Manifestolibri: Talpa di biblioteca
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La morale dei gesuiti
di Blaise Pascal
editore: Manifestolibri
pagine: 143
Le considerazioni di Blaise Pascal sui gesuiti contengono spunti di straordinaria attualità nella situazione odierna, che vede per la prima volta sulla cattedra di Pietro un pontefice proveniente dalla compagnia di Gesù. La polemica tra giansenisti e gesuiti pone infatti di fronte due opposte concezioni del cattolicesimo, molto simili a quelle che hanno segnato la storia degli ultimi anni, e che vedono nei due opposti pontificati di Benedetto XVI e di Francesco la loro perfetta concretizzazione. L'introduzione di Fabio Tarzia mostra come le due anime della chiesa cattolica (quella più chiusa e e quella più aperta) si alternino continuamente nella storia degli ultimi cinquecento anni e approfondisce la nuova fase della identità e della geopolitica cattolica che ha conosciuto un rinvigorito slancio proprio grazie all'azione di Papa Francesco.
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La dialettica negativa di Adorno
editore: Manifestolibri
pagine: 192
Come leggere oggi l'opera più importante e difficile di Theodor Adorno? Quella "Dialettica negativa" in cerca di una breccia nel tessuto onnicomprensivo del dominio, ma quantomai attuale in un mondo funestato dalla guerra. Un folto gruppo di studiosi si cimenta con questo testo decisivo della filosofia del "dopo Auschwitz" indagandone i molteplici aspetti, le ampie connessioni con la cultura del secondo Novecento, e i suoi possibili sviluppi nella contemporaneità.
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Dal Vietnam all'Iraq. Colloqui con Patricia Lombroso
di Noam Chomsky
editore: Manifestolibri
pagine: 102
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Economia totale e mondo della vita. Il liberismo nell'era della biopolitica
di Mario Alcaro
editore: Manifestolibri
pagine: 131
Partendo dalla descrizione di quei processi che tutto piegano alla dipendenza del mercato, l'autore propone un agire politico "in allegria", che valorizzi quel modo d'essere proprio dell'esistenza umana che è la socialità, che riattivi i circuiti dell'incontro, del ritrovo, della comunicazione e del dialogo. Una politica dunque che, per combattere la dittatura del mercato, non ricada nella logica autoritaria dello statalismo, ma riscopra il valore centrale del legame sociale. Ne discende anche una nuova riflessione sul Meridione visto, fuori dalla vecchia contrapposizione tra arretratezza e sviluppo, come laboratorio di una trasformazione radicata nel territorio e nel suo tessuto sociale.
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