Psicologia
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Perché «stare a dieta» fa ingrassare. Cosa «pensa il nostro cervello» quando ci mettiamo a dieta
di Monica Bossi
editore: Editoriale Programma
pagine: 240
Il libro spiega quali sono le correlazioni dinamiche tra il cibo che noi introduciamo, l'effetto sul cervello, in particolare su quella sua parte adibita alla percezione del piacere o della dipendenza, e sul corpo. Non esiste più il concetto interpretativo assoluto del cibo come "semplice" fonte calorica o di nutrienti specifici, ma anche come vettore di molecole di diversa natura che si trasformano, una volte introdotte, in informazioni di felicità o di insoddisfazione e frustrazione. Lo stesso cibo, a seconda del contesto convivale (sereno o di disagio o condizionamento) in cui lo si consuma, diviene fonte di energia pura e di piacere, facilmente digeribile, o di pesantezza e di facilità ad ingrassare. Questo libro svela cosa succede quando ci mettiamo "a dieta", ossia cosa "pensa il nostro cervello", come risponde il nostro corpo e il perché a volte questa reazione avviene in modo opposto all'auspicato dimagrimento prefissato.
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Gap il gioco d'azzardo patologico. Orientamenti per la prevenzione e la cura
editore: Pacini Editore
pagine: 80
Il gioco d'azzardo è un'attività dove il giocatore non ha alcuna possibilità di influire sul risultato che è puramente casuale
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Paradigmi metapsicologici
di Rosapia Lauro Grotto
editore: Ets
pagine: 122
Una indagine sui rapporti tra la metodologia e la costruzione teorica della psicoanalisi e i grandi paradigmi scientifici e clinici del XX secolo, effettuata da una prospettiva interna al campo psicoanalitico. Una apertura sulle competenze cliniche di un giovanissimo Sigmund Freud in rapporto ai suoi tre primi casi clinici in Neurologia. Un itinerario attraverso le riflessioni cliniche e gli indirizzi teorici del suo principale 'epigono', Wilfred R. Bion, a confronto con l''irriducibilità' della disciplina psicoanalitica. Con tre inediti di Freud.
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Generazione app. La testa dei giovani e il nuovo mondo digitale
editore: Feltrinelli
pagine: 215
Le "app", o applicazioni software, fanno ormai parte della vita di tutti noi. L'attuale generazione di giovani in particolare è profondamente dipendente dai media digitali. Howard Gardner e Katie Davis non per nulla chiamano i giovani d'oggi la "generazione app" e in questo suggestivo libro cercano di capire che cosa significhi essere app-dipendente rispetto ad app-attivo e in che modo la vita di questa generazione si differenzi da quella che precede l'era digitale. Tre sono le fondamentali aree dell'esistenza degli adolescenti qui prese in considerazione: l'identità, l'intimità e l'immaginazione. Attraverso innovative forme di ricerca, che comprendono interviste con ragazzi, focus group di quanti lavorano con loro e una comparazione unica nel suo genere di produzioni artistiche giovanili di prima e dopo la rivoluzione digitale, gli autori svelano quali siano gli inconvenienti delle app, che possono ipotecare il senso d'identità, incoraggiare relazioni superficiali con il prossimo e ostacolare l'immaginazione. D'altra parte le opportunità offerte dalle app sono altrettanto impressionanti: possono al contrario promuovere una forte identità, consentire relazioni profonde e stimolare la creatività. Possono essere un freno o uno stimolo. La sfida consiste nel saper andare oltre le modalità prestabilite di utilizzo. Solo così il loro potere può diventare un trampolino per una maggiore inventiva e più alti obiettivi.
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Lacan, oggi. Sette conversazioni per capire Lacan
editore: Mimesis
pagine: 180
Jacques Lacan, con Freud e Jung, è lo psicanalista più interessante del nostro tempo
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Mafie del Nord. Strategie criminali e contesti locali
editore: Donzelli
pagine: 429
L'espansione delle mafie in aree diverse da quelle di genesi storica è ormai di lunga data. Il fenomeno è stato spesso spiegato equiparando la diffusione mafiosa a una patologia contagiosa che aggredisce un corpo sano, oppure rappresentando i gruppi mafiosi alla stregua di eserciti in armi che invadono e conquistano nuovi territori. Un'analisi approfondita mostra una situazione alquanto diversa, assegnando un ruolo cruciale alle condizioni economiche e politiche delle società locali. Il volume si colloca in questa prospettiva, presentando un'ampia indagine empirica, condotta in aree specifiche di alcune regioni del Centro-nord (Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana e Veneto). Emergono modelli differenziati di insediamento, in cui prevalgono organizzazioni riconducibili alla 'ndrangheta e alla camorra, che riescono ad affermarsi utilizzando non solo competenze di illegalità ma anche risorse di capitale sociale. In alcuni contesti si osservano infiltrazioni nel tessuto economico, in altri risultano in crescita situazioni di vero e proprio radicamento territoriale. In tutti i casi sembra essere decisiva la presenza di soggetti "esterni" - imprenditori, politici, professionisti - disponibili a intrecciare rapporti di scambio con i mafiosi. È questa la vera novità delle mafie in aree "non tradizionali": la presenza di un'area grigia in cui pratiche di illegalità, spesso preesistenti, favoriscono relazioni di complicità e collusione.
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La nostra famiglia da qui in poi. Affrontare la separazione senza smettere di fare i genitori
di Rivolta Simona
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 277
Il divorzio costituisce un momento complicato per qualunque famiglia, nel quale i genitori tendono a proporre ai figli una ver
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L'uomo dei lupi. Dalla storia di una nevrosi infantile
di Freud Sigmund
editore: Einaudi
pagine: 136
Un uomo sdraiato nel letto, una finestra che si apre di colpo, e sei o sette spaventosi lupi bianchi seduti su un grosso noce
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Termodinamica dell'amore. Come salvare i rapporti di coppia investendo nella comunicazione
di Sebastià Serrano
editore: Dedalo
pagine: 230
In una società incerta come quella di oggi, costruire rapporti solidi sembra quasi un'utopia. Ma siamo davvero condannati alla solitudine? Non possiamo far nulla per contrastare questa tendenza spontanea al disordine? Serrano ci dà buone notizie: la natura lavora da milioni di secoli per metterci in salvo investendo nella comunicazione. Quando la differenziazione sessuale costrinse i nostri antenati a investire energie nell'accoppiamento per garantire la sopravvivenza della specie, chi riusciva a comunicare meglio si aggiudicava una discendenza numerosa. Partendo da questa premessa, l'autore ci trasporta in un viaggio entusiasmante nel tempo, e ci mostra come cambiarono i corpi degli ominidi per adattarsi alle preferenze dei loro partner: labbra sporgenti, forme armoniose, genitali visibili e menti affascinanti. Forse, però, l'innovazione più sorprendente fu la comparsa del linguaggio: uno strumento capace non solo di trasmettere informazioni, ma anche di narrare storie meravigliose e sedurre il partner.
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I Simpson e la psicologia
editore: Alpes Italia
pagine: 348
Chi sono e cosa rappresentano veramente i Simpson? Specchio della società occidentale a noi contemporanea, fanno parte dell'immaginario collettivo e della cultura popolare, entrano prepotentemente nella realtà a 3 dimensioni, trasmettono, esemplificano e umanizzano "questioni psicologiche" individuali e gruppali altamente complesse, mai routinarie e solo apparentemente banali. Il fascino che li ha resi così tanto familiari è implicito, quasi magnetico; in qualità di "archetipo" del XXI secolo, sono rappresentanti di un esistenzialismo e di una psicologia che amplifica la loro stessa caratterizzazione, perché incarnano un modo di vivere del quale non possiamo disinteressarci, ma che allo stesso tempo è improbabile emulare, biasimare o accettare senza spirito critico. Quella portata sulla scena con i Simpson è una sorta di metafora esplicativa della società e dell'uomo moderno, la cui sfera psicologica e inconscia viene artisticamente mascherata attraverso un'impeccabile finzione "animata" ed è veicolata da un particolare modello di humor e di sarcasmo che riesce a celare e a "rendere innocui" conflitti psicologici e sociologici "globali", molto profondi e radicati. Prefazione di Paolo Cruciani.
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Steve Jobs. Lezioni di leadership
di Walter Isaacson
editore: Mondadori
pagine: 101
"Una volta chiesi a Steve Jobs quale riteneva fosse la sua creazione più importante. Ero convinto mi rispondesse l'iPad o il Macintosh, invece disse la Apple. Fondare un'industria che durasse nel tempo, spiegò, era più difficile e più importante che fare un bel prodotto." A tre anni dalla sua scomparsa, Steve Jobs continua a essere studiato in tutte le business school come un modello unico di creatività, capace di coniugare in modo innovativo tecnologia e bellezza, strategia economica e fantasia. Imprenditore geniale, ma anche uomo dal carisma spietato, di lui spesso si sono messi in luce gli aspetti più ruvidi della personalità, senza considerare che questi erano parte integrante del modo in cui ha portato la sua azienda a raggiungere traguardi straordinari. Con la Apple, Jobs è riuscito a creare prodotti vincenti e a sviluppare nuove occasioni di business, rivoluzionando in pochi anni differenti settori, dall'informatica alla telefonia, dall'editoria alla musica. E questo grazie alla propria inventiva e alla determinazione con cui ha guidato la sua squadra. Partendo dai colloqui che hanno ispirato la biografia best-seller del creatore della Apple, Walter Isaacson torna a parlarci di lui, in un testo che riassume le regole e i segreti dell'eccezionale successo del geniale imprenditore che ha rivoluzionato in pochi anni il mondo dell'economia e del business.
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