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Limina: Storie e miti

Per brevità chiamato Ibra

Il campione senza maglia

di Corsi Stefano

editore: Limina

pagine: 166

Ed è falso Ibra? Chissà, forse è il più sincero di tutti
18,00

Gli occhi tristi della Pantera Nera

Vita di Eusebio da Silva Ferreira

di Bacci Andrea

editore: Limina

Eusebio Da Silva Ferreira è l'icona vivente del calcio portoghese
17,00

L'altro mago

Mourinho dopo Herrera

di Tossani Michele

editore: Limina

17,00

Il Massimo

Moratti, il sogno possibile

di Casali Renzo

editore: Limina

Se è vero che il calcio, come il teatro, riflette in profondità la cultura dominante del Paese di appartenenza, allora è anche
17,00

Un manicomio tra i pali. Portieri con la camicia di forza

di Luigi Guelpa

editore: Limina

pagine: 126

Hugo si abbronzava appoggiato alla porta. Jean Marie la lasciava incustodita per ripararsi sotto l'ombrello. Bert la difese con l'osso del collo fratturato. Come le mani di Ducky, sbriciolate dalla polizia perché lui era bravo, e Ceausescu geloso. Numeri 1. Anche se Jan il tabaccaio giocava con l'8 e Jorge l'addestratore di cavalli col 9. Istinto da sentinella, ma vocazione da centravanti. René nel dubbio fece piangere la gente dei barrios di Bogotà. Valdir il maldestro invece fece ridere l'Italia. Incredula che Pablito il moscerino avesse abbattuto l'astronave dei marziani. Portiere. Camicia di forza e generosa dose di incoscienza. Ri, zanzara coreana, sembrava un saltimbanco tra le bombe. Bruce, mercenario rhodesiano, mandò all'inferno l'esercito dell'Impero romano. Mentre i generali argentini ci spedirono l'apolide Ramon. Portiere: arquero, goleiro, torhuter, guarda redes, gardien de but, goalkeeper. Una babele, ma un uomo solo. Dispari. Protagonista fino alle estreme conseguenze.
14,00

La squadra spezzata. L'Aranycsapat di Puskás e la rivoluzione ungherese del 1956

di Luigi Bolognini

editore: Limina

pagine: 149

La sottile linea rossa che lega l'Aranycsapat (squadra d'oro), la Nazionale ungherese di Puskás e Hidegkuti, con la rivoluzione del 1956, repressa dall'Unione Sovietica con i carri armati. Quella squadra, come la Honvéd, il club di Budapest in cui militano Puskàs e Bozsik, è l'ambasciatrice del Paese nel mondo, macina gol e spettacolo e viene acclamata ovunque. E regala bellezza e gioia agli ungheresi, oppressi da un regime grigio e sanguinano, gli dà la speranza di un futuro diverso. Il giovanissimo Gábor, fanatico di Puskás, vive i trionfi alle Olimpiadi e contro l'Inghilterra come il segno che il comunismo, di cui è un convinto seguace, sia destinato a vincere. Ma la sconfitta nella finale della Coppa Rimet del 1954 (l'unica partita persa dall'Aranycsapat su 50 tra il 1950 e il 1956) manda in frantumi i suoi sogni e quelli di un intero Paese: sparite le speranze, resta solo una realtà fatta di miseria. La delusione serve a farlo riflettere e mettere in dubbio tutto quello in cui credeva. E quando, il 23 ottobre 1956, scoppia la sommossa contro la dittatura comunista, il sedicenne Gábor perde ogni punto di riferimento: approva la rivolta, ma si sente sempre socialista. E lotta per creare un socialismo nuovo, democratico e liberale. Fino a quando i carri armati sovietici invadono Budapest e soffocano nel sangue la rivoluzione.
14,00

Davanti Superga

Il Toro come delirio

di Ferrarotti Maurizio

editore: Limina

Attingendo dai mezzi di comunicazione così come dalla piazza in fermento, l'autore racconta tutte le tappe del calvario torini
13,50

L'apocalisse sul Bondone. Storie dal Giro

di Paolo Facchinetti

editore: Limina

pagine: 127

Giro d'Italia 1956, terzultima tappa, Merano-Trento Alta. Cinque colli da scalare, arrivo in salita sul monte Bondone. È l'8 giugno e viene segnalata la formazione di un anomalo "polo freddo" verso sud-est. Nella tarda mattinata, all'altezza del Golfo Ligure, a 5000 metri di quota la temperatura è di -27 gradi. Si ritirano i primi corridori, intirizziti. Qualcuno vorrebbe fermare la corsa, ma la tentazione di fare entrare nella leggenda quella tappa induce gli organizzatori a proseguire. La tragedia viene sfiorata più volte, grovigli di auto fra la neve e grida d'aiuto dei ciclisti. Resiste Charly Gaul che vince la tappa: quando arriva è congelato sulla bicicletta e sviene. Indosserà la maglia rosa in una tappa leggendaria in cui si sono ritirati in 20.
13,50

L'ultimo baluardo. Il calcio schietto dell'Athletic Bilbao

di Simone Bertelegni

editore: Limina

pagine: 264

Nel calcio del terzo millennio, toccato da gravi scandali e dall'onnipresente ricerca del profitto, c'è una squadra che non ha ancora venduto l'anima al diavolo: l'Athletic Club di Bilbao. Oltre cent'annì di gloriosa storia sportiva che attinge esclusivamente al settore giovanile e a giocatori nati dietro l'uscio di casa. Di fronte a tutte le degenerazioni che stanno ammorbando il calcio, sentenza Bosman, Passaportopoli, Piedi Puliti, doping , amministrativo, ipertrofia televisiva, caccia agli utili a ogni costo e così via, agli appassionati della pedata restano due soluzioni: troncare ogni rapporto col mondo del pallone o trovarsi un rifugio. A chi opta per la seconda, un suggerimento: innamoratevi dell'Athletic Bilbao. Tuffatevi nelle pieghe delle maglie biancorosse della squadra basca, per trovarvi un'idea di calcio dal sapore primo Novecento: nessuno straniero in campo, nessun presidente-dittatore, nessuna ossessione televisivo-affaristica, totale fedeltà a una maglia tuttora non macchiata da alcun logo pubblicitario. Fantascienza o, al contrario, passato remoto? No, una realtà presente e vincente. Mai retrocessa dalla serie A spagnola, primato condiviso con le multimilionarie e multinazionali Barcellona e Real Madrid. Athletic: l'ultimo baluardo a difesa di romanticismo e purezza dagli attacchi del calcio moderno. Un libro che narra la storia, ma soprattutto tenta di spiegare la filosofia che guida la più singolare squadra di calcio di tutti i tempi.
13,50

Moggi bianco & noir

Indagine su un cittadino dietro ogni sospetto

di Stenti Simone

editore: Limina

Un logoro distintivo, una Magnum 44 che non ha mai sparato e una fiaschetta di bourbon sempre vuota dipingono un disincantato
13,50

Braccio d'oro

Il meraviglioso rovescio di Paolo bertolucci

di Meloccaro Stefano

editore: Limina

Paolo Bertolucci, detto "Braccio d'oro", per il suo straordinario tennis fatto di gesti rotondi, spettacolari ed efficaci al t
13,50

La quarta stella

L'avventura azzurra in Germania

di Bacci Andrea

editore: Limina

Inattesa, fuori da ogni logica
13,50

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