Politica e attualità
Il governo delle differenze. Il principio di equivalenza nell'ordinamento europeo
di Luisa Torchia
editore: Il Mulino
pagine: 181
Il processo di integrazione europea sta portando alla creazione di un ordinamento giuridico nuovo e originale, che ha di fronte un problema fondamentale: come assicurare l'unità senza cancellare le diversità nazionali, che costituiscono parte integrante del patrimonio giuridico europeo. In questo volume il funzionamento del principio di equivalenza è esaminato in relazione a tre settori assai rilevanti - la tutela della concorrenza, il mercato interno, le politiche sociali - mentre il capitolo iniziale fornisce il quadro di riferimento generale e il capitolo finale illustra le caratteristiche del diritto amministrativo europeo come diritto integrato e plurale.
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Cent'anni dopo
Il sindacato dopo il sindacato
editore: Einaudi
pagine: 108
Passato, presente e futuro del movimento dei lavoratori nel dialogo tra un "vecchio organizzatore sindacale" e il leader della
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Dove non arriva la legge. Dottrine della censura nella prima età moderna
di Lucia Bianchin
editore: Il Mulino
pagine: 389
Verso la fine del XVI secolo Jean Bodin, giurista francese, decide di aprire la sezione dedicata all'amministrazione dello Stato nella sua République, l'opera in cui prende forma il moderno principio di sovranità, proprio con un capitolo sulla censura: non una censura ecclesiastica, ma secolare, che ha il suo modello nella censura morale e politica della Roma di età repubblicana. In essa il censimento, utile strumento di rilevazione delle persone e dei beni, si lega con un insieme di tecniche di controllo e di regolamentazione della società che, attraverso l'imposizione di una disciplina dei costumi, aspira a vincolare la coscienza dei soggetti.
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B. Tutte le carte del Presidente
di Gianni Barbacetto
editore: Net
pagine: 429
In questo volume l'autore unisce le vicende biografiche di Silvio Berlusconi a tutti i documenti processuali e suggerisce una
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Le elezioni come processo. Nuove tecniche di indagine
editore: Franco Angeli
pagine: 368
Italia: nuova Repubblica, vecchi metodi
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Vencidos. Violenza e repressione politica nella Spagna di Franco (1936-1948)
di Rodrigo Javier
editore: Ombre corte
pagine: 200
Sono almeno tre i motivi che rendono culturalmente e storiograficamente rilevante l'iniziativa di proporre ai lettori italiani
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Mala costituzione e altri malanni
di Sartori Giovanni
editore: Laterza
Io non mi identifico con l'opposizione istituzionale: sono un oppositore Quidam de populo
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Questioni di genere, questioni di politica. Un'analisi delle trasformazioni economiche e sociali in una prospettiva di genere
editore: Carocci
pagine: 303
Nuove tecnologie, crescita dei servizi, globalizzazione dei mercati e dei flussi migratori hanno cambiato drammaticamente il mercato del lavoro, ma quanto e come è cambiata, in questo processo, la divisione del lavoro fra i sessi? In questo volume, ad un riesame del problema della conciliazione, acuito dal successo stesso delle donne nel campo dell'occupazione, viene affiancata una rilettura del processo di de-segregazione occupazionale in atto, frutto della crescente presenza delle donne in occupazioni maschili e dell'ancor incerta, ma sensibile, incursione maschile in occupazioni tradizionalmente femminili.
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Cultura paesaggio turismo
Politiche per un New deal della bellezza italiana
di Melandri Giovanna
editore: Gremese Editore
pagine: 155
Il libro nasce dalla convinzione che le politiche per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e del pae
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Gli anarchici. Cronaca inedita dell'Unità d'Italia
di Aldo De Jaco
editore: Editori Riuniti
pagine: 767
"Quando si vuole interpretare in modo storico e concreto la massima di D'Azeglio "L'Italia è fatta, bisogna fare gli italiani", bisogna tradurla che, fatta l'unità geografica, si ha da fare l'unità morale, cioè la libertà. Ogni altra interpretazione è antistorica e assurda. Cosi D'Azeglio, senza intera coscienza, poneva la successione dei due problemi. Appare evidente, dalla storia di questi nostri ultimi cento anni e dalla pratica sociale di oggi, che il secondo problema, quello della libertà non è stato ancora risolto. Certo però la prima generazione che quel problema "oggettivamente" si pose fu la generazione dei Cafiero, dei Costa, dei Malatesta. Dopo di essa, è vero, non ebbe più alcun senso la "rivolta anarchica": ad altre piattaforme si affidava il compito di realizzare la libertà degli italiani. Tuttavia quella generazione resta - pur col suo breve arco di fallimenti generosi e con un corollario, poi, di gesti gratuiti di violenza - nella storia incompiuta della lotta per "fare gli italiani"." (dall'introduzione di Aldo De Jaco)
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