Teatro
Il teatro dell'altro. Interculturalismo e transculturalismo nella scena contemporanea
di Marco De Marinis
editore: La Casa Usher
pagine: 231
In questo libro vengono prese in esame le questioni dell'identità e dell'alterità, così come esse sono state portate all'attenzione generale dai maestri contemporanei, cioè dai protagonisti delle due fasi della riforma teatrale nel XX secolo, e così come si pongono oggi nei settori più avanzati della scena. Tre, in particolare, sono le esperienze teorico-pratiche che fungono da riferimenti guida. La prima è quella di Artaud e del suo viaggio in Messico, esempio precoce ed estremo di osservazione partecipante. Artaud parte per il Messico in cerca di una cultura organica e del vero teatro. La partecipazione ai riti del peyotl presso i Tarahumara lascia sul visionario francese un segno indelebile, e il tentativo ininterrotto di renderne conto attraverso la scrittura costituisce uno degli sforzi grandiosi della sua ultima stagione creativa. La seconda esperienza teorico-pratica è quella dell'antropologia teatrale di Eugenio Barba e dell'ISTA, l'International School of Theatre Anthropology. Il terzo esempio è quello di Jerzy Grotowski, che in qualche modo funge da filo rosso, legando i diversi capitoli del volume. In effetti, un libro come il presente, consacrato alle questioni dell'altro e dell'alterità nella scena contemporanea, non poteva non trovare nel regista e teorico polacco la figura eponima.
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La teoria della recitazione
Dall'antichità al Settecento
di Vicentini Claudio
editore: Marsilio
pagine: 365
la prima storia delle teorie della recitazione, dall'antichità greca attraverso la trattatistica romana, le condanne della chi
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Le commedie: La tempesta-I due gentiluomini di Verona-Le allegre comari di Windsor-Misura per misura-La commedia degli errori-Molto rumore per nulla...
di William Shakespeare
editore: Newton compton
pagine: 896
Le commedie di Shakespeare continuano ancora oggi a essere rappresentate in tuto il mondo, e conservano immutato il loro valore archetipico per il teatro moderno. Ciò vale sia per le opere in cui è il gioco di parola a tenere banco (è il caso delle commedie cosiddette "eufuistiche": "La bisbetica domata", "La commedia degli errori", "I due gentiluomini di Verona", "Pene d'amor perdute", "Sogno di una note di mezza estate"), sia per quella sorta di romance visionario e drammatico de "La tempesta" e per "il Racconto d'inverno"; per le commedie romantiche ("Come vi piace", "La dodicesima note", "Le allegre comari di Windsor"), per i drammi a lieto fine ("Tuto è bene quel che finisce bene" e "Misura per misura"), per le "tragicommedie" ("Il mercante di Venezia e "Molto rumore per nulla").
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Da nessuna parte
di Yasmina Reza
editore: Archinto
pagine: 56
In ciascuno di noi, figlio o genitore, l'infanzia lascia delle tracce, luminose o dolorose, che rimangono per tutta la vita, indipendentemente da chi siamo o da dove veniamo. E mentre ogni scrittore si trova, prima o poi, a confrontarsi con questa stagione della vita, nel caso della Reza la ricerca risulta impossibile perché, per lei, "non ci sarebbe nessuna parte dove ritornare".
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Romeo e Giulietta
Testo inglese a fronte
di Shakespeare William
editore: Einaudi
pagine: 300
Romeo e Giulietta (1594-1595) è la tragedia dell'amore giovane in contrapposizione all'amore maturo di Antonio e Cleopatra: è
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Il villaggio di cartone
di Ermanno Olmi
editore: Archinto
pagine: 92
In una vecchia chiesa ormai in disuso un anziano prete assiste impotente allo smantellamento di tutti i simboli religiosi fino alla sparizione del grande crocifisso e alla trasformazione della casa del Signore in un centro di accoglienza per gli immigrati, "i veri ornamenti del tempio di Dio". Il vecchio prete, senza più un luogo in cui officiare i suoi servizi, si troverà a prendersi cura dei disperati che, inseguiti dalla polizia, hanno cercato un rifugio nella chiesa dismessa, e grazie a loro ritroverà una fede ormai vacillante. Il messaggio di Ermanno Olmi non lascia spazio a dubbi: via i simulacri, dentro gli uomini. La sceneggiatura del film del grande regista lombardo, presentato fuori concorso all'ultima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e accolto dal giudizio unanime dei critici come un piccolo capolavoro, è stata scritta valendosi delle considerazioni di Claudio Magris e Gianfranco Ravasi ed è qui accompagnata da un saggio introduttivo del teologo Vito Mancuso.
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Il teatro di Franz Grillparzer
di Schinina` Alessandra
editore: Artemide
pagine: 112
Gli studi sui drammi di Franz Grillparzer raccolti in questo volume propongono una serie di nuovi approcci all'opera di un aut
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Sua maestà
di Vincenzo Cerami
editore: Transeuropa
pagine: 100
Su un'isola deserta un re e il suo buffone Tarallo, unici superstiti di un naufragio, consumano gli ultimi giorni della loro esistenza. Cerami ne racconta le paure e le risse, gli struggimenti per l'antico decoro e la tentazione di perdersi nella sconfinata libertà dell'isola. E se una nave giunge inaspettata... Una fiaba teatrale che ha momenti di patetica, disperata comicità; nei due protagonisti chi legge riconoscerà la stessa stralunata, malinconica allegria di coppie celebri, da Don Chisciotte e Sancho Panza a Stanlio e Ollio.
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Un teatro delle idee
Ragione e immaginazione dal Rinascimento al Romanticismo
di Raimondi Ezio
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 513
Del dialogo decisivo fra letteratura e saperi all'apparenza lontani, come le scienze, la pittura, la filosofia e il diritto, R
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La Dame aux camélias
Ediz. italiana, inglese e francese
di Dumas Alexandre (figlio)
editore: Ets
pagine: 494
Il dramma a tesi di Dumas figlio si propone come un teatro "intelligente", di riflessione morale, in più o meno aperta polemic
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Gli automi sono tra noi. Storie di bambole, marionette e meraviglie intelligenti
editore: Medusa Edizioni
pagine: 216
Il libro raccoglie i testi "classici" di Eugenio Battisti, Aldous Huxley, Franco Lucentini, Leonardo Sinisgalli, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Edgar Allan Poe, Heinrich von Kleist, René Daumal, Rainer Maria Rilke, Charles Baudelaire incentrati su automi, bambole, marionette. Un'idea forte attraversa e unifica queste pagine: che alla radice del legame ambivalente, diviso tra seduzione e repulsione, che da secoli lega uomini e automi si celino questioni decisive che hanno a che fare con una filosofia della tecnica e con un'antropologia, ossia con i modi di pensare le pratiche e il concetto di essere umano. Le macchine sono dovunque, nelle nostre case, nei nostri corpi e sotto la pelle, strumenti indispensabili, parrebbe, di una vita che vorremmo finalmente liberata dalla fatica e dal dolore. E invece le macchine possono ancora rivelarsi perturbanti: mimesi della vita animale e umana, trionfo di una conoscenza perfetta della meccanica, delle leggi della materia e del moto, l'automa meraviglioso, proprio per questo carattere mimetico, allude a uno sconcertante sovvertimento di gerarchie implicite e indiscusse. Gli automi siamo noi? Di certo, agli occhi di molti, bambole marionette e automi appaiono dotati di una grazia misteriosa, che trasfigura ciò che è meno che umano in qualcosa che sta aldilà dell'umano. E per dissolvere paure e desideri, forse saremmo tutti tentati, come il bambino di Baudelaire, di fare a pezzi bambole e giocattoli per «vederne l'anima». Postfazione di Mario G. Losano.
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