Poesia
Le sorelle in aria
di Rosalba De Filippis
editore: Passigli
pagine: 53
«... La protagonista di questo poemetto, in mezzo al teatro naturale scrutato e sorpreso con grande forza poetica, si fa donna volpe, donna albero, donna collina nel tentativo di comprendere cosa significhi in quel momento o torno di vita, decisivo, ferito, doloroso, essere completamente donna. Guardando le tracce e i movimenti, specie di lei, la volpe, che diviene specchio, sorella, anima quasi. Non è certo la prima volta che in poesia questo tentato rispecchiamento tra momento morale e natura si dispiega con tale forza e sorprendente densità. Ma qui si è come portati all'interno di questo movimento. La de Filippis ha una speciale genialità nel tenerci attoniti e immersi. Riesce a farci vivere quel confronto, dolce ma anche spietato, tra natura umana e natura dall'interno, in movimenti cangianti e vivissimi. Ha versi che ti si piantano nelle costole e pensi: che brava...» (Dalla prefazione di Davide Rondoni)
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Un intenso venire
di Marisa Papa Ruggiero
editore: Passigli
pagine: 79
«... Sono - le poesie di questa raccolta - delle stratigrafie, dei calchi, delle sismografie, delle rilevazioni materiali e materiche, che non si chiudono mai in un senso univoco, ma mimano e distendono un fatto che sta avvenendo, ancora, continuamente, come eco e prolungamento e continuazione di una ferita originaria. La terra si eretta, si spacca, si apre in faglie, e nella frattura si produce un'energia sismica, tellurica, che è il vero centro, oscuro, di questa poesia. Inutile sarebbe infatti tentare degli addomesticamenti di un verbo così riluttante a ogni intesa, a ogni adescamento, a qualsiasi minuetto o tentativo di colloquio. Si tratta, invece, di un monologo ansioso e fermentante, anche dove trapeli o si accampi l'esistenza di un 'tu' complementare, sognato o evocato. Il corpo della terra, il corpo di carne si scambiano i ruoli e la scena. E sempre un sommovimento, uno smottamento, uno slittare di strati, un affondare di semi nel profondo, dove il destino si compie, avviene...» (Dalla prefazione di Daniele Piccini)
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La ballata del vecchio marinaio
di Samuel T. Coleridge
editore: La vita felice
pagine: 89
"La ballata del vecchio marinaio", composta tra il 1797 e il 1798, rappresenta il contributo più significativo di Coleridge (1772-1834) alle "Lyrical Ballads", pubblicate nel 1798 in collaborazione con William Wordsworth (1770-1850) e la cui celebre Prefazione è considerata il manifesto del Romanticismo inglese. Racconta la vicenda fantastica di una maledizione che cade su una nave e il suo equipaggio dopo l'uccisione di un albatro da parte di un marinaio. L'idea della trama viene da un sogno che l'illustratore George Cruikshank (1792- 1878) raccontò all'amico Coleridge. La forma metrica del testo è quella della ballata, caratterizzata da un ritmo che la rende cantabile. Sebbene il linguaggio della Ballata sia evocativo e immaginifico, concedendo ampi spazi al "sublime" romantico, e sia ricco di arcaismi, Coleridge riprende diversi motivi tipici delle ballate popolari inglese. Ad esempio la forma dialogica e la presenza del soprannaturale, il tono tragico della narrazione e lo stile elaborato. La Ballata si divide in sette parti che seguono le "tappe" del viaggio del vecchio marinaio e della sua maledizione. I principali temi della Ballata sono lo studio psicologico della colpa, della sofferenza e dell'espiazione umana.
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Bran e altre poesie. Testo a fronte inglese
di Elizabeth Gaskell
editore: Croce Libreria
pagine: 88
Pubblicati tra il 1836 e il 1853, i tre poemi gaskelliani sono rimasti a lungo oscurati dal successo delle opere in prosa della scrittrice inglese. I suoi versi, tuttavia, costituiscono un parallelo dell'opera narrativa, di cui riprendono i temi, i modi e la straordinaria bellezza del linguaggio. Opere di profonda maturità umana oltre che stilistica, questi tre poemi testimoniano in maniera inequivocabile le mirabili qualità della Sheherazade di Charles Dickens. L'ispirazione poetica moderna di Elizabeth Gaskell è un tutt'uno con l'attitudine religiosa e con quella storica e filosofica, oltre che letteraria. Persa ogni speranza, la poetessa si rassegna a vivere in un presente caotico e prende consapevolezza che le illusioni storiche e quelle sensistiche germogliano dalla stessa radice. Tornare al passato significa ritrovare una voce che ci guida verso l'armonia e di conseguenza si recuperano i colori e i sapori e gli odori dei tempi andati. Nel mondo grigio del pensiero moderno è ancora possibile poter udire l'arte della parola.
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Poesie. Testo inglese a fronte
di Emily Dickinson
editore: Mondadori
pagine: 827
Emily Dickinson (1830-1886) dopo un'esistenza solitaria cittadina della Nuova Inghilterra ottenne una fama postuma pressoché i
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Foglie d'erba. Testo inglese a fronte
di Walt Whitman
editore: Mondadori
pagine: 250
"Foglie d'erba", la raccolta di poesie che Whitman andò continuamente ampliando dal 1855 al 1892, è un fiume straripante che t
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Le storie più mute
di Larson Katherine
editore: Interlinea
pagine: 123
Una volta credevo che la scienza si occupasse / solo di certezza
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I cani hanno sempre ragione
di Guido Catalano
editore: Miraggi Edizioni
pagine: 160
Torna in libreria il primo libro di Guido Catalano, ripubblicato da Miraggi
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Un sabato senza dolore
di Alberto Nessi
editore: Interlinea
«Partire la mattina presto» è l'atto con cui Alberto Nessi, poeta vincitore del gran premio svizzero di letteratura 2016, inizia il viaggio in treno che conduce il lettore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l'oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l'autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d'incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» e alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po' come ballare il tango».
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La nuova gioventù. Poesie friulane (1941-1974)
di Pier Paolo Pasolini
editore: Garzanti Libri
pagine: 284
"La nuova gioventù" è l'ultimo libro pubblicato in vita da Pier Paolo Pasolini. La prima edizione del 1975 raccoglie in un unico volume le poesie friulane "La meglio gioventù" (1941-1953), il loro rifacimento La seconda forma de "La meglio gioventù" (1974) - titolo ormai entrato a far parte dell'immaginario collettivo - e una terza sezione chiamata, citando Dostoevskij, "Tetro entusiasmo" (1973-1974). Scritti in quel friulano che Pasolini, parlando di sé in terza persona, aveva già definito "una lingua non sua, ma materna, non sua, ma parlata da coloro che egli amava con dolcezza e violenza", i testi sono sempre seguiti da una traduzione dell'autore. Come scrive Franco Marcoaldi nella prefazione che accompagna questa nuova edizione dell'opera, "di fronte al trionfo di disumanità che ci circonda, avvertiamo la stessa, irriferibile nostalgia per un mondo magari più modesto, più povero, più semplice, ma anche più serio, severo, compassionevole. Capace ancora di gesti di umanità, autenticità, innocenza".
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Gli avamposti dell'oceano o Il canto della crisalide
di Luca Grancini
editore: Italic
pagine: 112
"Grancini decolla dal pianeta miocardico. Lui che sa tutto del cuore, della sua sismicità fertile e minacciosa, sentimentale e crudele. Nel suo lavoro poetico trascorso sopra questo pianeta parkinsoniano si muoveva un evangelio, come un presepe realisticamente d'invenzione, vicinissimo o molto lontano. Ora, in questa raccolta, è come passato attraverso gli stati di aggregazione della materia: solido, liquido e gassoso. I corpi lasciano posto alle anime e queste, a loro volta, all'infinito dello spazio e al riposizionamento del tempo. Come nei libri antichi, dopo la fisica compare, giustapposta ed eterna, la metafisica. È una scrittura, quella odierna di questo autore, che cogliamo in quanto tracciata ma che avrebbe potuto essere solo pronunciata, fino anche a diventare esclusivamente pensata oppure immaginata. I battiti del cuore si possono contare o cantare. E il protagonista disegnato e veritiero di questo scrivere indossa un'armatura esterna, mentre all'interno un usignolo canta impazientemente la sua propria libertà." (dalla nota di Guido Oldani)
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Meditazioni sullo Scorpione e altre prose
di Sergio Solmi
editore: Adelphi
pagine: 157
«Queste prose di varia materia e ispirazione, scritte dal 1925 a oggi e che hanno, stando all'avvertenza dell'autore, come filo unitario il loro carattere ambiguo, "oscillante tra l'asciuttezza dell'aforisma e il pieno abbandono del colore", sono senza dubbio, per nitore formale e magia delle illuminazioni che le sorreggono, tra le pagine più belle donate in questi ultimi anni alla nostra letteratura. Bisogna pensare, come modelli, a certe prose di Valéry e di Alain, per ritrovare un uguale gusto di scelta, di invenzione e di stile; bisogna, inoltre, riferirsi a certe "variazioni" di Borges per cogliere un esempio simmetrico di trasparenza linguistica e di calcolate distillazioni di contenuti fantastici e morali». (Domenico Porzio)
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