Storia
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La brigata. Una storia di guerra, di vendetta e di redenzione
di Howard Blum
editore: Il saggiatore
pagine: 320
Novembre 1944, la guerra in Europa si avvicina a una svolta decisiva
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«Uccideteli tutti». Libia 1943: gli ebrei nel campo di concentramento fascista di Giado. Una storia italiana
di Eric Salerno
editore: Il saggiatore
pagine: 240
Pochi sanno che il progetto hitleriano della soluzione finale si spinse fino in Nord Africa, tra le più antiche comunità della diaspora. Questa è la storia mai raccontata di cosa realmente accadde tra le mura di un piccolo forte che si ergeva a un centinaio di chilometri a sud di Tripoli. Degli ebrei libici che avevano creduto nell'Italia e nel Duce in camicia nera e che furono vittime delle leggi razziali. È la storia dei crimini commessi dai militari italiani e di un ordine finale terribile che solo il caso lasciò incompiuto. Un dossier storico su una pagina misconosciuta dell'Olocausto scritto dopo un'ampia ricerca d'archivio, e viaggi in Libia e in Israele per visitare i luoghi di prigionia e per ascoltare la voce di testimoni e superstiti.
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Dux
Una biografia sessuale di Mussolini
di Olla Roberto
editore: Rizzoli
pagine: 350
Frequentando la socialista Angelica Balabanoff, Mussolini impara a conoscere l'arte della politica; grazie a Margherita Sarfat
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I figli di Marte. L'arte della guerra nell'antica Roma
di Gastone Breccia
editore: Mondadori
pagine: 425
La celebre leggenda che lega la fondazione di Roma a Marte, padre di Romolo e Remo, rispecchia l'attitudine quasi istintiva dei Romani per l'arte bellica e il ruolo centrale dell'esercito nella loro società e nel loro sistema di valori: "I discendenti di Marte avevano la guerra nel sangue, e viverla era per loro un atto talmente naturale da non richiedere alcuna vera riflessione. Come altri popoli, anche i Romani fecero della virtù militare la base stessa della vita associata; ma compirono un passo ulteriore, e sottomettendo la virtus alla disciplina - il comportamento individuale al vantaggio collettivo - crearono i presupposti per le loro straordinarie vittorie". Gastone Breccia, studioso di storia militare, ricostruisce la struttura, l'evoluzione e le gesta delle armate che, passo dopo passo, trasformarono un oscuro villaggio di pastori in un impero esteso su tre continenti. A partire dalle prime azioni militari in cui bande disorganizzate si sfidavano con tecniche primitive, ripercorre le tappe che portarono alla formazione di un esercito sempre più forte e professionale, reclutato in tutte le classi sociali e progressivamente arricchito dall'apporto delle varie etnie che entravano nell'orbita romana. In queste pagine rivivono le tattiche, le strategie, gli armamenti, la personalità dei condottieri e il loro rapporto con le truppe, le grandi vittorie, come quella di Scipione l'Africano su Annibale a Zama, ma anche le sconfitte più amare, come quella di Canne a opera degli stessi Cartaginesi.
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Eleonora d'Aquitania
di Régine Pernoud
editore: Jaca Book
pagine: 284
Con un gusto e un'arte consumata del raccontare, Régine Pernoud restituisce una dimensione di umanità nuova e sorprendente all
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Senza perdere la tenerezza
Vita e morte di Ernesto Che Guevara
di Taibo Paco Ignacio II
editore: Il saggiatore
pagine: 896
Questa è la biografìa più riuscita e più letta del guerrigliero e dell'uomo che fu Ernesto Che Guevara
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I dieci errori di Napoleone. Sconfitte, cadute e illusioni dell'uomo che voleva cambiare la storia
di Sergio Valzania
editore: Mondadori
pagine: 232
"La storia ha una sua natura sfuggente ed elusiva, tende a non dichiarare le proprie leggi. Individuare i momenti nei quali Napoleone avrebbe potuto indirizzare in modo diverso la sua avventura, incanalandola verso un esito migliore, rischia di risultare arbitrario. Ma il tentativo non è inutile in vista della comprensione politica e umana di una delle vicende più affascinanti della storia moderna." Sergio Valzania ci invita a questo "azzardo storico" isolando dieci errori (ma il numero è evidentemente arbitrario e pretestuoso) commessi da Napoleone a partire dalla ripresa della guerra contro l'Inghilterra nel 1804, iniziale e rovinoso sbaglio della carriera politica e diplomatica dell'imperatore, fino alla battaglia di Waterloo, che mette la parola fine all'avventura bonapartista con una disfatta senza eguali. Napoleone fu sempre innanzitutto un militare: l'aver appreso alla perfezione il proprio mestiere, essere un valoroso soldato, gli procurò le maggiori soddisfazioni, ma lo portò anche a scegliere sempre le vie della guerra a scapito di una più promettente politica diplomatica. Le sue capacità di tattico sono fuori discussione: a determinare la sua sconfitta fu piuttosto l'incapacità di comprendere i fenomeni della geopolitica e della grande strategia, i rapporti di forza sottostanti ai conflitti maggiori, le tensioni prodotte "dalle impalpabili volontà dei popoli" che non la forza militare di un avversario più capace di lui sul suo terreno d'elezione.
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La battaglia di Canne. Il trionfo di Annibale
editore: Mondadori
pagine: 288
Il 2 agosto 216 a.C. è la data più funesta nella storia della Roma repubblicana. L'esercito romano, guidato dai due consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone, si scontrò con quello cartaginese, comandato da Annibale, nella sanguinosa battaglia di Canne, uno dei fatti d'armi più famosi nella storia. Fu una catastrofe militare senza precedenti, le cui dimensioni, dopo ventidue secoli, non finiscono di stupire e sgomentare: secondo molti il numero delle vittime fu pari a quello provocato dalle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, ma alcuni studiosi sostengono che fu molto più alto. Eppure a Canne non c'erano armi da fuoco, nessun grosso calibro di artiglieria e, naturalmente, non c'erano gli aerei. Si combattè con dardi, pietre e giavellotti, armi bianche e primitive, zoccoli di cavalli, calci e morsi. L'esercito di Annibale riuscì a neutralizzare e ad annientare la potente macchina militare romana, dando ai suoi avversari uno scacco matto in tre mosse: sgominando la cavalleria, facendo flettere al centro le proprie fanterie, accerchiando il nemico. Quella di Canne è la battaglia più studiata dai generali e dagli esperti di storia militare perché rappresenta lo scontro campale per eccellenza, l'apoteosi della scaltrezza e della duttilità di manovra di un esercito in guerra e il suo fascino grandioso e sinistro continua ancora oggi a suscitare interesse nei lettori.
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Il principe inesistente
La vita e i tempi di Machiavelli
di Capponi Niccolò
editore: Il saggiatore
pagine: 333
Una sera d'inverno del 1513 una figura indistinta s'avviava verso una modesta casa signorile a Sant'Andrea in Percussina, a po
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Gli arabi
di Rogan Eugene
editore: Bompiani
pagine: 764
Eugene Rogan ripercorre la storia degli arabi a partire dalle conquiste ottomane del XVI secolo, attraverso l'imperialismo eur
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Manuale di storia moderna
editore: UTET Università
Dalla scoperta dell'America all'affissione delle 95 tesi di Lutero; dalla Guerra dei Trent'anni, alla prima Rivoluzione ingles
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