Sociologia
La vita tra reale e virtuale. Meet the media guru
di Zygmunt Bauman
editore: Egea
pagine: 85
"Lo sviluppo della cultura si basa sull'apprendimento di nuove conoscenze e l'oblio di quelle vecchie. Immaginate di dover accendere un fuoco solo con della paglia e una pietra focaia. Non lo sappiamo fare." (Zygmunt Bauman)
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Successo e insuccesso negli studi universitari. Dati, interpretazioni e proposte dall'ateneo di Padova
editore: Il mulino
pagine: 168
Nonostante le recenti riforme degli ordinamenti universitari, l'abbandono degli studi e un'anomala lunghezza dei tempi per conseguire la laurea continuano a caratterizzare il sistema italiano. Allo scopo di contribuire a gettare luce sulle motivazioni di tale fenomeno, questo volume presenta i risultati di una ricerca che analizza le carriere degli studenti dell'ateneo di Padova, uno dei primi in Italia a occuparsi di queste problematiche, nella prima fase di attivazione dei corsi triennali, in un'ottica interdisciplinare e operando un'integrazione di dati ricavati da fonti amministrative e da diverse altre indagini quantitative. Accanto alle caratteristiche individuali sono state prese in considerazione anche quelle del contesto scientifico-disciplinare in cui si colloca ogni percorso formativo. L'obiettivo è individuare le determinanti dei diversi esiti accademici, le tipologie di studenti che richiedono sostegno e le strategie che possono rendere più efficace l'azione degli attuali servizi di supporto e, in particolare, del tutorato universitario.
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La cultura che conta. Misurare oggetti e pratiche culturali
editore: Il Mulino
pagine: 366
Quali problemi si incontrano nella misurazione, vale a dire nella traduzione in "fredde cifre", di ciò che per molti è, o dovr
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Sociologia del potere
di Max Weber
editore: Pgreco
pagine: 113
Il potere per Max Weber è innanzitutto forza, ricchezza, prestigio e efficienza organizzativa. Secondo una sua celebre definizione, è "la possibilità che un individuo faccia valere la propria volontà anche di fronte a un'opposizione". Nessuna retorica dunque: nell'ambito del processo di razionalizzazione, il potere è tutto ciò che offre un vantaggio. Ma l'esercizio del potere non è certo affidato all'arbitrio e necessita della legittimazione, di una struttura amministrativa e del "monopolio legittimo della forza". Questo libro rappresenta la più esaustiva analisi del potere concepita dal grande filosofo del disincanto.
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Creatrici di storia. Il movimento delle donne reggiane degli anni Settanta nel ricordo di alcune protagoniste
editore: Fausto Lupetti Editore
pagine: 254
Un libro voluto da donne, che parla di donne e raccontato da donne. Intrecciando i documenti con il racconto di alcune protagoniste "Creatrici di Storia" è un primo tentativo di scrivere la storia del movimento delle donne reggiane degli anni Settanta. Per farlo si è pensato di prendere in considerazione tre aspetti nei quali l'impegno e la creatività dell'altra metà del cielo si sono espressi in modo particolare. Il primo è il femminismo: quello dei collettivi, dell'autocoscienza, dell'autodeterminazione. Quello della scoperta di sé e del proprio corpo. Delle manifestazioni di piazza e della sorellanza. Il secondo è l'esperienza dei coordinamenti intercategoriali delle delegate: una piccola rivoluzione capace di creare, seppure per un solo decennio, un vero e proprio corto circuito nelle strategie e nelle politiche sindacali. Il terzo l'impegno all'interno dei consultori: uno strumento "formidabile" nelle mani delle donne che, partendo dal loro lavoro all'interno dei comitati di gestione, hanno cercato di cambiare il mondo. La ricerca si è basata essenzialmente sulle fonti documentarie e sulla memoria. Perché il movimento delle donne non sempre ha lasciato tracce scritte, anzi, l'autocoscienza non ha prodotto né volantini, né ciclostili. Perché spesso i ricordi sovvertono la storia raccontandone una più vera e più palpitante. E ancora perché se non avessimo scritto certe sensazioni, certe emozioni trasmesse dalle testimoni, sarebbero andate perse per sempre.
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Amore mio, ti odio. Questioni di cuore. Amare in Italia ieri, oggi e domani
di Natalia Aspesi
editore: Il saggiatore
pagine: 533
Sin dagli inizi dei tiepidi anni novanta, Natalia Aspesi tiene sulle pagine del Venerdì di Repubblica la rubrica "Questioni di cuore". Frotte di italiani corrono a scriverle. Frotte di italiani corrono a leggerla. Una pioggia di lettere, spesso scritte a mano, o e-mail; un grande coro italiano sull'amore e su tutto ciò che circonda quello che è l'oggetto luminoso, e così misterioso!, che muove il mondo. Selezionare, montare questi dialoghi in un'unica grande sceneggiatura, l'epos amoroso italiano, sorprende. Le lettere distanti, geograficamente, temporalmente, dialogano come per meraviglia, quasi secondo un ordine precostituito; è l'ordine del destino, quello dei sentimenti, grande comune denominatore dell'essere umano. Ne emerge un grande romanzo polifonico italiano. C'è chi si innamora follemente, in questo libro. C'è la minorenne abbandonata da un uomo di ventinove anni, con cui viveva un amore clandestino. Il professore che ha bisogno dell'allieva. La studentessa universitaria che si innamora del prete. L'eterosessuale che si scopre omosessuale. Chi si innamora di Claudio Baglioni, chi di Claudia Koll, chi di Vladimir Luxuria. Storie private, pubbliche. Storie del genere umano e del motore più grande del mondo, quello dei sentimenti. "Amore mio, ti odio" non è che un grande romanzo italiano dell'amore, da leggere in un flusso continuo, come un'opera di Jane Austen, o da sfogliare, per lasciarsi sorprendere a ogni pagina, dal caso, dal destino, dalle questioni del cuore.
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Signore e signori d'Italia. Una storia delle buone maniere
di Gabriella Turnaturi
editore: Feltrinelli
pagine: 293
L'autrice ripercorre centocinquant'anni di storia della società italiana attraverso i galatei. I trattati di buone maniere sono testi che dettando regole e divieti, svelano le mentalità, gli usi prevalenti e i mutamenti del costume. I galatei raccontano molte storie: quella dell'immagine che una collettività ha o vorrebbe avere di sé; quella dei criteri di normalità, correttezza e signorilità; quella delle elaborazioni dei modelli di comportamento che nascono da processi di contrattazione e di accordo tra i diversi ceti. All'indomani dell'Unità ai manuali di buone maniere fu assegnato il compito di rafforzare l'identità nazionale, sotto il fascismo furono usati per imporre i modelli della nuova donna e del nuovo uomo fascisti, mentre nel secondo dopoguerra e durante il boom si sforzarono di pacificare i conflitti latenti e di arginare il caos di una modernizzazione che sconvolgeva certezze da lungo tempo acquisite. Con il Sessantotto, quando pareva che spontaneità e informalità valessero più delle regole, si ripresentarono le norme di comportamento in veri e propri controgalatei con cui si passa dall'arte di saper vivere ai manuali di sopravvivenza. Dagli anni ottanta fino a oggi, in una cultura di massa sempre più frammentata e narcisistica, i galatei si trasformano in prontuari di rapida consultazione per apprendere velocemente quanto serve per il successo e la carriera. In più di un secolo, la storia dei tentativi di educazione e autoeducazione della borghesia italiana.
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Penne e pellicole. Gli animali, la letteratura e il cinema
editore: Mimesis
pagine: 209
"L'Umano" si è sempre definito come differenza da "l'Animale" e, in questa differenza, gli animali, quelli realmente esistenti, sono stati persi di vista per essere trasformati in merce, forza lavoro, divertimento e spettacolo. Anche la recente proliferazione degli animali in ogni produzione dell'immaginario umano (dai saggi ai romanzi, dalla pubblicità ai fumetti, dal cinema all'arte figurativa) non sembra tanto essere il segno di una ripresa di interesse verso di loro, quanto piuttosto un'operazione di ulteriore occultamento per moltiplicazione della "questione animale" e delle conseguenze morali e politiche che richiederebbero una radicale modificazione dei rapporti di forza che regolano la nostra società. Senza questa consapevolezza, che ci riporta a terra tra gli animali, poco cambia che si parli sugli animali, degli animali o per gli animali. Rimaniamo comunque presi in un'immensa scenografia pornografica dove uno sguardo, che continua a concupire la carne, arresta i corpi animali in posture preconfezionate, trasformandoli in oggetti pronti per essere venduti - in libreria, al cinematografo o in macelleria. Questo libro, tenendo dritta la barra in direzione della liberazione animale e non dimenticandosi che gli umani altro non sono che altri animali, cerca di smarcarsi da questa prospettiva, da questo mangiare con lo sguardo. Frutto del lavoro degli ultimi anni, il volume è una raccolta di saggi che hanno inseguito animali in carne...
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Risorse sovraumane. Autoritratto dei manager italiani di oggi
editore: Franco Angeli
pagine: 144
Chi sono i manager italiani di oggi? Possiamo ancora descriverli come individualisti, egoisti, interessati solo al potere e ai
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Schiavi della visibilità
di Tonino Perna
editore: Rubbettino
pagine: 84
Basta osservare un bambino per accorgersi che il bisogno di "visibilità" è innato quanto il bisogno di affetto. Ma, nel nostro tempo, questo bisogno è diventato una ossessione fino a trasformarsi in una vera e propria patologia: siamo diventati "schiavi della visibilità" fino a perdere ogni valore, pudore, vincolo. Le nuove tecnologie della comunicazione hanno esaltato questo bisogno, hanno creato un nuovo modello di vita che sta generando una mutazione antropologica. Tra iperconnessione e lotta per la visibilità c'è un nesso forte, un intreccio perverso che ci porta a vivere in altre coordinate spazio-temporali. Possiamo arrenderci al fatto che pensiamo di esistere, di valere, di avere un ruolo nel mondo o nella storia, solo quando siamo "visibili"? È rivolgendo lo sguardo al mondo degli "invisibili", ai soggetti sociali che lottano per uscire dai sotterranei della storia, che possiamo ritrovare l'essenza della nostra umanità. È questa la sfida che gli intellettuali, gli artisti, i giornalisti, non possono non assumersi nella nuova era in cui siamo entrati.
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Le pietre scartate. Indagine sulle teologhe in Italia
di Carmelina C. Canta
editore: Franco Angeli
pagine: 238
"Le pietre scartate": così sono in questo testo definite le teologhe, non sempre riconosciute come figure importanti nelle chiese cristiane in Italia; certamente donne non valorizzate appieno ed emarginate nei luoghi più prestigiosi e nei palazzi del potere, che anche le religioni preferiscono gestire in termini esclusivi e maschili. Eppure anche queste "pietre di scarto", come affermato nel Vangelo oltre due millenni fa, possono diventare "pietre d'angolo" e costituire le fondamenta dell'intera costruzione, senza le quali l'intero edificio è destinato a crollare. La ricerca di cui si dà conto nel volume, fondata su una metodologia di ricerca quantitativa, ha indagato su questo mondo sommerso, ma attivo e vivace sia a livello intellettuale che nella prassi delle comunità religiose. L'analisi, per motivi culturali e storici del nostro Paese, coinvolge le teologhe cristiane: cattoliche, evangeliche ed altre. Chi sono? Dove vivono? Quante sono? Quali sono le loro attività scientifiche? Cosa pensano sulle questioni che oggi vivono le comunità? Quali ruoli di responsabilità ricoprono nelle chiese di riferimento e nel contesto professionale e accademico? Quali legami tra le teologhe e il femminismo? Come si pongono nei confronti del futuro delle Chiese e quali scenari delineano? Queste le domande a cui il volume offre una documentata risposta.
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Contro i diritti degli animali? Proposta per un antispecismo postumanista
di Roberto Marchesini
editore: Sonda
pagine: 188
In questi ultimi anni lo spinoso tema dello specismo, come argomento di dibattito, o come bersaglio verso cui indirizzare una
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