Neri Pozza: Bloom
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Il demone della perfezione. Il genio di Arturo Benedetti Michelangeli
di Roberto Cotroneo
editore: Neri Pozza
Questo piccolo libro narra una storia vertiginosa, la storia di ABM, di Arturo Benedetti Michelangeli, uno dei più grandi geni
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Non c'ero mai stato
di Vladimiro Bottone
editore: Neri Pozza
pagine: 399
Ernesto Aloja è un ex editor: ha passato l'intera vita professionale a correggere i romanzi degli altri, dopo aver rinunciato
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Le furie
di Janet Hobhouse
editore: Neri Pozza
pagine: 399
Pubblicato postumo, Le furie ripercorre una vita vissuta con indomito furore fino alla tragica e prematura morte dell'autrice
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Il party
di Elizabeth Day
editore: Neri Pozza
Burtonbury, un ex collegio maschile per i figli dei diplomatici, è una scuola privata con una discreta reputazione e la vana a
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La regina delle greggi
di Thomas Savage
editore: Neri Pozza
pagine: 252
Al mondo ci sono persone che non riescono a immaginarsi il proprio fallimento
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Nevada
di Claire Vaye Watkins
editore: Neri Pozza
pagine: 267
Accolto con entusiasmo al suo apparire dalla critica e dalla stampa americane, "Nevada" segna il folgorante esordio di Claire
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Io ho paura
di Silvio Perrella
editore: Neri Pozza
pagine: 124
Un mese, l'estate, un luogo marino e boscoso che si chiama Qui: ecco gli elementi primi con i quali è composto questo racconto
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Gli atti di mia madre
di András Forgách
editore: Neri Pozza
pagine: 315
Accade a volte che una rivelazione possa a tal punto mutare il senso di una storia, da trasformare ogni suo singolo istante in
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La compagnia delle anime finte
di Wanda Marasco
editore: Neri Pozza
pagine: 238
Dalla collina di Capodimonte, la «Posillipo povera», Rosa guarda Napoli e parla al corpo di Vincenzina, la madre morta
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Tre piani
di Eshkol Nevo
editore: Neri Pozza
pagine: 255
In Israele, nei pressi di Tel Aviv, si erge una tranquilla palazzina borghese di tre piani
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Il male oscuro
di Giuseppe Berto
editore: Neri Pozza
pagine: 508
Apparso per la prima volta nel 1964, "Il male oscuro" ottenne subito un grande successo, vincendo nello stesso anno il Premio Viareggio e il Premio Campiello. L'apprezzamento critico che ne segui, tuttavia, non colse forse pienamente la grandezza di quest'opera e della figura di Giuseppe Berto nel panorama della letteratura italiana del secondo Novecento. Come sovente accade, questo romanzo e lo stesso Berto conoscono forse soltanto oggi quella che Benjamin definiva «l'ora della leggibilità». Comparato con le opere di quell'epoca caratterizzata da una società in piena espansione, "Il male oscuro", come nota Emanuele Trevi nello scritto che accompagna questa nuova edizione, appare come «lo specchio, frantumato ma straordinariamente nitido, di un intero mondo, di un'epoca storica», un capolavoro assoluto dotato di «un'autorevolezza paradossale, che si basa sulla travolgente energia degli stati d'animo». Come i grandi libri, il romanzo presuppone una genealogia. Berto ha ammesso più volte il suo debito con "La coscienza di Zeno" di Svevo e "La cognizione del dolore" di Gadda, dalla quale ricavò il titolo stesso del suo libro. "Il male oscuro", tuttavia, segna una svolta fondamentale rispetto a queste opere precorritrici: non descrive semplicemente una nevrosi, ma la mima e la incarna. Il suo linguaggio è la manifestazione stessa del male, «l'epifania tragicomica della sua oscurità» (Trevi). Un'assoluta novità artistica e letteraria che Berto non esitò a battezzare «stile psicoanalitico». Una prosa modernissima che, narrando di un male assolutamente personale, fa scorrere davanti ai nostri occhi «la Roma della Dolce Vita e di via Veneto, i medici e le loro contrastanti e fallaci diagnosi, l'industria del cinema con tutte le sue bassezze e le sue assurde viltà, la famiglia borghese e la sua economia domestica, i cambiamenti del costume sessuale, i rotocalchi a colori e le villeggiature in montagna»... la malattia di un'epoca apparentemente felice.
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