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Mondadori: Strade blu non fiction

La terra dei Narcos. Inchiesta sui signori della droga

di Hernández Anabel

editore: Mondadori

pagine: 464

In un Paese come il Messico, straziato dalla povertà, per molte famiglie contadine il mondo del narcotraffico è spesso l'unico
19,00

Il clan degli invisibili

di Giovanni Tizian

editore: Mondadori

pagine: 171

San Michele, Calabria, metà anni Novanta. Nella piazza del paese, sei ragazzi giocano a pallone con una testa umana mozzata. Fedeli al destino che i padrini hanno scritto per loro crescendoli a pane e violenza. Saranno i boss della nuova 'ndrangheta, quella che, in giacca e cravatta, traghetterà la "famiglia" dall'Aspromonte nel mercato globale. Gigi "Carne di porco", consulente finanziario a Milano. Ciccio "il Bianco", proprietario terriero in Colombia. Giampaolo "Bulgari", immobiliarista in Costa Azzurra. Francis "u Spice", titolare di una catena internazionale di ristoranti. Simone "u Dutturi", uomo politico. E Demetrio, "il Signorino", rimasto in Calabria a muovere i fili dell'organizzazione. Pur lontani, i sei compari sono indissolubilmente legati dal giuramento "d'onore" al clan De Pasquale, una cosca che si è trasformata in un comitato d'affari e gestisce i propri traffici con la spietata arroganza di chi si sente intoccabile, grazie alla connivenza o alla complicità di persone insospettabili, manager di spicco, e persino "servitori dello Stato". Poi, un giorno, accade qualcosa. In una Bologna divenuta preda, ancora inconsapevole, della criminalità organizzata, Libero e Luigi, due giornalisti che hanno fatto dell'impegno civile una ragione di vita, con le loro inchieste sulle infiltrazioni mafiose al Nord riescono a tracciare la mappa dell'impero De Pasquale e minacciano di strappare la maschera dal volto degli Invisibili...
17,00

La guerra dei nostri nonni. (1915-1918): storie di uomini, donne, famiglie

di Aldo Cazzullo

editore: Mondadori

pagine: 248

La Grande Guerra non ha eroi. I protagonisti non sono re, imperatori, generali. Sono fanti contadini: i nostri nonni. Aldo Cazzullo racconta il conflitto '15-18 sul fronte italiano, alternando storie di uomini e di donne: le storie delle nostre famiglie. Perché la guerra è l'inizio della libertà per le donne, che dimostrano di poter fare le stesse cose degli uomini: lavorare in fabbrica, guidare i tram, laurearsi, insegnare. Le vicende di crocerossine, prostitute, portatrici, spie, inviate di guerra, persino soldatesse in incognito, incrociano quelle di alpini, arditi, prigionieri, poeti in armi, grandi personaggi e altri sconosciuti. Attraverso lettere, diari di guerra, testimonianze anche inedite, "La guerra dei nostri nonni" conduce nell'abisso del dolore. Ma sia le testimonianze di una sofferenza che oggi non riusciamo neppure a immaginare, sia le tante storie a lieto fine, come quelle raccolte dall'autore su Facebook, restituiscono la stessa idea di fondo: la Grande Guerra fu la prima sfida dell'Italia unita; e fu vinta. L'Italia poteva essere spazzata via; dimostrò di non essere più "un nome geografico", ma una nazione. Questo non toglie nulla alle gravissime responsabilità, che il libro denuncia con forza, di politici, generali, affaristi, intellettuali, a cominciare da D'Annunzio, che trascinarono il Paese nel grande massacro. Ma può aiutarci a ricordare chi erano i nostri nonni, di quale forza morale furono capaci, e quale patrimonio portiamo dentro di noi.
17,00

Loro mi cercano ancora. Il coraggio di dire no alla 'ndrangheta e il prezzo che ho dovuto pagare

editore: Mondadori

pagine: 204

Vivere con una taglia sulla testa, troncando ogni legame, in fuga perenne dal proprio passato. Perché trascorrono i decenni, "ma la 'ndrangheta non ti dimentica". Con questo pensiero vive ogni giorno Maria Stefanelli, dal 1998 testimone di giustizia contro l'organizzazione criminale dentro cui è nata e cresciuta. Nella speranza di scampare alle insostenibili vessazioni di una famiglia arcaica e oppressiva finisce per sposare, in un matrimonio d'affari combinato dai fratelli, un boss di rango di una cosca mafiosa attiva tra il Piemonte e la Calabria. Da lì ha inizio il suo incubo: una vita al servizio degli affari criminali del marito, fra il traffico di droga e armi e la ricerca di espedienti per evitare il carcere. La spirale di brutalità, di cui sarebbe vittima anche sua figlia, la convincono a denunciare quello che sa agli investigatori e iniziare il percorso della collaborazione con la giustizia. Il suo è un tradimento imperdonabile agli occhi della mafia, un'onta da punire con la vendetta. Una scelta coraggiosa, perché l'ombra della ritorsione oscurerà per sempre ogni sua giornata: non basteranno a darle serenità la nuova città e il nome di copertura previsti dal programma di protezione per lei e la figlia. Proprio alla figlia, che come lei ha pagato il prezzo di nascere in una famiglia criminale e ha subito le restrizioni di una vita da fuggiasca, decide oggi di raccontare senza reticenze la cruda verità sul loro passato.
17,00

Dura solo un attimo, la gloria. La mia vita

di Zoff Dino

editore: Mondadori

pagine: 172

Ho giocato a calcio per quarant'anni, di cui undici di fila, senza riposarmi mai, nemmeno per una domenica, nemmeno con la feb
17,00

Le mamme ce la fanno. Storie di donne sempre in bilico tra famiglia, scuola e lavoro

di Gualmini Elisabetta

editore: Mondadori

pagine: 140

SpiderJack usa l'iPad come fosse un disco volante e quando non insegue un pallone fa ragionamenti astutissimi; Spiga di Grano
16,00

Davide e Golia. Perché i piccoli sono più forti dei grandi

di Malcolm Gladwell

editore: Mondadori

pagine: 275

Tremila anni fa nella valle di Elah ha avuto luogo uno dei duelli più famosi della storia: il giovane pastore Davide, con una semplice fionda e qualche ciottolo, affronta e sconfigge il potente guerriero filisteo Golia. Una vittoria miracolosa, narra la Bibbia; uno scontro in cui chi era partito in apparente svantaggio esce trionfante a dispetto di ogni previsione. Questa, almeno, è la versione dei fatti che è stata tramandata nel corso dei secoli. La vittoria di Davide fu sorprendente, miracolosa: in quelle circostanze non avrebbe dovuto vincere. O invece sì? Muovendo dal racconto biblico, da sempre considerato la metafora della vittoria improbabile, in "Davide e Golia" Malcolm Gladwell ci accompagna in un viaggio attraverso confronti ritenuti impossibili, osservando che cosa accade quando una persona normale fronteggia un "gigante", vale a dire una situazione sfavorevole, una disabilità svantaggiosa o una sfida proibitiva. E l'affronta ad armi impari. Che cosa è disposta a mettere in gioco? Quali strategie intende adottare? Deve seguire le regole o l'istinto? Perseverare o rinunciare? L'atto di confrontarsi con situazioni estremamente difficili, ci dice Gladwell, spesso genera il coraggio, la determinazione e la creatività indispensabili per aprire nuove opportunità e rendere possibili cose altrimenti inimmaginabili. E consente anche di vedere i "giganti" con occhi diversi, scoprendo proprio nelle qualità in cui sembra risiedere la loro forza un motivo di grande fragilità.
18,00

Scrivilo in cielo

di Fabio Caressa

editore: Mondadori

pagine: 239

È trascorso qualche anno dall'estate a Villalago in cui Diego e i suoi quattro amici, protagonisti de "Gli angeli non vanno mai in fuorigioco", hanno "miracolosamente" vinto il torneo di calcio a 5 under 14. Il sindaco, padre di Nadia, abbandonata la politica si è trasferito per lavoro ad Alessandria e ha comprato la squadra di calcio locale, portandola in serie A. Ma un incidente stradale trasforma la festa della promozione in una tragedia, e Nadia dovrà sostituirsi al padre nella gestione della squadra abbandonata dagli sponsor. Ad aiutarla a salvare i "grigi", ancora una volta sarà il misterioso Vecchio, ricomparso dal nulla, che paga all'Alessandria l'iscrizione al campionato e mette insieme, a costo zero, una formazione in cui a giovani calciatori sconosciuti e con storie spesso assai strane si mescolano vecchie glorie sulla via del tramonto: un'armata Brancaleone guidata da un tecnico che sembra più vecchio del Vecchio... Il campionato di questa improbabile squadra fornisce a Fabio Caressa l'occasione per raccontare alcuni episodi realmente accaduti, caratterizzati da una nota "miracolistica": Lorenzo Filippini che segna il suo primo gol in serie A nel giorno della scomparsa di un suo caro amico e compagno, Roberto Mancini e il Manchester City che in una finale da cardiopalma vincono il campionato negli ultimi due minuti dopo sessant'anni, il dito verso il cielo di Marco Materazzi che nel finale mondiale 2006 salta più di sempre...
17,00

Cosa pensano di noi. Gli uomini raccontano il sesso e le donne

di Luisella Costamagna

editore: Mondadori

pagine: 190

Cosa pensano gli uomini delle donne, quando fanno sesso? Cosa li sconvolge, li affascina, li conquista? Che cosa immaginano? E cosa invece li spaventa, o anche soltanto li preoccupa? Questo libro è un viaggio in un mondo - quello della sessualità maschile - che per le donne (nonostante se ne parli in abbondanza) resta in gran parte misterioso. Anche perché, spesso, si omette di interpellare proprio loro, i diretti interessati. Un viaggio in cui gli intervistati, uomini di tutte le età e professioni, mettono a nudo - in modo diretto, esplicito, talvolta anche crudo (ma mai privo di irresistibili lampi di ironia) - le loro esperienze sessuali più entusiasmanti o deludenti, le loro fantasie erotiche, le ossessioni, le perversioni, le fissazioni, le tenerezze, le debolezze, le défaillaces. Un incalzare di domande frontali e provocatorie - meglio la donna rifatta o quella nature? la ventenne o la matura? scegli tu o sceglie lei? a due o a tre? e i trans? le chat bollenti? il bondage? - e di risposte spiazzanti che sfatano molti dei luoghi comuni sul "maschio", cacciatore, istintivo, dominante. Ma anche, e soprattutto, che tracciano in controluce un inatteso affresco dell'universo femminile visto da un osservatorio davvero particolare: il letto e i suoi dintorni. Senza giri di parole. Proprio come ne parlano gli uomini fra loro, al bar o nello spogliatoio del calcetto. Lontano anni luce dal bon ton e dal politically correct.
17,00

Internet non salverà il mondo

di Evgeny Morozov

editore: Mondadori

pagine: 452

Nell'utopia dei "geek", i fanatici della tecnologia digitale, in un futuro molto prossimo poderosi sistemi informatici di raccolta dati e misurazioni statistiche consentiranno di monitorare ogni aspetto della nostra vita, fornendo risposte risolutive a tutte le più scottanti questioni del nostro tempo, dalla povertà all'inquinamento, dalla corruzione alla criminalità, dall'obesità allo smaltimento dei rifiuti. Questo "grande esperimento migliorativo" è visto come un processo ineluttabile e definitivo, e segnerà una svolta epocale nella storia dell'umanità. L'obiezione mossa da Evgeny Morozov a questa straordinaria quanto ingenua prospettiva di perfezionamento telematico del pianeta parte dalla critica ai due cardini ideologici che la sostengono. Da un lato il "soluzionismo", ovvero l'idea che per qualsiasi problema esiste un rimedio digitale; dall'altro l'"internet-centrismo", ovvero la teoria per cui tutti gli ambiti dell'esistenza, per diventare migliori, devono modellarsi sulle caratteristiche della Rete, evitando in ogni modo di intralciarne o limitarne l'ecosistema. Consapevole di fronteggiare un nemico agguerrito e subdolo, Morozov si propone di smascherare l'idolatria di "Internet", che propone il miraggio di una vita individuale e sociale, fisica e psicologica, senza intralci. L'illusione che tutto possa essere corretto e sanato può infatti avere effetti disastrosi sulla capacità dell'uomo di convivere con la complessità.
19,00

Vi racconto il nostro futuro

di Federico Rampini

editore: Mondadori

pagine: 61

Inviato d'eccezione in America e in Asia, Federico Rampini ripercorre la propria storia di viaggiatore e, soprattutto, di reporter attento alle dinamiche della globalizzazione, per raccontarci, attraverso le sue esperienze nei luoghi "caldi" della modernità, il nostro presente, senza dimenticare quello che potrebbe essere il nostro futuro. Il viaggio inizia dal grande Sogno americano, che l'autore rivisita in chiave autobiografica parlando della sua "iniziazione" giovanile nella California degli anni Settanta, la culla di tutte le rivoluzioni, sociali e tecnologiche, dei grandi movimenti di rivolta e del mondo digitale, della società multietnica ma anche degli esperimenti conservatori che hanno segnato il capitalismo americano. Fino alla Grande Contrazione, che ha precipitato gli Stati Uniti lungo la china della decadenza, tanto più innegabile dopo l'irruzione nel "paesaggio" globale della Cina e di altri paesi emergenti. Attraverso la rievocazione di luoghi, personaggi, atmosfere, Rampini, che ha vissuto diversi anni a Pechino, descrive una civiltà ricchissima di storia e di cultura, ma dilaniata dalla corruzione e governata da un potere politico autoritario che continua a calpestare i più elementari diritti umani. E mentre il centro della Storia slitta verso Oriente, qual è il posto dell'Europa e, in particolare, dell'Italia? Che cosa significa per noi vivere in questa epoca di straordinario rovesciamento dei rapporti di forza?
12,90

Un gettone di libertà

di Massimiliano Verga

editore: Mondadori

pagine: 184

"La paternità non è un fatto di sangue. Per come la vedo io, la paternità è qualcosa d'altro: è un susseguirsi di domande e voglia di esserci. Non esiste un manuale di istruzioni sulla paternità buono per tutte le occasioni. Esiste soltanto una risma di fogli bianchi che i tuoi figli ti aiutano a riempire. Fogli pieni di inevitabili errori, poesie improvvisate, arrabbiature ricorrenti, dolci sorprese. Fogli dove giorno dopo giorno annoti i tuoi goffi tentativi di regalare loro il dono più prezioso: quello di essere liberi e di non rinunciare mai a essere se stessi. Dei miei tre figli, uno è disabile. Moreno non vede, non parla e non può capire quasi nulla di quello che gli succede intorno. Moreno non sarà mai un uomo libero, anche se io fossi il padre migliore del mondo. Perché Moreno non può scegliere. Con Jacopo e Cosimo, posso provare a mettere nelle loro tasche un gettone di libertà. Magari minuscolo e un po' ammaccato. Ma posso sperare di riuscirci. Con Moreno, invece, so che non sarà mai possibile. Insomma, ho imparato presto che alcune partite non si potranno mai vincere. (In questo, essere interisti aiuta...) E col tempo ho anche imparato che, in ogni caso, non è soltanto la tua responsabilità di padre a importi di giocarle." A due anni dalla pubblicazione di "Zigulì", Massimiliano Verga racconta gli ultimi dodici, e decisivi, anni della sua esistenza in una sorta di cronaca-riflessione sulla paternità.
16,50

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