I fratelli corsi
di Dumas Alexandre
editore: Donzelli
pagine: 149
Il racconto si divide in due quadri
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Del racconto e dintorni
di Cortázar Julio
editore: Guanda
pagine: 184
Convinto da sempre che le etichette e i generi letterari fossero sull'orlo di "una strepitosa bancarotta", Julio Cortázar non
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Sabbia. Testo inglese a fronte
di Paul Muldoon
editore: Guanda
pagine: 184
Nato nel 1951 in Irlanda del Nord, dove iniziò a lavorare come produttore radiofonico e televisivo, trasferitosi dal 1987 negli Stati Uniti, Paul Muldoon è stato definito dal "Times Literary Supplement" come "il più significativo poeta di lingua inglese nato dopo la Seconda guerra mondiale". Che si condivida o meno tale giudizio, resta il fatto che il suo nome si è prepotentemente imposto all'attenzione della critica. Non per niente, dopo trent'anni di attività (inaugurata nel 1973 con New Weather), la raccolta "Sabbia", adesso tradotta in italiano, si è aggiudicata il premio Pulitzer nel 2003. I versi che la compongono ripercorrono temi e modi di tutta la produzione di Muldoon. Sullo sfondo di quel paesaggio irlandese legato alle sue origini, l'autore evoca le dolcezze della natura e le tragedie della storia, miti celtici e guerra civile, scontri politici e traumi familiari. Eppure, in un contesto tanto marcato, non mancano ariose aperture, come gli omaggi tributati a maestri quali Valéry, Orazio e Montale. Muldoon, è stato detto, abbraccia una logica onirica vicina a quella di Louis MacNeice, per perseguire una libertà linguistica sconfinata. Come sottolinea Giovanni Pillonca nell'introduzione al presente volume, questa assoluta imprevedibilità del discorso poetico, fondata sull'inarrestabile fluire della parola, costituisce un tratto distintivo dell'intera sua opera.
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Uomini d'Irlanda
di Trevor William
editore: Guanda
pagine: 197
sottile il filo che lega i dodici racconti di "Uomini d'Ilrlanda"; è poco più di una sensazione, penetrante e diffusa, un'atmo
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Germania
Un viaggio
di Büscher Wolfgang
editore: Voland
pagine: 256
Dopo l'epica marcia da Berlino a Mosca, Wolfgang Büscher torna nuovamente sulla strada calcando in senso antiorario i contorni
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L'ultima estate
di Cesarina Vighy
editore: Fazi
pagine: 190
Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. È fragile l'equilibrio che genera queste pagine. Per Zeta qualsiasi gesto ora è enorme, la fatica non solo fisica è in ogni momento fatale. E i ricordi sono uno squarcio lacerante nella memoria di una vita tenacemente irregolare: la nascita fuori dal matrimonio della "bambina più amata del mondo", l'infanzia sotto le bombe, Venezia splendida e meschina, il primo disastro sentimentale e poi Roma becera e vitale, l'esperienza della psicanalisi, l'avventura del femminismo, il cammino della malattia. E sempre la coriacea e gentile difesa della propria individualità, l'irrisione delle tribù e delle cliniche cui ha rifiutato di appartenere. Così la storia della sua vita scorre laterale, vissuta intensamente ma mai accettata, come non fosse mai meritevole di piena identificazione. Con una lingua nitida, feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, questo romanzo d'esordio scritto a settant'anni affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza. Mai, lungo queste pagine, si può dimenticare che l'autrice è malata, gravemente. Però basta uno spiraglio della finestra in cucina a far entrare un platano o un merlo.
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Matolda. Una storia longobarda
di Barbara Debernardi
editore: Lindau
pagine: 242
Ultimi anni dell'VIII secolo, in Val di Susa, nel Piemonte occidentale. Rachi, il padre di Matolda, si mette in marcia verso Taurino per avvisare re Desiderio che il figlio Adelchi è stato tradito da uno dei suoi duchi. Ma è troppo tardi. Rachi viene ucciso, mentre l'esercito di Carlo Magno sorprende alle spalle le truppe longobarde e le spazza via come fa il primo vento d'inverno con le foglie gialle ancora attaccate ai rami. In mezzo alla follia della guerra, Matolda diventa in fretta adulta e inizia una nuova vita. I boschi nei quali fino a poche settimane prima giocava allegramente con il padre ora la nascondono dal nemico che depreda e razzia ogni villaggio. Costretta a una vita randagia nella sua stessa terra, in fuga dalle ombre, atterrita dai rumori, divisa tra il ricordo struggente del passato e la speranza di ricostruirsi comunque una vita, Matolda scoprirà di non essere sola. Un giovane soldato franco sta percorrendo i suoi stessi sentieri, lontano dalla violenza degli uomini. In una terra di confine aspra e selvaggia, in un tempo remoto e misterioso, Matolda incontrerà la forza dell'amore, capirà il significato dell'amicizia, ritroverà la speranza e, soprattutto, sconfiggerà l'odio e la sete di vendetta che come una tenebra avvolgono i cuori e spengono le menti.
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Il capo delle tempeste
di Nina Berberova
editore: Guanda
pagine: 266
Nell'atmosfera malinconica che permea la comunità russa a Parigi negli anni che seguono la Rivoluzione d'ottobre, Sonja, Dasa e Zaj sono tre sorelle in esilio, figlie di uno stesso padre, russo, ma di madri diverse. Sono giovani, desiderose di dare un senso alla propria vita. Dasa, la più solare e concreta, mira a trovare un equilibrio per sé e per gli altri, anche a scapito della propria felicità. Sonja, la più colta e intellettuale, è uno spirito inquieto e va incontro alla sorte tragica di chi punta all'assoluto. Zaj, la minore, giunta per ultima a Parigi, non ha ancora trovato la sua strada e si affida all'istinto: tenta con il teatro, si innamora di un giovane studente, si impiega da un libraio, dove scopre la letteratura e il profumo dei libri freschi di stampa. Tutt'intorno il mondo dell'emigrazione russa a Parigi: gente che si barcamena per stare a galla, che si è più o meno integrata nella grande capitale, che si frequenta e conserva alcune usanze, mentre a poco a poco ne dimentica altre. Sullo sfondo, la Russia, una presenza fisica che incombe, travolgendo la storia personale di ognuno.
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Il mio amato
di Yehoshua Bar-Yosef
editore: Giuntina
pagine: 105
"Dapprima fui molto spaventato: l'omosessualità è una delle più gravi trasgressioni della Torà. Ma accanto alla paura abissale provavo un piacere oscenamente sfrenato per aver scoperto simili sorgenti segrete. Durante le poche settimane che trascorsi in compagnia di Channa, il mio corpo conobbe brividi di piacere mai provati. Allora consideravo la cosa come un dono meraviglioso concesso a me in particolare. Nessuno intorno a me può provare un briciolo di questa gioia fisica che io provo alla vista del volto di un quindicenne. Nessuno tra i miei conoscenti può nemmeno immaginare che esista una cosa simile; io, del resto, prima lo ignoravo". Nella cornice di Meah Shearim, il quartiere ultraortodosso di Gerusalemme, trasgressione e rigore della fede si scontrano in un dramma tutto interiore in cui il protagonista paga la sua spietata lucidità nei confronti di se stesso con l'accettazione di una maschera che lo relega in una solitudine senza fine.
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Qui è proibito parlare
di Boris Pahor
editore: Fazi
pagine: 397
Principale porto dell'impero austroungarico, Trieste aveva visto coabitare per secoli culture diverse. Integrata nel Regno d'Italia alla fine della Grande Guerra, fu qui che, per la prima volta e anticipando scenari futuri di quello che sarebbe stato il fascismo non solo sul suolo italiano ma anche in Europa, fu messa in atto una campagna di pulizia etnica: tutto quello che era sloveno, lingua, cultura, gli stessi edifici, doveva sparire. E in questo clima, così cupo e oppressivo, che Ema, giovane slovena originaria del Carso, si aggira piena di rabbia in una luminosa estate degli anni Trenta. Alle spalle ha una storia familiare dolorosa, e ora, a Trieste, cerca un lavoro che le permetta di vivere in modo indipendente, ma le difficoltà che trova e il rancore per un mondo che sente ostile non fanno che accrescere in lei un senso di dolorosa esclusione. Sarà l'incontro con Danilo sul molo del porto a segnare la svolta nella sua vita. Maturo e determinato, l'uomo guiderà i passi della ragazza nel difficile e pericoloso cammino della resistenza al fascismo e della difesa della cultura slovena, e su quello non meno tortuoso dell'amore. Abbandonandosi a una passione che si fa sempre più viva e legandosi a Danilo in un'intesa profondissima, Ema riuscirà finalmente a trovare la forza di prendere in mano la propria vita, di darsi senza remore alla lotta per il riscatto del popolo sloveno e di affrontarne con coraggio tutte le conseguenze.
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La cena di Zurigo
di Poggi Stefano
editore: Le Lettere
pagine: 200
Honoré de Balzac, il grande romanziere francese oramai celebre in patria e nel gran mondo e Georg Buechner, il giovane medico
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