Teatro
A viva voce. Percorsi del genere drammatico
di Piermario Vescovo
editore: Marsilio
pagine: 390
Le forme del teatro che si pensano "naturali" (ovvero la gran parte della letteratura drammatica dal XVI al XIX secolo) potreb
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Tutte le opere. Testo inglese a fronte
di William Shakespeare
editore: Bompiani
pagine: 2376
Dopo il primo volume dedicato alle Tragedie, questo nuovo tomo, il secondo dei quattro previsti per completare "Tutte le opere
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Faccio cose, vedo gente... Le parole del cinema
di Giovanni Bogani
editore: Apice libri
pagine: 186
I film ci regalano milioni di parole. Alcune inutili; altre straordinarie. Che sembrano scritte apposta per noi. Per quello che siamo, che siamo stati, che vorremmo essere. Le frasi di un film si scolpiscono nella nostra anima. E le parole che gli attori dicono nei film, le dicono per noi. Sono moneta del cuore, da tenere nel portafogli dei giorni, e da spendere al momento giusto. Quando dobbiamo dare un nome a un sentimento. Le parole dei film sono pezzi di specchio. In cui vediamo noi stessi, e in cui vediamo, riflesso, anche il mondo. A volte basta solo una frase e ti appare un mondo. Migliaia di frasi da film di tutti i tempi, e di tutti i generi. Da Viale del tramonto a Notting Hill, da Casablanca a Pulp Fiction.
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Il senatore Fox
di Luigi Lunari
editore: Book time
pagine: 90
"Il senatore Fox" (1979) prende lo spunto dalla situazione drammaturgica del "Volpone", or "the Fox" di Ben Jonson (1606). Ambientato in una favolosa Venezia rinascimentale, il "Volpone" è la storia di un uomo ricco e avaro, che si fìnge in punto di morte e che a tutti promette di lasciarli eredi delle sue sostanze, in cambio dell'essere nominato lui erede dei loro averi. Spostato al giorno d'oggi, ambientato nel bosco o sottobosco politico di una piccola città italiana del Varesotto, "Il senatore Fox" ha avuto la sua prima assoluta nel 1981, al Teatro dell'Accademia dei Filodrammatici di Milano, con la regia di Lorenzo Grechi, e con immediato e convincente successo di pubblico e di critica. Alla ribalta internazionale è approdato nel 2003, quando Pierre Mondy (popolare commissario Cordier in televisione), dopo una prima esperienza a Nantes nel 1998, lo ha portato in scena a Parigi, nello storico Théàtre de la Porte Saint-Martin, per un long run di cinque mesi, con la regia di Jean-Luc Tardieu. Testo di raffinata scrittura e di travolgente efficacia satirica, a più di trent'anni dal suo esordio, Il senatore Fox conserva a tutt'oggi - e diciamo pure "purtroppo" - tutta la sua attualità. Al punto che non solo esso è stato rappresentato in mezza Europa - dalla Spagna all'Estonia - ma che anche in Italia se ne fanno tuttora continue edizioni nelle varie lingue regionali (veneto, triestino, napoletano, romagnolo...) a dimostrazione che tutto il mondo è paese e tutta l'Italia è varesotto.
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Un doppio hurrà per nonna sprint. «Giovanna la nonna del Corsaro Nero» e la Tv dei ragazzi degli anni '60
editore: Rai Libri
pagine: 119
I veri protagonisti di questo libro sono i ragazzi nati nel dopoguerra, fino agli inizi degli anni Sessanta - definiti da molt
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Link. Idee per la televisione
editore: RTI-Reti Televisive It.
pagine: 188
Accanto alla sbornia di serie e format sempre più elaborati, negli ultimi anni si è andata affermando una Tv che ha per protagonisti gli sconosciuti "ginnaste e calciatori", nani e giganti, sportivi e ballerini, malati e guardie doganali, viaggiatori e imprenditori, obesi e "hoarder" -, le cui storie sono raccontate avendo come modello le narrazioni seriali molto più che il documentario. In questa televisione si compie l'atto finale della progressiva trasparenza della gente comune. Non c'è davvero più nulla che non possa venire rappresentato: al contrario, andare alle origini del privato - di qualsiasi privato, anche di quelli più oscuri e apparentemente minori - è la condizione essenziale per partecipare a questa Tv. Il prezzo da pagare per potersi dire "onesti", "autentici" e "veri". Più dei telefilm, questa televisione rappresenta il nuovo: ciò che c'è sempre stato, ma che qui e ora incarna lo spirito del tempo.
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François Truffaut. L'enfant du cinema
editore: Edizioni Clichy
pagine: 144
Quando, nel 1959, sugli schermi dei cinema di Parigi uscì il primo lungometraggio del suo amico e collaboratore François Truffaut, Jean-Luc Godard, appena assurto al rango di leader della Nouvelle Vague dopo l'uscita del suo à bout de souffle, dichiarò: "I quattrocento colpi sarà il film più libero del mondo, moralmente parlando, e anche esteticamente. Sarà un film firmato Franchezza, Rapidità, Arte, Originalità, Impertinenza, Serio, Tragico, Raffreddamento, Ubu Re, Fantastico, Feroce, Amicizia, Universalità, Tenerezza". Nasceva in quel momento uno dei più grandi, sensibili, influenti registi del cinema di tutti i tempi. Un uomo che con le sue storie, il suo linguaggio, il suo amore, avrebbe commosso e coinvolto donne e uomini del nostro mondo per tutti gli anni a venire. Truffaut ha raccontato gli esseri umani e le loro derive con la generosità e l'audacia di un bambino, ma sempre guidato dall'inapparente grandezza dell'autentico genio.
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Le guerre dei cloni. Star Wars Omnibus
editore: Panini comics
pagine: 400
I Cavalieri Jedi da guardiani di pace e giustizia sono diventati guerrieri, generali che conducono l'armata dei cloni della Re
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La farsa. Apparenze e metamorfosi sulle scene europee
editore: Pacini Editore
pagine: 261
Il libro analizza il genere drammatico della farsa nelle sue svariate declinazioni e da diverse angolazioni disciplinari. Di natura spiccatamente trasversale e frammentaria, questa forma del comico non solo ha attraversato il genere ridicolo, ma si è fatta di volta in volta "farcitura", ingrediente, intermezzo di drammi anche seri o religiosi, breve inserto con una struttura episodica declinata in forma di "lazzo", oppure modalità espressiva tipica di personaggi particolari. Più frequentemente integrata alla trama nei casi del comico di situazione, la cellula farsesca include inoltre i tratti del comico verbale, anche se è attraverso la gag corporea, il gesto buffonesco, la mossa acrobatica, la manipolazione di oggetti, il passo danzato che più spesso fa deflagrare l'effetto comico. La farsa in quanto genere ha uno sviluppo peculiare in Francia, dove precisa molti suoi tratti, si diffonde in diversi paesi europei differenziando tipologie e caratteri. Storie politico-religiose, modi e forme organizzative dello spettacolo, tecniche e tradizioni specifiche incidono particolarmente sulle forme del comico e del farsesco, producendo una varietà di soluzioni e di pratiche recitative, una molteplicità di regole e funzioni, indagate nel volume in una prospettiva comparatista e inter artes. Partendo da esempi nel mondo antico, la trattazione riguarda particolarmente la Francia, l'Italia, il Portogallo e l'Inghilterra, dal XV secolo fino al primissimo Ottocento.
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Quasi una serata. Tre atti unici
di Coen Ethan
editore: Einaudi
pagine: 75
Le sceneggiature le scrive sempre col fratello Joel, i testi per il teatro invece Ethan li scrive da solo
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Testi (1954-1998)
di Jerzy Grotowski
editore: La Casa Usher
pagine: 262
L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, "Testi 1954-1998", la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca del 2013, si articola in quattro volumi che comprendono interventi, articoli, saggi, incontri pubblici, conferenze, conversazioni e interviste: la biografia creativa e intellettuale di uno dei grandi maestri eretici e riformatori del teatro del Novecento attraverso le sue parole. Il secondo volume raccoglie scritti, interventi e interviste che risalgono al periodo tra il 1965 e il 1969, ovvero agli anni della maturità artistica di Grotowski e dell'affermazione del Teatro Laboratorio nel mondo. Il volume include, in una nuova traduzione dagli originali polacchi e, in alcuni casi, in una nuova versione, anche i testi canonici di Grotowski contenuti nella storica edizione del 1968 di "Towards a Poor Theatre", uscita in inglese per iniziativa di Eugenio Barba. Le nuove traduzioni rivelano una complessità inaspettata in testi che hanno fatto la storia del teatro del Novecento. Oltre a una serie di interviste e ad altri scritti, inediti in Italia, questo secondo volume contiene interventi fondamentali che risalgono alla fine degli anni Sessanta quando Grotowski, da un lato, riassume - alla luce dei primi dieci anni di attività del Teatro Laboratorio - il senso e l'evoluzione delle sue ricerche, dall'altro lascia già intravedere una prospettiva oltre il teatro che si concretizzerà, negli anni Settanta, nella fase del parateatro e della "cultura attiva".
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