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Mimesis: Musica contemporanea

Woodstock e poi... Cinquant'anni di utopie musicali

editore: Mimesis

pagine: 190

15-18 agosto 1969
12,00

La filosofia di Enzo Jannacci. Storie di un barlafuus

editore: Mimesis

pagine: 210

Enzo Jannacci è il "poetastro", come amava definirsi, che meglio di chiunque altro ha saputo raccontare la Milano di quartiere
12,00

La filosofia dei Beatles

di Massimo Donà

editore: Mimesis

pagine: 169

L'apparizione dei Beatles sulla scena musicale a inizio anni Sessanta non fu meno dirompente dell'avvento, nei primi decenni d
10,00

La filosofia di John Lennon. Rock e rivoluzione dello spirito

di Leonardo Vittorio Arena

editore: Mimesis

pagine: 59

Chi era John Lennon? Un musicista rock, certo, ma anche un filosofo del nostro tempo che inneggiò alla rivoluzione culturale e
7,00

Musica senza alfabeti. Un dialogo sul linguaggio dell'altro. (Notazioni sulla «harmolodic theory»)

editore: Mimesis

pagine: 124

È il giugno del 1997 quando, durante una delle tre tappe del tour di Ornette Coleman a "La villette" di Parigi, uno spettatore particolare e molto attento, si erge dal pubblico e inizia a porre domande al compositore. Quel 23 giugno sarà consacrato a un incontro vis-à-vis tra due delle personalità più singolari ed eclettiche della scena culturale contemporanea: Ornette Coleman e Jacques Derrida. L'intervista, pur nella sua brevità, tocca i temi dell'armolodia, della democrazia, della civiltà e della civilizzazione, della globalizzazione, dell'assenza di leadership, dell'evento e del suo dispiegarsi. Ricostruendo le storie personali dell'uno e dell'altro, dei soprusi subiti da bambini per il colore della propria pelle (Coleman) o per il credo religioso della propria famiglia (Derrida), i due si confrontano sul concetto di lingua materna e di se e quanto questa influenzi il modo stesso di pensare, perché del resto, si sa, "prima di essere musica, la musica era soltanto parola".
10,00

La filosofia di David Bowie. Wilde, Kemp e la musica come teatro

di Pierpaolo Martino

editore: Mimesis

pagine: 145

Parlare della musica di Bowie come teatro significa tradurre il suo discorso artistico in una sorta di dialogo tra dialoghi in cui la musica interroga altri linguaggi artistici e in cui l'immagine, la parola letteraria e il suono si ridefiniscono a vicenda. Partendo dallo stretto rapporto che lega Oscar Wilde all'emergere della cultura glam nella seconda metà del ventesimo secolo e dalla dialogica che lega Bowie e uno dei suoi maestri, il mimo Lindsay Kemp - la cui poetica dissonante e contraddittoria influenzerà profondamente il cantante - il libro si pone come spazio di accesso da un lato all'affascinante officina dell'immagine bowiana, dall'altro alla profonda teatralità dei testi delle sue canzoni abitati da una molteplicità di maschere create dall'artista, ma anche da parole altrui. L'aspetto forse meno indagato nel discorso bowiano, al quale questo volume rivolge particolare attenzione, è dato dall'innovazione musicale e dalla ricerca sonora che sono alla base della sua filosofia artistica; come si vedrà, la finalità di queste pagine è il far comprendere al lettore come nella filosofia di Bowie la musica in quanto teatro sia in grado di rivolgersi direttamente alle emozioni degli ascoltatori coinvolgendoli in quanto veri e propri attori nel processo di produzione di senso.
12,00

Dentro i Nirvana. Nichilismo e poesia

di Paola Siragna

editore: Mimesis

pagine: 128

Questo libro si propone di affrontare la produzione della band sotto diverse angolazioni, trovando all'interno dei brani più significativi riferimenti letterari, filosofici e artistici che permettano una visione più profonda della loro poetica. Il testo, volutamente scevro da sterili pettegolezzi sulla vita (e sulla morte) di Kurt Cobain, si concentra sulla sua figura di musicista tormentato e sensibile, inquadrandolo nell'ambiente socioculturale in cui è cresciuto. L'esclusiva intervista alla violoncellista Lori Goldston, che collaborò con la band per il celebre "Mtv Unplugged", offre una visione più ravvicinata della figura del cantante e del panorama musicale di Seattle. Conclude il volume una playlist "alternativa" che racchiude brani di differenti artisti e gruppi che ben rappresentano le molteplici sfaccettature del grunge.
10,00

La filosofia di Miles Davis

di Dona` Massimo

editore: Mimesis

pagine: 125

Scrivere di Miles Davis significa non solo doversi confrontare con uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo, ma anche
10,00

Filosofia dei Queen. Fra arte, teatralità ed eclettismo

di Paola Siragna

editore: Mimesis

pagine: 97

Band dai molti volti e dal repertorio spettacolare, i Queen hanno segnato la storia della musica e conquistato un posto nella storia della cultura pop. Più che sull'immagine dirompente di Freddie Mercury e del suo gruppo, questo libro si concentra sulla musica dei Queen. Il mix messo in campo è vasto e accattivante: dallo spiccato senso retorico dei testi, all'amore per la lirica e le sonorità della classica. Una ricchezza che si poteva tenere insieme solo con la passione e il pensiero condivisi. Proprio a ritroso, nella storia, e nel futuro di questo pensiero ci porta il libro di Paola Siragna.
8,00

Brian Eno. Filosofia per non musicisti

di Leonardo V. Arena

editore: Mimesis

pagine: 66

Brian Eno come filosofo e pensatore il cui influsso si estende nei campi più ampi, dalla metafisica all'estetica, dall'etica alla narrazione. Definibile "non musicista" per la sua concezione taoista della vita, aliena dal fare presuntivo e dall'interventismo, vicina anche all'estetica zen del wabi-sabi. La tecnica della registrazione come opera d'arte.
6,00

La filosofia di David Sylvian. Incursioni nel rock postmoderno

di Leonardo V. Arena

editore: Mimesis

pagine: 64

David Sylvian visto come filosofo in accordo con lo spirito postmoderno, che invalida l'identità e la mantiene sul piano del non suono, nel tormentato rapporto io/altri. Se ne analizzano le opere, specie dell'ultimo periodo, i testi e lo stile di vita (Tao). Ne emerge il ritratto di un personaggio che si abbevera all'Oriente e all'Occidente, facendo della musica l'obiettivo di un percorso di autorealizzazione, che lo ha portato, gradualmente, a concepire una nuova visione dell'arrangiamento, sempre più spogliato dei suoi orpelli e capace di magnificare la voce, senza che questa, peraltro, sia debordante. Sylvian mostra a tutti noi come il silenzio possa diventare parte integrante e precipua della musica in direzione del nonsense o recupero della propria nudità esistenziale.
6,00

La filosofia di John Cage. Per una politica dell'ascolto

di Giacomo Fronzi

editore: Mimesis

pagine: 165

A due anni dalle celebrazioni per il centenario della nascita e il ventennale della morte, si continua a parlare di John Cage (1912-1992), personaggio di assoluto rilievo nel panorama artistico-musicale internazionale, che si colloca - come ha scritto Richard Kostelanetz - tra le menti più radicali del Novecento. Ma Cage era più compositore che filosofo o più filosofo che compositore? In questo volume, non si focalizza (sol)tanto l'attenzione su questo quesito, ma si cercano di bilanciare le diverse chiavi interpretative, privilegiando però una lettura estetica (quindi, filosofica) del pensiero musicale cageano, inteso come banco di prova e, allo stesso tempo, come laboratorio sperimentale di alcune tra le idee che hanno segnato gli sviluppi delle arti nel XX secolo.
10,00

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