Storia
Istanbul. Seduttrice, conquistatrice, sovrana
di Franco Cardini
editore: Il mulino
pagine: 316
Istanbul, com'è stata chiamata fin dalla conquista ottomana del 1453, ma com'è denominata ufficialmente solo all'indomani della Prima guerra mondiale. "Nèa Ryme", Nuova Roma, secondo il suo nome ufficiale. Costantinopoli, il suo vero nome, da sempre e per sempre. Un nome che evoca immagini mirabili: il sogno dell'Oriente, le lontananze raggiungibili attraverso il Bosforo e l'Anatolia. Le moschee, gli harem, i sufi danzanti, gli aromi dei bazar. Da mezzo millennio l'Europa identifica in quella sola città il prezioso anello di congiunzione fra l'antichità perduta e la modernità mai davvero raggiunta, fra il Levante e l'Occidente. Ancor oggi, dietro la megalopoli brulicante di vita noi cerchiamo le tracce d'un passato che ci appartiene e che tuttavia inseguiamo nel sogno orientalistico attraverso il quale l'Occidente cerca da secoli di definire se stesso. Franco Cardini ci accompagna nella città incantata, aiutandoci a penetrare lo spirito di una cultura che ci sfugge forse perché anche profondamente ci appartiene.
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L'eco di Brown. Teorie mediche e prassi politiche (secoli XVIII-XIX)
di Elena Frasca
editore: Carocci
pagine: 126
Sullo sfondo della contrapposizione di origine secentesca tra vitalismo e meccanicismo, il medico scozzese John Brown (1735-1788) mise a punto una teoria il cui aspetto innovatore consisteva nel tentativo di critica sistematica delle teorie degli "antichi", primo tra tutti Ippocrate. Brown, all'ombra di Newton, prende a prestito il metodo sperimentale nella indagine dei fenomeni medico-naturali e negli interventi diagnostici e terapeutici dando vita a una dottrina dai tratti rivoluzionari. Ben presto oggetto di critiche dai rappresentanti della vecchia scuola, il brownismo fu, di contro, accolto con entusiasmo soprattutto dalle nuove leve mediche, felici di abbracciare e fare propria una dottrina ritenuta all'avanguardia rispetto a pratiche terapeutiche dal sapore oramai vetusto. Elena Frasca esamina il vivace dibattito che si produsse anche in Italia sulle teorie browniane seguendone le tracce fin nella Sicilia borbonica dove medici e studiosi animarono una discussione che rifletteva gli echi di quella in corso in Europa, non senza legami tra mutamento delle idee scientifiche e istanze di riforma sociali e politiche.
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Medioevo sul naso. Occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali
di Chiara Frugoni
editore: Laterza
pagine: 188
Un medioevo inaspettato dalle mille invenzioni: occhiali e bottoni, ma anche forchetta e spaghetti, note musicali e polvere da sparo. Un racconto affascinante, una storia documentata di sorridente ironia e di immagini colorate. Il narratore è Chiara Frugoni, uno dei maggiori medievisti italiani, che crea un dizionario ideale del Medioevo con lievità e humour rispondendo a tante curiosità implicite o esplicite poste dalle nostre esperienze quotidiane di oggetti, usanze e modi di dire.
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Canossa. Il disincanto del mondo
di Weinfurter Stefan
editore: Il mulino
pagine: 276
Andare a Canossa: ancora oggi, dopo mille anni, è l'icastica espressione con cui si descrive l'atto di riconoscersi in errore
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L'eredità di Roma. Storia d'Europa dal 400 al 1000 d. C.
di Wickham Chris
editore: Laterza
pagine: XXIV-755
Dopo il crollo dell'impero romano d'Occidente, dal V al X secolo, sullo sfondo di un'Europa ampia che va dall'Irlanda a Costan
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Imperi e stati nazionali nell'Ottocento
editore: Il mulino
pagine: 123
Il volume pone a raffronto quattro grandi imperi - austroungarico, russo, ottomano e inglese - con il modello dello stato nazi
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L'ambiente nel mondo antico
di Thommen Lukas
editore: Il mulino
pagine: 164
Il volume descrive i caratteri fondamentali del rapporto fra l'uomo e la natura nell'antichità greco-romana, dal IX secolo a
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Tre favole romane
di Piero Boitani
editore: Il mulino
pagine: 109
Scena prima, nel 14 d.C. Augusto è in ambasce: dalla sua statua è caduta la C di CAESAR (ma anche C = 100). È un segno funesto, gli restano solo cento giorni di vita. Scena seconda, 306 d.C. Un anziano senatore commenta ironico le nuove idee che i cristiani stanno diffondendo. E siamo all'epilogo, nel 396. A parlare è il nipote del senatore di prima. Roma non è più capitale, a difendere i confini adesso sono i barbari: un intero mondo sta scomparendo. Ci sarà un Rinascimento?
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I matti del Duce. Manicomi e repressione politica nell'Italia fascista
di Matteo Petracci
editore: Donzelli
pagine: 255
Mania politica, schizofrenia, paranoia, isterismo, distimia, depressione. Sono queste le diagnosi che compaiono nei documenti di polizia o nelle cartelle cliniche intestate agli oppositori politici rinchiusi in manicomio negli anni del fascismo. Diagnosi più che sufficienti a motivare la segregazione per lunghi anni o per tutta la vita. Quali ragioni medico-scientifiche hanno giustificato il loro internamento psichiatrico? Quali, invece, le ragioni dettate dalla politica del regime contro il dissenso e l'anticonformismo sociale? Molto si è scritto rispetto all'esperienza degli antifascisti in carcere o al confino, ma la possibilità che il regime abbia utilizzato anche l'internamento psichiatrico come strumento di repressione politica resta ancora poco indagata. Attraverso carte di polizia e giudiziarie, testimonianze e relazioni mediche e psichiatriche contenute nelle cartelle cliniche, Matteo Petracci ricostruisce i diversi percorsi che hanno condotto gli antifascisti in manicomio. Alcuni furono ricoverati d'urgenza secondo le procedure previste dalla legge del 1904 sui manicomi e gli alienati; altri vennero internati ai fini dell'osservazione psichiatrica giudiziaria o come misura di sicurezza; altri ancora furono trasferiti in manicomio quando già si trovavano in carcere e al confino. Dall'analisi degli intrecci tra ragioni politiche e ragioni di ordine medico emerge con forza il ruolo giocato dalla sovrapposizione tra scienza e politica nella segregazione di centinaia di donne e di uomini...
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Le origini del fascismo. Nei vizi antichi della classe dirigente italiana
di Paolo Alatri
editore: Res gestae
pagine: 408
Fenomeni politici come il "berlusconismo" o i "griIlini" vengono spesso paragonati all'esperienza del ventennio fascista, alla presa del potere di Benito Mussolini e al consenso che egli ha saputo riscuotere, non solo con la tanta violenza, ma anche sfruttando la retorica e l'innato opportunismo cinico degli italiani. Ma quali sono le origini stesse che hanno consentito il fascismo? Paolo Alatri, storico e militante antifascista, ha fornito una illuminante ricostruzione, individuando i prodromi del fascismo negli anni di formazione dello stato unitario italiano, nelle mancanze e nelle storture di quella classe dirigente. Viene così inquadrata la questione delle origini del fascismo nella prospettiva storiografica dell'Italia contemporanea che, attraverso il Risorgimento, s'inserisce in un'Europa generalmente pervenuta ad un grado più avanzato di sviluppo sociale, economico e politico.
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La guerra che verrà non è la prima 1914-2014. Catalogo della mostra (Rovereto, 4 ottobre 2014-20 settembre 2015)
editore: Mondadori Electa
pagine: 643
"L'arte entra in contatto con la quotidianità, i capolavori delle avanguardie dialogano con la propaganda, la grammatica espositiva completa e rinnova il valore di documenti, reportage, testimonianze. Installazioni, disegni, incisioni, fotografie, dipinti, manifesti, cartoline, corrispondenze, diari condividono gli oltre tremila metri quadrati del piano superiore del Mart e si misurano con sperimentazioni artistiche più recenti, installazioni sonore, narrazioni cinematografiche: documentari originali, video e film. Esposti anche numerosi reperti bellici impiegati nella Prima guerra mondiale, il cui ritrovamento è il capitolo più recente di una vicenda ancora attuale, nella quale ogni oggetto racconta la propria storia".
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Diplomazia di celluloide? Hollywood dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda
di Stefano Cambi
editore: Franco Angeli
pagine: 192
L'appoggio in campo internazionale accordato alle majors dalle autorità statunitensi è stato frutto di un "dovere istituzional
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