Storia
Roma e le sue province. Dalla prima guerra punica a Diocleziano
editore: Carocci
pagine: 319
Questa raccolta di saggi propone una sintesi aggiornata e completa sulle province di Roma antica, che ne analizza la natura e i meccanismi di funzionamento, fa il punto delle nostre conoscenze su ciascuna di esse e propone un primo approccio a quella realtà grandiosa, multiforme e complessa che fu l'impero romano, mettendo a fuoco aspetti che anche nei migliori manuali di storia romana sono trascurati o sottintesi.
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Novecento d'Europa. L'illusione, l'odio, la speranza, l'incertezza
di Simona Colarizi
editore: Laterza
pagine: 493
La storia del Novecento in Europa parte da est, dai grandi imperi multietnici dove le idee di nazione rompono gli equilibri se
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L'eclisse dell'antifascismo. Resistenza, questione ebraica e cultura politica in Italia dal 1943 al 1989
di Manuela Consonni
editore: Laterza
pagine: 331
"L'eclisse dell'antifascismo" racconta l'intreccio tra storia italiana, paradigma antifascista e memoria della Resistenza e della Shoah. È in questo contesto che il mondo ebraico del dopoguerra ha assunto un ruolo di protagonista della vittoria sul nazismo e della costruzione di una democrazia in Italia. I percorsi che questo volume segue sono tre: la storia politica del nostro Paese, la memoria della Resistenza e del fascismo e la memoria della deportazione politica e dello sterminio ebraico. L'antifascismo, con il suo paradigma di potente forza ermeneutica, ha inglobato il discorso politico, storiografico e memoriale del passato contribuendo a forgiare l'Italia democratica. Un paradigma quello antifascista - e il suo uso politico - non privo di conseguenze anche nell'oggi. Pilastro della narrazione de "L'eclisse dell'antifascismo" è Primo Levi che, sempre presente nelle tre parti, rappresenta il filo ideale, come modello di momenti diversi di approccio all'antifascismo, alla deportazione e allo sterminio ma anche all'etica e alla politica. Da "Se questo è un uomo" a "I sommersi e i salvati", le parole di Primo Levi accompagnano, scandendole, le pagine di questo libro. Prefazione di Anna Foa.
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Italia fascista. Politica e opinione popolare sotto la dittatura
di Paul R. Corner
editore: Carocci
pagine: 390
"Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato" era lo slogan che esprimeva in modo sintetico e inconfondibile l'imperativo centralizzatore della dittatura fascista. L'Italia doveva essere unita sotto il suo Duce e la sua parola seguita con lo stesso fervore in ogni angolo della penisola. Ma la realtà del regime nelle province corrispondeva a questo imperativo? Oppure fu segnata inesorabilmente dalle squallide lotte per il potere locale e dal progressivo declino del consenso popolare al regime? Corner descrive come si svolse la vita politica nelle province, come le logiche locali e personali incisero sul funzionamento del regime e come la gente reagì alle azioni di quella che già allora venne definita la "nuova casta" di gerarchi e gerarchetti. Ne risulta un'immagine nuova e sconcertante di un "fascismo reale" provinciale molto diverso da quello propagandato dal centro e da quello conosciuto da gran parte della storiografia.
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«L'infausto dono dell'Arabia». Vaiolo e vaccinazione nel Mezzogiorno preunitario (1801-1861)
di Alberto Tanturri
editore: Unicopli
pagine: 200
Il volume analizza la diffusione della vaccinazione antivaiolosa nel Mezzogiorno nel periodo compreso fra il 1801, anno in cui furono praticati i primi innesti a Palermo e Napoli, e l'unificazione nazionale. La trattazione è suddivisa in due parti: nella prima si passano in rassegna, in sequenza cronologica, gli interventi normativi intesi a promuovere il metodo jenneriano, e nella seconda si esamina la vera e propria prassi vaccinatoria, con tutti gli ostacoli di varia natura che ne intralciarono il cammino. L'analisi pone in rilievo che, nonostante la scarsa collaborazione della classe medica e del clero, e la diffidenza della popolazione verso una tecnica occulta, dagli effetti imprevedibili, la copertura vaccinica si estese in maniera lenta ma decisa, giungendo ad interessare, al termine del periodo qui considerato, la grande maggioranza dei sudditi del Regno.
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Storia del mondo. Vol. 5: I mercati e le guerre mondiali (1870-1945).
I mercati e le guerre mondiali (1870-1945)
editore: Einaudi
pagine: XLVII-1207
Mercati mondiali e guerre mondiali si concentra su un'epoca in cui la crescente interconnessione tra territori, società e sist
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La mia Resistenza. Memorie di una giovinezza
di Pavone Claudio
editore: Donzelli
pagine: 110
È davvero una grande fortuna che il più autorevole storico della Resistenza l'autore di quel libro sulla Guerra civile che ha
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L'Italia dei movimenti. Politica e società nella prima Repubblica
di Marica Tolomelli
editore: Carocci
pagine: 256
A fronte di una storiografia orientata a fare del Sessantotto il movimento che più di ogni altro ha segnato sviluppi sociali, politici e culturali nella seconda metà del Novecento, l'autrice propone una lettura dei movimenti collettivi nell'Italia repubblicana in un più ampio orizzonte temporale, spaziando dalla seconda metà degli anni Cinquanta per giungere alla prima metà degli anni Ottanta. Ne risulta una ricostruzione che rivisita, ponendoli sotto una nuova luce, alcuni snodi fondamentali dei processi di mobilitazione della società civile e i rapporti che ne scaturirono con le istituzioni - partiti e sindacati in primis -, offrendo nuovi spunti di riflessione sul ruolo dei movimenti all'interno della "Repubblica dei partiti".
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Medioevo e Risorgimento. L'invenzione dell'identità italiana nell'Ottocento
di Duccio Balestracci
editore: Il mulino
pagine: 158
Non è facile arrivare a definire un'identità nazionale per un paese che, per secoli, ne ha avute fin troppe. Ma nell'Ottocento per storici, politici, scrittori, artisti, l'epoca nella quale tutta l'Italia può identificarsi è quella medievale. Alla costruzione dell'identità medievale nazionale contribuisce in modo determinante il Risorgimento: sui palcoscenici della lirica; nelle pagine di romanzieri e poeti; nelle architetture dei puristi; sulle tele di pittori e, in generale, in tutto l'immaginario collettivo degli italiani. Una invenzione della tradizione le cui tracce sono ancora visibili nella cultura italiana contemporanea.
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L'Olocausto armeno
di Rosselli Alberto
editore: Mattioli 1885
pagine: 110
A differenza dei pogrom contro armeni, ebrei e greci ordinati tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento dall'ultimo s
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La marcia senza ritorno. Il genocidio armeno
di Giansoldati Franca
editore: Salerno
pagine: 127
La notte del 24 aprile 1915 ebbe inizio il 'Grande Male', il Metz Yeghem
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L'Italia vista dal Cremlino. Gli anni della distensione negli archivi del comitato centrale del PCUS, 1953-1970
editore: Viella
pagine: 417
Alla morte di Stalin la leadership sovietica elaborò una politica estera più flessibile rispetto al passato, dando avvio a una nuova fase nella guerra fredda volta a perseguire la distensione tra i blocchi. A una politica bipolare aggressiva si sostituì gradualmente una nuova forma di competizione tra sistemi, nella quale l'Italia tentò di ritagliarsi spazi di azione "originali", che rispondevano all'ambizione di giocare un ruolo di mediazione nelle relazioni tra Est e Ovest. La presenza di un grande partito comunista, l'eccellenza del "made in Italy" e la preparazione alla formula del centro-sinistra sin dalla metà degli anni Cinquanta suscitarono le attenzioni del Cremlino e innescarono nuove dinamiche nelle relazioni bilaterali. La raccolta di documenti inediti provenienti dall'Archivio del Comitato Centrale del Pcus permette di ricostruire il punto di vista sovietico su quegli anni e analizzare da una nuova prospettiva diversi snodi della storia italiana del dopoguerra. Il '56, la crisi di Berlino, la nascita del centro-sinistra, i legami Pci-Pcus, il '68, sono solo alcuni dei temi che le pagine della raccolta permettono di approfondire.
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