Maggioli Editore: Sociale e sanità
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Oltre l'Alzheimer
di Flavio Pagano
editore: Maggioli Editore
pagine: 204
Che si tratti della nostra professione o di una scelta familiare, il fine di chi cura è sempre uno: coltivare la vita
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OSS Operatore socio-sanitario. Manuale e quiz per il concorso
editore: Maggioli Editore
pagine: 324
La finalità del volume è quella di dare uno strumento utile, di facile lettura e consultazione, all'Operatore Socio-Sanitario
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Manuale del centro diurno. Anziani non autosufficienti e anziani affetti da demenza
di Franco Pesaresi
editore: Maggioli Editore
pagine: 262
Come si organizza e si gestisce un Centro diurno per anziani non autosufficienti o per persone affette da demenza? Il volume c
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La valutazione nel lavoro dell'educatore professionale
editore: Maggioli Editore
pagine: 258
Come in tantissime professioni, anche nel lavoro dell'educatore professionale, oggigiorno valutare è lavorare, e lavorare impl
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Il corpo nella demenza. La terapia espressiva corporea integrata nella malattia di Alzheimer e altre demenze
di Elena Sodano
editore: Maggioli Editore
pagine: 156
Un manuale che illustra una terapia, ma che in sé racchiude anche tanti piccoli romanzi
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Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo
editore: Maggioli Editore
pagine: 328
La maggior parte dei libri di storia infermieristica si ferma alla prima metà del ventesimo secolo, trascurando di fatto situa
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Guida al monitoraggio in area critica
editore: Maggioli Editore
pagine: 194
Il monitoraggio è probabilmente l'attività che impegna maggiormente l'infermiere qualunque sia l'area intensiva in cui opera. Verrebbe da dire che non esiste area critica senza monitoraggio intensivo. Il monitoraggio non serve per curare, ma fornisce informazioni che permettono o favoriscono la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica. Rilevando continuamente i dati si riducono i possibili rischi o complicanze cliniche. Il monitoraggio intensivo, e spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati. La letteratura conferma che gli eventi avversi, e tra loro il peggiore e infausto, cioè l'arresto cardiocircolatorio, non sono improvvisi ma vengono annunciati dal peggioramento dei parametri vitali fin dalle 6-8 ore precedenti. Il monitoraggio è quindi l'attività "salvavita" che permette di fare la differenza nel riconoscere precocemente l'evento avverso e migliorare i risultati finali in termini di morbilità e mortalità. È quindi chiaro quanto sia determinante il ruolo dell'infermiere, per quanto riguarda la precisione, accuratezza, perizia nell'uso di strumentazione, ma soprattutto nella perfetta conoscenza e interpretazione dei parametri rilevati. La capacità di gestire la tecnologia è una componente fondamentale e di routine quotidiana per un infermiere di area critica. Ma ciò che qualifica l'infermiere come "competente" è il non perdere di vista il paziente a favore della tecnologia.
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La pratica del welfare locale. L'evoluzione degli interventi e le sfide per i comuni
editore: Maggioli Editore
pagine: 194
Ce la faremo? Ce la farà il welfare italiano? Il tema della riforma del welfare è senza dubbio uno dei più studiati e dibattuti in Italia e tanti volumi si sono concentrati essenzialmente sulla dimensione statale delle politiche sociali. Invece meno attenzione è stata rivolta al welfare locale. Certo, è vero che molto dipende dalle misure nazionali di politica, ma è anche vero che proprio il suo essere in prima linea nelle sfide di una società complessa (individualizzata, instabile, eterogenea) fa sì che il welfare locale diventi il punto di torsione su cui si proveranno non solo i servizi assistenziali, ma le vere e proprie fondamenta del sistema nazionale di cittadinanza e di inserimento sociale egualitario. E infatti il comparto dei Comuni, nonostante sia quello che ha maggiormente contribuito al risanamento dei conti pubblici, a seguito dei tagli impartiti dalle manovre finanziarie che si sono succedute in questi ultimi anni, è stato di fatto chiamato a "contrarre" la sua risposta sociale in un momento in cui la sofferenza sociale si sta acutizzando. Ce la farà il welfare locale?
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Gestire l'impresa sociale. Non management del non profit
editore: Maggioli Editore
pagine: 188
È opportuno che il non profit adotti le pratiche "manageriali" del for profit senza chiedersi se i percorsi del terzo settore italiano non contengano già elementi determinanti di organizzazione aziendale come la motivazione, la leadership e la creatività? È corretto parlare ancora di management come una scienza organizzativa anche per l'economia sociale? Le moderne teorie organizzative e di gestione aziendale sono sempre in grado di spiegare la nascita, lo sviluppo ed il consolidamento produttivo e industriale di un'impresa" Si può ipotizzare che in una situazione data come quella attuale, motivazione, creatività e leadership, che derivano in buona parte dalle pratiche migliori del non profit italiano, concorrano in modo determinante proprio alla nascita di nuove imprese e al loro successo? Il volume intende offrire una chiave di lettura duplice: da un lato fornisce strumenti operativi e concettuali alle aziende senza scopo di lucro per una maggiore formalizzazione di processi produttivi e relazionali endogeni ed esogeni; dall'altro intende ricostruire i paradigmi di gestione tipici anche delle aziende for profit, sempre alla ricerca di innovazione di prodotto e di processo.
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Ginnastica mentale. Esercizi di ginnastica per la mente per disturbi della memoria e altri deficit cognitivi lievi-moderati
di Cristina Gueli
editore: Maggioli Editore
pagine: 197
Carta (questo volume), matita, gomma da cancellare, come optional un righello, e... buon divertimento. Questo volume invece ha lo scopo di stimolare le varie funzioni cerebrali (memoria, linguaggio, calcolo, ragionamento/astrazione) attraverso un manuale di esercizi proposti perlopiù in forma di giochi, ed è rivolto a persone anziane con problemi di memoria. Da alcuni decenni è noto che interventi di stimolazione cognitiva nell'anziano normale sono in grado di produrre effetti positivi anche a lungo nel tempo dopo l'intervento specifico. Più recente è invece l'evidenza che anche nelle persone affette da malattia di Alzheimer, per antonomasia il "nemico" delle nostre memorie, interventi di riabilitazione cognitiva hanno un ruolo terapeutico benefico.
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