Politica e attualità
Animali di periferia. Le origini del terrorismo tra Golpe e Resistenza tradita. La storia inedita della Banda XXII Ottobre
di Donatella Alfonso
editore: Castelvecchi
pagine: 192
Genova, 1970. La bomba di piazza Fontana, il timore di un colpo di Stato e dell'instaurazione di un regime neofascista spinge un piccolo gruppo di giovani sottoproletari - cresciuti in un quartiere della periferia operaia - e qualche ex partigiano che si riconosce nelle delusioni di una Resistenza tradita, all'azione concreta. Trasmissioni radio, interferenze sul primo canale della Rai per spingere alla mobilitazione, incendi e sabotaggi ad aziende messe nel mirino, attività illegali per finanziarsi (dalle rapine al rapimento del figlio di una tra le famiglie più in vista della città) sono le strategie cui ricorrono. Alcuni di loro sono iscritti al Pci, altri lo sono stati, altri sentono solo di non essere rappresentati. Non hanno nome, ma si rifanno ai Gap, i Gruppi di azione partigiana e alla strategia della guerriglia sudamericana. Pensano a una nuova Resistenza e a una rivoluzione di stampo cubano. Entrano in contatto con progetti e percorsi non del tutto chiari, incrociano altre vite, come quella di Giangiacomo Feltrinelli. Sono solo gli esordi di quella che passerà alla storia come Banda XXII Ottobre. Un nome creato dalla stampa, che si riferisce alla data di un biglietto ferroviario trovato nelle tasche di Mario Rossi, il capo della banda. Ma la vicenda di queste persone s'intreccia a quella di chi, vent'anni dopo la Liberazione, pensava che la Resistenza dovesse avere una nuova fiammata: quella della svolta definitiva del Paese in senso rivoluzionario.
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L'internazionale nera. L'irresistibile ascesa dell'estremismo di destra dal mondo post bellico all'Europa della crisi economica
di Franco Fracassi
editore: Alpine studio
pagine: 235
Negli ultimi anni, in Europa si sono moltiplicate le azioni violente da parte di singoli o di gruppi di estrema destra. Ne sono esempi la recente strage di Utoja nel 2011, in Norvegia; la strage di Oklahoma City nel 1995, gli attentati dell'Oktoberfest a Monaco e di Bologna nel 1980, e altri ancora, anche in Italia. Sempre di più sono i partiti di estrema destra che cavalcano l'odierna crisi economica in Europa, che stanno aumentando pericolosamente i consensi, appoggiati da parti di cittadini esasperati da un mondo economicamente intrecciato e in via di fallimento. A settant'anni dalla caduta di Hider i partiti nazisti nel mondo sono ancora esistenti e in alcuni casi sono perfino entrati in parlamento. Com'è possibile che, nonostante siano illegali in quasi tutto il mondo occidentale, questi gruppi prosperino e agiscano indisturbati? Chi li protegge? Chi li finanzia? Questa è la storia drammaticamente vera - di una rete internazionale che rende interconnesse tutte le azioni criminali perpetrate dai nazisti dal 1945 a oggi, di una regia occulta che lega tutto quanto, senza la quale molte di queste azioni non si sarebbero mai compiute senza appoggio esterno, quasi sempre internazionale. Esiste una volontà di un gruppo consistente di persone di far rivivere il Terzo Reich. Volontà che negli anni si è incontrata con gli interessi politici ed economici che l'hanno lasciata esprimere, se non addirittura aiutata ed alimentata.
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L'Italia s'è ridesta. Viaggio nel paese che resiste e rinasce
di Aldo Cazzullo
editore: Mondadori
pagine: 217
"L'Italia oggi è spaventata, di cattivo umore, impaurita dal futuro. Invece sono convinto che l'Italia abbia davanti a sé una grande occasione di ripresa e di sviluppo. Una chance di rinascita, una nuova stagione." È possibile uscire da un viaggio nell'Italia della grande crisi più ottimisti di prima. Perché c'è un paese che alla crisi resiste, e che riparte. Perché il mondo globale, che consideriamo una sciagura, è una grande opportunità per un paese come il nostro, capitale della bellezza e dell'arte, del design e della creatività. Perché il mondo di domani - non solo l'America ma anche la Cina, l'India, il Brasile - è pieno di consumatori che vorrebbero comprare i nostri prodotti, vestirsi come noi, vivere come noi. Perché abbiamo ricchezze che nessun ladro potrà mai rubare, bellezze che nessun falsario potrà mai imitare, saperi che nessuna impresa potrà mai delocalizzare. Non è vero che i figli staranno peggio dei padri: il futuro dipende da noi, e può essere migliore del presente. La celebrazione dei 50 anni dell'unità è stata un successo: noi italiani abbiamo capito di amare l'Italia. C'è una cosa che ancora ci manca: la fiducia in noi stessi. Invece dobbiamo ricordarci che il nostro non è un paese qualsiasi. Essere consapevoli di chi siamo, e di quel che possiamo fare. Per aiutarci a capire chi siamo, Aldo Cazzullo racconta quindici città. Da Torino, che ha cambiato umore e non ha più pudore dei propri sentimenti, a Bari, dove nascono i nuovi miti della letteratura e dello spettacolo...
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Ama il tuo sogno
Vita e rivolta nella terra dell'oro rosso
di Sagnet Yvan
editore: Fandango Libri
pagine: 157
Yvan Sagnet arriva dal Camerun in Italia nel 2007
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Emanuela. «Una piccola questione di tempo»
di Anna Franceschi
editore: Editori Riuniti University Press
pagine: 184
"Anna Franceschi è una poliziotta romana che ha fatto centinaia di indagini criminali, esperta di criminalità organizzata, ins
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Questo non è un Manifesto
editore: Feltrinelli
pagine: 112
Che sia giunto il momento di cambiare qualcosa, nel mondo in preda alla crisi globale, lo pensano davvero in molti
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Paesaggio Costituzione cemento
La battaglia per l'ambiente contro il degrado civile
di Settis Salvatore
editore: Einaudi
pagine: 326
I danni al paesaggio ci colpiscono tutti, come individui e come collettività
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La liberazione delle donne
di Taylor Harriet
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 83
In questo appassionato saggio, pubblicato sulla Westminster Review nel 1851, Harriet Taylor combatte strenuamente uno dei gran
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La città che non c'era. Un racconto molto personale del processo che ha rilanciato l'immagine e lo sviluppo di Torino
editore: Audino
pagine: 159
Chi torna a Torino dopo tanto tempo quasi non la riconosce più. Chi non c'era mai stato la considera una delle città più belle e vivibili d'Europa. Che cosa è successo? Ce lo raccontano due dei protagonisti di una metamorfosi che non si è verificata in nessun'altra città italiana. Il racconto ha inizio a partire dalla Torino operaia degli anni Settanta e si snoda fino ad arrivare alla Torino delle Olimpiadi e dei 150 anni dell'Unità d'Italia, quando tutto il mondo finalmente può conoscere una città diversa, elegante, capace di usare la cultura come un grande strumento di attrazione. Un filo rosso che unisce la Torino di Novelli, di Castellani e di Chiamparino, con al centro la volontà dei Torinesi di non accettare un declino che sembrava inevitabile. Il simbolo di quella volontà è il Piano strategico che il Comune nel 1998 propose di redigere in modo partecipato. Ne derivò una "narrazione" condivisa di un futuro possibile, in cui la novità più eclatante consisteva nella centralità assegnata alla cultura. Il "caso Torino" dimostra infatti, in modo lampante, che è sbagliato considerare la cultura un lusso da "tempi di vacche grasse". È la cultura la sola capace di produrre contestualmente bellezza e ricchezza. Ma questo è possibile solo se le iniziative culturali sono inquadrate in una strategia di sviluppo complessivo che dia loro giustificazioni e prospettive. Quello che è avvenuto a Torino potrebbe avvenire in ogni città italiana.
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Dio, patria e famiglia dopo il declino
di Marcello Veneziani
editore: Mondadori
pagine: 151
Dio, patria e famiglia sono tramontati. Un declino graduale, lungo la modernità, accelerato nel Novecento, esploso nei nostri anni. Sono stati il fondamento ideale e morale, storico e pratico della vita umana e di ogni civiltà. Il crollo di un muro, due torri e tre principi è alle origini della nostra epoca. Con il muro di Berlino cadde il comunismo, sorse l'Europa e dilagò la globalizzazione. Con le due Torri gemelle cadde la supremazia inviolata degli Stati Uniti e riemerse la storia dal fanatismo. Ma col declino di religione, patria e famiglia si spegne la civiltà e si ridisegna radicalmente la condizione umana. Di tale crisi di solito non ci diamo pensiero, ma ne scontiamo gli effetti ogni giorno. Ereditiamo il vuoto e la perdita di questi tre cardini con la stessa naturale passività con cui i nostri padri ereditarono la fede e la loro osservanza. In queste pagine Marcello Veneziani non esorta a barricarsi tra le rovine, fingendo che nulla sia accaduto, non coltiva illusioni. Ma cerca di capire i motivi della loro caduta, ne osserva l'assenza nel mondo presente, riflette su cosa ci siamo persi e cosa abbiamo guadagnato, cosa c'è al loro posto e da cosa oggi si può ripartire per rifondare la vita. Un viaggio che si dipana tra filosofia ed esperienza individuale, pensieri dell'anima e sguardi sul nostro tempo. L'incontro con Dio, patria e famiglia avviene seguendo un percorso originario e originale.
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Precari
La nuova classe esplosiva
di Standing Guy
editore: Il mulino
pagine: 304
In molti paesi, almeno un quarto della popolazione vive oggi in condizioni di precarietà
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Controdemocrazia. La politica nell'era della sfiducia
di Pierre Rosanvallon
editore: Castelvecchi
pagine: 279
L'erosione della fiducia dei cittadini nei confronti degli amministratori e delle istituzioni democratiche è il grande problem
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