Sociologia
Fare scuola, fare città. Il lavoro sociale al tempo della crisi
di Zoppoli Giovanni
editore: Edizioni dell'Asino
pagine: 140
La pedagogia contemporanea, in particolare italiana, non ha al suo attivo molte cose di cui gloriarsi
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Fare pace. Jugoslavia, Iraq, Medio Oriente: culture politiche e pratiche del pacifismo dopo il 1989
di Giulio Marcon
editore: Edizioni dell'Asino
pagine: 129
"Fare pace. Jugoslavia, Iraq, Medio Oriente: culture politiche e pratiche del pacifismo dopo il 1989" raccoglie un saggio sulla storia del pacifismo italiano dal 1945 a oggi, alcuni drammatici reportage, interventi e racconti delle esperienze del movimento pacifista italiano ed europeo dai principali luoghi delle guerre dalla ex Jugoslavia (l'assedio a Sarajevo del 1992) al Medio Oriente, dall'Iraq all'ex Unione Sovietica. Un viaggio "dal di dentro" nella cultura e nelle pratiche del pacifismo italiano tra interventi di solidarietà, aiuto umanitario, nonviolenza e disobbedienza civile nei maggiori conflitti degli ultimi venti anni.
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Sociologia. Problemi, teorie, intrecci storici
editore: Carocci
pagine: 446
Sin dalla nascita la sociologia si confronta con il proprio tempo, assumendosi il compito di interpretare i processi di discon
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Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga
di Valerio Quercia
editore: Centro Studi Erickson
pagine: 133
Quali competenze devono avere gli operatori sociali che si occupano di persone con problemi di dipendenza? Come possono affron
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Le nuove generazioni nei nuovi spazi e nuovi tempi delle migrazioni
editore: Ediesse
pagine: 174
Nel volume sono raccolti i principali risultati emersi dall'esperienza del progetto EBASCO, che ha avuto tra le sue finalità lo studio delle attuali tendenze migratorie. Per raggiungere tale obiettivo sono stati individuati testimoni privilegiati ed esperti della materia, oltre a diversi protagonisti del mondo giovanile. Il confronto con questi soggetti ha consentito di registrare il salto di qualità verificatosi negli ultimi anni nelle esperienze migratorie internazionali e in particolare in quelle riguardanti l'Italia. Allo studio delle nostre storiche comunità all'estero e al nuovo peso assunto dalle ricerche sulle immigrazioni straniere in Europa e in Italia si sono aggiunte riflessioni più approfondite sulle nuove migrazioni verso l'estero rappresentate da giovani istruiti, spesso laureati e comunque già consapevoli di vivere in nuove società tutte da scoprire. Il volume analizza i termini della questione migratoria nelle sue diverse forme: oltre al contributo di studiosi della materia che delineano gli aspetti emergenti e più generali della questione, sono presenti alcuni saggi di questi giovani e sono riportate esperienze militanti più direttamente collegabili ai territori nazionali. In questo modo i confini degli obiettivi iniziali sono stati ampliati e dilatati. Infatti i vari contributi sono stati raccolti tenendo conto della complessità dei nuovi spazi e tempi delle migrazioni attuali.
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Sociologia Del Lavoro N
editore: Angeli
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Mafie. La criminalità straniera alla conquista dell'Italia
editore: Cento autori
pagine: 196
Invasive, subdole, silenziose, le nuove mafie mettono in crisi la vecchia geografia del crimine organizzato in Italia. A spartirsi una torta del valore di oltre 200 miliardi di euro l'anno (dati Eurispes) non sono solo i clan napoletani, siciliani, calabresi o quelli pugliesi della Sacra corona unita, ma anche i nuovi boss. I cinesi delle Triadi, i russi e gli ucraini dell'Organizacija, le confraternite nigeriane della Black Axe e dei Buccaneers, i sudamericani delle gang Pandillas e i cartelli albanesi, macedoni, romeni e bulgari, che imperversano con inaudita violenza sia a sud che a nord della Penisola. Attraverso i fascicoli d'indagine di Dia, polizia, carabinieri e guardia di finanza, i rapporti dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (Aisi), le relazioni della Commissione parlamentare antimafia e le centinaia di processi in corso, un giornalista e un magistrato ridisegnano la mappa del crimine in Italia, non trascurando di far luce sui fenomeni di colonizzazione e sulle sinergie esistenti tra criminalità italiana e straniera operanti nel Belpaese. Prefazione di Franco Roberti.
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I nuovi eremiti. La «fuga mundi» nell'Italia di oggi
di Isacco Turina
editore: Medusa Edizioni
pagine: 240
Questo libro propone la prima indagine sul campo dedicata all'eremitismo in Italia: trentacinque interviste con eremiti giovani e anziani, uomini e donne. L'autore è ricercatore di Sociologia presso l'Università di Bologna.
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Un comandante del NOCS. La liberazione del generale Dozier
di Edoardo Perna
editore: Castelvecchi
pagine: 112
Questo libro racconta la vera storia della più importante operazione di polizia mai realizzata in Italia, la liberazione del generale americano James Lee Dozier a opera dei NOCS, e apre una finestra sul mondo dei corpi speciali antiterrorismo. L'operazione che portò alla liberazione del generale americano, rapito a Padova dalle Brigate rosse, rappresenta uno dei più grandi successi nella lotta al terrorismo. Ma allo stesso tempo continua a suscitare polemiche e interrogativi. Come andarono veramente le cose? Chi davvero partecipò all'irruzione? Cosa accadde in quei cinquanta secondi che segnarono la sconfitta militare del terrorismo rosso nel nostro Paese? Edoardo Perna, quella mattina del 28 gennaio, comandava la squadra di uomini che materialmente liberarono l'alto ufficiale alleato.
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Studi sulla questione criminale
editore: Carocci
pagine: 122
La presente rivista propone la complessità tematica e politica della questione criminale in un momento in cui sempre più la stessa rischia di essere oscurata dal modo in cui una vera e propria cultura della paura ha alimentato le tematiche della pena e della sicurezza come se queste fossero realtà evidenti e non attività sociali altamente problematiche, il cui concetto deve essere sottoposto a scrupoloso vaglio critico.
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Non è tempo per noi. Quarantenni: una generazione in panchina
di Andrea Scanzi
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 189
Cresciuti negli anni Ottanta, troppo giovani per il vinile ma troppo vecchi per la Rete, eternamente in attesa, i quarantenni di oggi sfoggiano miti così educati da passare inosservati: hanno sostituito Che Guevara con l'Uomo Tigre, Martin Luther King con il professor Keating de L'attimo fuggente, la rivoluzione con la desolazione. Condannati all'equilibrismo, in perenne fuga per il pareggio, protestano, mugugnano, ma alla fine si assolvono. E spesso si rassegnano a bordo campo, "come quei calciatori che entrano nei minuti di recupero e neanche toccano palla". In un ritratto impietoso e autoironico interamente aggiornato per questa edizione con un nuovo capitolo introduttivo e una riflessione sul governo Renzi - Andrea Scanzi racconta sogni e tic, traumi e ambizioni della "generazione di mezzo". E oggi che i nati negli anni Settanta stanno arrivando al potere, l'autore fa emergere la loro incapacità di rompere davvero gli schemi, di uscire dal falso rinnovamento del "gattopardismo 2.0". Perché, alla fine, "anche quando sembra alzarsi dalla panchina, la mia è una generazione che si caratterizza per il moto apparente. È un tempo in apparenza nostro, ma in realtà sempre loro. È un appalto non subito, ma inseguito. 'Non è tempo per noi, e forse non lo sarà mai': per scelta nostra, più che per costrizione altrui".
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Conversazioni su Dio e sull'uomo
editore: Laterza
pagine: 175
Zygmunt Bauman, maestro del pensiero contemporaneo, teorico della "modernità liquida", incontra Stanislaw Obirek, teologo, storico, antropologo, ex gesuita. Due grandi intellettuali si confrontano per la prima volta sui temi del rapporto tra Dio e l'uomo, sull' esperienza religiosa nel mondoo di oggi, sulla tolleranza nella ricerca della verità, su cosa significa credere in Dio. sul ruolo del caso nella vita, sulla ricerca personale, sulla speranza. "Non sapremo mai se Dio c'è o meno, ma il nostro essere uomini consiste proprio nell'impossibilità di giungere a quel sapere e nella necessità di vivere senza di esso, e per di più con la consapevolezza della sua assenza. La differenza è che tu, Stanislaw, sei tormentato dal desiderio di giustificarli di quella imperfezione e io invece la tratto non solo come inevitabile, ma anche come la condizione più decorosa per un uomo onesto." (Zygmunt Bauman)
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