Lindau: I Draghi
Non smetteremo di danzare. Le storie mai raccontate dei martiri d'Israele
di Giulio Meotti
editore: Lindau
pagine: 352
Quasi ogni giorno in Israele ci sono cerimonie funebri per le vittime del terrorismo
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Verso il califfato universale. Come l'Europa è diventata complice dell'espansionismo mussulmano
di Bat Ye'or
editore: Lindau
pagine: 214
Tre anni dopo il successo di "Eurabia", Bat Ye'or torna a occuparsi della resa dell'Europa all'islam sotto l'abile regia dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, che riunisce 57 paesi e più di un miliardo di persone. Lungi dal pianificare conquiste di tipo militare (almeno nelle forme tradizionali), la strategia dell'OCI è sottile e insinuante. Controlla la politica del Vecchio Continente con la minaccia del terrorismo e l'arma dell'immigrazione (insieme a quella, connessa, della demografia). Lo ricatta economicamente grazie al petrolio. Lo inibisce culturalmente facendo leva sulla mancanza di un'identità condivisa e sfruttando i sensi di colpa di élite ostaggio del "politically correct". Lo insidia sul piano religioso, incoraggiando il proselitismo e le conversioni, mentre la predicazione (e anche la semplice pratica) cristiana resta un tabù in molti paesi musulmani. Ma soprattutto l'OCI si muove innanzitutto sul piano legislativo e giuridico per veder sancito in tutto il mondo il principio in forza del quale i musulmani sono soggetti solo alla legge islamica, la sharì'a, ovunque risiedano. Questo principio è uno dei cardini della dhimmitudine e ha trovato la sua prima applicazione europea nel 2007, in Gran Bretagna, quando la sharì'a è stata ufficialmente riconosciuta come fonte di diritto - in materia di divorzio, eredità e violenze interne alla famiglia.
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Architetture dell'assurdo. Come il «genio» ha tradito un'arte al servizio della comunità
di John Silber
editore: Lindau
pagine: 105
Per quale motivo il governo francese ha permesso all'architetto I. M. Pei di "rovinare" il cortile del Louvre con l'invadente presenza di una piramide di vetro della fine del XX secolo? Perché i "tagli" sull'esterno del Museo ebraico di Berlino realizzato da Daniel Libeskind, che vorrebbero evocare la presenza degli ebrei nella Berlino pre-nazista, riappaiono senza motivo nel Royal Ontario Museum di Toronto? Perché lo Stata Center del MIT, di Frank Gehry, è stato ideato come uno spazio aperto per favorire la vita comunitaria senza considerare le esigenze di concentrazione di ricercatori e studenti? E come è possibile che un edificio costato oltre 300 milioni di dollari abbia un arredamento costituito di pannelli di compensato ed gigantografie appese ai muri (al posto degli schermi al plasma previsti dal piano iniziale), e sia afflitto da periodiche e massicce infiltrazioni d'acqua? Come giustificare il fatto che Gehry abbia progettato un edificio come la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles senza tenere conto che le luccicanti curve in acciaio inossidabile della struttura esterna avrebbero abbagliato gli abitanti delle case vicine, trasformando i loro appartamenti in vere e proprie serre? In questo volume John Silber analizza e discute alcune fra le più celebri - e celebrate - opere del nostro tempo, mette sotto accusa molti autentici "guru" dell'architettura e smaschera il loro deliberato disprezzo per i committenti e per le persone che vivono o lavorano all'interno delle loro creazioni.
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Come guarire dal cancro e come evitarlo
di Belpomme Dominique
editore: Lindau
pagine: 495
La lotta contro il cancro ha fatto molti passi avanti negli ultimi trent'anni
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La bomba iraniana
Che ne sarà del mondo se l'Iran disporrà di armi nucleari e che cosa può fare l'Europa per impedirlo?
di Ottolenghi Emanuele
editore: Lindau
pagine: 266
Il mondo ha saputo della pericolosità del programma nucleare iraniano il 14 agosto 2002, durante un briefing tenuto a Washingt
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Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di malascienza
di Israel Giorgio
editore: Lindau
pagine: 352
Molti in Italia lamentano una crescente ostilità nei confronti della scienza
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Dentro l'India
Potere, ricchezza, tecnologia, nazionalismo
di Varma Pavan K.
editore: Lindau
pagine: 321
Varma articola la sua analisi intorno a quattro chiavi di lettura: il potere, la ricchezza, la tecnologia, il nazionalismo
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La corsa più lunga
Obama vs McCain: due visioni, una nazione
editore: Lindau
pagine: 194
La corsa alla Casa Bianca resta uno degli esercizi più alti, complessi (e spettacolari) della moderna democrazia
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La forza di una vita fragile
Storia di una bambina che non doveva nascere
di Chevillard Lutz Sophie
editore: Lindau
pagine: 128
La forza di una vita fragile racconta una storia emozionante
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Se Dio resta solo
di Peloso Francesco
editore: Lindau
pagine: 176
Le parole del Papa occupano uno spazio crescente sui media, il laicato cattolico sembra vivere una stagione feconda, ma le chi
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La venerabile trama
La vera storia di Licio Gelli e della P2
di Galli Giorgio
editore: Lindau
pagine: 150
Ancora oggi Licio Celli e la P2 fanno parte dell'immaginario italiano come un archetipo, ovvero la quintessenza, il nocciolo d
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Il mito Che Guevara e il futuro della libertà
di Alvaro Vargas Llosa
editore: Lindau
pagine: 105
Il Che era un mito. Lo è anche oggi nel XXI secolo, mentre il suo volto replicato all'infinito come un prodotto del mercato globale ci guarda dai poster e dalle magliette. Ma se distogliamo gli occhi dalla sua immagine per volgerli là dove la realtà prende corpo, scopriamo che il sogno della rivoluzione ha lasciato dietro di sé i corpi trucidati di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. E di questi morti è responsabile anche il Che, come uomo e come mito. Secondo Alvaro Vargas Llosa più di altri caudillos latino-americani, da Castro a Pinochet, da Cardenas a Fujimori, Che Guevara era violento al punto di provare piacere nel distruggere gli avversari ed era incapace di usare il potere tanto agognato per costruire sviluppo e amministrare società ed economie in tempo di pace. Se il primo passo per affrontare la realtà è squarciare il velo del mito, Alvaro Vargas Llosa lo fa utilizzando testimonianze inedite (o inascoltate) che gettano sul Che una luce impietosa e inquietante. Poi, però, si tratta di leggere il passato allo scopo di tracciare un percorso per il futuro. Analizzando la storia dell'America Latina, Vargas Llosa cerca di mettere a fuoco le ragioni profonde di un fenomeno vistoso: la costante instabilità. I paesi di questo continente si trasformano regolarmente in democrazie deboli o fittizie o in regimi autoritari con l'esito drammatico e prevedibile di non potere costruire le indispensabili premesse dello sviluppo socio-economico.
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