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Mondadori: Strade blu non fiction

Impresa impossibile. Storie di italiani che hanno combattuto e vinto la crisi

editore: Mondadori

pagine: 132

Sono tante le facce di italiani perbene che mi tornano in mente
16,50

Il texano dagli occhi di ghiaccio. Lance Armstrong, il Tour de France e il più grande scandalo sportivo di tutti i tempi

editore: Mondadori

pagine: 430

Ha mai fatto uso di sostanze o pratiche proibite per migliorare le prestazioni sportive? Per quindici anni, a questa domanda L
18,00

La tomba degli imperi. Uomini, armi e strategie: storie del conflitto afghano

di Gastone Breccia

editore: Mondadori

pagine: 279

"Sappiamo bene perché siamo qui. Siamo meno sicuri di capire perché ce ne stiamo andando." Afghanistan occidentale, primavera 2011. Tra le migliaia di militari italiani che svolgono il loro servizio nell'ambito del Regional Command West (province di Herat, Farah, Ghor e Badghis) non ci sono molti dubbi sulla legittimità e la natura della missione ISAF (International Security Assistance Force) in cui sono impegnati: i talebani hanno offerto asilo e protezione a Osama bin Laden, e gli attentati dell'11 settembre 2001 hanno quindi giustificato di fronte agli occhi e alla coscienza del mondo l'intervento della coalizione occidentale per rovesciare il loro regime. In seguito, la situazione interna ha reso necessario prolungare la presenza armata nel paese per garantire la sicurezza della popolazione e una possibilità di sviluppo all'economia e alla società civile. Ma la missione che sta per concludersi è davvero compiuta? L'Afghanistan si sta avviando verso un futuro di pace e progresso? Il governo creato all'indomani della vittoria sui talebani, guidato da Hamid Karzai, è in grado di garantire la sicurezza interna, come implicherebbe il passaggio delle consegne ormai in via di completamento tra le truppe NATO e i reparti dell'esercito e della polizia di Kabul? Gastone Breccia, che ha trascorso un periodo in Afghanistan con la brigata Folgore, ci fa da guida nella quotidianità della missione ISAF.
17,50

Il mistero delle sette sfere. Cosa resta da esplorare: dalla depressione di Afar alle stelle più vicine

di Giovanni F. Bignami

editore: Mondadori

pagine: 178

Questo libro racconta la straordinaria storia passata, presente, ma soprattutto futura, dell'esplorazione umana, scandita attraverso sette sfere concentriche (dalla più vicina alla più distante dalla Terra). Ci accompagnano in questo divertente viaggio, tra finzione e realtà, due guide d'eccezione: Jules Verne e Wernher von Braun. Si parte dalla sfera 0, quella della Terra, dove oggi rimane ben poco da scoprire. È invece quasi tutta da esplorare la sfera -1, o dell'Oceano, con i suoi tesori e i suoi misteri. E lo stesso vale per la sfera -2, il centro fuso della Terra. Allontanandoci dal nostro pianeta, ecco la sfera +1, del Cielo, 300 km sopra di noi, dove veleggia maestosa la Stazione spaziale. Le nostre tappe successive, le sfere +2 e +3, sono quelle della Luna e di Marte. Infine, l'ultima sfera, + 4, o "delle stelle fisse", fino ad Alpha Centauri, a cui arriveremo con velocità pari a una frazione della velocità della luce. Oggi non sappiamo come andarci, ma sappiamo perché: per trovare, ne siamo praticamente certi, un nuovo pianeta, la Nuova America.
17,50

Ricordati di dimenticare la paura. Cosa fa di un atleta un uomo felice

editore: Mondadori

pagine: 201

Una carabina sgangherata, un manuale di tiro scritto in cirillico ("ma con molte illustrazioni"), un bersaglio perennemente occupato da una coppia di colombi che ha fatto il nido "nel posto più sbagliato della terra". Ma soprattutto tanta, tanta voglia di vincere. Il giovane Niccolò Campriani è uno studente d'ingegneria ma è anche il miglior tiratore "in piedi" mai nato nella storia del suo sport. Un predestinato. Nel giorno più importante della sua vita, alle Olimpiadi di Pechino del 2008, proprio nell'istante in cui sta per stringere tra le mani quello che ha sempre sognato, la medaglia d'oro, scopre di avere un avversario imprevisto e imbattibile. L'ultimo colpo. Quello decisivo. Il "blocco dell'ultimo colpo" si rivela un problema più grande del previsto. E per superarlo, Niccolò finisce per lasciare l'Italia e rifugiarsi in America. Lì, intraprende un viaggio dentro se stesso, alle origini dell'ambizione, alle radici stesse della propria essenza di uomo, tra i sogni di gloria e gli equivoci imposti da un ambiente e un paese, l'Italia, che non sa più vincere, ma neppure più perdere. Quattro anni di studio, allenamenti e riflessioni da "cervello in fuga", per scoprire infine che "tra il mirino e il bersaglio non c'è solamente aria e distanza", ma anche paura. Paura di fallire e di deludere gli altri e soprattutto se stessi. Paura, insomma, di dover fare i conti con la propria identità.
17,00

Facciamoci avanti. Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire

di Sheryl Sandberg

editore: Mondadori

pagine: 273

La condizione femminile, negli ultimi anni, è indubbiamente migliorata: rispetto alla generazione che le ha precedute, le donne di oggi hanno più facilmente accesso agli studi universitari, hanno migliori opportunità di lavoro, hanno finalmente la possibilità di decidere della propria vita. Eppure, nonostante questi progressi, gli uomini detengono ancora la stragrande maggioranza delle posizioni di potere nella politica e negli affari, mentre le donne sono ancora poco ascoltate quando si tratta di prendere decisioni che influiscono sulla vita della collettività. Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook, di recente nominata da "Time" una delle 100 persone più influenti al mondo, esamina le ragioni del mancato progresso delle donne verso ruoli di leadership, ne spiega le cause di fondo e offre soluzioni semplici e convincenti per aiutarle a realizzare pienamente il loro potenziale. Sheryl si avvale di dati statistici e studi scientifici utili a superare le ambiguità e i pregiudizi che circondano le vite e le scelte delle donne che lavorano, ma soprattutto si affida alla propria esperienza e racconta delle decisioni, degli errori, delle battaglie quotidiane che ha condotto per portare avanti le scelte giuste per sé, per la propria carriera e la propria famiglia. Descrive i passi necessari per riuscire a conciliare il successo professionale e la realizzazione personale... Con una prefazione di Daniela Riccardi.
17,00

Le fondamenta della città. Come il Nord Italia ha aperto le porte alla 'ndrangheta

di Giuseppe Gennari

editore: Mondadori

pagine: 231

Perché la 'ndrangheta è arrivata in Lombardia? Come si è organizzata? Quali sono i settori in cui opera? Perché la criminalità calabrese ha così tanto successo al Nord? È solo una questione di contagio sociale o sono stati i lombardi ad aprire le porte alla 'ndrangheta? Il monopolio del movimento terra e il recupero crediti, il controllo della distribuzione di pacchi TNT e quello del mercato dei venditori ambulanti di panini. Ma anche l'omertà degli imprenditori e quella delle vittime dell'usura, i rapporti con i politici locali, i collaboratori. E poi, commercialisti, banche, medici, impiegati, avvocati, carabinieri, poliziotti: un lunghissimo elenco di gente "comune" che scambia favori con membri della criminalità organizzata; il cosiddetto capitale sociale della 'ndrangheta, cioè quel contesto relazionale che non commette specifici reati, ma che moltiplica le capacità di guadagno dell'organizzazione. Questo libro unisce all'impatto emozionale delle storie narrate il fatto che a raccontarle è un magistrato, il massimo esperto di criminalità organizzata al Nord. Giuseppe Gennari accompagna per mano il lettore dentro gli oscuri meccanismi giudiziari, spiegando alcuni aspetti "tecnici" e lo fa con parole estremamente semplici e sempre con esempi concreti. Con l'obiettivo di coinvolgere il lettore e, allo stesso tempo, di far capire come funzionano oggi realmente le cose per la giustizia.
17,00

Quanto è abbastanza

Di quanto denaro abbiamo davvero bisogno per essere felici? (Meno di quello che pensi)

editore: Mondadori

pagine: 305

Che cosa intendiamo per "vita buona"? Quali e quanti beni devono esserci garantiti per poterla vivere? Queste domande nascono
17,50

Alla fine resta l'amore

di Mehler Claudia

editore: Mondadori

pagine: 240

S
16,50

Il Re della Cocaina. La mia vita con Roberto Suárez Gómez e la nascita del primo narco-stato

di Ayda Levy

editore: Mondadori

pagine: 226

Conosciuto sulla stampa internazionale come "il Re della Cocaina", Roberto Suárez Gómez a metà degli anni Settanta inviava quasi due tonnellate di pasta di coca al giorno dai suoi laboratori nella giungla boliviana ai soci del cartello di Medellín, detentori del know how della raffinazione della droga. La sua compagnia, La Corporación, definita "la General Motors della cocaina", nel giro di pochi anni raggiunse il monopolio assoluto della produzione e del traffico di questa sostanza verso Stati Uniti ed Europa. Erede di una ricca famiglia di imprenditori che fondarono all'inizio del secolo scorso l'impero del caucciù, Suárez entrò nella politica boliviana grazie all'appoggio di Klaus Barbie, il "Boia di Lione", criminale nazista e "consulente" di diverse dittature in America Latina, e fu tra i finanziatori del golpe che in Bolivia portò al potere García Meza, noto come "il narco-dittatore". Stipulò accordi milionari con i governi di Cuba e delle Bahamas per garantirsi i corridoi di entrata della cocaina negli USA, ebbe legami con i mafiosi italiani e con Roberto Calvi, stabilì contatti sotterranei con la CIA attraverso la mediazione di Manuel Noriega... Ayda Levy, vedova di Roberto, dal quale si separò negli anni Ottanta, quando si rese conto del suo coinvolgimento nel narcotraffico, racconta gli anni trascorsi accanto al più importante produttore di droga del mondo, svelando i dettagli della sua vita sontuosa, ma anche gli incredibili retroscena...
17,00

Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo. Manifesto generazionale per non rinunciare al futuro

di Federico Rampini

editore: Mondadori

pagine: 169

"Se torno per qualche giorno in Italia, mi sento subito ingombrante. A 56 anni ho l'età sbagliata? Governi, imprese, esperti descrivono i miei coetanei come un "costo". Guadagniamo troppo, godiamo di tutele anacronistiche, e quando andremo in pensione faremo sballare gli equilibri della previdenza. Per i trentenni e i ventenni, invece, siamo "il tappo". Ci aggrappiamo ai nostri posti, non li facciamo entrare. Non importa se ci sentiamo ancora in forma, siamo già "gerontocrazia". Nessuno trova una soluzione a questa crisi, ma molti sembrano d'accordo nell'individuarne la causa: il problema siamo noi, i baby boomer. Siamo nati nell'ultima Età dell'Oro, quel periodo (1945-1965) che coincise con un boom economico in tutto l'Occidente ed ebbe un effetto collaterale forse perfino più importante: l'esplosione delle nascite. Come se non bastasse, poi, lo straordinario allungamento della speranza di vita ci ha resi una delle generazioni più longeve. E di questa nostra inusitata sopravvivenza si parla quasi come di una sciagura annunciata, un disastro al rallentatore. Ma un evento individualmente così positivo - vivere di più - può trasformarsi in una calamità? No, noi baby boomer siamo un'enorme risorsa anche adesso che diventiamo "pantere grigie". La sfida, di cui s'intravedono i contorni in America, è quella di inventarci una nuova vita e un nuovo ruolo, per i prossimi venti o trent'anni."
16,00

Dire e non dire. I dieci comandamenti della 'ndrangheta nelle parole degli affiliati

editore: Mondadori

pagine: 208

Non sanno di essere intercettati e parlano a ruota libera. Di affari, di voti, di chi si è comportato "da stracristiano" e di chi invece non "ha abbassato la testa". Parlano, gli uomini della 'ndrangheta, ma non dicono tutto. Fanno lunghe pause, e dietro quelle frasi lasciate a metà si nasconde la ferocia della strategia criminale e il rispetto di un preciso codice di comportamento. E anche oggi che la vecchia 'ndrangheta dei capibastone è diventata una multinazionale del crimine con ramificazioni in tutto il mondo, insospettabili contiguità con la politica e l'imprenditoria, un giro di affari miliardario, per gli affiliati la 'ndrangheta è "la più bella cosa perché ha le più belle regole": ha rituali, precetti, norme, principi. "Noi dobbiamo mantenerli certi valori, dobbiamo essere, come eravamo una volta, quello che ci hanno insegnato i nostri antenati" dice un boss calabrese. Anche i comandamenti restano quelli inequivocabili che si trovano nei codici della picciotteria: "non si sgarra e non si scampana", "chi tradisce brucerà come un santino", "la famiglia è sacra e inviolabile". Persino la penetrazione nelle ricche regioni del Nord non ha mutato gli equilibri di un'organizzazione al tempo stesso globale e locale: i clan diversificano gli investimenti, riciclano montagne di denaro e aprono ristoranti in pieno centro a Milano, eppure, come dice un altro boss alludendo alla Calabria, "la forza è là, la mamma è là", le radici della 'ndrangheta sono ben salde fra i boschi e i paesi aggrappati ai dirupi dell'Aspromonte.
17,50

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