fbevnts I Meridiani. Paperback - tutti i libri della collana I Meridiani. Paperback, Mondadori - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Mondadori: I Meridiani. Paperback

Da una lastra di deserto. Lettere dal fronte a Gherardo Marone

di Giuseppe Ungaretti

editore: Mondadori

pagine: 295

"Mio Gherardo, qualche soldato canta; da una baracca all'altra si tenta il coro; [...] qualche aeroplano gironza; la tua arriva; si fa un gran silenzio d'armi." Dal 18 aprile 1916 all'ottobre 1918 Giuseppe Ungaretti, al fronte col 19° Fanteria, intrattiene una fitta corrispondenza con Gherardo Marone, "un giovine che s'appassiona, un giovine di vocazione", direttore a Napoli della rivista letteraria "La Diana". Le lettere, le cartoline e i telegrammi - a cui Ungaretti spesso allega le poesie da pubblicare sulla "Diana" -, oltre a raccontare il sorgere di una salda amicizia e di un sodalizio intellettuale, testimoniano la genesi della grande poesia di Ungaretti, quella che il mondo conoscerà grazie a "Il Porto Sepolto" (1916), "Allegria di Naufragi" (1919) e "L'Allegria" (1931). Questa edizione delle lettere a Marone riunisce, ordina e commenta sia quelle conservate alla Biblioteca Nazionale di Napoli, sia quelle fortuitamente ritrovate nei mercati di Porta Portese e di Salerno, ora conservate all'Archivio del Novecento della "Sapienza" di Roma, e dà testimonianza del miracolo per cui in mezzo all'orrore può prodursi quel "gran silenzio d'armi" da cui fiorisce la poesia.
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Lo Stechlin

di Fontane Theodor

editore: Mondadori

pagine: XI-443

Come scrive Theodor Fontane, il romanzo in fondo racconta solo della morte di un vecchio e del matrimonio di due giovani
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Cioccolata a colazione

di Pamela Moore

editore: Mondadori

pagine: 265

Dopo il divorzio dei genitori, la quindicenne Courtney Farrell vive tra Manhattan, dove lavora il padre, e Hollywood, dove la
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Monarchia. Testo latino a fronte

di Dante Alighieri

editore: Mondadori

pagine: 661

"La Monarchia temporale, che chiamano 'Impero', è dunque il principato di uno solo e al di sopra di tutti, nel tempo ovvero in ciò e sopra di ciò che ha dimensione temporale. Ora intorno ad essa sorgono tre principali questioni: in primo luogo appunto sorge la questione, se essa sia necessaria al buono stato del mondo; in secondo luogo, se il popolo romano abbia rivendicato a sé di diritto l'ufficio di Monarca; e in terzo luogo, se l'autorità del Monarca dipenda da Dio immediatamente oppure da un ministro o vicario di Dio." È Dante stesso a porre le questioni dottrinali che intende affrontare nel suo trattato. Forme e lingua - il latino - sono quelle tradizionali della trattatistica; rivoluzionarie invece le tesi sostenute, quelle "intemptate veritates" che fanno della "Monarchia" l'"espressione dottrinale del problema del dualismo permanente e della tensione concorrenziale tra due poli, lo spirituale e il temporale". Si tratta di "un'opera che nella tradizione giuridico-politica europea condensa in modo originale, per rielaborarlo in chiave rivoluzionaria, un ampio retaggio d'idee e di dottrine", come afferma Diego Quaglioni, noto studioso di diritto medievale, cui si deve il commento.
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Giuseppe e i suoi fratelli

di Thomas Mann

editore: Mondadori

pagine: 383

"Faccio iniziare la storia della vita di Giuseppe, il primogenito della graziosa e bella Rachele, intorno al 1400 a.C, quando in Egitto regnavano i due più famosi Amenhotep, III e IV, da cui risulta che Giuseppe non era 'realmente' il pronipote dell'uomo che da Charran in Mesopotamia emigrò per primo nelle terre occidentali, perché Abramo era vissuto seicento anni prima, al tempo di Hammurapi, il legislatore. Ciò non impedisce che il grazioso e bel Giuseppe si ritenesse suo pronipote, perché la difficoltà, fonte di grandissimo diletto, consiste nel fatto che io racconto di uomini i quali non sanno precisamente chi sono, e perciò la coscienza del loro 'Io' si fonda molto meno sulla chiara distinzione del punto in cui, tra passato e futuro, si situa la loro esistenza che sulla identità col proprio 'tipo' mitico..." (Thomas Mann)
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Giuseppe e i suoi fratelli

di Thomas Mann

editore: Mondadori

pagine: 536

"In 'Giuseppe e i suoi fratelli' si è voluto vedere un romanzo sugli Ebrei, anzi per gli Ebrei. La scelta dell'argomento veterotestamentario non fu certo un caso. Essa era senza dubbio in segreta, testarda e polemica relazione con tendenze del tempo che mi ripugnavano visceralmente, con il razzismo giunto in Germania a livelli inauditi, che costituisce una componente fondamentale del volgare mito fascista. Scrivere un romanzo che è una sorta di monumento allo spirito ebraico era attuale, proprio perché appariva inattuale. Ed è vero, il mio racconto si attiene con una fedeltà sempre per metà scherzosa ai dati della Genesi e spesso va letto come esegesi e amplificazione della Torah, come un midrash rabbinico." (Thomas Mann)
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Giuseppe e i suoi fratelli

di Thomas Mann

editore: Mondadori

pagine: 777

"Il terzo 'Giuseppe' per il suo contenuto erotico è la parte più romanzesca di un'opera che nella sua totalità richiedeva di fare del romanzo qualcosa di diverso rispetto a quanto s'intende comunemente. La variabilità di questa forma letteraria è sempre stata molto grande. Ma oggi sembra quasi che nell'ambito del romanzo rientri soltanto quel che non è più romanzo. Forse è sempre stato così. Per quanto riguarda 'Giuseppe in Egitto', nonostante tutta la psicologia, si troverà stilizzato in senso mitico anche l'elemento romanzesco-erotico, il che vale specialmente per la satira sessuale di invenzione fiabesca racchiusa nelle figure dei due nani. 'Giuseppe in Egitto' mi appariva senz'ombra di dubbio o quasi il culmine poetico dell'opera, anche per la riabilitazione in senso umano che mi ero proposto, l'umanizzazione della figura della moglie di Potifar, la storia dolorosa della sua passione per il maestro di palazzo cananeo al servizio del marito tale solo di nome." (Thomas Mann)
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Giuseppe e i suoi fratelli

di Thomas Mann

editore: Mondadori

pagine: 694

"'Giuseppe e i suoi fratelli' non è un romanzo sugli Ebrei, ma un canto allegro e serio al tempo stesso che celebra l'uomo e fa discendere la sua benedizione non solo sul pupillo di Giacobbe, trascinato dalla vita a compiere un apprendistato tanto severo quanto splendido, ma sull'umanità stessa. Ho avuto cura di caratterizzare Giuseppe come una natura d'artista ed è certamente una benedizione quale si conviene a un artista quella che egli riceve dal padre. Il fascino umano che emana la condizione di ogni artista consiste in questa doppia benedizione: quella che discende dall'alto e quella dell'abisso; è il fascino dei sensi che si fanno spirito e dello spirito che diviene corpo; è una dote che discende dal fondamento materno della vita, dalla sfera dell'istinto, del sentimento, del sogno, della passione; ed è dote che discende dalla sfera paterna della luce dello spirito, della ragione, dell'intelletto, del giudizio ordinatore." (Thomas Mann)
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Il professor Unrat (L'angelo azzurro)

di Heinrich Mann

editore: Mondadori

pagine: 305

Celebre romanzo di Heinrich Mann che il film "L'Angelo Azzurro" con Marlene Dietrich ha reso leggendario, "Il professor Unrat" narra la crudele parabola esistenziale di un attempato insegnante che si innamora alla follia, e fino all'abiezione e alla perdizione, della sciantosa di un cabaret e, in feroce competizione con tre suoi allievi, riesce a ingraziarsela e perfino a sposarla. Enorme è lo scandalo che il dissoluto professore provoca in città violando le regole di decoro e rispettabilità piccolo-borghese di cui è stato per decenni l'occhiuto custode. La postfazione del presidente della Società Psico-analitica Italiana Antonino Ferro interpreta il romanzo come allegoria del rapporto tra le età della vita e le loro dolorose transizioni, e mette in luce i simboli e i sintomi nascosti della disperazione di un uomo che si oppone selvaggiamente alla vecchiaia e alla morte; ma riflette anche sulla universalità dei meccanismi difensivi che mettiamo in atto quando siamo costretti ad affrontare la sofferenza che scaturisce dalla solitudine, dalla paura e dal venir meno di ogni idea di futuro.
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14,00

Poesie. Testo tedesco a fronte

di Paul Celan

editore: Mondadori

pagine: 1632

La poesia di Celan, influenzata da Mallarmé, dall'espressionismo e dal surrealismo, è incentrata principalmente sulla problematica etica e metafisica (metafisica del Male) connessa con la persecuzione e il genocidio del popolo ebraico; ma al di là di questa connessione storicamente condizionata essa acquista una valenza universale, che la rende perennemente di attualità e rapportabile a questioni di fondo della nostra civiltà contemporanea. Questo volume presenta il corpus completo del poeta, costituito da nove raccolte, tutte con testo tedesco a fronte e tradotte da Giuseppe Bevilacqua, al quale si devono anche l'introduzione e le note.
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30,00

Tutte le liriche. Testo tedesco a fronte

di Friedrich Hölderlin

editore: Mondadori

pagine: 2095

"Il mio primo incontro con Hölderlin è avvenuto nel momento in cui stavo entrando all'università, avevo diciassette anni e iniziavo le frequenze a Padova. Un amico mi fece avere una vecchia edizione di Hölderlin in caratteri gotici, assicurandomi che avrei riconosciuto senza alcun dubbio un grande poeta, e io cominciai, col poco tedesco che avevo, a decifrarlo." (dall'introduzione di Andrea Zanzotto)
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32,00

Il buon soldato

di F. Madox Ford

editore: Mondadori

pagine: 250

Con tono divagante e ipnotico virtuosismo, John Dowell racconta la storia di cui è insieme narratore e protagonista, "la più triste che abbia mai sentito". Vittima degli inganni della moglie, l'apparentemente ingenuo Dowell svela a un silenzioso ascoltatore le sofferte relazioni sentimentali e l'incrocio di amori che legano lui e sua moglie, ricchi americani, a una coppia di nobili inglesi, gli Ashburnham, abituati a incontrarsi ogni anno in una elegante località termale in Germania. Il lettore è presto catturato dalle rivelazioni inattese che riguardano soprattutto il capitano Edward Ashburnham, prototipo del "buon soldato" e tuttavia pronto a tradire ogni codice morale in nome di un'inesausta passione per donne giovani e indifese. Impressionistico ritratto delle tensioni tra vecchio e nuovo mondo, Europa e America, cattolicesimo ed etica protestante, la conservazione di un ordine antico e una modernità esuberante, il romanzo-confessione di Ford assomiglia a una lunga ammaliante seduta di psicoanalisi che delinea il clima sofisticato e decadente degli anni che precedono lo scoppio della Prima guerra mondiale. Introduzione di Enrico Terrinoni.
Fuori catalogo
15,00

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