Teatro
La polizia s'incazza. Spie, assassini e sbirri del cinema italiano
di Andrea Pergolari
editore: Ultra
pagine: 412
Quasi novant'anni di giallo all'italiana, in tutte le sue sfumature: dai mistery autarchici del Ventennio, ai melodrammi neri degli anni Cinquanta, dall'Euro spy degli anni Sessanta, al thriller splatter e poliziottesco dei Settanta, fino alle degenerazioni degli anni 2000. Genere per anni ritenuto precluso alla nostra cinematografia, di riporto e legato ai filoni di moda, divenuto molto in voga negli anni Settanta e Ottanta, aspramente criticato e relegato alla serie B, il giallo (nelle sue tante declinazioni, carniche, drammatiche, demagogiche è stato riabilitato all'inizio del nuovo secolo, grazie anche all'interesse di grandi registi di fama internazionale. Uno fra tutti: Quentin Tarantino. Così quei film - basati talvolta su veri fatti di cronaca nera, talvolta allucinati fino al fantastico - hanno riconquistato il plauso di pubblico e critica. In questo volume si parte dagli albori e si arriva ai giorni nostri, passando in rassegna attori, registi, musicisti, sceneggiatori e personaggi che hanno contribuito a determinante il culto. Da Maurizio Merli a Fernando Di Leo, da Tomas Milian a Franco Nero, da Dario Argento a Lucio Pulci, tanto per citarne alcuni. E poi il commissario Betti, Mark il poliziotto, Diabolik, Kriminal. Prefazione di Alberto Pallotta.
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Il bambino che scoprì il mondo. DVD
di Alê Abreu
editore: Cineteca di bologna
pagine: 32
Un bambino parte alla ricerca del padre
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Venezia salva
di Simone Weil
editore: Castelvecchi
pagine: 154
"Venezia salva" esprime, in poesia, la condanna del primato della forza nella società di ogni tempo
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Storia del teatro giapponese. Dall'Ottocento al Duemila
di Bonaventura Ruperti
editore: Marsilio
pagine: 190
Dai generi di spettacolo della tradizione (gagaku, no, kyogen, teatro dei burattini bunraku, kabuki) all'introduzione del dram
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Testi (1954-1998)
di Jerzy Grotowski
editore: La Casa Usher
pagine: 269
L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, "Testi 1954-1998", la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca del 2013, si articola in quattro volumi che comprendono interventi, articoli, saggi, incontri pubblici, conferenze, conversazioni e interviste: la biografia creativa e intellettuale di uno dei grandi maestri eretici e riformatori del teatro del Novecento attraverso le sue parole. I sottotitoli dei quattro volumi fanno riferimento alle tappe essenziali del percorso creativo di Grotowski e sono nell'ordine: La possibilità del teatro, Il teatro povero, Oltre il teatro, L'arte come veicolo. Il terzo volume raccoglie interventi, documenti e interviste risalenti al periodo tra il 1970 e il 1984, in cui si sviluppò l'intensa fase post-teatrale dell'attività di Grotowski. Tale attività si articolava inizialmente nel campo della "cultura attiva" - comunemente nota come parateatro o "teatro della partecipazione", secondo la definizione che ne diede lo stesso Grotowski negli anni Novanta - e poi nell'ambito del Teatro delle Fonti. Fra i documenti qui raccolti, si segnalano in particolare Holiday e Teatro delle Fonti - due scritti che hanno il carattere di "manifesto" rispetto alla complessa fase post-teatrale di Jerzy Grotowski.
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The shelterIl rifugio
di Phillips Caryl
editore: Liguori
pagine: 144
Il rifugio è un testo teatrale scritto da Caryl Phillips nel 1983 e messo in scena per la prima volta quello stesso anno al Ly
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Walt Disney
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Se
pagine: 168
"A volte ho paura a guardare le sue opere. Paura di quella loro perfezione assoluta. Sembra che quest'uomo non conosca solo la magia di ogni mezzo tecnico, ma sappia anche agire sulle corde più segrete dei pensieri, delle immagini mentali e dei sentimenti umani. Così dovevano agire le prediche di san Francesco d'Assisi, così ci incantano i dipinti del Beato Angelico, così ci affascina Andersen, e Alice nel suo paese delle meraviglie. Disney è, molto semplicemente, "al di là del bene e del male". Come il sole, come gli alberi, come gli uccelli, le anatre, i topi, i cerbiatti e i piccioni che attraversano il suo schermo". Sergej M. Ejzenstejn considerava Walt Disney un "grande artista e maestro", e la sua opera "the greatest contribution of the American people to art". Tra il 1940 e il 1942, dieci anni dopo la sua sfortunata esperienza cinematografica a Hollywood e in Messico, Ejzenstejn scrisse questo saggio particolarmente ispirato che è al contempo un omaggio all'arte del creatore di Topolino, uno studio tecnico sul cinema d'animazione, un'erudita indagine sulla morfologia della fiaba, una riflessione sociologica sul cinema quale strumento di consolazione e di elevazione per l'uomo moderno: "per coloro che sono vincolati da ore di dura fatica, dai minuti regolamentari di pausa e dalla precisione matematica del tempo; coloro la cui vita è regolata dal 'cent' e dal 'dollar'."
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A viva voce. Percorsi del genere drammatico
di Piermario Vescovo
editore: Marsilio
pagine: 390
Le forme del teatro che si pensano "naturali" (ovvero la gran parte della letteratura drammatica dal XVI al XIX secolo) potreb
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Tutte le opere. Testo inglese a fronte
di William Shakespeare
editore: Bompiani
pagine: 2376
Dopo il primo volume dedicato alle Tragedie, questo nuovo tomo, il secondo dei quattro previsti per completare "Tutte le opere
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Faccio cose, vedo gente... Le parole del cinema
di Giovanni Bogani
editore: Apice libri
pagine: 186
I film ci regalano milioni di parole. Alcune inutili; altre straordinarie. Che sembrano scritte apposta per noi. Per quello che siamo, che siamo stati, che vorremmo essere. Le frasi di un film si scolpiscono nella nostra anima. E le parole che gli attori dicono nei film, le dicono per noi. Sono moneta del cuore, da tenere nel portafogli dei giorni, e da spendere al momento giusto. Quando dobbiamo dare un nome a un sentimento. Le parole dei film sono pezzi di specchio. In cui vediamo noi stessi, e in cui vediamo, riflesso, anche il mondo. A volte basta solo una frase e ti appare un mondo. Migliaia di frasi da film di tutti i tempi, e di tutti i generi. Da Viale del tramonto a Notting Hill, da Casablanca a Pulp Fiction.
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Il senatore Fox
di Luigi Lunari
editore: Book time
pagine: 90
"Il senatore Fox" (1979) prende lo spunto dalla situazione drammaturgica del "Volpone", or "the Fox" di Ben Jonson (1606). Ambientato in una favolosa Venezia rinascimentale, il "Volpone" è la storia di un uomo ricco e avaro, che si fìnge in punto di morte e che a tutti promette di lasciarli eredi delle sue sostanze, in cambio dell'essere nominato lui erede dei loro averi. Spostato al giorno d'oggi, ambientato nel bosco o sottobosco politico di una piccola città italiana del Varesotto, "Il senatore Fox" ha avuto la sua prima assoluta nel 1981, al Teatro dell'Accademia dei Filodrammatici di Milano, con la regia di Lorenzo Grechi, e con immediato e convincente successo di pubblico e di critica. Alla ribalta internazionale è approdato nel 2003, quando Pierre Mondy (popolare commissario Cordier in televisione), dopo una prima esperienza a Nantes nel 1998, lo ha portato in scena a Parigi, nello storico Théàtre de la Porte Saint-Martin, per un long run di cinque mesi, con la regia di Jean-Luc Tardieu. Testo di raffinata scrittura e di travolgente efficacia satirica, a più di trent'anni dal suo esordio, Il senatore Fox conserva a tutt'oggi - e diciamo pure "purtroppo" - tutta la sua attualità. Al punto che non solo esso è stato rappresentato in mezza Europa - dalla Spagna all'Estonia - ma che anche in Italia se ne fanno tuttora continue edizioni nelle varie lingue regionali (veneto, triestino, napoletano, romagnolo...) a dimostrazione che tutto il mondo è paese e tutta l'Italia è varesotto.
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