Teatro
Tutto il teatro:Caffè nero-Dieci piccoli indiani-Appuntamento con la morte-Delitto sul Nilo-Il rifugio-Trappola per topi-Testimone d'accusa-La tela del ragno-Verdetto-L'ospite inatteso-Delitto retrospettivo-I topi-La Paziente-Un pomeriggio al mare-I tre m
di Agatha Christie
editore: Mondadori
pagine: 1350
Obiettivo della nuova edizione di "Tutto il teatro" di Agatha Christie è valorizzare i testi teatrali della regina del giallo
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Testi (1954-1998). Vol. 1: La possibilità del teatro (1954-1964).
La possibilità del teatro (1954-1964)
di Grotowski Jerzy
editore: La Casa Usher
pagine: 262
L'edizione italiana degli scritti di Jerzy Grotowski, "Testi 1954 - 1998", la prima a vedere la luce dopo l'edizione polacca d
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New Hollywood
editore: Il Castoro
pagine: 155
Un tentativo di carpire e capire, per istinto e affetto più che con stringente logica storico-critica, gli umori, le contraddizioni, le suggestioni di un momento cinematografico che ancora oggi, dopo quasi cinquant'anni, si riflette sulla Hollywood contemporanea e sulla sensibilità, la memoria, la passione di tutti noi: il cinema americano che, tra i Sessanta e gli Ottanta del XX secolo, cambiò la faccia di Hollywood, seppellì l'American Dream, portò in primo piano amarezza, dissenso, disillusione, angoscia e, elemento non trascurabile, lanciò tutti i giovani autori e attori che sarebbero diventati i maggiori artefici e star dell'immaginario cinematografico successivo. Nei saggi che seguono, dopo la panoramica tracciata da Emanuela Martini sulle vicende politiche e i movimenti giovanili che scuotevano l'America di quegli anni e sull'esplosione, il successo e il conseguente dilagare del nuovo cinema, con le sue insofferenze e le sue derive, Giulia Carluccio s'interroga sullo stile della New Hollywood, mentre Federico Pedroni analizza le radici letterarie e le influenze musicali (soprattutto rock) cui si ispirò il lavoro dei cineasti. Nella seconda parte, dedicata a miti vecchi e nuovi, Enrico Magrelli racconta la guerra contro il Sogno Americano intrapresa dal nuovo cinema; Alberto Morsiani tratteggia le caratteristiche di un nuovo genere, il road movie.
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Eduardo De Filippo. Scavalcamontagne, cattivo, genio consapevole
di Italo Moscati
editore: Ediesse
pagine: 239
Dopo Gomorra, Scampia, 'a monnezza, la terra dei fuochi. Trent'anni fa moriva Eduardo De Filippo, il grande attore, regista, scrittore. Tre decenni in cui non si è spento, e anzi aumenta, il desiderio che Napoli, i dintorni, il Paese, possano vivere giorni diversi. Questo libro ha due obiettivi: presentare nuovi racconti - poco celebrativi, inquieti, provocatori - di persone che lo hanno conosciuto e a partire da essi comporre un ritratto delle trasformazioni che Eduardo aveva intuito e proposto nei suoi lavori, fra teatro, cinema e televisione. "Scavalcamontagne", ovvero artista che rivela di essersi misurato fin da giovanissimo con il pubblico nelle zone lontane. "Cattivo", nel senso di esigente, un forte carattere nei rapporti sulle scene e nella vita. "Genio consapevole", per la sicurezza e misura con cui scriveva e rappresentava le sue idee. Eduardo è stato una sorta di moderno "viaggiatore", originale e spregiudicato, nell'Italia del Novecento, un paese che conosceva spostamenti di milioni di persone dal Sud al Nord e viceversa, incontri e scontri di linguaggi e di convinzioni. Ma anche "sperimentatore" curioso, sensibile ricercatore di nuove competenze tra le arti e la comunicazione, sempre pronto a trasferire nei drammi, commedie, film, pensieri e sentimenti capaci di parlare agli spettatori, nel segno di un'umanissima lezione.
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Archivio di voci. Incontri di teatro con M. Baliani, G. Bartolomei, A. Celestini, P. Delbono, M. Ndiaye, M. Ovadia, M. Paolini, L. Ronconi, S. Sartori, G. Scabia
di Oreggia Vincenzo M.
editore: Archinto
pagine: 259
Differenti percorsi si incrociano in una personale investigazione condotta tendendo l'orecchio alle parole di registi, autori,
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100 regole per girare un film. Tutto quello che ogni regista o sceneggiatore non può non conoscere
di Jennifer Van Sijll
editore: Gremese Editore
pagine: 269
Il volume presenta in modo agile ma dettagliato le più importanti ed efficaci tecniche cinematografiche che consentono di crea
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Ho sognato Anita Ekberg. Intervista con Federico Fellini
editore: Medusa Edizioni
pagine: 171
Nel 1963 José-Luis de Vilallonga intervistò Fellini dopo 8 1/2. Ne nacque questa bellissima conversazione ora tradotta in italiano. Aneddoti della sua biografia presentano lati nuovissimi. Fellini parla di tutto. Dell'infanzia e della crescita: Rimini, la Romagna, Roma; i sogni veri o inventati, dove prefigura una donna divina in riva al mare, che si incarnerà in Anita Ekberg. Inscena i sensi di colpa della Chiesa cattolica. Descrive gli esordi; ironizza sul "suo" neorealismo; parla dei propri film con dettagli inediti. Si sofferma sugli scrittori, da Ariosto a Dante a Pasolini; mostra il legame con la moglie Giulietta. Riflette sul destino dell'artista, dipingendo con ironia il quadro della vita borghese, all'ombra della Chiesa. Vilallonga accompagna Fellini in lunghe passeggiate, sale sulla Jaguar guidata da lui a sussulti, sullo sfondo della splendida Roma glamour degli anni Sessanta. Ma questa splendida scenografia non è l'unico sfondo che prende forma mentre Fellini parla...
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La Rosa Bianca
di Groag Lillian
editore: Morcelliana
pagine: 144
Mohr: Milioni di persone, ogni giorno della loro vita, fanno finta di essere d'accordo per poter sopravvivere
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Faust. Vol. 1
editore: Ets
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Wes Anderson. Genitori, figli e altri animali
di Ilaria Feole
editore: Bietti
pagine: 220
La cura maniacale del décor, i colori squillanti, le case di bambola, la geometria dello sguardo. E i suoi personaggi, con le loro divise, i feticci infantili, le proprie colonne sonore, l'incapacità di crescere e comprendere il mondo. Il cinema di Wes Anderson è una questione di stile. Uno stile unico, inimitabile, che ha segnato l'immaginario di oggi. Uno stile che sa mettere in forma un sentimento del contemporaneo, una visione diffusa del mondo. Analizzando l'intera filmografia dell'autore, dal cortometraggio d'esordio Bottle Rocket all'approdo contemporaneo di Grand Budapest Hotel, anche attraverso le numerose regie pubblicitarie che l'hanno punteggiata, Ilaria Feole struttura una monografia organica e inedita, che riflette la complessità e la natura multiforme del corpus andersoniano. Prefazione di Peter Bogdanovich.
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Forma e forza. Cinema, soggettività, antropologia
di Salvatore Tedesco
editore: Pellegrini
pagine: 168
Lo sguardo cinematografico costituisce una potente provocazione per il pensiero filosofico, arrivando persino a farsi strumento di misura del suo percorrere la strada che, nell'immagine, sta fra l'energetica delle forze che l'attraversano e le forme in cui essa di volta in volta giunge a risiedere e trova la sua vita. Allo sguardo cinematografico e ad alcune sue condizioni, fra indagine antropologica e questione del vivente, è dedicato questo volume. Da Ejzenatejn a Godard, da Deleuze a Rancière, da Dreyer a Straub, è il progetto antropologico della modernità a costituire il campo problematico su cui ci si interroga in forma originale il presente saggio.
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