Storia
Il caso Adolf Hitler
Psicobiografie di un dittatore
di Carlotti Anna L.
editore: Odoya
pagine: 336
Chi era Hitler? Come ha potuto soggiogare la Germania? Era un pazzo, un criminale, un fine politico, un demagogo, la stessa in
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Storia dell'Italia partigiana
Settembre 1943maggio 1945
di Bocca Giorgio
editore: Feltrinelli
Pubblicato presso l'editore Laterza nel 1966, "Storia dell'Italia partigiana" è il primo libro "di storia" del giornalista Gio
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Lotta Continua. Gli uomini dopo
di Corrado Sannucci
editore: Fuorionda
pagine: 274
A un bilancio storico finale c'è poco o nulla da portare come contributo alla storia nazionale. Forse c'è da fare un altro bilancio, di conquiste non volute, di risultati ottenuti implicitamente e inconsciamente, e che forse, non a caso, non può essere fatto dai protagonisti di allora. Questa è la sorpresa: di nove anni di lotta, resta poco di politico ma molto di civile, e questo compito è stato assolto in maniera adeguata da Lotta Continua, anzi costituisce il patrimonio più prezioso della sua attività. È la giusta fine delle magniloquenti utopie concedere la felicità domestica, un risultato da non respingere per intrattabile broncio politico e metafisico... di cose quotidiane, di dettagli che sono quasi tutto, il bagno più bello del mondo, un letto fatto con le proprie mani in Angola, un foglietto gualcito nella custodia di una chitarra, una prua capovolta alla deriva nell'Adriatico. La storia recente d'Italia avrebbe bisogno di ricostruzioni sugli oggetti e sulle emozioni vissute, persino sui caratteri delle singole persone che lottarono allora nel bene e nel male: aiuterebbero a capire con maggiore verità e profondità i fatti che furono politici, non solo politici... Prefazione di Marino Sinibaldi.
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L'inverno della Repubblica. La congiura di Catilina
editore: Mondadori
pagine: 238
La congiura di Catilina, la rivolta che nell'autunno del 63 a.C. avrebbe dovuto decapitare i vertici della Repubblica romana, si è imposta nei secoli come "la madre di tutte le congiure". Ricostruendo l'intera vicenda, Massimo Bocchiola e Marco Sartori propongono come chiave di lettura la crisi delle istituzioni repubblicane, che si consumerà definitivamente di lì a poco con il primo triumvirato e poi con la dittatura di Cesare. Intorno a Catilina s'intrecciano, infatti, i destini dei principali personaggi del tempo: Cicerone, console nell'anno della congiura, l'antagonista di Catilina, il "difensore della Repubblica", non estraneo però a compromessi e ambiguità; Pompeo, il "convitato di pietra" con cui tutti sanno di dover presto fare i conti, impegnato nelle trionfali campagne in Oriente; Crasso, tenace tessitore di trame grazie alle sue ricchezze; Cesare, già in odore di vittoria, abile nel defilarsi da iniziative acerbe o velleitarie; Catone, risoluto e intransigente contro i rivoltosi, ostile a ogni atto di clemenza. Ma al centro della scena resta comunque lui, Catilina, uomo degli eccessi e delle contraddizioni, nel fisico come nella personalità. Ossessionato dal potere, oscilla "fra una realtà sovversiva e un sogno istituzionale", intraprendendo la rivolta armata solo dopo il fallimento del progetto di farsi eleggere console.
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In principio fu Troia
L'Europa nel mondo antico
editore: Laterza
Lingue, calendari, sistemi politici: è incredibile quanto ancora oggi continuiamo a vivere all'ombra del mondo classico e quan
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Storia d'Italia
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 406
Quando, nel luglio 1978, Pertini diventa presidente della Repubblica, il Paese vive ancora all'ombra del caso Moro. All'insicurezza dei cittadini corrisponde un momento difficile per la politica: la Dc tocca il minimo storico, il Pci cambia rotta trasformandosi in Pds, i Radicali conquistano consensi con il referendum sull'aborto. Dalla rottura dei vecchi equilibri partitici trae vantaggio Bettino Craxi, il cui appoggio in parlamento diventa indispensabile. È lui il volto nuovo del potere, protagonista indiscusso di questa stagione e simbolo dei giochi di Palazzo che accrescono la rabbia degli italiani. Intanto il sangue non smette di scorrere e al terrorismo si aggiunge, dopo il maxiprocesso, la violenza mafiosa: Ustica, la stazione di Bologna, l'omicidio del generale Dalla Chiesa, Capaci e via D'Amelio. Anche il panorama mondiale è convulso; si susseguono avvenimenti epocali come l'invasione sovietica dell'Afghanistan, l'attentato a Giovanni Paolo II, la morte di Tito, i conflitti in ex Jugoslavia, la Guerra del Golfo, la caduta del Muro di Berlino e la trasformazione dell'Urss di Breznev e Gorbaciov nel Csi di Eltsin. L'Italia, in questo passaggio storico, sembra sprofondare tra il fango degli scandali: prima la P2, poi la stagione di Tangentopoli. Ma i semi del cambiamento iniziano a farsi largo, e dalle macerie si affaccia un nuovo ordine. Montanelli e Cervi ci raccontano il crollo di un mondo che va ben oltre la caduta della Prima Repubblica. Premessa di Sergio Romano.
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Il buon marito. Politica e famiglia negli anni della Rivoluzione francese
di Anne Verjus
editore: Dedalo
pagine: 376
Lo scrittore illuminista Jean-François Marmontel descrive la conversione al modello di famiglia borghese di una giovane sposa aristocratica. Una storia esemplare, perché imperniata attorno alla figura del marito "virtuoso", che la Rivoluzione francese elegge a pedina essenziale nella costruzione di un nuovo ordine politico e sociale che gradualmente soppianta il sistema patriarcale dell'Ancien Régime. Attraverso una minuziosa analisi di documenti di varia provenienza, l'autrice ripercorre le tappe più significative del processo di emancipazione dell'individuo-cittadino, emancipazione che si fonda sul riconoscimento della sua autorità indiscutibile all'interno della comunità domestica. L'uomo, nella sua qualità di marito e padre, acquisisce il diritto esclusivo di rappresentare politicamente tutti i membri della sua famiglia (moglie, figli, servitù), ma ha anche il dovere di prendersene cura, in quanto elementi "deboli" della società. Un libro che ci offre una prospettiva originale da cui osservare la Rivoluzione francese, un approccio rigoroso e appassionante che ci porta nel vivo di un dibattito che ha forgiato teorie e pratiche sociali e politiche ancora attuali.
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La guerra in 12 mosse. Momenti chiave della seconda guerra mondiale
di Philip M. Bell
editore: Il mulino
pagine: 310
Perché la seconda guerra mondiale è andata come è andata? Quali sono stati i momenti che ne hanno indirizzato il corso? Una guerra si può raccontare anche così, attraverso le sue tappe cruciali. È quanto ha scelto di fare l'autore di questo libro, individuando i dodici momenti decisivi in cui si riassume la seconda guerra mondiale. Questi momenti sono: il trionfo delle armate tedesche con l'invasione della Francia; la battaglia d'Inghilterra; l'attacco tedesco all'Urss; Pearl Harbour con l'entrata in guerra degli Stati Uniti; la battaglia delle Midway; la battaglia di Stalingrado; la guerra dei sottomarini in Atlantico; la competizione dell'industria bellica; le conferenze alleate di Teheran e di Yalta; lo sbarco in Normandia e infine la disfatta del Giappone con il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki.
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Da Mussolini a Gheddafi
Quaranta incontri
di Del Boca Angelo
editore: Neri Pozza
pagine: 400
Come inviato speciale della "Gazzetta del Popolo", e poi del "Giorno", Del Boca ha incontrato alcuni tra i personaggi più rapp
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Sulla testimonianza. Processo alla grande guerra
di Jean N. Cru
editore: Medusa Edizioni
pagine: 92
Era fra quelli che combatterono a Verdun, e questa esperienza segnò la sua vita. Tanto che volle, primo fra gli storici della grande guerra, pubblicare le testimonianze dei soldati sopravvissuti. La guerra vista "dal basso", con gli occhi di chi l'ha combattuta. Contro l'immagine eroica e trionfale costruita dai politici e dai generali che vollero nascondere la disfatta europea prodotta dall'"inutile strage". Nel libro che lo rese famoso, Témoins, uscito nel 1929 suscitando polemiche e reazioni anche violente, Norton Cru fa parlare, esclusivamente, ex combattenti, quasi tutti soldati, rari gli ufficiali. Insomma i "poilus", come i francesi avevano ribattezzato, con orgoglio e ammirazione, chi visse quella tremenda esperienza sul fronte occidentale. Era un "saggio di analisi e di critica delle memorie dei combattenti edite in francese tra il 1915 e il 1928". L'esperienza della guerra aveva reso Norton Cru insofferente alla letteratura bellica che, spesso, scrive di cose che non conosce e non ha vissuto: "Considero un sacrilegio fare del nostro sangue e delle nostre angosce materia di letteratura". In quell'opera monumentale, che gli costò anni di lavoro, Norton Cru classificava e analizzava oltre trecento racconti di guerra, per verificarne la veracità o la loro dipendenza alle menzogne diffuse dall'establishment francese. Il libro fu rifiutato da tutti gli editori e pubblicato a spese dell'autore.
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