Poesia
Poesie scelte
di Wystan Hugh Auden
editore: Adelphi
pagine: 966
In questa raccolta, che copre l'intero arco dell'opera di Auden, il lettore non solo troverà tutte le sue poesie più celebri - riproposte in nuove o rinnovate traduzioni di Massimo Bocchiola e Ottavio Fatica -, ma scoprirà un giacimento di tesori, quali si possono celare in un corpus di testi capace di ravvivare o reinventare all'occorrenza ogni forma della tradizione: dall'apocalittico all'arcadico, dal propagandistico al meditativo, dall'ironico al sentimentale, passando dalle antiche saghe islandesi a Dante, a Shakespeare, per approdare infine a Goethe. Con un saggio di Iosif Brodskij.
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Cieli celesti
di Claudio Damiani
editore: Fazi
pagine: 163
Con "Cieli celesti" Claudio Damiani ha scritto un libro in cui il suo pensiero filosofico si apre all'orizzonte della scienza. La chiarezza espressiva e la forma contemplativa dei versi, però, sono le stesse dei libri precedenti, quelle apprese dalla lezione dei latini e di Petrarca. Così come il ritmo continua a essere dialogante: il suo rivolgersi agli uomini, agli animali, alla natura, all'intera creazione come fossero tutti parte di una "comunità" che poi significa capire quanto ogni cosa è indispensabile all'altra e che proprio questo è il "miracolo" di cui facciamo quotidianamente esperienza. Nel tempo della nostra vita, all'interno di un universo tanto vasto e tanto misterioso da sovrastarci e spesso spaventarci, Damiani percepisce un disegno - la rivelazione di un'intelligenza universale che illumina la mente - come una linea che scorre inesorabile lungo i secoli e i millenni. Di quella linea, l'essere umano, l'individuo, non è solamente un punto tra gli infiniti altri, ma è un nucleo di energia, un "quanto di tempo", scrive il poeta servendosi dei termini della fisica: è la possibilità che il disegno - un disegno che Dio, o qualcuno a cui abbiamo attribuito questo nome, ha pensato - si compia. Come l'anello infinitamente piccolo di una catena infinitamente grande, la sua stessa esistenza determina il passato, il presente e il futuro dell'universo. Allora, il tempo dell'uomo non è mai veramente finito, e pure la morte è parte del disegno.
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Salutz (1984-1986)
di Giovanni Giudici
editore: Il saggiatore
pagine: 125
"Salutz" è un canzoniere che ha impegnato il poeta per oltre un biennio: un'opera fulgida, che rappresenta al meglio l'alta suggestione della sua scrittura, e in qualche modo anche anomala, perché ricca di affascinanti cadenze dell'antica poesia provenzale, frutto di una incessante ricerca testuale, sintattica, stilistica, metrica e lessicale. Con uno scritto di Giovanni Raboni. Postfazione di Carlo Londero.
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La grande mappa
di Giuliano Tabacco
editore: Transeuropa
"Se alle liriche de La grande mappa volessimo cercare un'equivalenza, questa sarebbe forse la nostra precarietà presente - la condizione liquida e febbrile di questi anni insensati. Non tanto perché il mercato del lavoro è l'argomento esplicito di alcuni testi della raccolta; soprattutto perché chi parla si sente e scrive come un individuo senza padri né fratelli, abituato a divorare e a divorarsi, con il corpo esposto alla violenza latente di una quotidianità che mescola i vivi e i dissepolti, "i desideri e il loro esatto contrario" - e che non sa più immaginare un altrove. Arcaico come una necropoli e dispersivo come un ipermercato, questo mondo ha digerito l'ingiustizia e l'ha completamente assimilata, portandola dalla sfera pubblica al cuore stesso di tutti i rapporti umani: "Esseri che mangiano ed esseri che chiedono di essere mangiati"". (Gianluigi Simonetti)
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Centosette haiku. Testo giapponese a fronte
di Masaoka Shiki
editore: La vita felice
pagine: 107
Shiki ha spesso affermato che un grande maestro di haiku non scriveva durante la sua vita di poeta che duecento o trecento haiku autentici. Di quelli che sono portatori di un'intuizione profonda della realtà immediata ed evidente. Di quelli che ci permettono di sentire, di sondare l'indicibile profondità, di gustare il sottile sapore dell'esistenza umana, colta nell'eternità dell'istante presente. Di quelli che traducono, senza specificare, ma solamente suggerendo l'esperienza di distacco filosofico, poetico se si preferisce, dal mondo, quando tutto diventa semplice, luminoso, meravigliosamente evidente. Quando si percepisce, molto più che il senso, l'armonia delle cose, la loro impeccabile coincidenza. Sono proprio questi haiku che Shiki compose a essere raccolti in quest'opera.
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Poesie. Testo cinese a fronte
di Xun Lu
editore: La vita felice
pagine: 158
"Nell'opera di Lu Xun, la poesia è come un filo di seta sottile e tenace, intrecciato agli altri fili più evidenti e consistenti della narrativa e della saggistica, un filo che accompagna tutto l'itinerario creativo, dai primissimi anni degli studi a Nanchino e in Giappone, fino all'ultimo inverno a Shanghai, nell'ora buia sfiorata dal presagio dell'alba, quando già vedi 'le stelle dell'Orsa toccare l'orizzonte'. Lu Xun ha sempre considerato - o meglio, ha sempre dichiarato di considerare - la sua produzione poetica come marginale, occasionale, o troppo intima per essere offerta, tranne casi rarissimi, in lettura al vasto pubblico. Si è sempre schermito, anche sul terreno teorico, come profano in fatto di poesia. In realtà, se le sue poesie non costituiscono un corpus imponente (e il suo non è certo un canzoniere), se egli si è espresso in versi irregolarmente e quasi sollecitato dall'occasione, per lui neanche la poesia è mai semplice esercitazione letteraria o gioco elegante." (dall'introduzione di Anna Bujatti)
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Interludi. Testo neerlandese a fronte
di Karel Van de Woestijne
editore: Medusa Edizioni
pagine: 499
Il sogno della Grecia. Un sogno nordico e decadente, di una Grecia preclassica e ancora barbara. Un sogno nordico, fiammingo, fatto da un fiammingo dell'inizio del secolo scorso. Dopo la traduzione parziale dei "Sette contro Tebe" di Eschilo e dell'"Iliade", Karel van de Woestijne si dedica alla stesura di poemi o meglio poemetti epici, raccolti nei volumi "Interludi I", "Interludi II" e "Il sole alle spalle" (del 1912, 1914 e 1924). Il lettore scoprirà in questo libro i poemetti epici "greci" di Van de Woestijne: quattro sono dedicati all'eroe Eracle, alle sue Fatiche (contro il re Diomede, il gigante Alcioneo, il cinghiale di Erimanto) e al matrimonio, nel suo nuovo statuto di dio dell'Olimpo, con Ebe; uno alla regina Elena di Sparta (ma già, in sogno, di Troia); uno alla guerriera Pentesilea, regina delle Amazzoni, corsa in aiuto del vecchio re Priamo e segretamente innamorata di Achille; infine un testo incompiuto è dedicato al dio Apollo diventato pastore. Il libro presenta, dopo una densa introduzione sull'autore e sulla sua poetica, un corpus di oltre 5000 versi. Si tratta della prima ampia traduzione della poesia epica di Van de Woestijne. L'epica è qui un sogno decadente, sbalorditivamente moderno. I versi riecheggiano Omero e Virgilio mentre la sensibilità è vicina a quella di Baudelaire, Mallarmé, Valéry. La traduzione ha cercato, come dice Leopardi, di "conservare il carattere" dell'autore "in modo ch'egli sia tutto insieme italiano e straniero".
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Transito all'ombra
di Gianluca D'Andrea
editore: Marcos y marcos
pagine: 110
Nervoso nella lingua e nello stile, nervoso nello sguardo che getta sulle cose, il 'Transito, all'ombra' di Gianluca D'Andrea procede lungo uno stretto crinale, lo spartiacque tra io e mondo, destino individuale e storia collettiva, estrema possibilità di rappresentare o narrare e verosimile impossibilità di trovare un senso, luce e buio, dovere di memoria e dimenticanza. Il Transito è movimento, divenire, talvolta persino epico, o pura caparbia vita che insiste e non vuole finire; ma l'ombra in cui avviene quella di un acquario in cui 'Passano le figure, inseguono gli eventi' e 'la giustizia si sposta nello stesso / luogo, si sgrana in tempi impercettibili'. Lo spazio e il tempo della raccolta hanno nomi e confini: l'Italia, tra Messina e Treviglio, il secondo Novecento e le sue crudeltà sottaciute; e tuttavia queste coordinate sfumano a tratti in altri tempi e in altri spazi più immani, biologici e geologici, se 'la terra è statica in milioni di anni senza noi, ci raggiunge e vomita'. È in un simile contesto tra disperazione e speranza, che la vicenda umana dantescamente 's'immilla'." (Fabio Pusterla)
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Il fiume del tempo. Antologia poetica 1959-2009. Testo cinese a fronte
di Xi Murong
editore: Castelvecchi
pagine: 139
A Taiwan, in Cina Popolare e nel mondo sinofono, le poesie di Xi Murong hanno registrato uno straordinario successo editoriale
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L'epilogo della tempesta. Poesie 1990-1998 e altri versi inediti
di Zbigniew Herbert
editore: Adelphi
pagine: 180
"Scrivevo poesie serie, tragiche" ha detto nel 1991 Zbigniew Herbert in un'intervista, paradossalmente deplorando l'abolizione della censura seguita alla caduta del Muro. "Adesso scrivo sul mio corpo, sulla malattia, sulla perdita del pudore". In questa nuova atmosfera lirica, infatti, il poeta i cui versi Iosif Brodskij aveva definito come "una nitida figura geometrica ... incuneata a forza nella gelatina della mia materia cerebrale" (versi, aggiungeva, che il lettore si ritrova "marchiati a fuoco nella mente con la loro glaciale lucidità") - ebbene, quello stesso poeta che era stato così discreto, così poco incline a parlare di sé, lascia spazio alle confessioni intime di un io che abita ormai "sull'orlo del nulla" e ci consegna una sorta di testamento spirituale. Rimane, certo, il suo tono, quella "miscela di ironia, disperazione ed equilibrio" che già incantava Brodskij; e rimangono i temi che sempre sono stati al centro della sua ricerca espressiva: la memoria come vicinanza al passato e alla tradizione, l'azione corrosiva del tempo, il viaggio come fonte di ispirazione: ma accanto a questi c'è ora la stoica accettazione della sofferenza fisica e psicologica, accompagnata dalla gratitudine (così si legge nelle esserne composizioni di Breviario) per tutta "questa cianfrusaglia della vita" (e soprattutto, scrive, "per le pasticche di sonnifero dai melodiosi nomi di ninfe romane") - una vita che si lascia, tuttavia, con il "cuore pieno di rimpianto".
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Poesia d'oggi. Un'antologia italiana
di Paolo Febbraro
editore: Elliot
pagine: 139
Fra il 2013 e il 2014, Paolo Febbraro ha curato una rubrica di poesia sulle pagine culturali del "Sole 24 Ore". Ogni settimana appariva una poesia allora inedita di un autore italiano vivente, accompagnata da una sua breve biografia e da una nota di commento ai versi. "Poesia d'oggi" ha proposto via via un'originale scelta d'autore che ora viene raccolta in volume, volendo fornire al pubblico un avviamento alla lettura e alla scoperta della migliore poesia contemporanea. Disposti in ordine cronologico, dai maestri come Pier Luigi Bacchini e Franco Loi fino ai giovani Matteo Marchesini e Mariagiorgia Ulbar, questi poeti disegnano un panorama della nostra letteratura in versi, svelandone la forza e la varietà. Le singole poesie, poi, chiamano a ulteriori approfondimenti, e anche per questo vengono accompagnate da un'introduzione generale e dall'interpretazione di uno dei protagonisti della scena poetica odierna. Premessa di Armando Massarenti.
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Satire d'immagine e poesiaBild und Wort Satiren
di Soyfer Jura
editore: Liguori
pagine: 128
È sorprendente la modernità dell'operazione compiuta nelle Satire d'immagine e poesia
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