Mimesis: Mimesis
Il mondo mutato. Un sillabario per immagini del nostro mondo
editore: Mimesis
pagine: 273
Negli anni Trenta Ernst Jünger, uno dei protagonisti della cultura europea del Novecento, curò ben cinque volumi fotografici
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Il fuoco che non brucia. Studi sull'alchimia
editore: Mimesis
pagine: 353
"Per poco che se ne approcci la storia più recente, complessa e proteiforme, l'alchimia ci si para innanzi come un fiume carsi
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In Cina. 1951-Immagini e pensieri dalla Repubblica Popolare
di Anna Seghers
editore: Mimesis
pagine: 63
A due anni dalla vittoria di Mao e dei comunisti e dalla nascita, nell'ottobre del '49, della Repubblica Popolare, Anna Seghers è in Cina per esprimere solidarietà, ascoltare le voci di un popolo giovane e determinato, raccogliere immagini e pensieri, cogliere emozioni. Ne nasce un resoconto di viaggio correlato da un'ampia raccolta di fotografie.
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Alla ricerca della chiave perduta. Ermetismo e ermetismi
editore: Mimesis
pagine: 68
Il rinascimento si caratterizzò come un'epoca dominata dall'insofferenza per un sapere ritenuto ormai immobile e sterile, quel
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Linguaggio, lavoro e mercato globale. Rileggendo Rossi Landi
di Augusto Ponzio
editore: Mimesis
pagine: 142
il libro sviluppa alcuni aspetti del pensiero filosofico di Ferruccio Rossi-Landi resi maggiormente attuali dalla situazione storica odierna, economico-sociale, politica e culturale. Tra questi soprattutto uno, forse quello centrale: la sua riflessione sull'omologia tra "lavoro linguistico" e "lavoro materiale". Che il linguaggio sia lavoro implica una riconsiderazione del lavoro così come è comunemente inteso, e cioè non come mera esecuzione di compiti, come quantificabile, come indifferenziato, spersonalizzato, ma come capacità di creare, di inventare, di rielaborare, come impegno peculiare, come partecipazione ed espressione singolare, come apporto innovativo.
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Il crimine e la colpa. Discussione medico legale sulla follia
di Étienne-Jean Georget
editore: Mimesis
pagine: 213
La "Discussion mèdico-legale sur la folie" (1826) è scritta dall'alienista Étienne-Jean Georget (1795 -1828), allievo di Esquirol e suo collaboratore al manicomio parigino della Salpetrière. La pratica della perizia psichiatrica diventa parte costitutiva del procedimento giudiziario già nel primo Ottocento. Secondo gli psichiatri alienisti, il "reo" giudicato folle dalle perizie non è imputabile. Non è colpevole. È perciò solo un malato da assolvere, da segregare in manicomio, da curare. Molti magistrati non accettano questo genere di assoluzione. Di qui un aspro conflitto tra magistrati e alienisti, efficacemente rappresentato da questo pamphlet del 1826. La discussione è aspra, priva di mediazioni, soprattutto nei casi in cui l'autore del crimine viene definito attraverso la categoria della monomania omicida. Molti crimini atroci e mostruosi, che avevano dominato le cronache giudiziarie francesi a partire dagli anni venti del secolo XIX, popolano lo scenario di tale querelle. Emerge già qui la figura del doppio, assieme ai suoi antecedenti teologici, religiosi, metafisici. La freudiana Ichspaltung la scissione dell'io, così presente nella letteratura e nella psichiatria dell'800 - trova in questi testi le sue radici teoriche, troppo spesso ignorate o dimenticate.
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