Narrativa contemporanea
L'ultima sera
di Arno Camenisch
editore: Keller
pagine: 112
È notte in montagna, e piove. Piove come non pioveva da anni, piove anche se dovrebbe nevicare e l'acqua che scende dal cielo sembra volersi portar via tutto.Con questo tempo da lupi, l'osteria Helvezia - in procinto di chiudere per sempre - accoglie come un'arca tutti gli abitanti, le loro storie, la loro sete, i loro ricordi. Inizia così un viaggio magico, malinconico e gioioso, pieno di suoni e presenze, di vivi e di morti, di sorti propizie e avverse, destinato a non finire finché c'è un bicchiere pieno e un racconto vola nell'aria. Con "Ultima sera" Camenisch ci riporta alle cose essenziali, agli alti e bassi dello stare al mondo, a ciò che scompare e solo la forza dell'oralità è in grado di far rivivere. Così la notte non è mai notte e non c'è pioggia tanto intensa da cancellare le nostre tracce.
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I giorni in fila
di Andrea Garbarino
editore: La linea (bologna)
pagine: 268
In una città di mare della Liguria, "tetra persino sotto il sole", si intrecciano storie in bilico tra un presente abietto e un passato difficile da decifrare. A raccontarle è Sandra, una giovane donna dai tratti androgini e dai modi bruschi, gravata da un carico ingombrante di misteriose vicende familiari che alimentano il suo arrabbiato mal di vivere. Il 25 aprile, giorno della Liberazione, riceve una busta contenente una pillola rossa: "Medicina per la memoria" è scritto nella lettera anonima che l'accompagna. La sonnacchiosa vita di Sandra si anima, da qui in avanti, di pedinamenti, irruzioni in casa e intimidazioni, in un crescendo di eventi enigmatici che ruotano attorno al padre, fuggito da tempo in Provenza, e al nonno materno, un vicepodestà fascista rimasto vittima di uno strano incidente. Mentre Sandra scava nel passato della sua famiglia e della sua terra per capire ciò che le accade, si trova sempre più immersa in un ambiente magmatico e intrigante, popolato da ex partigiani ed ex repubblichini, da balordi malavitosi e trafficoni in colletto bianco, tutti a caccia di un tesoro nascosto per il quale sono disposti a uccidere e a morire. "I giorni in fila" è un romanzo che affianca un intreccio noir a una riflessione sottotraccia sull'avidità e sulla memoria, in cui la seconda può rappresentare un salutare antidoto alla prima.
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Piccoli equivoci senza importanza
di Tabucchi Antonio
editore: Feltrinelli
Una Toscana segreta e stregata, una stazione della Riviera, una Lisbona baudelairiana, un rallye di automobili d'epoca, un per
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È Oriente
di Rumiz Paolo
editore: Feltrinelli
Dalle Alpi svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubi
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H/H
di Yoshimoto Banana
editore: Feltrinelli
Due racconti lunghi ("Hard-boiled" e "Hard luck") che trattano della morte, tema familiare a Banana Yoshimoto, mostrando i div
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Il taccuino d'oro
di Lessing Doris
editore: Feltrinelli
Questo di Doris Lessing (Premio Nobel per la Letteratura 2007) è un romanzo che rappresenta una sorta di 'summa' dei suoi temi
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Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone
di Will Ferguson
editore: Feltrinelli
pagine: 454
Viaggio in autostop attraverso il Giappone, seguendo il flusso, da sud verso nord, della fioritura del ciliegio, oggetto di cu
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Accabadora letto da Michela Murgia. Audiolibro. CD Audio formato MP3
di Michela Murgia
editore: Emons audiolibri
Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a capire
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L'infinito istante
di Sergio Zavoli
editore: Mondadori
pagine: 121
Nel trittico pubblicato dallo Specchio - "L'orlo delle cose", "La parte in ombra", e oggi "L'infinito istante" - è esemplare la crescente trasparenza di quel "limpido decantarsi" che Carlo Bo aveva colto fin dagli anni delle sue postfazioni a due antecedenti sillogi mondadoriane di Sergio Zavoli. L'umanista, e grande critico, aveva già messo in luce il lavoro di scavo che Zavoli portava avanti nei suoi versi, via via raccogliendoli in testi da cui traspariva una coscienza poetica alla quale restava estranea ogni abilità esteriore e in cui si precisavano le sottrazioni verbali care a Montale, che anche oggi fanno dire a Zavoli: "la poesia sta appena nei dintorni di un istante". Con una metafora riferita alle librerie di casa, nello spirito di una esplicita condivisione, Bo consigliava ai lettori di "non disporre la poesia di Sergio Zavoli nelle collocazioni orizzontali dei libri, il suo fra i tanti altri: quei versi esigono una disposizione verticale, se così possiamo dire, perché sono di materiale puro, derivato per un processo segreto e misterioso dalla parte più nobile del suo spirito". Più avanti aggiungerà: "Le sue poesie non rientrano nel quadro delle esercitazioni letterarie più o meno suggestive, come assicurano il tono teso della voce, l'orecchio sordo alle mode, il rifiuto di alchimie adescanti, l'assenza di ogni lenocinio (...)".
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