Storia
Fra biografia e cronografica. Storici cappadoci nell'età dei Costantinidi
di Cassia Margherita
editore: Bonanno
pagine: 344
Il presente volume pone preliminarmente in dubbio la validità di un topos, che dall'epoca arcaica permane fino all'età bizanti
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Corsari nel nostro mare
di Davide Gnola
editore: Minerva Edizioni (Bologna)
pagine: 128
Anche il Mediterraneo ebbe i suoi corsari, meno famosi,ma non meno interessanti dei loro "colleghi" dei Caraibi; essi furono una presenza costante e pericolosa soprattutto tra la fine del sec. XVI e l'inizio del XIX, nel quadro di contrapposizione e di convivenza tra gli stati cristiani e l'Impero Ottomano. Una "guerra inferiore", che vide protagoniste le navi corsare che avevano le loro basi nelle "reggenze barbaresche" di Algeri, Tunisi, Tripoli, senza dimenticare la miriade di piccole "fuste" e "sciabecchi" che trovavano rifugio nei tantissimi anfratti delle coste del Mediterraneo. Una pratica, quella della guerra di corsa, legata a quella della schiavitù, che oltre ai marinai messi ai remi sulle galee coinvolgeva anche i pescatori e le popolazioni costiere, abituate per secoli a temere l'arrivo dei "Turchi" sulle spiagge, e che ha dato vita ad una ricca produzione artistica e folclorica. E dove spesso le distinzioni e le contrapposizioni si rivelano molto più sfumate e ambigue di quanto non appaia al primo sguardo.
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Il mondo (1924-1925)-Lo stato democratico (1925)-Il Sereno (1924)
di Julius Evola
editore: Pagine
pagine: 130
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La guerra sconosciuta. La resistenza armata antisovietica in Lituania negli anni 1944-1953
editore: Il Cerchio
pagine: 58
Questo piccolo libro è dedicato al lettore che conosca poco la Lituania, il paese della Comunità Europea che si affaccia sul mar Baltico, e forse non ha mai sentito nulla attorno agli eventi successi dopo la seconda guerra mondiale: la resistenza armata contro l'occupante sovietico qui è durata quasi un decennio. La resistenza armata antisovietica chiamata anche "la guerra della Lituania" è eccezionale nella Storia d'Europa per la sua durata e per l'universalità (durante tutto il periodo hanno preso parte nella attiva lotta partigiana più di 50.000 lituani, e in tutto il movimento di resistenza hanno partecipato circa 100.000 persone). Nella storiografia sovietica durante i 50 anni di occupazione, questo periodo è stato occultato e travisato, chiamando i difensori della libertà "criminali" e "banditi". Ma nella memoria del popolo lituano i partigiani sono e rimarranno gli eroi che hanno combattuto per la libertà della patria, e su di loro sono stati creati canti e leggende.
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Gli ammutinati delle trincee. Dalla guerra di Libia al primo conflitto mondiale. 1911-1918
di Marco Rossi
editore: BFS Edizioni
pagine: 84
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Lodi e Lodivecchio nell'eTwinning
editore: Effigie
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La prima guerra mondiale. Una grande storia colletiva
di Aldo Caterino
editore: Il Portolano
pagine: 224
A cavallo tra luglio e agosto del 1914, un mese dopo l'attentato di Sarajevo, con una reazione a catena di impressionante rapidità, l'Europa precipitò nella guerra più devastante che avesse mai conosciuto. L'abbiamo chiamata Prima guerra mondiale: "mondiale" perché coinvolse paesi di tutti i continenti, Oceania compresa, anche se l'Europa ne fu il cuore sanguinante; "prima", perché nessuna in precedenza aveva avuto questo carattere globale, e perché più tardi ce ne sarebbe stata una seconda di dimensioni addirittura superiori. Ma nella memoria collettiva, e anche nella storia, essa è stata riconosciuta come la Grande Guerra per eccellenza. Innanzitutto per le sue dimensioni quantitative, in termini di coinvolgimento delle popolazioni, di numero di combattenti, di prigionieri, di vittime. In secondo luogo, perché fu la prima a incorporare le più moderne tecnologie. Mai la scienza e la tecnica della società industriale, entrata nella sua seconda rivoluzione, erano state impiegate in maniera così sistematica in compiti di distruzione di massa.
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Il mistero della corazzata russa. Fuoco, fango e sangue
di Luca Ribustini
editore: Pellegrini
pagine: 144
La notte tra il 28 e il 29 ottobre 1955 la più grande corazzata della flotta sovietica, il Novorossiysk, a seguito di una spaventosa esplosione, affonda nelle acque gelide del porto di Sebastopoli in Crimea, provocando oltre 600 morti. Le cause dell'affondamento non sono mai state completamente chiarite e molte delle circostanze sono rimaste avvolte nel mistero. La possente nave da battaglia batteva bandiera italiana, con il nome di Giulio Cesare, fino al 1949 quando fu ceduta ai russi come risarcimento di guerra secondo quanto previsto dal Trattato di Pace. A luglio del 2013 una clamorosa rivelazione riapre il caso: un ex incursore del gruppo Gamma della Xa Flottiglia MAS nel corso di un'intervista rilasciata all'autore del libro, rivendica senza esitazione la paternità del sabotaggio. Il grande risalto dato dalla stampa russa e ucraina alle dichiarazioni dell'ex incursore della Xa MAS e l'intenzione dei reduci della corazzata di chiedere un'inchiesta internazionale, convincono l'autore ad avviare un'indagine per avvicinarsi il più possibile alla verità dei fatti...
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La formazione di una classe dirigente. L'Università italiana alla fine dell'Ottocento
di Marcello Rossi
editore: Il Ponte Editore
pagine: 184
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I diavoli dell'Adamello. La guerra a quota tremila 1915-1918
di Luciano Viazzi
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 530
I ghiacciai eterni dell'Adamello a oltre tremila metri di quota conservano le memorie di una delle pagine più eroiche e disperate della Grande Guerra. Su quelle vette per quattro lunghi anni si affrontarono le truppe di montagna italiane e austriache, in condizioni climatiche impossibili tra freddo, tormente, valanghe e sangue. Gli alpini, come i leggendari "garibaldini" della Compagnia Autonoma Rifugio Garibaldi, si contrapposero agli austriaci per la conquista di torrioni, vette, spuntoni di roccia. Per la prima volta il corpo degli alpini si costituì in grandi unità organiche di sciatori che combatterono ad altezze mai raggiunte. Attraverso le testimonianze dei combattenti dell'una e dell'altra parte, Viazzi traccia un racconto emozionante che parte dalle azioni in Valcamonica del 1915 e attraversa il 1916 con gli attacchi e i contrattacchi sui ghiacciai del 1917-18 con le battaglie del Cavento fino al "balzo finale" verso la vittoria. Si incontrano in queste pagine soldati-montanari e personaggi celebri, Battisti, Bissolati, Caviglia uniti in un affresco corale di avvincente drammaticità.
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L'Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989
editore: Viella
pagine: 313
La fine della Guerra fredda e il riassetto dell'ordine europeo dopo il 1989 si sono tradotti in una lotta per la ridefinizione delle coordinate della memoria pubblica e istituzionale che ha investito tutta l'Europa. Nuovi paradigmi di memoria sono subentrati a quelli elaborati dopo la fine della Seconda guerra mondiale: quello antifascista ha subito un costante processo di critica e di erosione, radicale nei paesi ex-comunisti, e al suo posto si è andato affermando un paradigma fondato sull'antitotalitarismo. Al centro delle nuove master narratives si trova la figura della vittima, che ha sostituito progressivamente quella dell'eroe partigiano. Si ricordano soprattutto le vittime dello sterminio nazista degli ebrei e le vittime dei regimi comunisti. Ma la memoria della Shoah e il modello antitotalitario possono costituire la base di una memoria comune europea? Non dovrebbe tale memoria includere anche altre esperienze che ne hanno segnato il passato, come ad esempio il colonialismo? Dove conduce poi quest'ossessione del passato, che spesso assume i contorni di una competizione fra vittime che sfociano in vere e proprie "guerre della memoria"? I saggi contenuti nel volume affrontano questo complesso di questioni esaminando sia gli sviluppi intervenuti nelle memorie nazionali di singoli paesi sia la configurazione transnazionale delle memorie europee e il ruolo svolto dalla stessa Unione europea.
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La disfatta del Medio Oriente. Due secoli di interventi occidentali nei paesi islamici
di Jeremy Salt
editore: Castelvecchi
pagine: 420
Il 2 luglio 1798 Napoleone entrò ad Alessandria d'Egitto a capo di una trionfante armata francese
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