Narrativa contemporanea
Il poliziotto e la maschera. Giochi, esercizi e tecniche del teatro dell'oppresso
di Augusto Boal
editore: la meridiana
Il poliziotto e la maschera, versione italiana del Theatre de l'opprimé, non è un libro sulle tecniche teatrali ma sugli strum
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Rossovermiglio
di Cibrario Benedetta
editore: Feltrinelli
pagine: 213
La protagonista del romanzo è una giovane donna appassionata e ribelle, ma è cresciuta in una famiglia - e in un ambiente - do
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I florio
di Candela Simone
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 513
Questo studio di Candela è da considerare come la prima storia completa dell'ascesa, fortuna e decadenza dei Florio
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Maigret e il barbone
di Georges Simenon
editore: Adelphi
pagine: 142
Di solito non si ammazzano i poveracci, Maigret lo sa. Eppure qualcuno ha massacrato di botte e poi scaraventato nella Senna un inoffensivo barbone che viveva sotto un'arcata del pont Marie. Per fortuna un battello fiammingo diretto a Rouen con un carico di ardesia era ormeggiato lungo il quai des Célestins, e l'imponente Jef van Houtte l'ha coraggiosamente ripescato, salvandogli la pelle. Certo, François Keller detto il "dottore" è uno strano barbone, l'eccezione che conferma la regola, insomma. La padrona del Petit Turin, il bistrot dove andava a rifornirsi di vino, sostiene che l'ha miracolosamente guarita. Ma c'è di più: ha una moglie che vive addirittura sull'Île Saint-Louis e frequenta l'alta società, e una figlia, Jacqueline, che ha sposato un Rousselet, quelli dei prodotti farmaceutici. Cosa può averlo mai spinto ad abbandonare dall'oggi al domani la famiglia e una professione che amava, lasciandosi dietro solo una lettera? È nel suo oscuro passato che va cercata la chiave del tentato omicidio? Dai tempi del cavallante della Providence Maigret non si trovava di fronte a un così perturbante passage de la ligne, e questo caso lo appassiona come non mai. Nel suo letto d'ospedale, Keller lo scruta senza dire una parola. Eppure il commissario ha l'impressione di capirlo: appartiene alla gente perbene, ama l'ordine e il decoro, ma conosce l'altra faccia del mondo, gli emarginati, gli scarti, i nemici della società. E, incredibilmente, ne comprende il linguaggio segreto.
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Un uomo che dorme
di Georges Perec
editore: Quodlibet
pagine: 170
Terzo romanzo di Georges Perec, "Un uomo che dorme" è la storia di uno studente che la mattina dell'esame, invece di alzarsi, lascia suonare la sveglia e richiude gli occhi. Segue il racconto della sua vita ordinaria, in cui giorno dopo giorno si educa all'indifferenza per tutto: non voler più niente, vagare, dormire, perdere tempo; tenersi lontano da ogni progetto e da ogni smania; essere senza desideri, senza risentimenti, senza ribellione; leggere "le Monde" dall'inizio alla fine, senza saltare una riga, annunci matrimoniali e necrologi compresi. "Un uomo che dorme" è un romanzo in cui chiunque, leggendolo, riconosce quell'oscuro desiderio di ritirarsi dal mondo senza scomparire del tutto, diventare indifferente a ogni cosa, un fantasma trasparente che, come il protagonista del libro, vaga per Parigi senza aprire bocca, senza desiderare più nulla, tra la folla dei Grands Boulevards, per i caffè, le panchine dei giardinetti, i lungosenna, i musei, i monumenti, sonnambulo turista in casa propria.
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Vita candita
di Rosalba Perrotta
editore: Perrone
Armato di gelato al pistacchio ("pistacchio di Bronte
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La magia del volo
di Richard Bach
editore: Rizzoli
pagine: 176
Staccarsi da terra, spiegare le ali e osservare ogni cosa dall'alto
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I commentarii
Testo latino a fronte
di Piccolomini Enea S.
editore: Adelphi
Un'autobiografia in cui tutto il mondo politico e religioso del Quattrocento e tutta la vita dell'epoca risorgono e si trasfor
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L'idea messianica nell'ebraismo e altri saggi sulla spiritualità ebraica
di Gershom Scholem
editore: Adelphi
pagine: 388
"Come il chicco di grano deve marcire nella terra prima di poter germogliare, così le azioni dei "credenti" devono "marcire" affinché possa germogliare la redenzione". Così scrive Scholem nel saggio che costituisce il cuore di questo volume, "La redenzione attraverso il peccato", sintetizzando, appunto, la dottrina paradossale del "santo peccato" che era stata sviluppata dal sabbatianesimo radicale: al redentore, al più santo fra gli uomini, spetta il compito di immergersi nell'oscurità del male e "riscattare le scintille divine che vi sono ancora imprigionate". Proprio al movimento sabbatiano e alle sue propaggini più radicali Scholem dedica alcuni dei fondamentali saggi contenuti in questo volume, e non con l'atteggiamento di disprezzo e di condanna che aveva caratterizzato fino allora la storiografia ebraica, bensì con profondo interesse, sull'onda di quella "scintilla di emozione" (in questi termini ne aveva scritto all'amico Walter Benjamin) con cui nel 1927, alla Bodleian di Oxford, si era imbattuto in un trattato manoscritto: Magen Avraham ("Lo scudo di Abramo"), a firma di Avraham Miguel Cardoso, seguace dello pseudo-Messia Shab-betay Tzevi. Senza indietreggiare di fronte allo scandalo della "apoteosi negativa" di Shabbetay Tzevi - la sua conversione all'Islam - e dei suoi fedeli, Scholem riconosce "un elemento autenticamente ebraico nell'anelito di quegli individui paradossali a ricominciare da capo", a "tornare alle sorgenti originarie della fede ebraica".
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