Teatro
Testi (1954-1998)
di Jerzy Grotowski
editore: La Casa Usher
pagine: 176
L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, "Testi 1954-1998", la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca del 2013, si articola in quattro volumi che comprendono interventi, articoli, saggi, incontri pubblici, conferenze, conversazioni e interviste: la biografia creativa e intellettuale di uno dei grandi maestri eretici e riformatori del teatro del Novecento attraverso le sue parole. I sottotitoli dei quattro volumi fanno riferimento alle tappe essenziali del percorso creativo di Grotowski e sono nell'ordine: "La possibilità del teatro", "Il teatro povero", "Oltre il teatro", "L'arte come veicolo". Il quarto volume raccoglie interviste, scritti e interventi, compresi nel periodo tra il 1984 e il 1998.1 testi, a eccezione dei primi due, si riferiscono alla feconda fase finale del percorso artistico di Grotowski - quella definita da Peter Brook «arte come veicolo» - che egli ha sviluppato per oltre tredici anni a Pontedera, in Toscana, dove nel 1986 ha preso vita il Workcenter of Jerzy Grotowski. Diversi testi di questo volume hanno il carattere di compendio e riflessione critica su tutto il percorso creativo dell'autore. Dopo gli anni dell'intensa fase post-teatrale, Grotowski riprende i temi legati all'artigianato teatrale, alla sua trascorsa esperienza di regista, e - in alcuni passaggi - segnala quegli elementi dell'artigianato teatrale rilevanti nel lavoro che stava sviluppando sull'arte come veicolo, pur con un cambiamento significativo di prospettiva: il lavoro rigoroso sugli aspetti tecnici del mestiere e sulle antiche radici delle arti drammatiche non è più finalizzato allo spettacolo, all'«arte come presentazione», ma è veicolo dello sviluppo individuale, del lavoro su di sé.
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Esodi e frontiere di celluloide. Il cinema italiano racconta le migrazioni
editore: Cesati
pagine: 122
In tempi recenti l'Italia da terra di partenze è diventata anche terra di approdo, con la crescente rilevanza della migrazione dall'estero, dovuta a cambiamenti economico-sociali sia nazionali che internazionali, a conflitti bellici e a crisi politiche. Il cinema approda alla storia delle migrazioni degli italiani con un certo ritardo rispetto alla letteratura, rappresentandone però le varie tappe con intensità ed efficacia. I contributi che compongono il volume affrontano modalità e stilemi della rappresentazione, tra finzione e realtà, delle storie di migrazione attraverso lo schermo cinematografico, spazio artistico da sempre attento alle molteplici alterità dei mondi, percorrendo così alcune tra le possibili chiavi di lettura e itinerari intorno alle complesse questioni di esodi e migrazioni nella duplice e interessante prospettiva che caratterizza l'Italia, terra di emigranti e di recente immigrazione. L'indagine è rivolta alle strategie sia formali sia tematiche nella narrazione cinematografica dei destini dei migranti e di esodi e frontiere tra le culture e tocca problematiche e questioni come conflitti di civiltà, processi di accoglienza e integrazione che caratterizzano i flussi migratori. All'interno i saggi di: Maria Célia Martirani Bernardi Fantin, Laura Nieddu, Barbara Galeandro, Daniela Bisello Antonucci, Anna Nencioni, Leonarda Trapassi, Linda Garosi; in appendice l'intervista a Daniela Aronica (a cura di Linda Garosi) e le schede tecniche dei film citati.
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Tasso tragico e altri studi di letteratura teatrale
di Giulia Tellini
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
pagine: 256
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Shakespeare in scena: La tempesta-Sogno di una notte d'estate-Otello-La dodicesima notte
di Patrizia Cavalli
editore: Nottetempo
pagine: 472
Queste che presentiamo - pubblicate per la prima volta e insieme - non sono semplici, seppure magistrali, traduzioni di quattro opere di Shakespeare: "La tempesta", "Sogno di una notte d'estate", "Otello e La dodicesima notte". Sono molto di più. Sono la voce che un poeta ha saputo dare ai personaggi, ascoltandoli, immaginandoli e vedendoli in scena. Sono traduzioni nate per la scena, che è il loro luogo naturale. Sono traduzioni vive o, come dice Patrizia Cavalli, diversi tipi di ginnastica verbale, posture fisico-linguistiche, ora ritmiche, ora acustiche, che non si limitano a traghettare le parole da una lingua all'altra ma ricreano la scena shakespeariana attraverso l'intimazione della rima, come avviene nel "Sogno di una notte d'estate", che tiene gl'innamorati nel loro teatrino d'amore. O ritrovando i personaggi della tragedia (in questo caso Otello) nei loro toni di voce. O infine, ed è il caso della "Dodicesima notte", nel movimento del corpo della traduttrice che ritrova la naturalezza delle battute "camminando dallo studio alla cucina". Cosi la traduzione compie la sua vicenda, da un testo all'altro, fedele alla scena, alla voce, a se stessa.
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Salomè. Tragedia in un atto unico. Testo inglese a fronte
di Oscar Wilde
editore: La vita felice
pagine: 115
"Salomè" è un dramma in un atto unico che si ispira alla figura di Salomè, figlia di Erodiade, e alla sua storia, riportata nei Vangeli di Marco e Matteo. L'opera venne scritta in lingua francese, durante un soggiorno del drammaturgo a Parigi, appositamente per l'attrice Sarah Bernhardt, e pubblicata nel 1893. Il testo, impreziosito dalle immagini di Aubrey Beardsley, è successivamente tradotto in inglese dall'amico (e amante) di Wilde, Lord Alfred Douglas. Salomè appare solo in parte come una riproposizione della nota vicenda biblica e, proprio nel suo essere altro dalla storia antica, ne svela la più recondita essenza. Tra le righe, il fascino perverso del Male si declina nell'arte seduttrice di una bellissima e giovane donna.
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Lezioni su Molière
di Louis Jouvet
editore: Officina
pagine: 258
Louis Jouvet aveva scelto da giovane di affiliarsi al teatro: vi cercò una consanguineità, una seconda nascita e dei compagni, visibili o invisibili che fossero. L'amore più grande lo aveva dedicato all'ininterrotta scoperta di Molière. "Lezioni su Molière" è il titolo che abbiamo dato a "Molière et la Comédie classique", pubblicato nel 1965. Il lettore dunque troverà qualche lezione dedicata anche a personaggi di Marivaux, Beaumarchais e Florian. Il libro raccoglie la trascrizione di una ampia selezione delle lezioni tenute da Louis Jouvet al Conservatoire National d'Arte dramatique dal novembre 1939 al dicembre 1940. Nella versione italiana, oltre l'apparato delle note, vi abbiamo aggiunto le notizie biografiche utili alla comprensione dell'itinerario teatrale di Jouvet. In Italia, eccettuata la pubblicazione del libricino "Écoute mon ami" (Ascolta, amico), gli scritti di Jouvet sono apparsi solo in forma antologica. E dunque la prima volta che appare un ampio volume di Louis Jouvet. Alla riflessione sui "libri" del comédien Louis Jouvet, sia quelli pubblicati dall'attore, sia quelli postumi, è dedicata la postfazione.
Esaurito
La polizia s'incazza. Spie, assassini e sbirri del cinema italiano
di Andrea Pergolari
editore: Ultra
pagine: 412
Quasi novant'anni di giallo all'italiana, in tutte le sue sfumature: dai mistery autarchici del Ventennio, ai melodrammi neri degli anni Cinquanta, dall'Euro spy degli anni Sessanta, al thriller splatter e poliziottesco dei Settanta, fino alle degenerazioni degli anni 2000. Genere per anni ritenuto precluso alla nostra cinematografia, di riporto e legato ai filoni di moda, divenuto molto in voga negli anni Settanta e Ottanta, aspramente criticato e relegato alla serie B, il giallo (nelle sue tante declinazioni, carniche, drammatiche, demagogiche è stato riabilitato all'inizio del nuovo secolo, grazie anche all'interesse di grandi registi di fama internazionale. Uno fra tutti: Quentin Tarantino. Così quei film - basati talvolta su veri fatti di cronaca nera, talvolta allucinati fino al fantastico - hanno riconquistato il plauso di pubblico e critica. In questo volume si parte dagli albori e si arriva ai giorni nostri, passando in rassegna attori, registi, musicisti, sceneggiatori e personaggi che hanno contribuito a determinante il culto. Da Maurizio Merli a Fernando Di Leo, da Tomas Milian a Franco Nero, da Dario Argento a Lucio Pulci, tanto per citarne alcuni. E poi il commissario Betti, Mark il poliziotto, Diabolik, Kriminal. Prefazione di Alberto Pallotta.
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Il bambino che scoprì il mondo. DVD
di Alê Abreu
editore: Cineteca di bologna
pagine: 32
Un bambino parte alla ricerca del padre
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Venezia salva
di Simone Weil
editore: Castelvecchi
pagine: 154
"Venezia salva" esprime, in poesia, la condanna del primato della forza nella società di ogni tempo
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Testi (1954-1998)
di Jerzy Grotowski
editore: La Casa Usher
pagine: 269
L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, "Testi 1954-1998", la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca del 2013, si articola in quattro volumi che comprendono interventi, articoli, saggi, incontri pubblici, conferenze, conversazioni e interviste: la biografia creativa e intellettuale di uno dei grandi maestri eretici e riformatori del teatro del Novecento attraverso le sue parole. I sottotitoli dei quattro volumi fanno riferimento alle tappe essenziali del percorso creativo di Grotowski e sono nell'ordine: La possibilità del teatro, Il teatro povero, Oltre il teatro, L'arte come veicolo. Il terzo volume raccoglie interventi, documenti e interviste risalenti al periodo tra il 1970 e il 1984, in cui si sviluppò l'intensa fase post-teatrale dell'attività di Grotowski. Tale attività si articolava inizialmente nel campo della "cultura attiva" - comunemente nota come parateatro o "teatro della partecipazione", secondo la definizione che ne diede lo stesso Grotowski negli anni Novanta - e poi nell'ambito del Teatro delle Fonti. Fra i documenti qui raccolti, si segnalano in particolare Holiday e Teatro delle Fonti - due scritti che hanno il carattere di "manifesto" rispetto alla complessa fase post-teatrale di Jerzy Grotowski.
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The shelterIl rifugio
di Phillips Caryl
editore: Liguori
pagine: 144
Il rifugio è un testo teatrale scritto da Caryl Phillips nel 1983 e messo in scena per la prima volta quello stesso anno al Ly
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