Storia
Storia dello stato moderno
di Wolfgang Reinhard
editore: Il mulino
pagine: 128
Come e perché è nato lo stato? Esso si costituisce come indiretta conseguenza di una necessità antropologica: la coazione a regolare i rapporti di potere tra gli uomini. Ovunque - dalla Cina ai paesi islamici - si incontrano oggi varianti di quel tipo di collettività che è stato creato dagli europei a partire dal medioevo e successivamente "esportato" nel resto del mondo. Il libro offre una sintesi del percorso ideologico e storico che ha portato alla formazione dello stato moderno, alla sua evoluzione nello "stato totale" dell'età contemporanea, e al suo attuale declino.
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Palestinesi. Storia e identità di un popolo
di Marco Allegra
editore: Carocci
pagine: 149
I palestinesi sono tra i protagonisti delta cronaca politica contemporanea. Simboli legati alla storia di questo popolo -Yasser Arafat, la kefyah e la bandiera palestinese - sono entrati a far parte della nostra cultura pop, ma anche dell'immaginario legato agli incubi post 11 settembre e al terrorismo suicida; gli eventi che caratterizzano il conflitto israelo-palestinese -spesso considerato come il nodo gordiano della politica mediorientale occupano continuamente i titoli d'apertura dei telegiornali. Questa sovraesposizione mediatica rende a volte difficile cogliere la complessa realtà della Palestina. Obiettivo del volume è andare al di là della cronaca, fornendo al lettore le chiavi necessarie per interpretare la storia di un popolo e di una terra così spesso sotto la luce dei riflettori.
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L'unità d'Italia. Guida ai luoghi del Risorgimento
di Mario Bussoni
editore: Mattioli 1885
pagine: 191
Il 17 marzo 1861 il Parlamento di Torino, capitale del regno, proclamò Vittorio Emanuele II, re d'Italia "per grazia di Dio e volontà della Nazione". Fu l'atto di nascita della Nazione, a compimento di un lungo e controverso percorso cominciato dalle 5 giornate di Milano, proseguito con la spedizione dei Mille di Garibaldi e le grandi battaglie del Risorgimento, ma deve ancora vedere i plebisciti, l'assedio di Gaeta, l'ultima guerra d'Indipendenza, il brigantaggio, la breccia di Porta Pia che aprirà le porte di Roma. L'Unità d'Italia e il Risorgimento sono stati senza alcun dubbio un'epopea straordinaria, densa di personaggi fuori dal comune, di vicende che hanno coniugato l'eroico con il grottesco e il grandioso con il meschino, oltre che dettato pagine nelle quali emergono il coraggio estremo e la vigliaccheria, il rigore morale e l'opportunismo più becero. La guida vuole condurre gli italiani sui luoghi in cui si sono compiuti i loro destini, alla conoscenza degli eventi storici e politici e dei personaggi che li hanno determinati: la Torino di Vittorio Emanuele II e di Cavour, le Regge dei Savoia, le battaglie di Solferino e Custoza, la Firenze breve capitale, la Roma finalmente conquistata e la Napoli dei Borbone; e ancora musei e Sacrari, e altri luoghi particolari ed importanti o solo curiosi. Completano l'opera luoghi "sicuri' dove soggiornare, assaggiare le tipicità del territorio o fermarsi con il proprio camper.
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Della entrata della Compagnia di Giesù e Christianità nella Cina
di Ricci Matteo
editore: Quodlibet
pagine: LXIV-776
Il testo qui pubblicato, noto anche come i "Commentari della Cina", è il resoconto dell'avventurosa penetrazione, fra il 1582
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Donne senza qualità. Immagini femminili nell'Archivio storico dell'Istituto Luce
di Gioia Annabella
editore: Franco Angeli
pagine: 128
Presenze e immagini di donne, dal fascismo agli anni del "miracolo italiano", nei "telegiornali prima della televisione": i ci
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La caduta di Roma e la fine della civiltà
di Bryan Ward Perkins
editore: Laterza
pagine: 301
Roma non è caduta. O almeno cosi dicono le più recenti teorie storiografiche. La transizione al dominio germanico sarebbe stata graduale e pacifica, risultato di una progressiva integrazione delle popolazioni del nord, vitali ma primitive, nel grande organismo imperiale, raffinato e ormai prossimo all'esaurimento. II loro mescolarsi avrebbe dato vita a una nuova era di positive trasformazioni culturali. Niente affatto, sostiene Bryan Ward-Perkins. Ma quale integrazione, quale proficua sistemazione delle popolazioni esterne entro i confini dell'impero! "I Germani che invasero l'impero d'Occidente occuparono o estorsero con la minaccia della forza la massima parte dei territori in cui si stabilirono, senza alcun accordo formale sulla divisione delle risorse con i loro nuovi sudditi romani. Dovunque si abbiano testimonianze di una certa ampiezza, la norma era indubbiamente la conquista o la resa alla minaccia della forza, e non un accordo pacifico".
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Il fascino dell'uniforme. Dal conformismo alla trasgressione
di Jennifer Craik
editore: Armando editore
pagine: 272
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La gabbia infranta. Gli Alleati e l'Italia dal 1943 al 1945
editore: Laterza
pagine: 318
Perché ancora un libro sull'Italia e la Seconda guerra mondiale? Perché l'utilizzo di nuovi strumenti interpretativi ha permesso di dare un senso diverso alla trama degli eventi. Gli autori muovono da tre elementi fondamentali. In primo luogo, il tema della continuità strutturale della società italiana, basata anche sulle solide relazioni esistenti con gli Stati Uniti almeno dalla Prima guerra mondiale e sulla ripresa delle relazioni con l'Unione Sovietica. In secondo luogo, il ruolo che il nostro paese ebbe come incubatore della guerra fredda: campo di un duro scontro fra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna per il dominio del Mediterraneo, ma soprattutto terreno di contrasto per la definizione delle aree di influenza nel dopoguerra fra le potenze occidentali e l'Urss. Infine, terzo elemento, il ruolo di Palmiro Togliatti come protagonista del processo di normalizzazione della vita italiana. La leggenda della svolta di Salerno viene di solito presentata come il momento che segnò la svolta della politica italiana verso la nascita di un sistema politico pluralistico e democratico. In realtà, come rivela il libro, le intenzioni di Togliatti erano diverse: l'Unione Sovietica già nel dicembre 1944 aveva stabilito con il governo italiano un contatto nel quale erano state poste le basi non solo per la fine dell'isolamento internazionale dell'Italia ma anche per predisporre la forma e i contenuti del ritorno di Togliatti.
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L'Africa e gli africani nella formazione del mondo atlantico. 1400-1800
di John Thornton
editore: Il Mulino
pagine: 497
Uscito qualche anno fa negli Stati Uniti, questo studio è considerato una pietra miliare sulla via di una nuova valutazione del ruolo giocato dall'Africa nello sviluppo del "mondo atlantico", cioè della rete di rapporti fra Europa, America e Africa che andò formandosi nel corso dell'età moderna, e che nella tratta degli schiavi ebbe una delle sue componenti più importanti. Due sono gli aspetti messi in luce da Thornton: da un lato il ruolo pienamente attivo giocato dagli stati africani nei rapporti con l'Europa e nella stessa tratta degli schiavi, dall'altro la diffusa e forte influenza che nel Nuovo Mondo gli africani ebbero dal punto di vista sociale e culturale. La lettura di Thornton contesta dunque la visione tradizionale di un'Africa puramente passiva, vittima dell'iniziativa europea.
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Il processo di Isidoro. Roma e Alessandria nel primo secolo
di Adriano Magnani
editore: Il Mulino
pagine: 294
Tra le molte scoperte di testi antichi una delle più interessanti, e allo stesso tempo delle più problematiche, è quella della
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Le questioni dell'età contemporanea
di Banti Alberto M.
editore: Laterza
pagine: V-359
La rivoluzione francese; la rivoluzione industriale; nazioni e nazionalismi; iI risorgimento italiano; le classi sociali; impe
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La «buona azienda negli eserciti prepara la vittoria... e genera l'economia». Appalti, commissari e appaltatori nell'Italia napoleonica
di Levati Stefano
editore: Rubbettino
pagine: 272
È fuor di dubbio che una buona azienda negli eserciti prepara la vittoria, assicura le conquiste, mantiene l'ordine e genera l
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