Sociologia
Nessuno ci ridurrà al silenzio
editore: Cento autori
pagine: 291
Sono storie di vita e dolore quelle che gli scrittori di quest'antologia ci raccontano, i cui protagonisti sono paesi, lavoratori, casalinghe, bambini che hanno subito sulla propria pelle le conseguenze dell'esposizione diretta e indiretta alle polveri dell'amianto e altre sostanze inquinanti e che ci chiedono con forza di non tacere... La Polvere è sottile, quasi invisibile. S'insinua nei polmoni, nelle viscere del tuo corpo, senza che tu te ne accorga. Con calma, senza fretta. Poi, dopo molti anni, compare un dolore, una fitta. È il segnale che "qualcosa" si sta impadronendo del tuo corpo. I dottori lo chiamano mesotelioma della pleura, i comuni mortali un tumore. E ha una sola causa: l'amianto. La tua vita, e quella dei tuoi cari, è sconvolta.
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Università 3.0. Quattro anni vissuti pericolosamente
editore: Manifestolibri
pagine: 236
La così detta "Legge Gelmini" ha dato avvio a una complessa fase riformatrice, accompagnata da ingenti tagli, che ha mutato il
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Europa/Europe. Conversazioni con Alberto Martinelli, Nadia Urbinati, Vittorio Cotesta
di Simeoni Monica
editore: Carocci
pagine: 103
L'Europa va vista come un processo graduale di trasformazione e integrazione delle sue istituzioni, ma oggi la costruzione di
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Il mondo al femminile di Maria Montessori. Regine, dame e altre donne
di Giovanna Alatri
editore: Fefe editore
pagine: 264
La Alatri ricostruisce l'affermarsi di Montessori in modo molto originale mostrando come la sua vita si intrecci con la biografia di tante amiche e allieve, tante donne che lei incontra sulla sua strada e che sembrano davvero persone messe lì dalla Provvidenza. (dalla prefazione del Prof. Raniero Regni). È un libro tutto al femminile scritto da una donna, dedicato ad una donna che ha speso una gran parte della sua esistenza per l'emancipazione della donna per poi passare alla causa del bambino, una donna che incontra tante altre donne di cui si fa sorella e madre, oltre che maestra.
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Il ruolo della comunità nella sessualità africana
di Method Mwihava
editore: Graus editore
pagine: 96
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Secessione. Una prospettiva liberale
editore: La scuola
pagine: 157
La storia europea più recente ha visto attuarsi processi di secessione, con il crollo dei sistemi politici socialisti e la nascita (non sempre pacifica) di nuove entità politiche. Diverse aree dell'Europa occidentale - dalla Catalogna alla Scozia, dalle Fiandre al Veneto - sono toccate oggi da rivendicazioni che mettono in discussione i confini nazionali, ponendo la questione, cruciale, di chi (e come) possa definirli. Nicola Iannello e Carlo Lottieri illustrano le tesi liberali e libertarie in tema di diritto di secessione e nazione volontaria, evidenziando come si possa uscire dall'età delle sovranità assolutistiche e dei nazionalismi autoritari solo grazie a un radicale ripensamento delle categorie filosofico-politiche fondamentali. Per i due autori, è giunto il momento di comprendere che, in una società libera, le istituzioni sono legittime solo se godono realmente del consenso dei singoli che esse s'incaricano di servire. Oltre ai due saggi di Iannello e Lottieri, il volume propone una parte antologica, con testi di Thomas Jefferson, Ernest Renan, Ludwig von Mises, Robert McGee, Murray N. Rothbard e Hans-Hermann Hoppe.
Esaurito
Non siamo mai stati moderni
di Bruno Latour
editore: Eleuthera
pagine: 230
Embrioni congelati, fiumi inquinati, virus dell'AIDS, buco dell'ozono... questi "oggetti" appartengono alla natura o alla cultura? Una volta le cose sembravano più semplici: alle scienze naturali spettava occuparsi della natura, alle discipline sociali della società. Ma quella divisione tradizionale non riesce più a dar conto della proliferazione di questi oggetti ibridi. Ne deriva un senso di angoscia che attanaglia i filosofi contemporanei, post-moderni, moderni o anti-moderni che siano. E se avessimo sbagliato strada? In effetti, la società "moderna" non ha mai funzionato coerentemente con la grande spaccatura su cui si fonda la sua rappresentazione del mondo: la radicale opposizione tra natura e cultura. E infatti i "moderni" non hanno mai smesso di creare ibridi che appartengono a entrambi gli ambiti. Non siamo dunque mai stati moderni, conclude Latour, ed è appunto quel paradigma fondatore che bisogna rimettere in discussione per riuscire a capire noi stessi e il mondo. Prefazione di Giulio Giorello.
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Flessibilità vs precarietà. Il jobs act di Matteo Renzi da che parte sta?
editore: Rubbettino
pagine: 125
La confusione regna sovrana quando si parla di lavoro. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell'economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. È passato il messaggio "sbagliato", ossia l'equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel "circo mediatico", come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. Qualsiasi rapporto o contratto di lavoro a tempo è identificato con l'aggettivo "precario" senza nessun distinguo. Non esiste più il concetto di flessibilità ma solo quello di precarietà che l'ha fagocitato e metabolizzato. La realtà, però, è un'altra. Flessibilità e precarietà non sono sinonimi ma concetti contrapposti. La flessibilità è positiva ed è distinta dalla precarietà. Questo libro spiega perché, con l'ambizione di riaffermare le giuste differenze.
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Lavorare nel sociale. Una professione da ripensare
editore: Edizioni dell'Asino
pagine: 185
Un manuale insolito e polemico, ricco di informazioni e consigli pratici per intervenire nei modi migliori negli ambiti del la
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In piena libertà e consapevolezza. Vivere e morire da laici
editore: Baldini & Castoldi
pagine: 152
Ripercorrendo tra memoria privata e pubblica i momenti chiave degli ultimi settant'anni di storia sociale italiana, dal Concor
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Il rito. Antropologia e fenomenologia della ritualità
di Aldo Natale Terrin
editore: Morcelliana
Il rito non è qualcosa che sopravvive a stento all'interno dei cambiamenti propri del moderno e post-moderno, ma al contrario
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