Teatro
La Rosa Bianca
di Groag Lillian
editore: Morcelliana
pagine: 144
Mohr: Milioni di persone, ogni giorno della loro vita, fanno finta di essere d'accordo per poter sopravvivere
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Faust. Vol. 1
editore: Ets
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Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali
di Ilaria Feole
editore: Bietti
pagine: 220
La cura maniacale del décor, i colori squillanti, le case di bambola, la geometria dello sguardo. E i suoi personaggi, con le loro divise, i feticci infantili, le proprie colonne sonore, l'incapacità di crescere e comprendere il mondo. Il cinema di Wes Anderson è una questione di stile. Uno stile unico, inimitabile, che ha segnato l'immaginario di oggi. Uno stile che sa mettere in forma un sentimento del contemporaneo, una visione diffusa del mondo. Analizzando l'intera filmografia dell'autore, dal cortometraggio d'esordio Bottle Rocket all'approdo contemporaneo di Grand Budapest Hotel, anche attraverso le numerose regie pubblicitarie che l'hanno punteggiata, Ilaria Feole struttura una monografia organica e inedita, che riflette la complessità e la natura multiforme del corpus andersoniano. Prefazione di Peter Bogdanovich.
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Forma e forza. Cinema, soggettività, antropologia
di Salvatore Tedesco
editore: Pellegrini
pagine: 168
Lo sguardo cinematografico costituisce una potente provocazione per il pensiero filosofico, arrivando persino a farsi strumento di misura del suo percorrere la strada che, nell'immagine, sta fra l'energetica delle forze che l'attraversano e le forme in cui essa di volta in volta giunge a risiedere e trova la sua vita. Allo sguardo cinematografico e ad alcune sue condizioni, fra indagine antropologica e questione del vivente, è dedicato questo volume. Da Ejzenatejn a Godard, da Deleuze a Rancière, da Dreyer a Straub, è il progetto antropologico della modernità a costituire il campo problematico su cui ci si interroga in forma originale il presente saggio.
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Charlie Chaplin
di Sergej M. Ejzenstejn
editore: Se
pagine: 132
Iniziato da Sergej M. Ejzenstejn nel 1937, "Charlie the Kid", qui presentato con altri due brevi testi del grande regista su Charlie Chaplin, avrebbe dovuto far parte di un libro incompiuto, "Metodo", insieme a studi sulla fruizione dell'opera d'arte, sul cinema di David W. Griffith e sul "grande artista e maestro" Walt Disney, saggio, quest'ultimo, edito da SE nel 2004. Il saggio è un omaggio a Chaplin, che Ejzenstejn ebbe modo di conoscere nella sua sfortunata esperienza cinematografica in America nel 1930, e verso cui il regista nutrì per l'intera vita un affetto profondo e una stima senza confini.
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Mario Monicelli. La morte e la commedia
di Pascal Schembri
editore: Curcio
pagine: 157
La Commedia all'italiana nasce dalle avventure che, come sceneggiatore e regista, Mario Monicelli ha saputo narrare a più generazioni grazie alla straordinaria longevità sua e delle sue opere. Da "I soliti ignoti" a "La Grande Guerra", da "L'armata Brancaleone" ad "Amici miei", la Commedia all'italiana ha insegnato al Paese a crescere prendendo atto dei propri difetti. Sarcasmo e blanda tenerezza, simpatia per i personaggi e riluttante affetto per il popolo preso in esame sono gli ingredienti con cui Mario Monicelli rende onore a un genere di cui ha contribuito a fare la grandezza, con semplicità e pochi fronzoli, ma con efficacia esemplare.
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Il martirio di san Sebastiano
editore: Elliot
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Le moscheporta chiusa. Testo francese a fronte
editore: Bompiani
pagine: 483
Le mosche e "Porta chiusa" sono tra i testi più significativi del teatro esistenzialista, due sguardi sull'abisso, due drammi
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La mia doppia vita
di Sarah Bernhardt
editore: Lantana Editore
pagine: 385
Se la vita pubblica di Sarah Bernhardt coincise in tutto e per tutto con la ribalta del teatro, quella privata fu da lei stessa divulgata attraverso queste memorie, pubblicate in Francia nel 1898 e qui presentate per la prima volta in lingua italiana in un'edizione integrale. "La mia doppia vita" è allo stesso tempo l'autobiografia di un personaggio straordinario e un fedele ritratto della vita artistica e sociale della Parigi di fine Ottocento. Un vero e proprio romanzo, che dall'infanzia tormentata, alle tourneés, fino al successo internazionale, disegna la parabola di un'esistenza fuori dal comune. Abile stratega della propria immagine, Sarah affidò a queste memorie il compito di renderla meno "divina" e più umana, adombrando fin dal titolo, "La mia doppia vita", un sottofondo più intimo. Dietro la gloria, ecco rivelato quel percorso parallelo, irto di ostacoli, sul quale la spinge una vocazione impossibile da disattendere. Ascese e rovesci di fortuna, incontri, capricci, aneddoti, ribellioni, raffinatezze, amore per l'arte: tutto confluisce in una prosa scorrevolissima, una lunga confessione sempre in bilico tra sincerità e rappresentazione ideale.
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La giurisdizione delle scene. I drammi politici di Schiller
di M. Carolina Foi
editore: Quodlibet
pagine: 229
Nell'Ottocento i drammi di Schiller hanno ispirato i capolavori musicali di Verdi, Rossini e Donizetti, come pure la passione risorgimentale di Mazzini. Oggi, però, in Italia il suo teatro è poco conosciuto, mentre sarebbe urgente riscoprirlo, anche in una nuova prospettiva. Attraverso le vicende di grandi personaggi della storia culturale europea, come "Don Carlos", "Maria Stuart", "Gugliemo Tell", i drammi schilleriani danno voce alle contraddizioni del progetto politico della modernità dopo la Rivoluzione francese: i nuovi diritti proclamati al maschile, il diritto di resistenza, il contrastato sviluppo dei diritti umani, il dibattito sulla pena di morte, le diverse forme di legittimità del potere. Portando alla luce nuove e sorprendenti fonti, il libro ricostruisce l'ambiente storico, politico e filosofico intorno a Schiller e mostra come le sue grandiose invenzioni teatrali giungano a smascherare il legame profondo fra ritualità politica e ritualità scenica.
Esaurito
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