fbevnts Poesia - tutti i libri per gli amanti del genere Poesia - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 102
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Poesia

Poesie dalla prigione. Testo iraniano a fronte

di Mahwash Sabet

editore: Edizioni del verri

pagine: 330

Poesie di Mahwash Sabet, poetessa iraniana, scritte durante la detenzione nel carcere di massima sicurezza di Evin a nord-ovest di Teheran.
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21,00 19,95

La valle delle farfalle. Testo danese a fronte

di Inger Christensen

editore: Donzelli

pagine: 63

Inger Christensen (1935-2009) è una figura centrale nella poesia danese del Novecento, con una produzione che le è valsa più volte la candidatura al Nobel per la letteratura e di cui "La valle delle farfalle", sua ultima opera, è considerata il vertice. Finora inedita in italiano, è presentata nella traduzione firmata da Bruno Berni, che con Inger Christensen ha intrecciato un fitto dialogo proprio sulle scelte e la lavorazione di questa versione. Ad accompagnare "La valle delle farfalle", un altro componimento della scrittrice danese, la "Poesia sulla morte".
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14,00 13,30

O Germania

di Buffoni Franco

editore: Interlinea

pagine: 93

Può la poesia aiutarci a capire qualcosa di più sull'Europa moderna, dove sembrano dominare solo sterili leggi economiche e l'
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12,00 11,40

Diario indiano (marzo 1962-maggio 1963)

di Allen Ginsberg

editore: Il saggiatore

pagine: 283

Nel febbraio del 1962 Allen Ginsberg sbarca a Bombay insieme al poeta Peter Orlovsky, suo compagno di una vita. È la tappa decisiva di un lungo viaggio iniziato nel 1961 a Parigi e proseguito a Tangeri, in Grecia, Israele e Kenya. Resteranno in India fino al maggio del 1963. Da quel "mondo delle meraviglie in cui l'Uomo sa di essere in sogno" nasceranno le pagine del libro-archetipo di tutti i viaggi in India, lontano dalla meticolosità del diario e capace di trasfigurare la realtà con lo sguardo fervido e trasognato del poeta. Ginsberg, assetato di religioni, tradizioni e paesaggio, osserva con lo stesso rapimento le pire accese sulle rive del Gange - avvolte da una nebbia rossastra e sulfurea -, le fumerie d'oppio e una tazza da tè annerita dal tempo, appesa a un chiodo su un muro ammuffito. Attraverso il caleidoscopio partecipe, vorace e allucinato di Ginsberg, l'India si mescola costantemente all'America, "strabica creatrice del Mondo Moderno". È così che la Statua della Libertà si trasforma, in una visione caustica e carnevalesca, nel corpo della dea Kali, reggendo in ognuna delle sue innumerevoli braccia un simbolo della civiltà occidentale: una sedia elettrica sospesa su Wall Street, un razzo spaziale, uno schermo televisivo. Ed è dall'America lontana che riemerge costante il ricordo dei compagni della Beat Generation: Kerouac, Cassady, Burroughs e Corso.
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29,00 27,55

Della mutabilità. Testo inglese a fronte

di Jo Shapcott

editore: Del vecchio editore

pagine: 155

Il ritmo dei versi di Jo Shapcott è rapido e insieme ondeggiante, il suo linguaggio sensoriale e intellettuale è insieme enigmatico e diretto, difficilmente incasellabile, con richiami a Chaucer e a Rilke. La sua poesia, sebbene di rado apertamente autobiografica, non manca di toccare gli aspetti traumatici della sua vita, la malattia che l'ha colpita nel recente passato, gli eventi e le vite di chi intorno si muove e cammina sulle vie di una solitudine data da osservazione ed empatia. Spesso l'avvicinarsi al dettaglio si spinge fino alla fusione. E così raggiunge un estremo e lucido distacco, l'universalizzazione della singolarità. In alcuni componimenti, l'elaborazione poetica dell'esperienza autobiografica è presente e chiara: in "Procedimento" la descrizione del sapore amaro delle mandorle, che rimanda al pericolo della morte, si tramuta, sorso dopo sorso, in una sorta di inno al tè, e rivela la gratitudine per la possibilità di poterne ancora gustare il sapore, per arrivare al metaforico accenno a una nuova capacità percettiva che rivela un'identità rinnovata, e alla gioia del poter ancora avvertire l'energia e la potenza salvifica della poesia.
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15,00 14,25

Tutte le poesie

di Mango

editore: Pendragon

pagine: 190

Questo volume contiene, oltre alle due raccolte di poesie che Mango ha pubblicato con le Edizioni Pendragon nel 2004 (Nel malamente mondo non ti trovo) e nel 2007 (Di quanto stupore), anche una terza raccolta inedita, "I gelsi ignoranti", che l'artista aveva appena ultimato e stava per consegnare alle stampe. Riunire in un unico libro le tre raccolte nasce dall'esigenza di rendere nuovamente disponibili ai lettori i primi due testi, oggi andati esauriti, e nel contempo rispettare la volontà dell'autore (prematuramente scomparso nel 2014), facendo uscire il suo terzo libro, da lui redatto e ultimato in via definitiva. Questa trilogia, curata dalla moglie e dai figli, offre quindi ai lettori l'intera produzione poetica di un poliedrico artista che sa far vibrare le corde più nascoste dell'anima, non solo con la sua voce e la sua musica, ma anche con la scrittura, che, usata con sapienza, rispetto e profonda lucidità intellettuale, diventa riflessione sul senso della vita, pietra da scagliare, carezza d'amore. Un omaggio a Mango e un grande regalo a tutti i suoi numerosissimi fans.
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15,00 14,25

Poesie. Testo inglese a fronte

di Charles Bukowski

editore: Feltrinelli

pagine: 307

Prosegue la biografia in versi di Charles Bukowski
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13,00 12,35

Codice siciliano

di Stefano D'Arrigo

editore: Mesogea

pagine: 89

La raccolta di poesie di Stefano D'Arrigo che costituisce il lontano principio di uno dei capolavori del Novecento: Horcynus o
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6,00 5,70

Canti pisani. Testo inglese a fronte

di Ezra Pound

editore: Garzanti Libri

pagine: 328

Frammentari e al tempo stesso grandiosamente unitari, ambiziosi al punto da far pensare a una moderna Divina Commedia, i "Cantos" sono l'opera maggiore di Pound, la cui composizione ha occupato l'intera vita del poeta, dal 1925 al 1969. Di questo "flusso magmatico", di questo titanico sforzo di ricapitolare e interpretare poeticamente l'intera storia del mondo e della civiltà umana dalla guerra di Troia alla tragedia della seconda guerra mondiale, fanno parte anche i "Canti pisani", scritti durante la prigionia nel campo di concentramento di Coltano, presso Pisa, e pubblicati nel 1948. I "Canti pisani" conservano, scrive Giovanni Raboni, "non solo una propria inconfondibile identità, ma anche una propria specifica grandezza... una sorta di immediata e irrecusabile evidenza fisica".
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20,00 19,00

Myricae

di Giovanni Pascoli

editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

pagine: 623

Con il suo straordinario intreccio fra novità e tradizione "Myricae" costituisce uno snodo cruciale del tumultuoso passaggio tra Otto e Novecento. Viene qui riproposta in un'edizione commentata, che ne illumina la complessità tematica e la ricchezza linguistica. Da sempre amate per la capacità di dischiudere il valore più nascosto e profondo degli oggetti e delle esperienze quotidiane, le poesie della raccolta acquistano nuova luce grazie agli strumenti offerti nell'edizione curata da Gianfranca Lavezzi: una limpida introduzione che ripercorre genesi e significati dell'opera; un apparato di note puntuale nell'individuare fonti e peculiarità metriche e stilistiche e ricco di dati nuovi; un'appendice iconografica che, in forma di piccolo "atlante botanico", guida il lettore tra i fiori sbocciati nelle poesie di "Myricae".
Disponibilità immediata
13,00

I dubbi la storia

di P. Paolo Ciuffi

editore: Effigie

pagine: 52

I suoni mesti di una chimerica creazione si alternano ai panorami amati dalla Saffo leopardiana, siti inquieti e tribolati, raggi meridiani che mettono alla prova lo sguardo imperfetto del poeta, ritmi irregolari non dominabili, sfuggenti, in cui manca sempre qualcosa per afferrarli. C'è un procedere per tentativi, un indietreggiare di fronte a ciò che è enunciato, una difficoltà a definire oltre l'apparenza, un procedimento che avanza per dissolvenze. In un Occidente certo cambiato, possiamo citare per "I dubbi la storia" quanto scriveva Harold Bloom sui versi di Paul Celan: "La poesia: insieme rifiuto della barbarie e affermazione (comunque la si voglia classificare) del potere della mente su qualsiasi universo di morte, sia esso naturale o nazista".
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10,00 9,50

Egrette bianche

di Derek Walcott

editore: Adelphi

pagine: 189

"Egrette bianche", la quattordicesima raccolta di poesie di Derek Walcott, fonde elegia e rapsodia, sul ritmo di temi ricorrenti come l'eredità coloniale e lo spettro dell'impero, l'approssimarsi della morte e la scomparsa degli affetti, l'insofferenza per il turismo ("una schiavitù senza catene, senza sangue sparso") e un amore per il viaggio vissuto nella consapevolezza - per citare Orazio - che "chi va per mare cambia cielo, non animo". Iosif Brodskij ha paragonato la poesia di Walcott alle onde di marea, a frangenti che montano, si ritirano e tornano a lambire la costa, mentre la magnificenza del suo linguaggio e la profusione di immagini evocano la lussureggiante natura delle Indie Occidentali. E il lettore non potrà che restare abbacinato a osservare "queste egrette / che incedono sul prato in truppe scomposte, bianche insegne / che arrancano derelitte; sono i rimpianti / scoloriti delle memorie di un vecchio, le loro strofe mai scritte. / Pagine che svolazzano come ali sul prato, segreti svelati".
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