Storia
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Giulia, la figlia di Augusto
di Lorenzo Braccesi
editore: Laterza
pagine: 256
"Giulia fu una donna spiritosa, brillante, estroversa, sicuramente affascinante, conscia del suo ruolo e del suo peso sociale, che aspirava a conquistarsi sempre e comunque un proprio spazio nel quale, civettando, primeggiare: dalla frequentazione dei cenacoli letterari a quella dei circoli politici, dai salotti della ribellione generazionale a quelli, più insidiosi, della sotterranea opposizione al regime e al sistema. Tutto le era permesso, e dovunque si muovesse la seguiva un folto stuolo di corteggiatori che ne stimolava l'orgoglio e ne suscitava la vanità. Contestatrice del padre e del suo ipocrita mondo di valori, non si accorse in tempo del baratro in cui sprofondava, giorno dopo giorno, spostandosi da posizioni di fronda a quelle di aperta congiura. Molla ne fu sempre il suo spirito provocatorio e l'impulso al ruolo di prima donna": dal primo accordo di matrimonio stipulato dal padre quando la bimba aveva due anni alla morte, forse casualmente, anche del padre nello stesso anno, il volume ricostruisce l'affascinante vita di una donna discussa e criticata dai suoi contemporanei e forse musa ispiratrice di poeti e bizzarre situazioni dentro la sua corte. È lei Corinna, la donna cantata da Ovidio negli "Amores"? Perché era così affascinata dall'Egitto? Gusto dell'esotico o fatale attrazione verso forme ellenistiche di potere e dispotismo? Quale la natura del rapporto antagonistico tra lei e Livia, la terza moglie di Augusto?
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La crisi della civiltà
di Johan Huizinga
editore: Pgreco
pagine: 162
"Noi viviamo in un mondo ossessionato. E lo sappiamo". Con queste parole si apre il volume "La crisi della civiltà", in cui la pacatezza dei toni, confusa da alcuni con disinvoltura professorale, non cela la drammaticità della denuncia delle immani tragedie che gli uomini del Novecento stavano per affrontare di lì a poco. Una realtà incalzante scopre il senso di "decadimento", che coinvolge quanto fino ad allora era stato possibile considerare saldo e sacro: "Verità e umanità, ragione e diritto". L'opera ha rappresentato un grido d'allarme lanciato da uno studioso di fama internazionale per ricordare il valore irrinunciabile della libertà e della dignità umana. Tanto più che rispetto ad altri scritti della cosiddetta "letteratura della crisi", Huizinga mantiene ferma la fiducia in una prospettiva europea e internazionalista capace di coniugare il recupero di istanze morali e sociali, al ripristino di saldi e tradizionali principi liberali. Niente potrà l'intervento di forze esterne come la chiesa, il partito, la scuola, lo stato, per gettare le basi rinnovate di una civiltà che ha bisogno invece di un habitus spirituale integralmente nuovo. In luogo di una politica fondata sull'egoismo, ci si attende piuttosto una regolazione dei rapporti "sulla base di una larga comprensione internazionale, di un vicendevole riconoscimento dei desideri legittimi, del rispetto del diritto e dell'interesse altrui.
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La rappresentazione di Venezia. Francesco Foscari: vita di un doge nel Rinascimento
di Dennis Romano
editore: Viella
pagine: 531
Reso immortale nei secoli grazie alle opere, tra gli altri, di Lord Byron, Giuseppe Verdi ed Eugène Delacroix, Francesco Foscari fu doge di Venezia negli anni tumultuosi tra il 1423 e il 1457. Spesso argomento di leggenda, la sua vita fu segnata da scontri politici, nemici in cerca di vendetta e strazianti drammi familiari, per terminare con l'allontanamento forzato dal soglio ducale. Nonostante tutto questo, fino a oggi non era mai stata scritta una sua biografia. Questo libro, una storia completa della vita del principe, va a colmare uno spazio lasciato vuoto per troppo tempo, gettando nuova luce non solo sulla vicenda personale di un uomo, ma anche sulla storia e sulla cultura della Venezia del Quattrocento. Mettendo ordine tra miti di lunga data e materiali d'archivio, Dennis Romano ci fa capire come la figura di questo doge sia arrivata a rappresentare, e addirittura a incarnare, lo stato veneziano.
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I concetti nella storia dell'arte
editore: Mimesis
pagine: 216
Vista l'eccezionale diffusione delie immagini artistiche, cui si può accedere con i media di ogni genere, dalle guide turistic
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Il gran libro delle streghe
Storie e segreti, incantesimi e pozioni
di Mérida Jiménez Rafael M.
editore: Odoya
pagine: 400
Streghe, fattucchiere, maghe, ammaliatrici, negromanti
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Il ministero della paranoia
Storia della Stasi
di Falanga Gianluca
editore: Carocci
pagine: 319
Il suo peggior nemico: il libero pensiero
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La grande depressione
Le conseguenze politiche ed economiche del '29
di Catalano Franco
editore: Res gestae
pagine: 256
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La leggenda di Carlo Magno nel cuore delle Alpi. Ricerca storica e turismo culturale
editore: Silvana
pagine: 357
Il volume raccoglie gli esiti della ricerca promossa dal Distretto Culturale di Valle Camonica all'interno del progetto La leggenda di Carlo Magno nel cuore delle Alpi e presentati nel corso di un convegno svoltosi a Breno il 28 maggio 2011. Lo studio del leggendario percorso di conquista di Carlo Magno che, partendo da Bergamo attraversa l'intera Valle Camonica e s'inoltra nelle trentine Val di Sole e Val Rendena, è diventato occasione per ripercorrere la geografia e la storia dei luoghi, per comprenderli e per offrirli, con più coerenza e competenza, all'utilizzo di un turismo culturale curioso e consapevole. Comprendere ed estrapolare le ricchissime implicazioni e ricadute di un'antica leggenda, declinata e precisamente ambientata nel locale, esemplifica modalità ed esperienze di uso della storia e del mito di Carlo Magno condivise nell'arco alpino, e oltre. Saggi e contributi di Giuseppe Albertoni, Giorgio Azzoni, Alberto Bianchi, Gianfranco Bondioni, Carlo Comincili, Luciano Imperadori, Alice Leoni, Roberto Andrea Lorenzi, Francesco Macario, Gabriele Medolago, Pierfabio Panazza, Mauro Pennacchio, Matteo Rapanà, Marco Rizzi, Vito Rovigo, Simone Signaroli, Federico Troletti, Riccio Vangelisti, Virtus Zallot.
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Kronstadt 1921
di Paul Avrich
editore: Res gestae
pagine: 268
Quando nel 1959 Nikita Krushcev visitò gli USA, autorizzò gli scambi interculturali studenteschi, grazie ai quali Paul Avrich poté studiare in URSS. Qui lavorò alla tesi "The Russian Revolution and the Factory Committees", scoprendo la drammatica insurrezione di Kronstadt e il ruolo giocato dagli anarchici nella Rivoluzione Russa. La Rivolta di Kronstadt (1921) fu condotta contro il potere centrale bolscevico di Lenin dagli stessi marinai e soldati russi che avevano contribuito alla riuscita della Rivoluzione di Ottobre. "Tutto il potere ai Soviet e non ai partiti" fu una delle parole d'ordine che schierarono in senso propriamente anarchico la rivolta, coordinata dall'anarcosindacalista Stepan Petricenko, in contrapposizione alla burocratizzazione e centralizzazione dello stato sovietico. Il 7 marzo l'Armata Rossa, guidata da Michail Tuchacevskij, attaccò Kronstadt e, tra il 17 e il 19 marzo, a prezzo di molte perdite, riuscì a penetrare nella base, arrestando gli insorti, molti dei quali furono passati per le armi. Petricenko non venne catturato ma riparò in Finlandia, dove continuò la sua azione politica fino al 1940, anno della sua espulsione verso l'URSS per contrasti con il governo finlandese. Deportato in campo di prigionia, lì morirà nel 1947.
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E fu subito regime
Il fascismo e la marcia su Roma
di Gentile Emilio
editore: Laterza
Fece fessi tutti: la frase, niente affatto elegante ma volgarmente efficace, fu usata nel 1949 da Cesare Rossi, uno dei più st
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