Narrativa contemporanea
Caro Bogart. Una biografia
di Jonathan Coe
editore: Feltrinelli
pagine: 134
La biografia, la carriera, il mito di Humphrey Bogart attraverso la scrittura innamorata di un grande romanziere. Jonathan Coe ripercorre la carriera di Bogie dagli esordi teatrali ai grandi film della maturità e lascia emergere la formazione di quel personaggio cinico e sentimentale, capace di passare dalle atmosfere oblique del giallo alla commedia, dall'avventura al dramma romantico. Il Bogart di Coe, prima ancora che un interprete, è il portatore di un'umanità, di una virilità, di un modo di essere a cui scrittori, sceneggiatori e registi attingono cercando di arrivare al "vero" Bogart. La verità del personaggio si moltiplica, in realtà, in un gioco in cui agiscono il suo sorriso sospettoso e disarmante, la sua aggressività, la sua rabbia alcolica, l'amore tempestoso per le donne che, all'apparire di Lauren Bacall, sembra sedarsi in dolcezza e protettività. Coe scava fra immagine cinematografica e biografia, senza confondere i piani, cercando anzi dietro il suo successo un complesso e ricchissimo incastro di frequentazioni, di influenze, di messe a fuoco, quasi a dimostrazione che, dietro il protervo individualismo dei suoi personaggi, Bogart è stato un uomo permeabile, sensibile, capace di modellare e di farsi modellare. Nella lunga lista di film interpretati, ce ne sono di orribili. E ci sono dei capolavori. Ma il vero capolavoro è il resistere nel tempo di quel "far buon viso a cattivo gioco" di cui il suo volto è ancora il manifesto.
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Wesley il gufo. L'incredibile storia d'amore tra un gufo e la sua ragazza
di O`brien Stacey
editore: Elliot
pagine: 275
Una perfetta Love Story (con le iniziali maiuscole, proprio come il film)
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Chi ha cucinato l'ultima cena? Storia femminile del mondo
di Miles Rosalind
editore: Elliot
pagine: 443
La storia dell'umanità è iniziata con la donna
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L'amore necessario
di Fusini Nadia
editore: Mondadori
pagine: 130
Seduta al bar di un aeroporto, una donna inizia a scrivere all'uomo che ama e da cui si è appena separata per un viaggio che l
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Berlin
di Eraldo Affinati
editore: Rizzoli
pagine: 276
La Berlino di questo libro non conosce confini, né geografici, né storici. Parlano le statue, il Muro, i grattacieli, le stazioni, le vie, le piazze, i morti, i vivi. Parlano Jesse Owens, Vladimir Nabokov, Rosa Luxemburg, Franz Kafka, Marlene Dietrich, le aquile del Terzo Reich e la Madonna del Botticelli. Apre la Dea della Vittoria che stringe la lancia aspirando i profumi del Tiergarten; chiude Albert Einstein, il cui genio sembra scintillare nello sguardo rapido di un ragazzine in bicicletta. Eraldo Affinati scende nei bunker sotterranei, nuota nelle piscine pubbliche, corre in BMW, sorride ai fantasmi, si perde in periferia, ritrova il sentimento italiano nei quadri della Gemäldegalerie e nelle canzoni di Mia Martini. Si rivolge a Marx ed Engels. Ammira gli studenti della Biblioteca Nazionale. Riflette nella Stanza del silenzio. Ci racconta degli Hohenzollern e delle giovani reclute morte sulle alture di Seelow per difendere Hitler. Fa amicizia coi venditori di Kebab. Segue gli ultimi sopravvissuti dei lager. Ascolta i piloti della Luftwaffe, le prostitute dell'Artemis, i calciatori corrotti della Dynamo, le gracchie che volano sugli stabilimenti dismessi della Sprea, perfino le birre tracannate sui banconi delle Kneipen. Alla fine ci consegna il ritratto impossibile di un camaleonte: una città che sembra più vera di quella autentica, ma è fantastica come una leggenda.
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Con te accanto
editore: Rizzoli
pagine: 171
A volte sono gli incontri più casuali e fortuiti a raccontare ciò che noi siamo
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Great Jones street
di DeLillo Don
editore: Einaudi
pagine: 242
La rockstar Bucky Wunderlick, all'apice della fama, decide di abbandonare il suo gruppo mentre è in corso una tournée
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Malafemmena
Il romanzo dell'unico, vero, grande amore di Totò
editore: Mondadori
pagine: 166
L'ultimo verso della canzone più famosa di Totò, "Malafemmena" racchiude l'essenza della sua storia d'amore con la bellissima
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Dallo sputnik allo shuttle
di Umberto Guidoni
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 189
Nella notte del 4 ottobre 1957 Radio Mosca annunziava il lancio in orbita del primo satellite artificiale: lo Sputnik, letteralmente "compagno di viaggio". Si dava così inizio all'era spaziale, spalancando all'uomo le porte del cosmo. Dal 1957 sono stati fatti progressi incredibili, previsti solo dai romanzi di fantascienza. L'astronauta Umberto Guidoni, che ha partecipato a ben due spedizioni con lo Space Shuttle ed è stato il primo europeo a salire a bordo della Stazione spaziale internazionale, racconta l'avventura dell'uomo nello spazio, dalla fase pionieristica a quella odierna, attraverso i numerosi successi ma, anche, le tragedie che hanno segnato il progresso dell'astronautica. Ha scritto Tsiolkowsky - il padre dell'astronautica, il primo che ha pensato a utilizzare razzi per avventurarsi nello spazio - "la Terra è la culla dell'umanità, ma non si può vivere tutta la vita in una culla". Oggi, effettivamente, si è molto vicini alla possibilità di abbandonare la Terra. Ma la tecnologia spaziale se può condurci a vivere su altri mondi potrebbe aiutarci anche in altri settori, ad esempio nella ricerca di nuove forme di generazione dell'energia.
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Il no positivo. L'arte di condurre qualsiasi trattativa senza rinunciare ai propri obiettivi
di William Ury
editore: Tea
pagine: 259
"No" è forse la parola più importante ed efficace in ogni lingua
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Come finisce un amore
di Philippe Besson
editore: Guanda
pagine: 148
Quando Clément, l'uomo che ama, la lascia, Louise decide di fuggire da Parigi per allontanarsi da lui e dai luoghi di una vita a due. Ma la tentazione di tirare le somme del loro amore è forte, e Louise scrive cinque intense lettere a Clément dai luoghi esotici e lontani in cui si rifugia, lettere simili a messaggi in bottiglia da cui non ci si attende (ma si spera) una risposta. A poco a poco, nel periplo che la porta dall'Avana di nuovo a Parigi, passando per New York, Venezia e per un viaggio sull'Orient-Express, si dipanano le tristezze, la disperazione, l'amarezza, la collera di una donna: una vicenda comune, ma espressa da una voce singolare capace di dar corpo alla sofferenza attraverso la scrittura e di trovare così la strada verso la propria guarigione. Philippe Besson si cala perfettamente nella psicologia e nella sensibilità femminili, facendo dimenticare al lettore che a scrivere è un uomo, e compiendo qui l'analisi di una storia d'amore in modo semplice e immediato. Dalle lettere dell'io narrante si percepisce il progressivo distacco che Louise cerca invano, spostandosi da un Paese all'altro, dal sole dell'Avana alla nebbia serale di Venezia, nel tentativo di distruggere l'abitudine all'attesa, divenuta ormai vuota. E nelle lettere le parole per descrivere i ricordi si susseguono, tese a indagare le motivazioni di una separazione e di una perdita, in un monologo appassionato che è innanzitutto un viaggio alla scoperta di sé.
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Noi che abbiamo fatto «La dolce vita»
di Kezich Tullio
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 251
Federico era sempre pronto a deviare, a sottrarsi e a infrattarsi; mentre noi intorno ci sentivamo tutti come ragazzi che hann
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