Sociologia
Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica
di Martha C. Nussbaum
editore: Il mulino
pagine: 170
Assistiamo oggi a una crisi strisciante, di enormi proporzioni e di portata globale, tanto più inosservata quanto più dannosa per il futuro della democrazia: la crisi dell'istruzione. Sedotti dall'imperativo della crescita economica e dalle logiche contabili a breve termine, molti paesi infliggono pesanti tagli agli studi umanistici ed artistici a favore di abilità tecniche e conoscenze pratico-scientifiche. E così, mentre il mondo si fa più grande e complesso, gli strumenti per capirlo si fanno più poveri e rudimentali; mentre l'innovazione chiede intelligenze flessibili, aperte e creative, l'istruzione si ripiega su poche nozioni stereotipate. Non si tratta di difendere una presunta superiorità della cultura classica su quella scientifica, bensì di mantenere l'accesso a quella conoscenza che nutre la libertà di pensiero e di parola, l'autonomia del giudizio, la forza dell'immaginazione come altrettante precondizioni per una umanità matura e responsabile.
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Ancora dalla parte delle bambine
di Loredana Lipperini
editore: Feltrinelli
pagine: 284
Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l'educazione sociale e culturale all'inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all'ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell'antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent'anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l'uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l'interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell'infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l'identità è fluida come il web. Prefazione di Elena Gianini Belotti.
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La solitudine del cittadino globale
di Zygmunt Bauman
editore: Feltrinelli
pagine: 227
Alle glorie della nuova era globale si contrappone la solitudine dell'uomo comune: la socialità è incerta, confusa, sfocata
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Culture e pratiche del welfare aziendale. Dalla responsabilità sociale alla cittadinanza d'impresa
di Macchioni Elena
editore: Mimesis
pagine: 215
Che cosa è il welfare aziendale? Quali sono le dimensioni che il dibattito sociologico prende in esame? Quali sono i rapporti
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La sindrome di Mary Poppins. Storie vere di donne che non si sono arrese
di Luisa Barbieri
editore: Pendragon
pagine: 188
Una tata, una piccola Mary Poppins, alberga dentro ogni donna, nella capacità femminile di comprendere, supportare, accogliere. A volte, però, questo ruolo tende a ingigantirsi sino a dominare il mondo interiore, rinchiudendolo nella gabbia degli stereotipi e dell'asservimento a un sistema declinato al maschile. È così che si diventa mogli, madri e figlie pronte al sacrificio di se stesse, votate a un'esistenza che qualcun altro immagina e rappresenta, fino a soffrire il disagio di vivere. Quindici toccanti storie, raccolte dall'autrice nel corso di decenni di professione medica, in cui altrettante donne narrano la propria battaglia di emancipazione, la ribellione alla violenza e all'omologazione, fino alla vittoria sul consolidato, l'immutabile, il pregiudizio.
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Le fabbriche recuperate. Dalla Zanon alla RiMaflow un'esperienza concreta contro la crisi
di Andrès Ruggeri
editore: Edizioni Alegre
pagine: 190
Le "fabbriche recuperate", abbandonate dagli imprenditori e poi occupate e rimesse in moto direttamente dai lavoratori, sono una delle esperienze più interessanti dell'Argentina uscita dalla grande crisi del 2001. Da allora più di 300 imprese fallite sono tornate in funzione, salvando oltre 15.000 posti di lavoro e dando vita ad un processo di autogestione inedito che continua e che, sull'onda della crisi globale degli ultimi anni, è divenuto esempio di resistenza anche in Europa. In Italia troviamo la RiMaflow a Milano e le Officine zero a Roma, ma si contano esperienze anche in Francia, Grecia e in altri paesi del vecchio continente. Andrés Ruggeri, grazie ad un lavoro di ricerca di oltre dieci anni, indaga questa realtà senza idealizzarla ma provando a comprenderne la complessità, i sacrifici, le difficoltà e le sconfitte nella costruzione di unità economiche che non solo devono fornire lavoro e sostentamento per coloro che le portano avanti, ma anche contribuire a creare forme di gestione collettiva, democratica e, soprattutto, senza sfruttamento. L'autore approfondisce così l'ipotesi dell'autogestione, sequestrata nel Novecento dalle burocrazie e dagli errori di un movimento comunista internazionale dominato dallo stalinismo e da tendenze socialdemocratiche, e che oggi può offrire un terreno prezioso per impostare un nuovo inizio per le sinistre in crisi.
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Società consumi dipendenze. Principi contesti servizi
di Lucchini Alfio
editore: Franco Angeli
pagine: 256
Questo volume nasce dalla necessità di comprendere i fenomeni sociali e sanitari legati al tema dei consumi e delle dipendenze
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I pubblici della cultura. Audience development, audience engagement
editore: Franco Angeli
pagine: 464
L'accesso e la partecipazione culturale sono diventati finalmente centrali nelle agende e nelle strategie di molte istituzioni pubbliche e private in Italia e in Europa. In questo volume esperti in differenti discipline propongono analisi, metodologie e strumenti di lavoro, esperienze e best practices per favorire l'elaborazione di progetti e iniziative volte ad ampliare e a qualificare la partecipazione dei cittadini alla vita culturale. Testi di: Antonella Agnoli, Lucio Argano, Enrico Bertacchini, Alessandro Bollo, Dario Campione, Francesco Paolo Campione, Annalisa Cicerchia, Ivana Conte, Silvia Costa, Francesco Crisci, Cristina Da Milano, Luigi Maria Di Corato, Antonio Di Lascio, Vittorio Falletti, Alessandra Ghiglione, Sara Ferrari, Saura Fornero, Aldo Garbarini, Alma Gentinetta, Giulio Lughi, Loredana Perissinotto, Anna Scalfi Eghenter, Antonio Scuderi, Giovanna Segre, Marialuisa Stazio, Giulio Stumpo, Michele Trimarchi, Pierluigi Vaccaneo.
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Un'idea di libertà. San Vittore '79-Rebibbia '82
di Alberto Magnaghi
editore: DeriveApprodi
pagine: 204
"Paura dell'ignoto? Paura dell'autorità? Della violenza potente dello Stato? Mostruosità del deterrente di violenza della divisa sulla persona nuda? Non so. Forse tutto ciò investe il concetto di sicurezza: ciò che all'esterno del carcere è introiettato nelle regole e nei rapporti sociali che rendono 'sicura' la vita quotidiana. Il carcere è sottrazione totale del concetto di 'sicurezza'. Non si dà contratto. Non si danno punti di fuga. Forma di dominio allo stato puro, non mediato da finalità produttive, né culturali, né di consumo. La reazione emotiva si attenua solo quando, dopo lungo tempo, lo stimolo esterno viene introiettato nella quotidianità. Come un evento 'normale', come la battitura delle sbarre quando inizia a far parte di un paesaggio conosciuto, a suo modo rassicurante. Così mi appresto a desiderare l'introiezione del paesaggio umano, sonoro e dello spazio coatto come normalità. Si desidera - perversione totale dell'istinto di sopravvivenza! -l'annullamento di sé, il non provare emozioni; poiché le emozioni sono comunque dominate dal panico, dalle necessità di difesa, dallo stato di allarme. Forse qui si verifica allo stato puro, entro un rapporto sociale non mediato dalle istituzioni e dal lavoro, ciò che in altre istituzioni avvolge il rapporto di dominio e di annientamento in forme più complesse e accattivanti..." Prefazione di Alberto Asor Rosa. Postfazione di Rossana Rossanda.
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Sviluppo territoriale. Dal disegno della ricerca alla valutazione dei risultati
di Elena Battaglini
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Come si studia un territorio? Quali segni esso esprime? Con quali strumenti possiamo coglierli? Quali tecniche di analisi possiamo utilizzare sia per analizzarlo come studiosi, sia per trasformarlo e programmarne le sorti? Così pervasivo nei dibattiti di senso comune così come in quelli politici, il concetto di territorio soffre della mancanza di una chiara definizione operativa perché è connesso a diverse dimensioni, come, ad esempio: tra natura e cultura, tra attore e struttura, tra simbolico e materiale che caratterizzano l'attuale dibattito delle scienze sociali. Questo libro, rivolto ai ricercatori delle scienze umane, agli amministratori locali e agli altri attori che agiscono a livello territoriale, nasce da un'esperienza ventennale di studi e ricerche-azione caratterizzate dal tentativo di coniugare il valore della natura, dell'equità e del benessere delle generazioni presenti e future con disegni di ricerca robusti e consistenti, in tema di sviluppo sostenibile. Inoltre, il testo illustra possibili percorsi di ricerca che tentino di restituire con efficacia descrittiva, interpretativa e valutativa le interazioni complesse che, nello spazio e nel tempo, si instaurano tra la società e l'ambiente.
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Elogio della lentezza
di Lamberto Maffei
editore: Il mulino
pagine: 146
Siamo davvero programmati per la velocità? Viviamo in un mondo veloce, dove il tempo sembra via via contrarsi: continuamente connessi, chiamati a rispondere in tempi brevi a e-mail, tweet e sms, iper-sollecitati dalle immagini, in una frenesia visiva e cognitiva dai tratti patologici. Dimentichiamo così che il cervello è una macchina lenta e, nel tentativo di imitare le macchine veloci, andiamo incontro a frustrazioni e affanni. Queste pagine esplorano i meccanismi cerebrali che guidano le reazioni rapide dell'organismo umano, di origine sia genetica sia culturale, con un invito a scoprire i vantaggi di una civiltà dedita alla riflessività e al pensiero lento.
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Generare cambiamento. Valori e pratiche di condivisione nel volontariato
editore: Carocci
pagine: 222
I contributi raccolti in questo volume descrivono un intenso percorso di ricerca sul tema della condivisione, nato dalla colla
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