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Mimesis: Filosofie

Etica, responsabilità e giudizio in Hannah Arendt

di Assy Bethania

editore: Mimesis

pagine: 238

La preoccupazione tardiva per ciò che Hannah Arendt ha chiamato le attività della vita della mente, relative all'azione, all'e
24,00

Roman Jakobson e i fondamenti della semiotica

di Luciano Ponzio

editore: Mimesis

pagine: 274

"Roman Jakobson ci ha fatto un meraviglioso regalo: ha donato la linguistica agli artisti. È lui ad aver operato la connessione vivente e sensibile tra la più esigente delle scienze umane e il mondo della creazione. Egli rappresenta, al tempo stesso con il suo pensiero teorico e con le proprie ricerche specifiche, l'incontro del pensiero scientifico e del pensiero creativo" (Roland Barthes, 1978). Roman Jakobson (Mosca 1896-Boston 1982) fu tra i fondatori del Circolo linguistico di Mosca nel 1915, della Società per lo studio della lingua poetica (Opojaz) a Pietroburgo all'inizio del 1917 e del Circolo linguistico di Praga nel 1926. È noto il suo incontro, trasferitosi negli Stati Uniti, con Claude Lévi-Strauss durante il suo insegnamento nell'École libre des hautes études a New York. Il contributo di Roman Jakobson allo studio dei segni verbali e non verbali e quindi alla fondazione della semiotica è enorme, dato che "tutta la sua esistenza scientifica è stata l'esempio vivente di una continua Ricerca della Semiotica", come si esprime Umberto Eco nel suo saggio del 1976 sull'influenza di R. Jakobson nello sviluppo della semiotica per il volume dedicato al suo ottantesimo compleanno, volume cui partecipò anche Thomas A. Sebeok, che volle poi fare del suo testo l'espressione del riconoscimento del ruolo svolto da Jakobson nella dottrina dei segni riproponendolo nel libro Il segno e i suoi maestri.
26,00

La visione di Bergson. Tempo ed esperienza del limite

di Riccardo Roni

editore: Mimesis

pagine: 188

La mente, nella cultura filosofico-scientifica occidentale, è stata per lungo tempo rappresentata come un sistema di specchi installati di fronte a una realtà in progressione dinamica. Come potrebbe uno specchio - costitutivamente estraneo alla realtà che fronteggia - riflettere di questa non solo immagini superficiali, ma anche configurazioni in grado di riprodurre fedelmente i processi interni, non visibili, della sua formazione? Dopo Kant ed Hegel, Bergson attinge ad un "pensiero-limite" che gli consente di leggere il mondo della coscienza come un modo d'essere "estremo". Guardando con coraggio nei fondali oceanici del "moi profond", Bergson inaugura un originale percorso di riscoperta dell'assoluto nel limite spazio-temporale del "moi social" attraverso un nuovo modo di vivere il tempo e il rapporto mente/corpo. In questa cornice, il distacco del soggetto dalla realtà intuita mediante l'atto della visione, consente a Bergson di sviluppare l'indagine dello sfondo virtuale della percezione e dei suoi universi di senso anteriori. Agli occhi del filosofo, il fenomeno anomalo della "vision panoramique des mourants" acquista così la funzione di ricordare al soggetto che le proprie azioni devono essere prese sul serio, perché tutto ciò che egli è stato e che sarà si conserva fatalmente nel ricordo, fino all'ultimo istante di vita...
20,00

Lo specchio infedele. Prospettive per il paradigma teatrale in antropologia

di Matteo Canevari

editore: Mimesis

pagine: 160

Diversi decenni fa, Clifford Geertz, in un saggio divenuto celebre (Generi confusi), rilevava un grande cambiamento in atto nelle scienze sociali, che finalmente riconoscevano la loro scientificità nella parentela con le scienze umane. Da quel momento iniziò un processo che ha portato a trovare nell'analogia, nella metafora, nella traduzione culturale gli strumenti propri di una disciplina, l'antropologia, che si occupa di soggetti viventi capaci di senso nel loro dire e nelle loro azioni. Il presente studio si pone come un'indagine critica delle linee di ricerca aperte dal paradigma teatrale sorto sulla scorta di Goffman, Turner e Schechner, che ha inaugurato nuove prospettive attingendo dal teatro - inteso come spettacolo e come performance - metafore illuminanti e pratiche di socialità originali per comprendere i processi culturali, in un'ottica di dialogo trasversale tra le discipline, auspicato da più parti ma spesso disatteso.
16,00
28,00

Carlo Maria Martini. La parola che rigenera il mondo

di Emanuele Iula

editore: Mimesis

pagine: 173

Il testo che presentiamo si compone di due parti. Nella prima, intendiamo offrir due lavori sul pensiero del Card. Martini frutto di un convegno tenutosi a Palermo nel gennaio 2014. I temi sviluppati riguardano l'etica della conversazione e la teologia politica, così come questi sono presenti in alcuni scritti del Cardinale. Nella seconda parte, abbiamo provato a raccogliere l'insegnamento de Card. Martini, sviluppando a nostra volti il tema del rapporto, non scontato, tra Sacre Scritture e mondo contemporaneo. I tre saggi che la compongono, frutto di altrettante conferenze in Italia e in Europa, affrontano i temi dell'Autonomia Regionale, dell'Europa, e della Giustizia Riparativa, letti ogni volta attraverso un prisma biblico differente.
16,00

Paul Celan. La dimensione romena

di Petre Solomom

editore: Mimesis

pagine: 227

Questo libro-testimonianza di Petre Solomon sull'amico Paul Celan è di fondamentale importanza per gli specialisti del più grande poeta di lingua tedesca del XX secolo. In questo libro vengono ripercorsi i momenti salienti degli anni 1946-1947, quando il poeta originario della Bucovina, traduttore dal russo in romeno, esordisce come poeta a Bucarest con lo pseudonimo Paul Celan, consegnando alle stampe la prima versione della "Todesfuge" in lingua romena (Todestango) con il titolo "Tangoul Mortii" (Il Tango della Morte) e pubblicando le sue prime poesie in lingua tedesca sulla rivista "Agora". In questo volume la figura di Paul Celan è presentata dall'amico in tutta la sua complessità e in tutte le sue ambivalenze, a partire dagli eventi cruciali della vita del poeta: la morte dei genitori, vittime dello sterminio nazista, l'esperienza del lager, l'auto-esilio dalla capitale Bucovina sovietizzata verso una Bucarest vivace e libertaria, non ancora completamente assoggettata al regime comunista, la fuga verso Vienna, lo stabilirsi definitivo a Parigi, l'accusa di plagio, l'angoscia intollerabile per le recrudescenze antisemite e neonaziste in Europa, la malattia mentale e la morte tragica nella Senna. Questo libro, composito ed eterogeneo, mette insieme memorialistica, analisi poetica, sociologica e prosa letteraria, documentando l'atmosfera bucarestina di quella che Paul Celan definiva in francese "cette belle saison des calembours." Postfazione di Mircea Tuglea.
20,00

Psicodinamica dell'eros. Motivazioni inconsce della rinuncia alla sessualità. Ediz. integrale

di Adler Alfred

editore: Mimesis

pagine: 187

Per Adler la sessualità di un individuo non riguarda solo lui, ma è un problema di tutta la società e della conservazione dell
18,00

Della fiaba. Jacob e Wilhelm Grimm e il pensiero poetante per i 200 anni di «Fiabe del focolare»

editore: Mimesis

pagine: 106

Per i 200 anni della raccolta dei Grimm (1815), si è realizzato un volume sulla Fiaba, che è la parola essenziale, "originante
12,00

Nella vita dei segni. Percorsi della semiotica

di Susan Petrilli

editore: Mimesis

pagine: 377

La semiotica da una parte è considerata nei suoi orientamenti, configurazioni e possibilità future, dall'altra quale prospettiva per affrontare le questioni fondamentali del rapporto tra segni, comportamenti e valori in cui concretamente sussiste il soggetto individuale nell'attuale contesto della comunicazione. Soggetto, segno, corpo; conoscenza, libertà, responsabilità; dialogo e significazione; ideologia e riproduzione sociale, ospitalità e differenza culturale; tecnologie e comunicazione; globalizzazione e migrazione; interpretazione e traduzione; semiotica e sintomatologia sociale; semiotica come semioetica: questi i temi principali.
28,00

La struttura dell'eterno. Le mélodies di Gabriel Marcel

di Giovanni Botta

editore: Mimesis

pagine: 80

Una costante nell'itinerario biografico di Gabriel Marcel è rappresentata dalla musica. L'improvvisazione al pianoforte riveste una grande importanza nella sua non secondaria attività di musicista. L'improvvisazione vissuta come preghiera, estasi mistica che lo proverà anche fisicamente; la testimonianza di una reale coalescenza di ipseità e di trascendentalità, che cercano di congiungersi in un punto X della concrezione sonora. Affidandosi alla trasgressività del logos estetico, il filosofo pone su un piano d'intelligibilità metafisica l'altrimenti indicibile dell'essere, il già e non ancora, il destino della polarità dialettica tra esistenza e trascendenza. Il rapporto di Marcel con la musica è un rapporto complesso che non può assolutamente ridursi a un aspetto del suo itinerario, ma rappresenta, come lui amava definire, un nucleo vivo e incandescente della sua vita, che ha orientato intimamente le sue scelte e il suo percorso, e che si è via via chiarificato e problematizzato con l'evento della sua conversione al cattolicesimo.
18,00

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