Mimesis: Mimesis
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La penombra toccata dall'allegria. L'immagine dell'infanzia nella letteratura italiana dal postunitario ad oggi
di Andrea Di Martino
editore: Mimesis
pagine: 174
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Il crimine e la colpa. Discussione medico legale sulla follia
di Étienne-Jean Georget
editore: Mimesis
pagine: 213
La "Discussion mèdico-legale sur la folie" (1826) è scritta dall'alienista Étienne-Jean Georget (1795 -1828), allievo di Esquirol e suo collaboratore al manicomio parigino della Salpetrière. La pratica della perizia psichiatrica diventa parte costitutiva del procedimento giudiziario già nel primo Ottocento. Secondo gli psichiatri alienisti, il "reo" giudicato folle dalle perizie non è imputabile. Non è colpevole. È perciò solo un malato da assolvere, da segregare in manicomio, da curare. Molti magistrati non accettano questo genere di assoluzione. Di qui un aspro conflitto tra magistrati e alienisti, efficacemente rappresentato da questo pamphlet del 1826. La discussione è aspra, priva di mediazioni, soprattutto nei casi in cui l'autore del crimine viene definito attraverso la categoria della monomania omicida. Molti crimini atroci e mostruosi, che avevano dominato le cronache giudiziarie francesi a partire dagli anni venti del secolo XIX, popolano lo scenario di tale querelle. Emerge già qui la figura del doppio, assieme ai suoi antecedenti teologici, religiosi, metafisici. La freudiana Ichspaltung la scissione dell'io, così presente nella letteratura e nella psichiatria dell'800 - trova in questi testi le sue radici teoriche, troppo spesso ignorate o dimenticate.
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Getta la pietra! Il lager di Gusen-Mauthausen
editore: Mimesis
pagine: 174
Gusen, noto e famigerato sottocampo del lager di Mauthausen, è stato definito il cimitero degli italiani per l'elevato numero
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L'alfabeto scende dalle stelle. Sull'origine della scrittura
di Giuseppe Sermonti
editore: Mimesis
pagine: 116
L'alfabeto è disegnato, nel cielo notturno, con i tratti delle costellazioni boreali
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Amicus Plato. Métaphysique, langue, art, éducation dans la tradition platonicienne de l'antiquité tardive: Plotin, Théodore d'Asiné, Syrianus, Hermias
di Angela Longo
editore: Mimesis
pagine: 323
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Etnopensieri: eredità di gruppo e trasformazione dell'identità individuale: scenari urbinati formativi e professionali fra clinico e sociale
editore: Mimesis
pagine: 272
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Politica religiosa e regalità sacra nell'Iran preislamico. Ediz. italiana, inglese e francese
di Antonio Panaino
editore: Mimesis
pagine: 340
"A fronte di una costante sollecitazione con cui da decenni si invoca l'adozione di criteri di ricerca sempre più interdisciplinari, spesso anche le scienze umanistiche sembrano avere imboccato quella via di crescente chiusura negli spazi della specializzazione autoreferenziale che già Konrad Lorenz paventava risolversi in una perfezione priva di contenuti. Quando perciò uno studioso intraprende il proprio percorso di ricerca muovendo da un contesto disciplinare in seno al quale la dimensione di nicchia viene sancita inevitabilmente dall'esigenza di padroneggiare testi e materiali in lingue al di fuori dello spazio culturale di norma appannaggio di storici, antropologi e sociologi, pare difficile attendersi che la sua produzione possa interagire con i filoni di studio di altri cultori di scienze umanistiche. L'opera di Antonio Panaino, pur essendo ricca di contributi all'iranistica in quanto tale, ha costantemente proposto la volontà di sondare innanzitutto le interconnessioni che dimostrano quanto dalle antiche culture orientali sia presente nel pensiero religioso, filosofico, politico e persino nelle istituzioni del mondo ellenico, ellenistico, romano e tardoantico sino a riemergere in pieno umanesimo, con un retaggio che è ancora oggetto di dibattito alle soglie dell'eera contemporanea. " (dall'introduzione)
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Il crocifisso e gli altri segni. Proposte per una laicità di uno stato multietnico
di Sandro Lopez Nunes
editore: Mimesis
pagine: 91
Se nessuno può vietare a chicchessia di dare a un simbolo il significato che crede (fratellanza, amore, giustizia, libertà), è plausibile ritenere che nei secoli il crocifisso non abbia sempre rappresentato questi valori: Costantino, i Crociati, Isabella la Cattolica, i conquistatori del Centro e Sud-America, l'Inquisizione non crediamo lo innalzassero a emblema di solidarietà. I popoli che hanno subito allora gli effetti di questa diversa interpretazione del simbolo hanno diritto a non considerarlo oggi parte della loro identità, semmai, purtroppo, solo della loro storia. Con questo volume l'autore invita le istituzioni a non eludere il tangibile problema di una mutata realtà sociale, e quindi anche religiosa, al fine di spingere il mondo della giustizia a occuparsi di questioni che dovrebbero essere affrontate molto prima di giungere nelle aule di tribunale.
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