Teatro
La dodicesima notte. Testo inglese a fronte
di William Shakespeare
editore: Feltrinelli
pagine: 209
È la storia di due gemelli fra loro somigliantissimi, Viola e Sebastiano, che vengono separati da un naufragio presso le coste dell'Illiria. Viola si vestirà con abiti maschili e si farà chiamare Cesario, andando a lavorare come paggio presso il duca Orsino. Finirà con l'innamorarsi del suo padrone il quale ama, non riamato, la contessa Olivia, che si innamora del suo bel paggio Viola/Cesario. L'arrivo di Sebastiano complica ulteriormente la situazione ponendo però le basi di un suo felice scioglimento. Olivia infatti si innamora di Sebastiano, mentre Orsino, scoperta la vera identità del suo paggio, decide di sposare Viola.
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Molto rumore per nulla. Testo inglese a fronte
di William Shakespeare
editore: Feltrinelli
pagine: 261
"Grazie alla complessità e flessibilità della struttura, alla ricchezza dei toni, alla varietà dei personaggi, la commedia pulsa di una incantevole vitalità. Nella velocità straordinaria di una lingua spiritosa, ironica, frizzante, il mondo di Messina brilla per sofisticazione e varietà. Articolato e ricco è quel mondo, anche di ombre. C'è il principe e c'è il servo, il fool, il clown, il nobile, il cortigiano, il villain, il buono e il cattivo, il giusto e lo sciocco, tutti vicini, tutti insieme, nella stessa sarabanda. Molteplici le voci e i toni. E perfetto l'incastro... Tanto per fare un esempio, se è vero che c'è in commedia un carattere melanconico, come il saturnino Don John, a equilibrare la bilancia zodiacale degli umori, ecco Beatrice, nata, come lei stessa annuncia, sotto una stella ballerina. Della danza delle stelle Beatrice ripete il passo nell'allegria che sprizza da lei da tutti i pori, ma soprattutto trionfa nella lingua. I battibecchi tra lei e Benedick sono la fonte principale della vitalità comica della commedia. Dà gusto assistere all'esuberanza inventiva, all'iperbole scherzosa dei due giocolieri. Non a caso il re Carlo assegnò un nuovo titolo alla commedia: Beatrice e Benedick. Così la chiamò, assumendo a trama principale, quella che è in verità la trama secondaria." (dall'introduzione)
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Sei lezioni sulla recitazione
di Rikard Boleslavskij
editore: Audino
pagine: 111
Scritte sotto forma di dialogo tra un insegnante di teatro e un'allieva, queste "Sei lezioni" espongono con chiarezza ed efficacia i punti fondamentali dell'elaborazione stanislavskijana all'inizio degli anni '20, Boleslavskij, che ha lavorato a Mosca per quindici anni con Stanislavskij, nel 1922 si stabilisce negli USA. Qui, attraverso conferenze, lezioni e articoli, diventa il maggior divulgatore del Sistema e forma quella generazione di attori e registi da cui nascerà l'Actors Studio. In "Sei lezioni" si trovano spiegati passi importanti su come allenare la concentrazione, l'osservazione, il ritmo e soprattutto come utilizzare la "memoria emotiva" per il proprio lavoro sul personaggio. Un libro di grande impatto didattico, testimonianza di una transizione già in atto in cui non è difficile riconoscere i segni precorritori del coach di concezione americana, al servizio non più dell'opera d'arte da allestire, ma del giovane attore di talento, a cui spalancare le porte del successo. In altri termini, il primo grande classico di una nuova pedagogia teatrale in cui Boleslavskij si pone come anello di congiunzione tra il Sistema di Stanislavskij e il Metodo di Strasberg.
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Amleto. Testo inglese a fronte. Ediz. integrale
di Shakespeare William
editore: Newton compton
pagine: 258
Amleto, universalmente noto come uno dei più grandi capolavori dello straordinario talento di Shakespeare, è sicuramente il dr
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La guardia di finanza nel cinema e nelle fiction Tv
editore: Gangemi
pagine: 303
Una raccolta dei film e delle fiction televisive più importanti che, nel corso di oltre mezzo secolo di storia, hanno "ripreso" e documentato il lavoro della Guardia di Finanza, impegnata nel contrasto di alcuni fenomeni criminali come l'evasione fiscale, il contrabbando, il traffico di stupefacenti e di esseri umani, la falsificazione monetaria fino ad arrivare alle più recenti truffe compiute a danno dei risparmiatori. Oggi la fiction tv è divenuta parte integrante della comunicazione istituzionale della Guardia di Finanza per sfatare principalmente quello stereotipo sociale che la vede legata soltanto alle verifiche fiscali e ai verbali per la mancata emissione dello scontrino. Anche se in alcuni casi si tratta solo di fugaci apparizioni, la presenza delle Fiamme Gialle sul set, a volte interpretate da veri Finanzieri che diventano attori durante la normale attività di servizio, ha l'obiettivo di contribuire a rafforzare il senso di sicurezza nei cittadini che oggi, per la tutela delle proprie libertà economiche, possono contare su una moderna Forza di Polizia economico-finanziaria che opera quotidianamente al servizio del Paese e dell'Unione europea.
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L'idea del theatro. Con «L'idea dell'eloquenza», il «De trasmutatione»e altri testi inediti
di Camillo Delminio Giulio
editore: Adelphi
pagine: 340
L'idea del theatro è fra le opere che meglio incarnano lo splendore che l'arte della memoria - nutrita di ermetismo e lullismo
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Toccare il reale. L'arte di Romeo Castellucci
editore: Cronopio
pagine: 236
Con Romeo Castellucci siamo di fronte non soltanto a un protagonista della scena contemporanea; siamo di fronte soprattutto a
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Eptalogia di Hieronymus Bosch. Vol. 1: L'inappetenzaLa stravaganzaLa modestiaLa stupidità.
L'inappetenzaLa stravaganzaLa modestiaLa stupidità
di Spregelburd Rafael
editore: Einaudi
pagine: XIV-253
La mia 'Eptalogia' è personale, e lontana dal riflettere l'angoscia dell'uomo dell'Età Media, cerca invece di rendere testimon
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L'opera da tre soldi
di Brecht Bertolt
editore: Einaudi
Nella Londra del primo Novecento, in un universo brulicante di miserabili, furfanti e prostitute, lo strozzino Gionata Geremia
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La qualità del perdono. Riflessioni sul teatro a partire da Shakespeare
di Peter Brook
editore: Audino
pagine: 79
Le regie di Peter Brook hanno trasformato, nel corso degli ultimi decenni, il modo di concepire Shakespeare e il suo teatro. Le illuminazioni del grande maestro inglese hanno, rischiarato e reso palpitanti moltissime delle pagine scritte dal più grande drammaturgo di tutti i tempi. Da "Re Giovanni" del 1945 fino al suo ultimo "Amleto" in francese, Brook non ha, mai smesso di scandagliare le profondità del genio di Stratford. Le sue esperienze di lavoro e dj passione, maturate in oltre un cinquantennio, si ritrovano distillate nelle riflessioni proposte in questo volume, piccolo solo nel formato, curato e tradotto in italiano da Pino Tierno. Un dramma di Shakespeare può racchiudere le esperienze di una vita intera. Il doloroso quanto necessario conflitto fra opposti è alla base dell'opera del Bardo. Ordine e Caos, Dentro e Fuori, Luce e Oscurità: sono solo alcune delle dicotomie ricorrenti nelle opere di Shakespeare. Non c'è impulso o sentimento umano che nelle sue opere non sia stato riflesso e analizzato. Fino ad arrivare a "La tempesta", dove la qualità del perdono sembra trascendere e vivificare ogni nostra possibilità di comprensione.
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Setta. Scuola di tecnica drammatica
di Claudia Castellucci
editore: Quodlibet
pagine: 435
"Setta" ha una finalità trasparente e dichiarata: la scuola; e una struttura intimamente connessa a questa finalità: gli esercizi e le giornate. L'eserciziario giornaliero che compone l'opera tende sì alla fondazione di una scuola di tecnica drammatica, ma questa scuola: a) non è la scuola dell'autrice; b) non è un luogo in cui si impara a diventare attori apprendendolo dalla bocca di maestri di quest'arte; c) non è nemmeno un luogo; d) è una dimensione della conoscenza, non uno snodo nella trasmissione della stessa. Una formula come: spazio collettivo ma non comunitario (ovvero non affettivo) volto allo sviluppo di una conoscenza agonistica (ovvero non pacificata) della realtà, potrebbe qualificare la sobria visione di Claudia Castellucci, equidistante da ogni tentazione magistrale così come da quella passiva e corriva tradizione che consiste nel distillare piamente, 'ad usum puporum, un lascito dalla propria esperienza, e attenta invece soprattutto al paradossale meccanismo della "setta": un procedimento acritico destinato strutturalmente a produrre le condizioni soggettive dell'azione. Anche dell'azione teatrale.
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Alexandre Salzmann e la scena del XX secolo
di Carla Di Donato
editore: Carocci
pagine: 158
Alexandre Salzmann è un pioniere della Luce come soglia dell'invisibile e via d'accesso all'Essere. Motore segreto di avvenimenti di primo piano e collaboratore di protagonisti della scena del XX secolo, Salzmann non sceglie mai la ribalta, rimanendo sempre ai margini. Ammirato da Artaud, Bernard Shaw, Gordon Craig, Rilke, Kandinskij, Buber, Nijinskij, Stanislavskij, Claudel, Pitoeff, Jouvet e molti altri, è "un protagonista dell'ombra" nel sessantennio tra fine Ottocento e primi trent'anni del Novecento, dalla Georgia alla Russia, dall'Asia Centrale al Nord Europa. Convinto che occorra "saper vedere", crede in una Luce regolata unicamente dalla Musica e realizza un sistema di illuminazione concepito come un pentagramma luminoso. La scienza della Luce di Salzmann, che contiene il segreto di una lingua perduta per un teatro che va oltre i cinque sensi, confluisce nella Scienza del Movimento di Gurdjieff in quanto "luce come veicolo". Peter Brook, qui testimone d'eccezione, ci racconta il perché.
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